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I depuratori per Stabia e fiume Sarno: una storia infinita!
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 I depuratori per Stabia e fiume Sarno: una storia infinita!
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Giovedì 23 Luglio : 2009
I depuratori per Stabia e fiume Sarno:
una storia infinita!
 Inizia, con questa lettera, una rubrica curata dall'
Ing. Giuseppe Bifulco,
che ha un’esperienza di quasi quarant’anni come progettista ed imprenditore nella costruzione di impianti di depurazione acque reflue:
- la lettera è stata inviata al Ministro Prestigiacomo per denunciare gli errori e gli sprechi connessi all’ampliamento dell’impianto di depurazione di Castellammare di Stabia.
- detto impianto è l’ultimo impianto verso mare previsti lungo il fiume Sarno e non ancora funzionante.
Allo scopo di promuovere un confronto libero, aperto e democratico tutti gli argomenti che verranno trattati nella rubrica avranno giustificazioni tecnico-pratiche e potranno essere contestate da chiunque purché con dati e documenti verificabili, in Italia e nell’Europa tecnicamente sviluppata, come lo saranno i nostri.
INDICE GENERALE:
1. Lettera inviata il 9.07.09 al Ministro dell’Ambiente. (sotto)
A seguire si inserirà:
2. Relazione tecnica del 3.02.09 sull’impianto di Castellamare nella quale vengono precisati gli errori commessi e così suddivisi:
- spreco energetico
- spreco economico
- opera scelta arbitrariamente
- errore di progetto
- errore di calcolo
* COLLEGATA:
Sarno, dramma inquinamento
Resta lo scempio degli scarichi
Ing. Bifulco ha scritto: 09.07.2009
Gent.le Sig.ra
On.le Stefania Prestigiacomo
Ministro dell’Ambiente
Via Cristoforo Colombo n. 44
00147 ROMA*
*Oggetto: impianto di depurazione acque reflue di Cast.mare di Stabia (NA)*
*1.Trasmetto in allegato, la mia relazione del 3 febbraio 2009 aggiornata, la quale, insieme alla mia lettera del 10 febbraio 2009 ed alla relazione del 6 maggio 2009, non è mai stata da Lei riscontrata. *
Non c’è perciò da meravigliarsi se, nella depurazione delle acque reflue e nelle energie alternative, l’Italia ha solo copiato, e male, continua a sprecare energia elettrica e ad accettare impianti errati.
Manca in Italia la democrazia; non conosciamo i sani e sostenuti dibattiti tra professori universitari tedeschi, manca il trattamento da essi riservato a false innovazioni una delle quali vidi subito applicare in Italia (Como). Ciò mentre l’allora Presidente (un noto uomo politico ex democristiamo) della Camera di Commercio di Milano si dilettava ad elargire premi per le false innovazioni tecnologiche.
*2. Gli errori dell’impianto di depurazione in oggetto sono dovuti a:*
*2.1 La responsabilità e gli errori della regione Campania, la quale
(per impianto esistente)
- scelse limiti di accessibilità errati (grado di depurazione del 50%) che costrinsero i Comuni di Cast.mare di Stabia e di S. Giovanni a Teduccio (NA) a costruire impianti chimico-fisici, che, per le loro caratteristiche negative, sono unici in Italia.
Per il caso di Cast.mare lo spreco aumentò per le dimensioni eccessive dell’impianto perché riferito ad una portata, irrealmente, alta al punto che anche ora la portata effettiva è inferiore al 10-15% della portata di progetto.
(per l’ampliamento di costruzione)
- ha fissato, a modifica della legge D.L. 152/99, limiti di accessibilità per “aree sensibili” costringendo a ricorrere ad un tipo d’impianto molto più costoso per la costruzione e la gestione di quello sufficiente per rispettare la legge Merli. Ciò senza tener conto che per la situazione critica dell’inquinamento del golfo di Napoli l’investimento poteva essere molto meglio utilizzato per costruire impianti nuovi e per modificare quelli esistenti, es. quello di Cuma, (il peggior impianto a me noto) e quello di S. Giovanni a Teduccio, (che è fuori legge come l’impianto attuale di Cast.mare di Stabia) ed altri.
*2.2 Il comportamento della segreteria tecnica di codesto Ministero che ha approvato un progetto che presenta molti difetti tra i quali: *
- l’ampliamento è molto surdimensionato rispetto alle necessità (come detto sopra le fognature possono ora addurre all’impianto meno del 10 -15% della portata di progetto
-non viene indicato come e quali opere verranno utilizzate quando le popolazioni servite resteranno notevolmente inferiori a quella di progetto.
Nell’ampliamento è stato ricavato un primo lotto di 250.000-300.000 abitanti equivalenti riducendo, erroneamente, soltanto la sedimentazione secondaria. Sono quindi sprecate tutte le opere costruite per l’impianto completo e probabilmente il finanziamento non è stato diminuito.
- in più fasi di trattamento, le formule di calcolo ed i calcoli sono errati e gli errori sono tali da non essere ammessi neanche a studenti e sempre in eccesso. In alcuni casi si fa di peggio perché le opere sono, per definizione, inutili (es. le opere della digestione aerobica) o non giustificate con calcoli (es. le opere della defosfatazione). Ciò nonostante la loro importanza ed il loro costo.
- sceglie il processo ad aerazione estesa (o ad ossidazione totale) che spreca energia elettrica e richiede vasche di grandi dimensioni: in Germania, ad esempio, detto processo non sarebbe stato autorizzato per popolazioni di progetto di 100.000 abitanti equivalenti ed oltre preferendo il processo biologico con sedimentazione primaria e digestione anaerobica dei fanghi con produzione di energia elettrica utilizzando il biogas prodotto. Eppure questa scelta è stata fatta per il vicino impianto di Scafati (sul quale non si sa nulla) ma in detto caso il relativo progettista-capo è uno svizzero, seguito da vari studi italiani, con professori universitari.
- abbandona alcune opere tra le quali le otto vasche di sedimentazione primaria esistenti (aventi un volume di 8x1732=13.756 mc.) che potevano essere correttamente utilizzate.
- in contrasto con quanto annunciato nel progetto, non rispetta l’ambiente e prevede un grosso e ingombrante manufatto in cls armato con dimensioni fuori terra: 61x290x8,1=143.290 mc.
- sceglie, per miscelare e trasmettere ossigeno (nelle cui fasi si assorbe la maggior parte dell’energia elettrica necessaria per gli impianti di depurazione) apparecchiature di basso rendimento, le quali, per questo motivo, furono respinte (dopo un esercizio sperimentale) in un impianto ampliato dalla mia ditta. Ma in Italia si può fare e dire di tutto.
- non precisa le caratteristiche e le prestazioni di molte apparecchiature rendendo carente il capitolato, incerte le prestazioni ed impossibile un collaudo serio e quindi aleatorio il consumo energetico previsto e da sottoporre a contratto.
*3. Non è stata chiarita la funzione del Prof. Masotti dell’Università di Ferrara: *
- secondo il Sindaco di Cast.mare di Stabia, il professore era il suo consulente e gli doveva assicurare la qualità e la funzionalità dell’impianto di depurazione
Il professore invece mi informò, per iscritto, che non aveva questa responsabilità e trasmise le mie prime critiche e proposte al Commissario Delegato della Presidenza del Consiglio dei Ministri (che era esperto quanto può esserlo un generale), in modo che “i progettisti ne potranno trarre utili indirizzi per il miglioramento del progetto”.
*4. Il Sindaco ed il Commissario Delegato,* nonostante avessi anche fatto qualche riunione in Comune con alcuni consiglieri, non presero in alcuna considerazione le mie critiche e le mie proposte; sabbene presentate a partire dall’ottobre 2006 e cioè abbastanza prima dell’inizio dei lavori (del quale non conosco la data esatta):
- non presero in considerazione neanche l’alternativa, costituita dal processo tedesco (processo AB), realizzato nell’impianto della città di Colonia (D) ed in quello intercomunale di Merano, il quale, nel primo stadio, fa aumentare al 50-60% la rimozione del B0D5, con i seguenti vantaggi: riduzione dei volumi delle vasche del trattamento biologico, miglioramento notevole dell’impatto ambientale, drastica riduzione consumo energetico.
- non presero neanche in considerazione il processo a membrane (prodotto anche dalla Siemens), che riduce drasticamente i volumi complessivi delle vasche di trattamento e l’impatto ambientale, produce un affluente trasparente, idoneo agli usi industriali ed agricoli e di qualità molto migliore di quella ottenibile con la filtrazione prevista dal progetto scelto.
*5.Proposte*
Disponendo del progetto aggiornato e con l’autorizzazione a visitare l’impianto, potrei:
- precisare quali errori e sprechi si possono ancora correggere riducendo principalmente i costi di gestione e migliorando l’effluente (l’ambiente non sembra più migliorabile)
- valutare ed eventualmente correggere l’esercizio scelto quando le portate aumenteranno
- precisare e quantificare gli errori di progetto
- se potessi disporre anche dei progetti degli altri impianti del Sarno, e visitarli, li valuterei e confronterei tra loro e con l’impianto di Cast.mare di Stabia. Sono disposto anche ad essere pagato dopo aver raggiunto i risultati.
Sarebbe infine di grande utilità a livello nazionale disporre della traduzione in italiano delle norme tedesche ATV A 131, allo scopo di disporre di norme sperimentate e di grande pregio, per evitare progetti errati e sprechi, ridurre i consumi di energia elettrica e migliorare notevolmente la depurazione delle acque a livello nazionale.
Per dimostrare l’importanza di dette norme potrei tradurre la memoria sull’applicazione delle stesse che il Prof. Emde presentò ad un convegno tenuto tempo fa in Germania, cui parteciparono alcuni tra i più importanti specialisti a livello mondiale nella depurazione delle acque reflue (es. Barnard, Eckenfelder, Emde, Kaiser).
Cordiali saluti
Giuseppe Bifulco
p.s. Seguirà la relazione del 3 febbraio 2009 sopracitata
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Ultima modifica di Redazione il Mar 29 Set, 2009 10:26, modificato 1 volta in totale
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#1 Gio 23 Lug, 2009 17:29 |
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 Re: I depuratori per Stabia e fiume Sarno: una storia infini
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Martedì, 22 Settembre 2009: Accadde Oggi Ing. Bifulco
COLLEGATA:
Sarno, dramma inquinamento. Resta lo scempio degli scarichi
Ing. Giuseppe Bifulco ha scritto: Relazione del 3 febbraio 2009
IMPIANTO DEPURAZIONE ACQUE REFLUE
DI CAST.MARE DI STABIA (NA)
Introduzione
1. L’impianto in costruzione sostituisce quello chimico-fisico esistente sorge sulla stessa aerea ed è del tipo biologico ad aereazione estesa senza sedimentazione primaria e senza produzione ed utilizzo di biogas.
L’affluente depurato deve inoltre soddisfare i limiti di accettabilità più restrittivi di quelli previsti dalla legge Merli perché scarica a mare in una zona classificata dalla Regione Campania come zona sensibile.
2. Di impianti chimico-fisici con scarichi a mare, ne dovrebbero esistere in tutta Italia solo questo in oggetto e quello di S. Giovanni a Teduccio (NA) perché non ritenuti idonei:
in genere gli impianti o sono biologici (es. impianti grandi) oppure hanno costi molto modesti (impianti piccoli) perché costituiti da soli pretrattamenti, ciò a parte le condotte a mare.
se, invece di chimico-fisico, l’impianto attuale fosse stato:
biologico, si poteva forse evitare, quasi totalmente l’attuale investimento che, per quanto ne so, è di € 25.000.000
costituito da soli pretrattamenti, l’investimento di allora sarebbe stato molto modesto ed i pretrattamenti stessi sarebbero stati ora utilizzati.
Il peggior impianto biologico con scarico a mare a me noto è quello di Cuma (NA), il quale, quando lo visitai, accoglieva senza trattare solo una frazione modestissima della portata di progetto ed era mantenuto in condizioni tragicamente scadenti (a livello di una catacomba) ma l’impresa che doveva provvedere al mantenimento delle opere ed al trattamento dei liquami nel rispetto dei limiti di accettabilità veniva regolarmente remunerata.
Impianti biologici ad aerazione estesa sono sconsigliati, o vietati, in Germania per popolazioni servite oltre 100.000 a.e. Ciò per vari motivi tecnici, ma principalmente perché divoratori di energia elettrica e producono un’elevata quantità di fanghi di supero (aumento offesa all’ambiente ed aumento spese d’esercizio).
Anni fa, partecipai, in Germania, ad un importantissimo convegno tecnico i cui relatori erano tra i più famosi esperti a livello mondiale nella depurazione delle acque reflue (es. Bernard, Eckenfelder, Emde, Kaiser) ed il prof. Von der Emde presentò una memoria per illustrare come calcolare gli impianti nel rispetto delle norme tedesche ATV A 131. In Italia non esiste alcuna norma e approva di tutto ed il contrario di tutto.
Purtroppo in Italia la tecnologia prevalente è contraria a quella tedesca ed europea con varie conseguenze negative: principalmente, come detto sopra, lo spreco energetico e l’elevata produzione di fanghi di supero.
modificare gli impianti italiani in impianti con filosofia tedesca farebbe risparmiare molta energia elettrica, che potrei calcolare disponendo dei dati di progetto.
Esistono, per fortuna, in Italia eccezioni quali un impianto di 42.000 a.e., (nel quale fui coinvolto), che qualche anno fa fu integrato con la produzione e l’utilizzo di biogas.
II Impianto attuale
Come detto prima, l’impianto è del tipo chimico-fisico ed è sprecato perché tratta, dopo molti anni, una portata inferiore al decimo della portata prevista (popolazione di progetto= 774.800 a.e.) e comprende una sezione molto costosa per l’essicamento termico dei fanghi, che non è mai stata utilizzata per il notevole spreco di energia elettrica e per l’incertezza di funzionamento.
III Impianto in costruzione
1. Premessa
Le mie relazioni all’Amministrazione di Cast.mare di Stabia non ebbero riscontro e:
1.1L’impianto in costruzione è un importante esempio di spreco di costruzione e di spreco gestionale, con l’aggravante che, vari mesi prima di iniziare i lavori, presentai all’Amministrazione Comunale ed il Commissario Delegato della Presidenza del Consiglio dei Ministri varie proposte tecniche rivolte ad eliminare gli sprechi e migliorare l’effluente.
1.2Il professore universitario di Ferrara presentatomi dal Sindaco come suo consulente, si dichiarò non responsabile del progetto e mi comunicò di aver trasmesso la mia prima relazione ai progettisti che …”ne potranno certamente trarre utili indirizzi per il miglioramento del progetto…”
1.3Il Commissario delegato suddetto (un generale) era responsabile della progettazione (progetto a firma degli Ingg. Cioffi, Sansone e Senise) non mi ritenne neanche degno di risposta, nonostante quanto sopra, e segnalò che le scelte del progetto approvato erano state condivise dal citato professore universitario (che non era vero, per la lettera ricevuta) e dal Prof. Bonomo di Milano, per il Ministero dell’Ambiente, (non ci credo, perché ho letto le sue dispense universitarie)
1.4Tutte le mie relazioni si basano su alcuni documenti di progetto fornitimi dall’Amministrazione Comunale e non possono tener conto di eventuali modifiche successive.
Mi fu negato il progetto e non riuscii ad avere neanche il riferimento della legge regionale che classificò l’area di scarico dei reflui come area sensibile, classifica che il D.L. 152/99, non aveva previsto con conseguente notevole risparmio nella costruzione e nella gestione.
2. Critiche tecnico-economiche
Il progetto è carente nelle fasi più importanti del trattamento delle acque reflue per quanto segue:
2.1 la sedimentazione finale ha una superficie libera al limite della sufficienza ed un’altezza d’acqua pericolosamente alta (6 m) (e.p.).
2.2 il progetto non giustifica la vasca di de fosfatazione prevista nel primo lotto di 4180 mc. E non indica la riduzione di fosforo prevista (o.a. + s.c.).
Le opere di nitrificazione e di denitrificazione sono notevolmente surdimensionate (ca. 30.000 mc per 518.000 a.e.).
2.3 Il riciclo della miscela aerata e dei fanghi attivi non vengono giustificati con calcoli (o.a.)
2.4 Lo schema di flusso non prevede il riciclo della miscela alla sola denitrificazione, che è il funzionamento normale (o.a.)
2.5 Il calcolo dell’azoto da denitrificare non è corretto perché non si tiene conto dell’azoto consumato per sintesi (e.c.)
2.6 Il calcolo della velocità di denitrificazione non è corretto perché si tiene conto della concentrazione complessiva dei fanghi e non di quello della sola componente volatile (e.c.). Opera da aumentare.
3. Il progetto prevede vasche di stabilizzazione fanghi per 11.504 mc che non sono necessarie perché il processo scelto è ad aerazione estesa (s.c. + s.g). Opera da eliminare.
4. Il progetto prevede l’impiego del trattamento termico dei fanghi (presente nell’impianto attuale) che è un divoratore di energia ed ha presentato nel passato importanti problemi di funzionamento (s.g.)
5. Il progetto ha scelto il processo di aerazione estesa il quale comporta le seguenti conseguenze tecniche:
5.1 Manca la sedimentazione primaria (la cui otto vasche esistenti di 13.756 mc vanno abbandonate), la quale tra l’altro rimuove in misura rilevante (mediamente del 30%) l’inquinamento organico senza praticamente consumo di energia elettrica (s.g.)
5.2 I fanghi rimossi dalla sedimentazione primaria contribuirebbero in modo determinante alla produzione di biogas e quindi al risparmio energetico (a stima c.a. 2.000.000 euro /anno per 518.000 a.e. ) (s.g.)
5.3 I fanghi di supero risultano mediamente aumentati di c.a. il 100% (aumento costo medio dell’ordine di 1.000.000 euro/anno per 518.000 a.e.) (s.g.)
6. Dopo aver proposto, ma inutilmente, il processo base delle norme ATV A 131 proposi il processo A.B. usato nell’impianto di Merano e nel mega impianto della Città di Colonia (D) a difesa del quale il rappresentante tecnico del Comune intervenne in un convegno in Germania. Proposi anche la nuova tecnologia delle membrane, prodotta anche dalla Siemens, allo scopo di:
ridurre notevolmente le dimensioni delle vasche di nitrificazone –denitrificazione (ridurre l’impatto ambientale)
migliorare la qualità dell’effluente trasparente ed utile per l’agricoltura e per l’industria. (100.329 mc/g per 518.00 a.e.)
7. Il progetto prevede attrezzature per l’aerazione che hanno, come da prova effettuata, un rendimento inferiore di almeno il 20% rispetto ai diffusori efficienti usati nell’impianto di Scafati
8. Il nuovo impianto doveva rispettare l’ambiente, invece prevede un manufatto di calcestruzzo armato, le cui dimensioni fuori terra sono di m. 61x290x8,1=143.290 mc.
9. A parità di scelta tecnica l’altezza fuori terra, che è di 8,1 m, poteva essere notevolmente ridotta, con notevole risparmio economico, come segue (s.c.):
le vasche contenenti ossigeno potevano rimanere scoperte riducendo anche l’altezza di ca. 1,2 m.
anche l’altezza delle altre vasche poteva essere ridotta usando un tipo di copertura diverso: ad es. quello usato nell’impianto di Scafati ove il capo-progetto è uno svizzero.
10. Diverse altre economie erano possibili sia per opere edili che per quelle elettromeccaniche; ad es. per la deodorizzazione dell’impianto:
è inutile deodorizzare le vasche contenenti ossigeno perché in esse non si possono creare odori molesti
esistono soluzioni pratiche ed economiche, quale quella vista in Austria, insieme al progettista austriaco.
3 Sommario
s.c.= spreco economico di costruzione
s.g.= spreco economico di gestione
o.a.= opera aggiunta arbitrariamente
e.p.= errore di progetto
e.c.= errore di calcolo
Dott. Ing. Giuseppe Bifulco
ViviCentro (art. 19 e 21)
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#2 Mar 22 Set, 2009 00:06 |
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Martedì, 29 Settembre 2009: Accadde Oggi
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» IMPIANTO DEPURAZIONE ACQUE REFLUE DI CAST.MARE DI STABIA (NA)
ASSEMBLEA PUBBLICA indetta per Giovedì 1° Ottobre 2009, ore 18.30 presso l'Istituto Statale d'Arte De Chirico di Torre Annunziata. Si proverà a fare il punto della situazione e chiarezza sull'argomento. Parteciperanno: Avv. G. Starita (Sindaco di Torre Annunziata) - Dott. On. S. Vozza (Sindaco di Castellammare di Stabia) - Prof. A. Genovese (docente universitario) - Prof. G. Martelli (pres.Usicons) - Dott. L. Rauci (coord.settore acque regione campania) - Avv. A. Avvisati (esperto in materia ambientale) - Dott. M. del Gaudio (Gruppo Cittadini Indignati) - Introduce Carlo Carotenuto
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#3 Mar 29 Set, 2009 09:47 |
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