Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Martedì, 8 Dicembre 2009 FRANCESCO SISCI, La Stampa
Citazione:
Febbre Baarìa, [*]
Link
tutto esaurito a Pechino
Link
tutto esaurito a Pechino
Tutto pronto a Pechino per accogliere la proiezione di «Baarìa» di Giuseppe Tornatore. Biglietti esauriti, cinesi preparati ad affrontare lunghe attese e critici cinematografici già entusiasti. Come spiegare tanta curiosità per una storia siciliana? Questa volta la mafia non c’entra: «Nel suo film si sente la profondità della cultura antica», scrive la critica Du Lin, spiegando la profonda assonanza che ha sentito tra la sua Cina e la Sicilia di Tornatore.
Una cosa analoga era accaduta per «Nuovo Cinema Paradiso», dove nel rapporto tra Philippe Noiret e il bambino Salvatore Cascio, i cinesi avevano rivisto il modello maestro-allievo, sacrale e antico per la loro cultura. E ancora di più, forse, per «Malena», un altro grande successo italiano tra il pubblico cinese: lì erano stati la magia, l’esotismo, ma anche la sensualità e la cattiveria, il profumo di cannella, vaniglia, di fiori d’arancio evocato dalla passeggiata arrogante di Monica Bellucci per la piazza principale di Siracusa. Scene che un cinese non aveva mai visto prima e che ai suoi occhi avevano rappresentato il simbolo di una diversità epocale. Ma c’è poi anche la vicinanza.
«È così, quelli sono gli occhi di un bambino cinese», spiegava entusiasta un generale dell’esercito di liberazione popolare dopo avere visto e rivisto «Malena», tradotto più direttamente con «La bella siciliana».
Secondo lui e secondo tanti altri cinesi affascinati dalla pellicola l’amore del ragazzo, la seduzione subita ad opera della straordinaria Bellucci, catturava un sentimento profondo, vero, universale e molto cinese allo stesso tempo.
È dunque con enorme curiosità che la Cina si prepara ad accogliere nei prossimi giorni Giuseppe Tornatore, in occasione di una sua rassegna organizzata dall’istituto di cultura diretto da Barbara Alighiero con il sostegno del direttore del Festival di Venezia Marco Mueller. «Guardando l’Italia com’era - dice ancora Du Lin - è impossibile non andare con la memoria alle profonde radici rurali del nostro Paese».
In qualche modo Tornatore tocca una doppia corda in Cina: da un lato si avvicina a miti culturali cinesi, dall’altro mostra un mondo distante e incantato, quello della Sicilia e dell’Italia, che per Pechino ha una valenza speciale. Non è un caso infatti che la Cina abbia restaurato con soldi propri tutto l’ex quartiere italiano al centro di Tianjin. Il quartiere, con le sue ville che si ispiravano al quartiere romano dei Parioli, era considerato ancora negli Anni Venti e Trenta il più elegante di tutta la Cina. Qui scelse di vivere persino l’ultimo imperatore dopo che venne cacciato dalla Città proibita.
Qui, lontanissima geograficamente dalla Sicilia ma vicinissima al suo cuore, venerdì sarà aperta una sala di proiezioni che Tianjin chiamerà proprio «Nuovo Cinema Paradiso».
... questo film è distribuito dalla Medusa ed anche la produzione è sull'uscio accanto ma sempre dello stesso appartamento ... ed allora? che per caso è indeciso tra il fare le valige per andarsene a Panama o suicidarsi?
Se potessi dare un consiglio e fornire un'opzione io consiglerei la seconda (ad evitare poi ripensamenti e ritorni); ma,anche la prima male non sarebbe! Se troppo indaffarato a correre a destra e a sinistra pur di non essere a Milano in certi giorni e non ne avesse tempo, sono disponibile ad aiutarlo a fare le valige e finanche a portargliele all'aereo... personale o di stato che sia.
E che diamine, bisogna pur darsi da fare ed aiutare quando serve e si può. No?














































