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Mitla
 
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Età: 41 Residenza: Calcinato- Brescia
Utente #: 59
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 Gli Eventi
Mi piace il suono del tacco delle mie scarpe al contatto con il pavimento, riecheggia per i corridoi.
Gli uomini si voltano subito a guardarmi, le donne no, solo quando le oltrepasso e possono spiarmi… di spalle, senza essere viste.
Allora ancheggio un po’ di più, quel tanto che basta per far oscillare la gonna e percepire l’invidia per il mio corpo.
Sono arrivata: stesso posto, una volta alla settimana, il Sabato.
<Sei spettinata oggi. Non hai prestato la solita cura e attenzione per i dettagli. Che è successo non è da te>
Cretino, mi verrebbe da urlargli. Cosa ne sai tu?
Non lo faccio, in rispetto al luogo, non urlo; mi limito a reprimere una smorfia di stizza. Se lui sapesse quanto mi costa venire qui, a cosa rinuncio per lui.
La mia vita, passata al setaccio mille e mille volte ancora. Mi hanno spogliata, hanno sondato ogni piega del mio essere, della mia anima, per colpa sua.
Passo veloce una mano fra i capelli, sistemando così una ciocca che era sfuggita ribelle alla severa coda nella quale la costringo; si, la costringo giusto una volta alla settimana per venire qui da lui.
<Va meglio così, ora sei tornata l’ipocrita di sempre>
Ipocrita, Io.
A volte mi piacerebbe ricostruire a ritroso nel tempo chi dei due, per primo, ha ingaggiato questa gara all’ipocrisia. Ingabbiata in un ruolo che non sospettavo fosse tanto avvilente. Sfido chiunque a non studiare un modo per evadere. Lui l’ha trovato subito il modo. Anzi non si è dato nemmeno la briga di cercarlo questo modo, ipocrita lo è sempre stato. Era facile per lui, fuori altre donne, altri svaghi ; e io, a casa, relegata al ruolo della mogliettina cara e fedele.
<Quasi quasi, sembri una donna seria>
B astardo! Si diverte. Crede persino di essere spiritoso. Sa benissimo che seria lo sono dovuta diventare. Sono ancora giovane, e sono bella, questo di sicuro lui non lo può sopportare. Sorrido mentre lo guardo. So perfettamente che l’unica cosa che può ancora ferirlo è la mia vita.
<Dove ci siamo perduti?>
Lo guardo, a lungo, la domanda mi sorprende. Mai una sola volta ho sentito di appartenergli, quindi mai ci siamo realmente perduti. Qualcosa nella sua voce però mi spinge a riflettere.
Avrei voluto crederci, avrei voluto che quell’amore fosse il mio amore per sempre.
Eri l’uomo giusto per me. Eri la soluzione a portata di mano e io… io ero tanto giovane. Se solo…
<.. se solo.. >
Eccolo che ricomincia. Avevo sperato in una possibile apertura. Chissà perché? Forse il tono di voce mi ha ingannata. E’ inutile lui non può capire che Paolo non è la causa di tutto. Lui non può capire che ci sarebbero stati altri Paolo. Lui era la scelta giusta, Paolo era la passione, la trasgressione .. la vita vera.
Perché mi guardi così? Cosa provi per me? Forza avanti dimmelo, ormai credo che non ci siano più segreti.
<.. pena. >
E ancora lacrime.
Il dorso della mia mano è talmente avvezzo ad asciugarle subito, che a fatica raggiungono le gote. Quante ne sono state versate.
Pena. La provo anch’io per me stessa, non per quello che è accaduto, ma per come è accaduto.
E’ una sensazione strana, lasci che gli eventi ti travolgano, senza esserci veramente. Come dire? Non sei né attore né spettatore sei lì e ti lasci travolgere dalle emozioni altrui.
In un certo senso fai tuoi ruoli che non ti appartengono, ma non li analizzi, non li valuti con la tua razionalità.
E’ così… è andata così. Nell’istante in cui, poi, cerchi di farti un’idea tua di ciò che è stato.. qualcosa o qualcuno ti riallontana dall’ evento.
<Dall’evento.. sei particolarmente cinica a definirlo così>
Abbasso lo sguardo; ormai la punta delle mie scarpe la conosco a memoria, per dieci lunghi anni le ho fissate.
Sono stati loro a farmi diventare così. Loro, le loro toghe, le loro domande. Lenti, impietosi e inesorabili hanno scavato nel mio passato nel mio presente… annullandomi il futuro. Mi hanno umiliata, derisa, dato in pasto agli avvoltoi, spogliata di ogni pudore.
La mia intimità pubblicata e portata a vessillo di un qualcosa che io.. non ho nemmeno voluto… che non sono stata in grado di controllare, di comandare.
<.. eri tanto giovane…>
Chiudo gli occhi mentre annuisco. Si, tanto giovane.
Questo non è un alibi però. L’ho imparato bene.
Non volevo che andasse così, non sono stata io a volerlo, ma non potevo cambiare le cose. Non ne avevo la forza ero troppo, troppo giovane e inesperta allora.
<e adesso.. adesso cosa sei?>
Sorrido amaramente. Non so cosa sono. Forse lo sapevo allora cos’ero. Oggi non più.
Sento il peso di ciò che è stato ogni giorno, grava su di me come un lutto. Lutto… io che non l’ho mai portato.
Forse avrei dovuto. Quello è stato il mio errore sai? La fame di vita.
<fame.. di vita…?>
Lo so a cosa alludi. Anche se dovessi spendere il resto dei miei giorni a spiegare, non capiresti cosa vuol dire essere donna. Una donna consapevole del potere che esercita con il proprio corpo. Il vostro stupido orgoglio maschile non vi fa vedere che siete inchiodati al nostro letto.
Le ho viste le facce dei benpensanti, mentre leggevano con curiosità morbosa delle mie preferenze sessuali, mentre facevano entrare le mie fotografie nelle loro fantasie erotiche per poi dire sprezzanti “quella è una donna da letto” e pensare “la vorrei nel mio”.
<alla fine non ti è servito neppure questo “potere” però..>
Guardo l’ora.
Meglio andare si è fatto tardi. Prendo un fazzoletto dalla borsa e pulisco con cura la tua fotografia sulla lapide.
Sei sicuro che non mi sia stato utile?
In fondo … sono stata assolta per insufficienza di prove.
Ti sorrido.
Mi volto e mi allontano, la tua voce mi giunge come un sussurro.
<.. a Sabato prossimo, amore>
Mitla
vivo di emozioni, scrivo di emozioni.
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#1 Sab 09 Set, 2006 11:00 |
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carmencafaro
Moderatore


Registrato: Agosto 2006
Messaggi: 176
Età: 51
Utente #: 54
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 Re: Gli Eventi
Un incedere lento, ma al contempo incalzante, conduce il lettore ad un epilogo inaspettato, struggente, ma non per questo melenso e strappacore...il tutto, intessuto in una trama semplice e garbata, come solo la tua " penna" poteva inventarsi.
Brava, Mitla...continua ad emozionarci ancora
Carmen
* Le poesie si scrivono sulle pietre, con le ginocchia piagate * ( Alda merini )
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#2 Sab 09 Set, 2006 11:47 |
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lucabalducci
Moderatore

 
Registrato: Agosto 2006
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Utente #: 47
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 Re: Gli Eventi
Non amo postare i commenti degli altri, quotare come si dice in gergo... mi associo a tutto ciò che ha detto mia "Moglie di Penna", non credo che ci sia un'analisi migliore per questo pezzo! Grazie Mitla, regalacene ancora di questi pezzi!
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#3 Sab 09 Set, 2006 12:16 |
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ceci1959

Registrato: Mag 2006
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Utente #: 4
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 Re: Gli Eventi
Mitla complimenti...finale teneramente cinico,molto fantasioso.Sono anch'io felicemente vittima delle emozioni ed amo ascoltare-assimilare quelle degli altri.Ti confesso che ho cercato di leggerti gli occhi(l'occhio)sempre curiosa e talvolta inopportuna "voyeur" delle anime che mi circondano,ma non ce l'ho fatta!
Lo sguardo sfugge l'incontro forse volutamente.
Spero di leggerti presto
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#4 Sab 09 Set, 2006 23:15 |
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Cleo

Registrato: Settembre 2006
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Età: 43
Utente #: 60
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 Re: Gli Eventi
Una donna che ripercorre in un dialogo immaginario, davanti alla lapide del marito, la sua vita. Hai raccontato benissimo i suoi pensieri, le sue sensazioni, il suo dolore. Brava.......come al solito!!!!!!
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#5 Sab 09 Set, 2006 23:47 |
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Mitla
 
Registrato: Agosto 2006
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Utente #: 59
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 Re: Gli Eventi
Grazie, grazie..
troppo buoni davvero^_^
Quest'idea è nata da una richiesta di collaborazione con le Edizioni Fabula, doveva essere un romanzo a quattro mani e dopo aver letto un fatto di cronaca ricostruire a posteriori la vita dei protagonisti. Dovevo fissare le idee e parlando con l'editore era nata questa possibilità di un dialogo surreale.
Ceci cara.. il mio occhio è un verde oliva che si schiarisce o scurisce, a seconda del tempo e dello stato d'animo.
Ho letto cose interessantissime sull'iridiologia (si scrive così?) .. però a dire il vero anche sulla numerologia, sulla lettura delle mani, sulla mappa dei nei.. quante cose mi piacerebbe sapereeeeeeeee
Mitla
vivo di emozioni, scrivo di emozioni.
Ultima modifica di Mitla il Sab 14 Ott, 2006 22:11, modificato 1 volta in totale
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#6 Dom 10 Set, 2006 20:53 |
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nicdam
Coordinatore
 Moderatore

 
Registrato: Luglio 2006
Messaggi: 334
Età: 102 Residenza: Prov. Rimini
Utente #: 46
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 Re: Gli Eventi
Mi piace il suono del tacco delle mie scarpe al contatto con il pavimento, riecheggia per i corridoi.
Gli uomini si voltano subito a guardarmi, le donne no, solo quando le oltrepasso e possono spiarmi… di spalle, senza essere viste.
Allora ancheggio un po’ di più, quel tanto che basta per far oscillare la gonna e percepire l’invidia per il mio corpo.
Sono arrivata: stesso posto, una volta alla settimana, il Sabato.
<Sei spettinata oggi. Non hai prestato la solita cura e attenzione per i dettagli. Che è successo non è da te>
Cretino, mi verrebbe da urlargli. Cosa ne sai tu?
Non lo faccio, in rispetto al luogo, non urlo; mi limito a reprimere una smorfia di stizza. Se lui sapesse quanto mi costa venire qui, a cosa rinuncio per lui.
La mia vita, passata al setaccio mille e mille volte ancora. Mi hanno spogliata, hanno sondato ogni piega del mio essere, della mia anima, per colpa sua.
Passo veloce una mano fra i capelli, sistemando così una ciocca che era sfuggita ribelle alla severa coda nella quale la costringo; si, la costringo giusto una volta alla settimana per venire qui da lui.
<Va meglio così, ora sei tornata l’ipocrita di sempre>
Ipocrita, Io.
A volte mi piacerebbe ricostruire a ritroso nel tempo chi dei due, per primo, ha ingaggiato questa gara all’ipocrisia. Ingabbiata in un ruolo che non sospettavo fosse tanto avvilente. Sfido chiunque a non studiare un modo per evadere. Lui l’ha trovato subito il modo. Anzi non si è dato nemmeno la briga di cercarlo questo modo, ipocrita lo è sempre stato. Era facile per lui, fuori altre donne, altri svaghi ; e io, a casa, relegata al ruolo della mogliettina cara e fedele.
<Quasi quasi, sembri una donna seria>
B astardo! Si diverte. Crede persino di essere spiritoso. Sa benissimo che seria lo sono dovuta diventare. Sono ancora giovane, e sono bella, questo di sicuro lui non lo può sopportare. Sorrido mentre lo guardo. So perfettamente che l’unica cosa che può ancora ferirlo è la mia vita.
<Dove ci siamo perduti?>
Lo guardo, a lungo, la domanda mi sorprende. Mai una sola volta ho sentito di appartenergli, quindi mai ci siamo realmente perduti. Qualcosa nella sua voce però mi spinge a riflettere.
Avrei voluto crederci, avrei voluto che quell’amore fosse il mio amore per sempre.
Eri l’uomo giusto per me. Eri la soluzione a portata di mano e io… io ero tanto giovane. Se solo…
<.. se solo.. >
Eccolo che ricomincia. Avevo sperato in una possibile apertura. Chissà perché? Forse il tono di voce mi ha ingannata. E’ inutile lui non può capire che Paolo non è la causa di tutto. Lui non può capire che ci sarebbero stati altri Paolo. Lui era la scelta giusta, Paolo era la passione, la trasgressione .. la vita vera.
Perché mi guardi così? Cosa provi per me? Forza avanti dimmelo, ormai credo che non ci siano più segreti.
<.. pena. >
E ancora lacrime.
Il dorso della mia mano è talmente avvezzo ad asciugarle subito, che a fatica raggiungono le gote. Quante ne sono state versate.
Pena. La provo anch’io per me stessa, non per quello che è accaduto, ma per come è accaduto.
E’ una sensazione strana, lasci che gli eventi ti travolgano, senza esserci veramente. Come dire? Non sei né attore né spettatore sei lì e ti lasci travolgere dalle emozioni altrui.
In un certo senso fai tuoi ruoli che non ti appartengono, ma non li analizzi, non li valuti con la tua razionalità.
E’ così… è andata così. Nell’istante in cui, poi, cerchi di farti un’idea tua di ciò che è stato.. qualcosa o qualcuno ti riallontana dall’ evento.
<Dall’evento.. sei particolarmente cinica a definirlo così>
Abbasso lo sguardo; ormai la punta delle mie scarpe la conosco a memoria, per dieci lunghi anni le ho fissate.
Sono stati loro a farmi diventare così. Loro, le loro toghe, le loro domande. Lenti, impietosi e inesorabili hanno scavato nel mio passato nel mio presente… annullandomi il futuro. Mi hanno umiliata, derisa, dato in pasto agli avvoltoi, spogliata di ogni pudore.
La mia intimità pubblicata e portata a vessillo di un qualcosa che io.. non ho nemmeno voluto… che non sono stata in grado di controllare, di comandare.
<.. eri tanto giovane…>
Chiudo gli occhi mentre annuisco. Si, tanto giovane.
Questo non è un alibi però. L’ho imparato bene.
Non volevo che andasse così, non sono stata io a volerlo, ma non potevo cambiare le cose. Non ne avevo la forza ero troppo, troppo giovane e inesperta allora.
<e adesso.. adesso cosa sei?>
Sorrido amaramente. Non so cosa sono. Forse lo sapevo allora cos’ero. Oggi non più.
Sento il peso di ciò che è stato ogni giorno, grava su di me come un lutto. Lutto… io che non l’ho mai portato.
Forse avrei dovuto. Quello è stato il mio errore sai? La fame di vita.
<fame.. di vita…?>
Lo so a cosa alludi. Anche se dovessi spendere il resto dei miei giorni a spiegare, non capiresti cosa vuol dire essere donna. Una donna consapevole del potere che esercita con il proprio corpo. Il vostro stupido orgoglio maschile non vi fa vedere che siete inchiodati al nostro letto.
Le ho viste le facce dei benpensanti, mentre leggevano con curiosità morbosa delle mie preferenze sessuali, mentre facevano entrare le mie fotografie nelle loro fantasie erotiche per poi dire sprezzanti “quella è una donna da letto” e pensare “la vorrei nel mio”.
<alla fine non ti è servito neppure questo “potere” però..>
Guardo l’ora.
Meglio andare si è fatto tardi. Prendo un fazzoletto dalla borsa e pulisco con cura la tua fotografia sulla lapide.
Sei sicuro che non mi sia stato utile?
In fondo … sono stata assolta per insufficienza di prove.
Ti sorrido.
Mi volto e mi allontano, la tua voce mi giunge come un sussurro.
<.. a Sabato prossimo, amore>
Questo tuo testo è certamente un piccolo capolavoro, sia nell'organizzazione del dialogo, che si muove agile e importante, mai banale e la chiusa poi, inaspetta e che spiazza. Io sono convinta che ci siano molte persone che sappiano scrivere, ma poche che sappiano "dire".
nicdam_liberapensatrice
Il mondo è un grande fumetto dove disegnatori pazzi scatenano frustazioni a catena a suon di bianco e nero...il colore? ...l'hanno consumato da tempo! (Nida)
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#7 Sab 23 Set, 2006 20:50 |
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Mitla
 
Registrato: Agosto 2006
Messaggi: 208
Età: 41 Residenza: Calcinato- Brescia
Utente #: 59
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 Re: Gli Eventi
Ti ringrazio Nic, davvero molto.
Molti sanno scrivere e bene.. e io ho sempre l'impressione che dicano molto più di me.. forse con il tempo.. passerà anche questa insicurezza ^_^.
Mitla
vivo di emozioni, scrivo di emozioni.
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#8 Sab 23 Set, 2006 23:18 |
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fedro
 
Registrato: Mag 2006
Messaggi: 38
Età: 48
Utente #: 5
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 Re: Gli Eventi
Gran bel racconto, Mitla.
Non ne faccio una disanima professionale, che non mi compete, ma ci aggiungo un ulteriore apprezzamento per la mia omonimia con una "comparsa" del racconto.
a presto rileggerti
Paolo
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#9 Dom 24 Set, 2006 15:32 |
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