Giornalismo e spazzatura
the fab one, 09 Giugno 2007, 12:03
veronablog
Vorrei invitarvi ad una lettura comparativa di due articoli sullo stesso tema, l’arresto di un insegnante di scuola materna accusato di pedofilia, apparsi oggi, il primo su "Il Verona", il secondo su "l’Arena". I toni sono, come è giusto e auspicabile, duri contro l’odiosa pratica della pedofilia, ma quello che segna la differenza fra i due articoli è ben altro. Esiste un filone di giornalismo, di cui le locandine de "l’Arena" rappresentano il migliore esempio, che non sa trattenersi dal condire le notizie con un "surplus" di informazioni diciamo "anagrafiche", informazioni che, messe giù nel modo giusto, diventano centrali, quasi indissolubilmente legate al reato commesso.
Ma andiamo nello specifico, al nostro caso. La persona arrestata è un 35enne assistente di disegno di un istituto per geometri, laureato in architettura, che prestava servizio volontariamente anche in due asili nido. Pare che proprio in questi due asili nido avrebbe allungato le mani su due bambine. Fatto disgustoso, ma su questo siamo tutti d’accordo. Ora, queste sono le informazioni fornite dall’articolo di Francesca Lonardi su "Il Verona".
Inutile dire che su "l’Arena" troviamo cose molto più succose. L’autrice A. Vaccari non può infatti fare a meno di scrivere, riguardo all’indiziato: "Laurea in architettura, trentacinquenne, piovuto a Verona dall’Italia del Sud". Ma non basta, se non si fosse capito ancora più sotto il concetto è ribadito: "L’arrestato, originario del Sud Italia". Insomma, l’è stà un teron. Concetto chiarissimo. Era fondamentale saperlo, dopotutto, no? Questi terroni che piovono nella nostra bella terra dal Sud come la grandine che piove dal cielo. Io trovo che questo tipo di giornalismo debba essere combattuto con forza da una società civile. Il che non significa essere più accomodanti coi pedofili, significa dire quello che serve senza voler sempre far leva sull’odio della gente verso altra gente.
Ma andiamo nello specifico, al nostro caso. La persona arrestata è un 35enne assistente di disegno di un istituto per geometri, laureato in architettura, che prestava servizio volontariamente anche in due asili nido. Pare che proprio in questi due asili nido avrebbe allungato le mani su due bambine. Fatto disgustoso, ma su questo siamo tutti d’accordo. Ora, queste sono le informazioni fornite dall’articolo di Francesca Lonardi su "Il Verona".
Inutile dire che su "l’Arena" troviamo cose molto più succose. L’autrice A. Vaccari non può infatti fare a meno di scrivere, riguardo all’indiziato: "Laurea in architettura, trentacinquenne, piovuto a Verona dall’Italia del Sud". Ma non basta, se non si fosse capito ancora più sotto il concetto è ribadito: "L’arrestato, originario del Sud Italia". Insomma, l’è stà un teron. Concetto chiarissimo. Era fondamentale saperlo, dopotutto, no? Questi terroni che piovono nella nostra bella terra dal Sud come la grandine che piove dal cielo. Io trovo che questo tipo di giornalismo debba essere combattuto con forza da una società civile. Il che non significa essere più accomodanti coi pedofili, significa dire quello che serve senza voler sempre far leva sull’odio della gente verso altra gente.














































