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FRECCIA ARGENTO: Brescia-Roma (dossier)
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 FRECCIA ARGENTO: Brescia-Roma (dossier)
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Sabato, 12 Dicembre 2009 Cecilia Bertolazzi, GdB
Da domani Brescia-Roma in 3 ore e 50 minuti
Partirà alle 7.05 il primo Frecciargento diretto alla Capitale. Oggi l’addio al «vecchio» Pendolino
La capitale è sempre più vicina. Non tanto in termini di chilometri, quanto per il tempo impiegato a percorrerli. Basteranno, da domani, tre ore e cinquanta minuti per mettere piede a Roma, un’ora e tre minuti in meno - per essere precisi - rispetto ad oggi.
Sembra già di sentirlo il fischio del capotreno del primo Frecciargento che lascerà i binari bresciani nel giorno di Santa Lucia alle 7.05, mandando in pensione il vecchio Pendolino. Per il ritorno da Roma Termini i passeggeri dovranno essere in carrozza per le 18.05.
Che caratteristiche ha il treno del «futuro» è presto detto. È stato costruito per viaggiare a 300 km/h e può correre su tutte le linee Alta Velocità e tradizionali. La realizzazione stilistica e l’ambientazione generale del treno è stata curata in collaborazione con il designer Pininfarina.
È composto da 4 vetture climatizzate di prima e 7 di seconda classe che possono ospitare 671 viaggiatori (195 in prima e 476 in seconda). Nella terza vettura della prima, inoltre sono prenotabili due «business area», veri e propri salottini con scomparti chiusi, con 4 poltrone ognuno, tavolo e presa per alimentazione a 220V. Prevista un’area e una toilette attrezzata per disabili che viaggiano su sedia a rotelle. Tutte le vetture sono dotate di bagagliere sopratesta aperte a ogni posto e, nei vestiboli, un’area per bagagli di grandi dimensioni. Il servizio di ristorazione è offerto nella speciale vettura Risto-Bar.
Dai finestrino dell’Eurostar si vedranno scorrere nuovi paesaggi. Non più le campagne tra Cremona e Parma, ma quelle veronesi. Dalla città scaligera si raggiungerà Bologna, poi Firenze, infine Roma.
A che prezzo? Il biglietto per la corsa singola da Brescia a Roma (o di ritorno da Roma a Brescia) costerà 68 euro in seconda classe, 94 in prima. Un buon compromesso rispetto ai vecchi costi del Frecciarossa: 59,90 euro in seconda classe e 89,30 in prima.
Certo è che accanto alle tariffe intere, le Ferrovie propongono un ventaglio di offerte per contenere la spesa. Offerte che si accompagnano all’introduzione di tre categorie di biglietti: base, flessibile e promo. Proprio l’ultimo dei tre farà accedere il viaggiatore ad uno sconto dal 15 al 30% a seconda che si prenoti la corsa con 7 o 15 giorni di anticipo. Al mese ne saranno messi a disposizione 350mila di cui 200mila riservati ai Frecciarossa e Frecciargento. C’è poi il biglietto flessibile che risulta leggermente più caro del base, ma potrà consentire il cambio gratuito e illimitato nonché il rimborso integrale in caso di rinuncia al viaggio. Per maggiori dettagli si rinvia al sito www.trenitalia.com.
Se oggi, dunque, gli «affezionati» - specie bergamaschi e cremonesi che dovranno rivolgersi alle corse dei Fracciarossa in partenza da Milano - diranno addio al Pendolino, domani si conteranno gli estimatori del Frecciargento che prende servizio grazie all’inaugurazione della linea veloce proprio tra Bologna e Firenze che ha permesso l’ampliamento del sistema Alta Velocità.
Il giorno di Santa Lucia, però, porterà altre novità, in particolar modo per i pendolari dal momento che entreranno in vigore i nuovi orari di Trenitalia e LeNord. Sono 176 le corse nuove che si andranno ad aggiungere alle 43 attivate a settembre e alle 30 di ottobre per un totale di 249 nuove corse, di cui 56 a cura di LeNord e 193 a cura di Trenitalia.
Si sottolinea, in particolare, la riapertura della linea Brescia-Piadena-Parma, interrotta per lavori infrastrutturali.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Ultima modifica di Redazione il Sab 19 Dic, 2009 06:48, modificato 2 volte in totale
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#1 Sab 12 Dic, 2009 06:32 |
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 Re: Brescia-Roma in 3 ore e 50 minuti (?): la prova
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Lunedì, 14 Dicembre 2009 Marco Sampognaro, GdB
Il «Frecciargento» promosso a metà
Sul nuovo treno Brescia-Roma: viaggio d’andata (quasi) perfetto, bellezza e comodità... Ma al ritorno accumula 30 minuti di ritardo
ROMA«Spettabili Ferrovie dello Stato,
Abbiamo provato il vostro nuovo treno "Frecciargento" che collega Brescia a Roma (via Verona) in tre ore e cinquanta minuti. Ieri, domenica 13 dicembre, abbiamo preso l’Eurostar Italia AV (Alta velocità) in partenza da Brescia alle 7,05 e siamo arrivati a destinazione (stazione di Roma Termini) alle 10,55. E lo abbiamo ripreso al ritorno alle 18,05 per essere a casa - così speravamo - alle 21,55.
Non vogliamo lasciarvi ulteriormente in ansia: il treno è stato rimandato. Ha compiuto una prestazione a due facce: brillante all’andata, pessima al ritorno, a causa di un ritardo di 30 minuti che ci ha fatto giungere a Brescia alle 22,25. Così, se nel viaggio della mattina i giudizi dei viaggiatori sono stati positivi e in qualche caso entusiastici (con il solo limite - imperdonabile - della mancanza del caffè espresso), in quello della sera le voci erano rassegnate, a volte irate, nel migliore dei casi applicate al telefonino (Sì, è in ritardo, anche oggi che è il primo giorno con il treno nuovo, vieni pure alle dieci e un quarto). Peccato, perché le premesse per fare bene c’erano tutte. Un treno nuovo, un’immagine fiammante, una carriera da costruire. E già incrinata il primo giorno».
Freccia rossa o argento?
Il viaggio di andata sarebbe stato perfetto se non fosse stato per il caffè. I due addetti al vagone ristorante non sapevano come dirlo ai viaggiatori e del resto non era nemmeno colpa loro. «Abbiamo la macchina, abbiamo le cialde, abbiamo lo zucchero, i bicchierini, i bastoncini. Ma manca il braccio della macchina». E quindi, via di Nescafè: colazione bisognava pur farla.
All’esame dei passeggeri dell’andata il treno aveva stravinto la sfida con l’aereo, che pure è dotato di ottimi requisiti, ma che riporta voti bassi alla voce "rischi di ritardo" e "tempi d’attesa". E che soprattutto viene da fuori, mentre il treno è bresciano doc. All’esame di quelli del ritorno, qualche tentazione per il prossimo viaggio sarò venuta.
Il ritorno è iniziato male (ritardo di qualche minuto in partenza) ed è finito con mezz’ora di sforamento sulla tabella di marcia, senza alcuna spiegazione da parte dei responsabili del treno. Resta però, la possibilità, almeno teorica, di chiedere un bonus pari al 50% del prezzo pagato in quanto il ritardo era superiore ai 25 minuti: entro 20 giorni bisogna verificare il diritto al bonus nei sistemi informativi Trenitalia (biglietterie, agenzie di viaggio, self-service, internet, Call Center).
Per il resto, il nuovo Frecciargento era un Freccia Rossa. Sì, aveva anche la scritta: «Freccia rossa». La cosa- non che ci dispiacesse - ci ha lasciato perplessi: come dobbiamo chiamarlo in futuro? Ci hanno spiegato poi che la distinzione tra i due nomi è semplicemente commerciale: Freccia Rossa fa la tratta Torino-Salerno (con in mezzo Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli). Frecciargento le altre (Verona, Venezia, Bari, Lamezia e Brescia). Non sono due treni diversi. E perché allora il Freccia Rossa è stato messo su questa tratta? Perché non ci sono ancora abbastanza Frecciargento: li hanno ordinati, devono arrivare.
I giudizi dei passeggeri
Alla partenza da Brescia c’erano - se abbiamo contato bene - 86 persone escluso il personale di bordo, di cui 28 in prima classe. Molti vagoni, di prima e di seconda, erano vuoti. Più affollato, ovviamente il treno delle 18,05, alla stazione Termini, ma ad arrivare a Brescia non sono stati in molti.
Grande varietà di passeggeri. Coppie di anziani e di giovani, qualche famiglia con bambini, uomini o donne d’affari. Una suora. Molti pc, alcuni collegati a Internet, altri usati per vedere un film. Personaggi misteriosi, tra cui un tizio con skateboard e un uomo di eleganza trasandata che pareva uscito da un romanzo di Charles Dickens. Al ritorno, molti stranieri, di diverse nazionalità, e qualche gruppetto di studenti.
E i commenti? Anche qui, due facce.
Viaggio di andata: Laura (di origini camune), Fabrizio (romano) e la bimba Carlotta erano venuti su da Roma venerdì e ieri tornavano. Immediato il raffronto tra il vecchio e il nuovo treno: «Un altro mondo. Innanzitutto risparmi un’ora e dieci. Poi, il treno di venerdì, era uno dei primi Pendolini, scomodo anche in prima classe. Questo è un’altra cosa». Fabrizio sottolinea la diversità del tratto Bologna Firenze: «Prima vedevi molto degli Appennini, ora è quasi tutto in galleria. E passa in un attimo. L’alta velocità è una grande conquista». E l’aereo, perché no? «Perché non fa risparmiare tempo, anzi» risponde la bimba Carlotta con l’aria della veterana.
Viaggio di ritorno: Paolo, imprenditore lumezzanese, e Francesca, bancaria bresciana, sono rassegnati più che arrabbiati. «Alle nove e cinquanta ci siamo accorti che dovevamo essere a Brescia e invece eravamo ancora a Verona. Va bè, almeno il treno è comodo». Già. E se la prende anche comoda.
NUOVO «LOOK»
Tre ore e cinquanta minuti. Tanto basta (sulla carta) per raggiungere Roma partendo da Brescia. Ieri, alle 7.05, il primo viaggio del Frecciargento, che ha fatto il suo ingresso nella stazione di Roma Termini alle 10.55 in punto. Al ritorno però il treno ha deluso le aspettative e, partendo alle 18,05 da Roma, è arrivato a Brescia alle 22,25 invece che alle 21,55 previste. Il look del nuovo treno si compone di interni panna, tavolini di legno chiaro e sedili marrone scuro. Silenziosità, comodità... ma ancora non affidabilità.
I prezzi? Brescia-Roma in prima classe 94 euro, in seconda classe 68 euro. Possibilità di sconti fino al 30% prenotando prima.
Cosa fare in sette ore nella Città Eterna
Arrivate a Roma Termini alle 10.55. Ripartite alle 18.05. Con il nuovo Frecciargento avete sette ore per vedere Roma. Come utilizzarle al meglio? Abbiamo girato la richiesta all’ufficio del Turismo e loro ci hanno fornito un consulente d’eccezione: il vicesindaco Mauro Cutrufo, romano de Roma e responsabile, tra l’altro, del turismo. Il Rolfi romano, che ci fa da guida a Roma per un giorno. «Per vedere Roma non basterebbe un mese» esordisce. Lo sappiamo. Ma questo è un gioco, giochiamolo. «Allora, bisogna partire con qualcosa di sfizioso, che magari unisca più temi romani in uno. Che ne direste, per esempio, di un percorso enogastronomico nella città antica»?
Di che si tratta? «Ci sono alcuni ristoranti edificati su siti archeologici. E che uniscono il pranzo alla visita guidata alle vestigia romane». Faccia degli esempi. «Uno è l’Harry’s bar vicino Fontana di Trevi. E altri due sono nella zona di Campo de Fiori: Costanza e, poco lontano, le Grotte del teatro di Pompeo. Dopo mangiato, per restare in tema, si può arrivare a Largo di Torre Argentina e scendere ai resti dei luoghi dove fu ucciso Cesare. Perché è lì che fu ucciso, e non vicino al Colosseo come dicono molte guide turistiche non autorizzate».
Un altro consiglio del vicesindaco riguarda i Musei Capitolini e in particolare il Marco Aurelio. «La statua vera è all’Esedra, all’interno dei Musei Capitolini. In piazza del Campidoglio, dove fino agli anni Settanta c’era l’originale, c’è una copia, un calco di gesso. Consiglio di guardare il Marco Aurelio esterno, poi entrare nei Musei Capitolini e cercare quello vero. Si resterà sorpresi nello scoprire che la statua nel museo pare più grande - almeno il doppio - di quella nella piazza. Questo perché la prospettiva michelangiolesca di piazza del Campidoglio riduce le dimensioni.
Per chi andasse una domenica a vedere il Papa affacciarsi su piazza San Pietro c’è il problema di dove andare a mangiare. L’Angelus è a mezzogiorno. Cutrufo non ha dubbi: «Consiglio due classiche trattorie romane: Dante - Taverna de Gracchi e La Matriciana. Si spende un po’ ma si mangia benissimo e poi si possono visitare i Musei vaticani». E per chi volesse fare una giornata di shopping e relax? Può fare questo itinerario a piedi: dalla stazione Termini va in via Nazionale, all’altezza del Museo d’arte antica prende la galleria che porta in via del Tritone e arriva in piazza di Spagna, dove partono le arterie commerciali, come via Frattina e via Condotti. Poi passando per via del Babuino sbuca in piazza del Popolo, prendere un caffè da Rosati, passa sotto l’Arco e alla stazione Flaminio prendere la metro per Termini. I più arditi possono fare la variante del Pincio». Infine, per chi si ferma due o tre giorni, Cutrufo consiglia la Roma Pass, tessera che costa 23 euro e dà accesso a trasporti e musei. Per info www.turismoroma.it, oppure 060608. sam
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#2 Lun 14 Dic, 2009 06:36 |
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 Re: FRECCIA ARGENTO: Brescia-Roma (dossier)
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Sabato, 19 Dicembre 2009 GdB
I ritardi del Brescia-Roma
e il «nodo» di Milano tra le 18 e le 19
La puntualità continua a fare difetto, nel nostro servizio ferroviario. Lo si è rilevato nei primi giorni del nuovo Eurostar Frecciargento che dal 13 dicembre collega ogni giorno Brescia con Roma passando per Verona, Bologna e Firenze (ieri 35 minuti di ritardo). Lo segnalano i pendolari, che non vedono i miglioramenti promessi.
«La fase di assestamento dopo un cambiamento d’orario comporta sempre qualche problema e il servizio è sempre migliorabile - questa la premessa, da parte della Direzione milanese delle Ferrovie dello Stato -: nei primi giorni il funzionamento è stato abbastanza buono, poi il gelo ha causato nel territorio regionale qualche difficoltà nella gestione delle infrastrutture». Per i treni Frecciarossa e Frecciargento i riscontri sono positivi e la mancata puntualità viene attribuita agli ostacoli della fase d’avvio: «Il lancio ha avuto grande successo, con un incremento del numero dei viaggiatori che ha raggiunto punte del 40 per cento. C’è un problema di taratura, in particolare per il tratto tra Firenze e Bologna, dove è notevolmente aumentato il numero dei treni».
Diverso è il discorso relativo ai treni regionali, che in futuro saranno gestiti dalla nuova società mista, nata di recente con il coinvolgimento dell’ente pubblico. «L’Alta Velocità ha linee dedicate e da Milano, fino a Treviglio, si viaggia su quattro binari. La convivenza di Eurostar e treni regionali su una stessa linea rende complessa la gestione, ma andiamo verso una strutturazione organica - dicono le Ferrovie -. Il passante di Milano aiuterà la regolarità, sono stati fatti dei passi avanti per un riordino del sistema».
Il nuovo orario per i pendolari bresciani non prevedeva un aumento di treni regionali, ma un taglio ai tempi di percorrenza che, stando ai primi resoconti, faticano a realizzarsi. Si fa l’esempio del treno 10637, che partiva dalla Centrale alle 18 spesso con un ritardo di un quarto d’ora: adesso parte alle 18.15 e non ha perso le cattive consuetudini, con il risultato che «Si arriva a Brescia mezz’ora dopo». Una fascia oraria critica è proprio quella da Milano tra le 18 e le 19: se ne contano ben nove per Brescia e Bergamo, che accumulando i «normali» cinque o dieci minuti di ritardo rispetto all’orario di partenza formano una «catena di treni lumaca». C’è chi lamenta, al mattino, il venir meno di servizi ferroviari di attraversamento della metropoli: era utile per molti bresciani in arrivo a Lambrate la corsa delle 7.56 per Milano Certosa senza fermate intermedie; adesso il treno è previsto alle 8.12 e i ritardi comportano un’ulteriore perdita di tempo. Al contrario la corsa diretta a San Donato è stata anticipata e diventa difficile servirsene.
Al mattino molti bresciani viaggiano sull’Eurostar delle 7.33, che compie il tragitto in 52 minuti: come i «vecchi» Intercity, ma a un prezzo raddoppiato perché il biglietto che costava poco più di otto euro adesso ne richiede 16.50. Né ha trovato rimedio il problema lamentato da tempo, di un «buco» di tre ore nella tarda mattinata, per i bresciani che dovendo raggiungere Milano non hanno alternative rispetto ai costosi Eurostar.
Infine le carrozze, che notoriamente lasciano a desiderare: 600 a doppio piano saranno costruite da Ansaldo Breda (che ha vinto la gara in questi giorni). Altre 2.334 saranno ristrutturate.e. n.
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#3 Sab 19 Dic, 2009 06:49 |
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