I ciclisti e le regole della circolazione in città
Prendo atto che il segretario cittadino della Lega Nord Fabio Rolfi, con la risposta pubblicata il 27 maggio scorso, non è stato in grado di indicarmi dove realizzare in centro storico piste ciclabili protette, o in sede propria, confermando così l’impossibilità e, aggiungo, l’inopportunità di prevederne.
- Tanto rumore per nulla, da parte del segretario Rolfi. - Non a caso nei centri storici - italiani ed europei - nessuno ha mai pensato di tracciare piste ciclabili, e a maggior ragione nel nostro ove vige il limite di velocità massima dei 30 km/ora ed i pedoni e i ciclisti hanno la priorità sui veicoli a motore. - Il Segretario Rolfi, peraltro, insiste nel sostenere - a suo dire anche per ragioni di sicurezza - che è meglio tollerare i ciclisti contromano in centro storico piuttosto che legalizzarne il comportamento.
- Bizzarro modo di ragionare: occhio non vede cuore non duole, verrebbe da dire. - Sono invece convinto che in una società civile le regole vadano sempre rispettate e fatte rispettare.
- Non si tratta, infatti, di legalizzare un reato, bensì di accogliere un’esigenza e di cercare di renderla compatibile con il tessuto urbano della zona più antica della città.
- In effetti, la decisione di consentire il doppio senso di marcia ai ciclisti, nelle vie a senso unico per i veicoli a motore, aumenterebbe la sicurezza sia dei ciclisti che degli automobilisti.
- Infatti, questa misura sarebbe opportunamente segnalata e di conseguenza tutti gli utenti della strada sarebbero informati ed invitati ad effettuare l’immissione laterale in un senso unico prestando attenzione tanto a destra quanto a sinistra.
- In questi giorni ho avuto spesso modo di confrontarmi con molte persone su questo tema ed a quanti sollevavano problemi di insicurezza ho chiesto quale fosse il loro comportamento da ciclista circa il rispetto dei sensi unici in centro storico.
- Tutti hanno risposto candidamente: procedo contromano.
- Quanto poi all’altro presunto motivo di insicurezza per il ciclista evocato da Rolfi, ovvero le piste ciclabili sui marciapiedi, evidenzio che sono previste dal Codice della strada e successivi regolamenti (in particolare il Dm 30/11/99, n. 557) e che rappresentano solo una minima parte della rete ciclabile cittadina.
- Se le analizziamo una ad una, riscontriamo che per la maggior parte si tratta di vere e proprie corsie ciclabili contigue al percorso pedonale, di larghezza adeguata a permettere la coesistenza tra pedoni e ciclisti (ad esempio in via Veneto, via Tartaglia, via Ugoni).
- Per una esigua parte di esse, in ragione dell’assoluta carenza di spazi, si è deciso di realizzare un percorso promiscuo pedonale e ciclabile, in attesa che si realizzino condizioni più adeguate, per garantire la continuità di un percorso ciclabile importante, ad esempio in un tratto di via Cefalonia.
- Giova ricordare a tale proposito, soprattutto ai ciclisti, che il Codice della Strada prevede che la velocità del ciclista sia conformata a quella dei pedoni.
- Colgo l’occasione di questa lettera per rispondere anche ad alcune domande formulate sul Giornale del 25 maggio scorso dal signor Gianni Piccini, domande relative a tratti mancanti di piste ciclabili. - Premesso che, quando il signor Piccini vorrà, potrà tranquillamente recarsi presso i nostri uffici per ritirare una mappa della rete delle piste ciclabili cittadine già realizzate o da realizzare, secondo il Piano della mobilità ciclistica approvato nel 2000, siamo consapevoli che l’attraversamento di via Volturno e di via Risorgimento - ma anche, aggiungo, di via Orzinuovi - sono particolarmente importanti nell’ambito del percorso ciclabile che si snoda per 11 km lungo l’argine del Mella nel territorio comunale.
- Purtroppo, nonostante le ripetute richieste dell’Amministrazione comunale, l’Autorità interregionale del Po ha sempre negato l’autorizzazione a realizzare passerelle sotto i ponti, mentre l’ipotesi di costruire un tunnel sotto la strada è stata - almeno per il momento - accantonata per motivi di sicurezza e per i costi elevati.
- Ricordo peraltro che, al fine di garantire maggior sicurezza ai ciclisti, si è realizzato un passaggio ciclopedonale sulla sommità del ponte di via Volturno, e ciò anche per assicurare una migliore visibilità ai ciclisti e dei ciclisti.
- In merito, invece, al tratto di via Turati, ricavato ai margini dell’area verde prospiciente le mura venete, preciso che la sede del percorso ciclabile non è composta da «ghiaione» ma da dolomite, lo stesso materiale utilizzato sulla pista del Mella, da via Milano alla Stocchetta, che garantisce un fondo compatto, pur con qualche rilascio di pietrischetto. - Nei prossimi giorni verrà comunque effettuato un intervento di manutenzione del fondo ammalorato, soprattutto a causa del ruscellamento, sempre più rilevante, dovuto alle piogge a carattere torrenziale.
- Infine, una breve risposta anche al dott. Luigi Lombardi, che mi chiede di valutare l’installazione di due paletti o di due fioriere in contrada San Giovanni.
- Premesso che tutti gli archetti esistenti sono stati rimossi a seguito della riqualificazione della piazza, evidenzio che quanto segnalato è già allo studio dei nostri uffici tecnici, nonché oggetto di confronto con la Nona circoscrizione, unitamente alle misure atte a salvaguardare la piazzetta antistante la bellissima Chiesa di San Giovanni dalla sosta abusiva.
- Tanto rumore per nulla, da parte del segretario Rolfi. - Non a caso nei centri storici - italiani ed europei - nessuno ha mai pensato di tracciare piste ciclabili, e a maggior ragione nel nostro ove vige il limite di velocità massima dei 30 km/ora ed i pedoni e i ciclisti hanno la priorità sui veicoli a motore. - Il Segretario Rolfi, peraltro, insiste nel sostenere - a suo dire anche per ragioni di sicurezza - che è meglio tollerare i ciclisti contromano in centro storico piuttosto che legalizzarne il comportamento.
- Bizzarro modo di ragionare: occhio non vede cuore non duole, verrebbe da dire. - Sono invece convinto che in una società civile le regole vadano sempre rispettate e fatte rispettare.
- Non si tratta, infatti, di legalizzare un reato, bensì di accogliere un’esigenza e di cercare di renderla compatibile con il tessuto urbano della zona più antica della città.
- In effetti, la decisione di consentire il doppio senso di marcia ai ciclisti, nelle vie a senso unico per i veicoli a motore, aumenterebbe la sicurezza sia dei ciclisti che degli automobilisti.
- Infatti, questa misura sarebbe opportunamente segnalata e di conseguenza tutti gli utenti della strada sarebbero informati ed invitati ad effettuare l’immissione laterale in un senso unico prestando attenzione tanto a destra quanto a sinistra.
- In questi giorni ho avuto spesso modo di confrontarmi con molte persone su questo tema ed a quanti sollevavano problemi di insicurezza ho chiesto quale fosse il loro comportamento da ciclista circa il rispetto dei sensi unici in centro storico.
- Tutti hanno risposto candidamente: procedo contromano.
- Quanto poi all’altro presunto motivo di insicurezza per il ciclista evocato da Rolfi, ovvero le piste ciclabili sui marciapiedi, evidenzio che sono previste dal Codice della strada e successivi regolamenti (in particolare il Dm 30/11/99, n. 557) e che rappresentano solo una minima parte della rete ciclabile cittadina.
- Se le analizziamo una ad una, riscontriamo che per la maggior parte si tratta di vere e proprie corsie ciclabili contigue al percorso pedonale, di larghezza adeguata a permettere la coesistenza tra pedoni e ciclisti (ad esempio in via Veneto, via Tartaglia, via Ugoni).
- Per una esigua parte di esse, in ragione dell’assoluta carenza di spazi, si è deciso di realizzare un percorso promiscuo pedonale e ciclabile, in attesa che si realizzino condizioni più adeguate, per garantire la continuità di un percorso ciclabile importante, ad esempio in un tratto di via Cefalonia.
- Giova ricordare a tale proposito, soprattutto ai ciclisti, che il Codice della Strada prevede che la velocità del ciclista sia conformata a quella dei pedoni.
- Colgo l’occasione di questa lettera per rispondere anche ad alcune domande formulate sul Giornale del 25 maggio scorso dal signor Gianni Piccini, domande relative a tratti mancanti di piste ciclabili. - Premesso che, quando il signor Piccini vorrà, potrà tranquillamente recarsi presso i nostri uffici per ritirare una mappa della rete delle piste ciclabili cittadine già realizzate o da realizzare, secondo il Piano della mobilità ciclistica approvato nel 2000, siamo consapevoli che l’attraversamento di via Volturno e di via Risorgimento - ma anche, aggiungo, di via Orzinuovi - sono particolarmente importanti nell’ambito del percorso ciclabile che si snoda per 11 km lungo l’argine del Mella nel territorio comunale.
- Purtroppo, nonostante le ripetute richieste dell’Amministrazione comunale, l’Autorità interregionale del Po ha sempre negato l’autorizzazione a realizzare passerelle sotto i ponti, mentre l’ipotesi di costruire un tunnel sotto la strada è stata - almeno per il momento - accantonata per motivi di sicurezza e per i costi elevati.
- Ricordo peraltro che, al fine di garantire maggior sicurezza ai ciclisti, si è realizzato un passaggio ciclopedonale sulla sommità del ponte di via Volturno, e ciò anche per assicurare una migliore visibilità ai ciclisti e dei ciclisti.
- In merito, invece, al tratto di via Turati, ricavato ai margini dell’area verde prospiciente le mura venete, preciso che la sede del percorso ciclabile non è composta da «ghiaione» ma da dolomite, lo stesso materiale utilizzato sulla pista del Mella, da via Milano alla Stocchetta, che garantisce un fondo compatto, pur con qualche rilascio di pietrischetto. - Nei prossimi giorni verrà comunque effettuato un intervento di manutenzione del fondo ammalorato, soprattutto a causa del ruscellamento, sempre più rilevante, dovuto alle piogge a carattere torrenziale.
- Infine, una breve risposta anche al dott. Luigi Lombardi, che mi chiede di valutare l’installazione di due paletti o di due fioriere in contrada San Giovanni.
- Premesso che tutti gli archetti esistenti sono stati rimossi a seguito della riqualificazione della piazza, evidenzio che quanto segnalato è già allo studio dei nostri uffici tecnici, nonché oggetto di confronto con la Nona circoscrizione, unitamente alle misure atte a salvaguardare la piazzetta antistante la bellissima Chiesa di San Giovanni dalla sosta abusiva.
- ETTORE BRUNELLI -
Assessore all’Ambiente, - Mobilità e Parchi - del Comune di Brescia














































