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Martedì, 15 Dicembre 2009 la repubblica
ECONOMIA
Il governo "blinda" la manovra, il presidente dei deputati attacca "Scelta tutta politica che impedisce all'Aula di esprimersi sulla Manovra"
Calderoli: "Pensi ad applicare il regolamento"; Bondi: "Così non aiuta la distensione"
Il presidente della camera,
Gianfranco Fini
ROMA - Il governo ha posto la questione di fiducia sulla Finanziaria. Ad annunciarlo in aula è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. La fiducia, ha spiegato, "è sull'articolo 2 del testo approvato in commissione". In precedenza i deputati avevano approvato l'articolo 1.
Duro il commento del presidente della Camera, Gianfranco Fini: "La decisione di porre la fiducia
sulla legge Finanziaria è legittima", ma "deprecabile perché di fatto impedisce all'Aula di esaminare gli emendamenti". Fini ha ricordato di aver prolungato i termini per consentire un dibattito approfondito e dare alla commissione il tempo di approvare un testo per l'Aula, aggiungendo che "non vi era stato da parte dell'opposizione nessun atteggiamento ostruzionistico".
Spiegando che gli emendamenti da votare oggi erano in tutto 64, di cui 55 dell'opposizione, Fini ha aggiunto gli interventi contingentati avrebbero consentito di approvare la legge, anche senza fiducia, nei tempi previsti e compatibili con l'esame del Senato.
''La scelta di porre la questione di fiducia - ha detto ancora Fini- è costituzionalmente legittima e rientra nelle prerogative dell'esecutivo"; non può, però, ha aggiunto Fini, che "essere considerata come una decisione attinente esclusivamente a ragioni di carattere politico, rientranti non già nel rapporto tra governo e opposizioni ma unicamente all'interno del rapporto tra la maggioranza e il governo ed è la ragione per la quale la Presidenza della Camera considera deprecabile la decisione" del governo "perché di fatto impedisce all'aula di pronunciarsi sugli emendamenti''.
Le parole di Fini sono state accolte da molti applausi, non solo dai banchi dell'opposizione e i relatori di Pdl e Lega hanno rinunciato a intervenire. Le crticihe a Fini sono arrivate a seduta sospesa e dai banchi della maggioranza. Il ministro Roberto Calderoli: "Dalla
presidenza della Camera ci si attende l'applicazione dei regolamenti, non certo valutazioni sul fatto se sia deprecabile o meno una richiesta di fiducia, la cui valutazione di merito spetta all'esecutivo". E poi Sandro Bondi, ministro e coordindatore nazionale del Pdl:"La decisione e la valutazione espressa" da Fini "sono destinate a non aiutare l'apertura di un clima politico nuovo di cui l'Italia ha bisogno, anzi rischiano di rinfocolare immediatamente le polemiche".
Poco dopo, la conferenza dei capigruppo ha stabilito che la Camera voterà la fiducia sul maxiemendamento all'articolo 2 della Finanziaria domani alle 12. Giovedì invece ci sarà il voto finale.
Il governo "blinda" la manovra, il presidente dei deputati attacca "Scelta tutta politica che impedisce all'Aula di esprimersi sulla Manovra"
Finanziaria, fiducia alla Camera
Fini: "Decisione deprecabile"
Fini: "Decisione deprecabile"
Calderoli: "Pensi ad applicare il regolamento"; Bondi: "Così non aiuta la distensione"
Il presidente della camera,
Gianfranco Fini
Duro il commento del presidente della Camera, Gianfranco Fini: "La decisione di porre la fiducia
sulla legge Finanziaria è legittima", ma "deprecabile perché di fatto impedisce all'Aula di esaminare gli emendamenti". Fini ha ricordato di aver prolungato i termini per consentire un dibattito approfondito e dare alla commissione il tempo di approvare un testo per l'Aula, aggiungendo che "non vi era stato da parte dell'opposizione nessun atteggiamento ostruzionistico".
Spiegando che gli emendamenti da votare oggi erano in tutto 64, di cui 55 dell'opposizione, Fini ha aggiunto gli interventi contingentati avrebbero consentito di approvare la legge, anche senza fiducia, nei tempi previsti e compatibili con l'esame del Senato.
''La scelta di porre la questione di fiducia - ha detto ancora Fini- è costituzionalmente legittima e rientra nelle prerogative dell'esecutivo"; non può, però, ha aggiunto Fini, che "essere considerata come una decisione attinente esclusivamente a ragioni di carattere politico, rientranti non già nel rapporto tra governo e opposizioni ma unicamente all'interno del rapporto tra la maggioranza e il governo ed è la ragione per la quale la Presidenza della Camera considera deprecabile la decisione" del governo "perché di fatto impedisce all'aula di pronunciarsi sugli emendamenti''.
Le parole di Fini sono state accolte da molti applausi, non solo dai banchi dell'opposizione e i relatori di Pdl e Lega hanno rinunciato a intervenire. Le crticihe a Fini sono arrivate a seduta sospesa e dai banchi della maggioranza. Il ministro Roberto Calderoli: "Dalla
presidenza della Camera ci si attende l'applicazione dei regolamenti, non certo valutazioni sul fatto se sia deprecabile o meno una richiesta di fiducia, la cui valutazione di merito spetta all'esecutivo". E poi Sandro Bondi, ministro e coordindatore nazionale del Pdl:"La decisione e la valutazione espressa" da Fini "sono destinate a non aiutare l'apertura di un clima politico nuovo di cui l'Italia ha bisogno, anzi rischiano di rinfocolare immediatamente le polemiche".
Poco dopo, la conferenza dei capigruppo ha stabilito che la Camera voterà la fiducia sul maxiemendamento all'articolo 2 della Finanziaria domani alle 12. Giovedì invece ci sarà il voto finale.
















































