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Francesco Felice Previte
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Martedì    11 Agosto : 2009

Da un certo tempo state trovando, regolarmente, scritti (lettere ed articoli) di Francesco Felice Previte o che di lui parlano.

È un "contatto" che è ormai lontano nel tempo.

Il primo "incontro" indiretto con il Dott. Previte risale al 31 ottobre 2007.

Dopo di allora diverse altre volte ho avuto modo di riportarne citazioni, articoli suoi o che a lui riportavano.

Poi ho avuto il piacere di entrare in contatto diretto con lui e, da allora, regolarmente ricevo e ci scambiamo email  con le quali  mi giungono lettere ed articoli che regolarmente pongo alla vostra attenzione pur se, talvolta ed in alcuni passaggi, non mi ci ritrovo.

È un contatto quindi che, indubitabilmente e al di là di tutto, è destinato  semmai a consolidarsi piuttosto che a terminare  - anche per la pluralità di informazioni, pensieri ed idee che cerco di incentivare e, comunque, coltivo - per cui, a questo punto, credo che possa essere anche giusto e corretto, nei vostri e suoi confronti, che io ve lo presenti in modo ufficiale ed esaustivo così che ognuno sappia chi è e per cosa si batte.

A seguire, quindi, vi riporto l'articolo del 31 ottobre 2007 (di cui ho fatto cenno sopra) che ha costituito il mio primo "incontro" di colui che ormai, credo e spero, sarà divenuto un amico di tutti noi; anche di chi magari, come me ad esempio, non è perfettamente in linea con il suo pensiero complessivo dato che, comunque, la parte delle sue battaglie a favore delle persone con DISABILITÀ MENTALE, è degna di raccogliere la condivisione di tutti pur, ripeto, non ritrovandosi poi, per scelta personale e valida per se stessi (tipo eutanasia), in ogni passaggio del suo pensiero.

A seguire poi vi inserisco un "estratto" utile a farvelo conoscere e, nel contempo, a darvi un ampio spettro del suo pensiero e delle sue battaglie.

Altro non ho da dire ed anzi il farlo sarebbe solo un riduttivo. Lascio quindi che sia lui stesso a parlare di se, e del suo mondo, con i suoi scritti (QUI ne ritroverete buona parte) e/o altri con gli articoli a lui dedicati o che a lui si riferiscono.

A tutti grazie per l'attenzione ed al Dott. Previte comunque grazie per l'amicizia.

Stan


Citazione:
“Servire la vita è servire il futuro”


Il Presidente di “Cristiani per Servire” sul messaggio per la Giornata per la Vita

CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 31 ottobre 2007 (ZENIT.org).- “Servire la vita è servire il futuro”, ha detto Franco Previte, Presidente del movimento “Cristiani per Servire” nel commentare il messaggio dei Vescovi italiani per la 30° Giornata nazionale per la Vita dal titolo “Servire la vita”, che si celebrerà il 3 febbraio 2008.

Intervistato da ZENIT, Previte ha spiegato che “il richiamo dei Vescovi alla sofferenza, alla civiltà cristiana, alla difesa dalle minacce ed offese che si tenta di portare alla famiglia ed alle singole persone, specie ai bambini, ci rammenta come la vita umana, anche quella malata, deve trovare nella società civile un’accoglienza, una considerazione ed una collocazione, nel nostro andamento quotidiano”.

Secondo il Presidente di “Cristiani per Servire” molto significativo è il richiamo, nel messaggio dei Vescovi, a servire la vita vale anche “quando è scomoda e dolorosa [...] per chi è gravemente ammalato [...] per chi è anziano o a poco a poco perde lucidità e capacità fisiche”.

Infatti, fra le tante disabilità a cui “Cristiani per Servire” rivolge una grande attenzione ci sono quanti soffrono il disagio psichico.

A questo proposito Previte ha denunciato l’uso crudele della “sofferenza per accrescere l’attrattiva della comunicazione nei mass media”, ed ha sottolineato che “la vita va rispettata creando anche le condizioni perché si sviluppi la giustizia, l’amore verso il prossimo ed il rispetto della dignità di tutti, specie quella degli ultimi fra gli ultimi: i malati mentali, una vita scarsamente difesa”.

A suo avviso, alla Dottrina sociale della Chiesa cattolica va riconosciuta “la funzione di illuminazione e di orientamento del nostro cammino di cristiani ed anche di cittadini, sebbene sia necessario che tali valori vengano vissuti e difesi nel concreto della vita sociale”.

Previte ha concluso il suo commento ringraziando “le famiglie che riescono a tenere in casa gli anziani e gli ammalati”, perché, come dice il messaggio dei Vescovi, “in un Paese che vuole rispettare la sua storia e credere nel futuro” l'imperativo è “servire la vita”.

“Cristiani per Servire” è un movimento cattolico di solidarietà e carità, che ispirandosi alla Dottrina Sociale della Chiesa intende portare il proprio contributo alle attese della gente e del bene comune, cercando di "scuotere" le coscienze di tutti: amministratori pubblici, mondo politico ed ecclesiale, affinché operino per il bene sociale, specie per le categorie più disagiate, sofferenti e più esposte alla insensibilità ed agli egoismi.


Francesco Felice Previte ha scritto: 
Notiziario a cura degli Ambasciatori di Pace
della Interreligious and International Federation
for World Peace Italia
Autorizzazione n. 3193 - 2005
Segreteria di Stato per gli Affari Interni - San Marino

Luci ed ombre della “Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili”.
Ma dove sono “coloro” che dicono e non fanno?


Il nostro paese è costantemente “preso” nella litigiosità con scambi di accuse nel mondo politico, senza minimamente curarsi se emergenze, divergenze ed esigenze sono degne di essere chiamate tali o vergognosamente lasciate nell'angolo più buio del “buon senso”, auspicando che si realizzi omogeneità di intenti mirati a concetti di solidarietà verso le persone disabili.

Approvata dall'ONU nel dicembre del 2006 la “Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità” ha elaborato i diritti civili e politici di questi “diversamente abili” e alla partecipazione di diritto alla salute, al lavoro e alla protezione sociale, riconoscendo il cambiamento di atteggiamento della società teso a far raggiungere la piena uguaglianza quali persone con menomazione in un contesto sfavorevole che diventa disabilità, escludendo totalmente i sofferenti di problemi di natura psichica.

Di qui le mie petizioni al Parlamento Italiano (col n. 5 alla 12° Commissione Igiene e sanità del Senato della Repubblica e col n. 6 alla 3° Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica; col n. 9 all'esame della 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati) onde:

1) riconoscere la condizione delle persone con con problemi di natura psichica con emendamento ai sensi dell'art. 47 della “Convenzione”;
2) adottare norme migliorative in favore della malattia mentale ai sensi dell'art. 4 della “convenzione”
3) apportare emendamenti ai sensi dell'art. 47 della “Convenzione” con precise riserve da escludere ogni riferimento all'eutanasia, all'aborto sia come diritto che come modalità e metodo della salute riproduttiva.

Non vi è dubbio che la “Convenzione” ha tanti meriti, tra i quali va certamente inserito quello di affermare che alle persone disabili, in qualunque condizione si trovano (art. 25 lettera f) non sia possibile rifiutare assistenza medica, prestazione di cure e servizi sanitari, nonché l'alimentazione e l'idratazione.

Inoltre abbiamo condiviso quanto viene apportato per il riconoscimento dei diritti e tutele, ma è necessario stare attenti alla parte in cui si tratta di riproduzione e pianificazione familiare (artt. 23 e 25), in quanto autorizzando l'accesso ai servizi riproduttivi, favoriscono le limitazioni delle nascite, travisano il concetto responsabile dei rapporti sessuali, non promuovono la procreazione responsabile, adottano metodologie di sterilizzazioni, favoriscono l'aborto ed introducono l'eutanasia. Queste “innovazioni” sono in contrasto:

a) con l'art. 10 per “l'inalienabile diritto alla vita”;
b.) con l’art.15 per cui “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico-scientifici;
c.) con l’art.16 per cui si è contro a “ogni forma di sfruttamento, violenza od abuso”.

Siamo per la vita, dono del Creatore, per i metodi naturali e non per programmi contraccettivi che distruggono la società civile ed offendono la dignità della persona.

Se una certa metodologia proclamata dalla “Convenzione” venisse applicata, come è stata ratificata con il disegno di legge del Governo n. 2121 art. 2° del 20 febbraio 2009, tutti i disabili, specie gli handicappati psichici, corrono il rischio di essere sterilizzati onde frenare la diffusione di handicap genetici, o subire forme di eutanasia per “evitare” la vita senza senso, applicazione dell’aborto selettivo per eliminare figli imperfetti, limitazione delle nascite, “tutte misure” che offendono la dignità della persona e che negano il diritto alla vita.
Inoltre per le sofferenze insopportabili, con la scusa di lenire il dolore la così “detta pietà”, potrebbe essere un possibile strumento che porta all’eliminazione della vita o, ripeto, forme di eutanasia, “considerazioni”, molto pericolose che potrebbero coinvolgere malati di Alzheimer, malati psichici, terminali, anziani non autosufficienti, “metodologie” che richiamano l’eugenismo e le teorie di selezione della razza tristemente note, perché pratica biomedica che spianò la strada alle terribili selezioni della razza e del genere umano avvenute nel secolo passato, per le quali la Chiesa Cattolica, come altre confessioni, si sono sempre opposte.

Ci domandiamo e domandiamo dove erano e dove sono coloro che dicono, oggi, di difendere i disabili, siano essi fisici o psichici, in conferenze, giornate, convegni o che si affacciano negli schermi televisivi ad ammannirci di belle parole?

Forse fanno come Penelope, moglie di Ulisse, che resisteva nobilmente alle istanze dei Proci, serbando la fede al marito andato all’assedio di Troia, promettendo che avrebbe sposato uno di loro appena terminata la tela che di giorno tesseva e la notte la disfaceva?



LA PERSONA

Francesco Felice Previte, nato a La Spezia, ma ha vissuto sin dai primi anni a Genova, attualmente vive in Sicilia, ha come priorità il motto: Pace e Solidarietà.

Presidente dell’Associazione “Cristiani per servire”, da anni cerca di richiamare l’attenzione dei mass media, dell’opinione pubblica e soprattutto delle Istituzioni su un problema di grandi e vaste dimensioni: la situazione in cui “vivono” i malati mentali, le loro famiglie e la sicurezza di tutti i cittadini esposti quasi giornalmente ad episodi dove protagonisti sono menti psichicamente instabili.

Anteriormente al 1994 scrive a tutti i giornali d’Italia, anche in ambito europeo per sensibilizzare a quel “problema” verso cui le Istituzioni sono indifferenti e silenziose, considerandolo esautorato dopo l’entrata in vigore della legge 180 o legge Basaglia legge che ha “ordinato” la chiusura dei manicomi.

Questo disagio sociale investe non solo la società, ma la coscienza di tutti i cittadini.

Alle Istituzioni, cioè al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati con Petizioni tutt’ora giacenti presso i Consessi, chiede una maggior comprensione di questo disagio sociale onde esaminare al più presto una legge- quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica. In ambito europeo sullo stessa tematica e primo in Europa, ha presentato la Petizione n.146/99 che nelle conclusioni di risposta del 29 maggio 2000 prot. n. PE 290.531“la Commissione Europea”, riconosce quanto proposto dal Previte “considerando impellente la necessità di una promozione della salute mentale nel quadro della strategia comunitaria”.

Ancora oggi, insistono nel Senato della Repubblica e nella Camera dei Deputati Petizioni ai sensi dell’art.50 della Costituzione per una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica, considerando prioritario quale primo approccio:

a.) Fondo Speciale Economico, (Dopodinoi) il cruccio delle famiglie, dove confluire tutti i beni che in eredità andranno al “malato”;

b.) L’attivazione della ricerca scientifico farmacologica sulle malattie mentali;

c.) Aggiornamento degli assegni di assistenza che con euro 255,13 al mese consentono agli disabili psico-fisici solo la sopravvivenza.

L’Associazione “Cristiani per servire”: è un movimento d’ispirazione cristiana di solidarietà e carità, non politico, che non ha né chiede contributi a nessuno e di nessun genere, ma ispirandosi alla Dottrina Sociale della Chiesa intende portare il proprio contributo alle attese della gente e del bene comune cercando di scuotere le coscienze di tutti: Amministratori pubblici, mondo politico, affinché operino per la collettività, specie per le categorie di maggior sofferenza e più esposte alle insensibilità ed all’egoismo.

L’Associazione tiene presente l’Esortazione Apostolica “Cristifidelis Laici” che sollecita le aggregazioni laicali ad una presenza sempre più attiva al servizio della comunità con slancio ed inventiva soprattutto nelle “nuove frontiere”.
Un seme di senapa che si vuole innestare nel male per far germogliare il genere buono. Il Movimento ha come Presidente Onorario la genovesissima On.le Ines Boffardi già Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri “per la condizione femminile”- oggi  ministero pari opportunità - dove il Previte era direttore collaboratore, capo della Segreteria e direttore di sezione nei due Governi Andreotti 1978. Terminata la Legislatura e ritiratasi a vita privata l’On. Boffardi, il Previte ne ha preso a cuore l’idea iniziando l’opera di “soccorso” in favore dei malati mentali fin dal 1994 (vedi SIR n.36 del 13 maggio 1994 pag.6).

L’Associazione, per il disagio sociale costituito dalla malattia mentale chiede: servizi specifici in strutture adeguate.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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