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Domenica, 22 Novembre 2009 Giovanna Salvati, metropolis
SANT´ANASTASIA (NAPOLI) - Una donna che con prepotenza tocca un uomo nelle sue parti più intime. La sua mano stringe il pantalone e lui simula un urlo. Una foto choc per attirare nuovi clienti ed è cosi che la nuova campagna pubblicitaria del negozio di abbigliamento dei fratelli Franzese, di Sant´Anastasia, è finita sott’accusa.
Il tabellone a Napoli. Il mega manifesto pubblicitario è stato affisso a Napoli e dopo tre giorni ha scatenato la rabbia delle istituzioni che hanno deciso di censurare la campagna del marchio vesuviano. Tutte coperte da questa mattina le immagini "commissionate" dal negozio di abbigliamento dei fratelli Franzese, rinomati sul territorio per la vendita di capi di abbigliamento delle migliori firme della moda italiana.
Non è un messaggio offensivo. “Non avevamo intenzione di scandalizzare nessuno bensì di catturare solo l’attenzione di una nuova clientela. Se poi associazioni cattoliche o altri si sono scandalizzati non è colpa nostra”. Cosi si discolpa il giovane Michele Franzese, titolare del negozio, che con toni tranquilli e in parte divertito della vicenda spiega “sappiamo che i tabelloni sono stati ricoperti e se le autorità competenti hanno deciso di farlo vuol dire che forse avevano le loro ragioni che noi rispettiamo, avevamo pagato regolarmente le tasse per l’affissione e davvero non credevamo di poter sconvolgere più di tanto l’opinione pubblica se non per pura pubblicità”.
L´invito di Chiambretti. La pubblicità però ha fatto centro, tanto che le immagini sono finite anche nel programma televisivo “Chiambretti show” a cui Michele Franzese parteciperà nella puntata di mercoledì sera. Quello che ha destato più scandalo non è altro che l’inversione dei ruoli: in una società dove l’uomo sembra poter ottenere tutto quello che vuole, è spesso si sono viste immagini eloquenti dove era lui ad usufruire di una donna oggetto. Ora si invertono i ruoli, ed è la donna a fare ciò che le pare anche in maniera fin troppo esplicita.
L´immagine forte della donna. Quando si dice che la pubblicità è l’anima del commercio, quel commercio che ha dato l’anima alla vera indole della donna di oggi: "una donna aggressiva, forte, autonoma e soprattutto pronta a molestare pur di affermarsi", in un campo come quello della moda ma forse non solo. “Non volevamo assolutamente diventare un veicolo politico, al contrario”. Intanto, oltre alla campagna pagata migliaia di euro è arrivata anche la pubblicità gratuita.














































