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Mercoledì, 23 Dicembre 2009 La Stampa
BENESSERE: RICERCA
Studiati per essere privi di carboidrati fanno invece scattare la sensazione di sazietà
Gli edulcoranti o dolcificanti artificiali sono stati studiati per essere privi di carboidrati e quindi per non dover avere un effetto simile nella gestione degli zuccheri da parte dell'organismo e, vista la grande diffusione, ci sono effetti sul metabolismo e sul peso che valeva la pena di investigare, hanno dichiarato gli autori di un nuovo studio.
La dr.ssa Rebecca J. Brown e colleghi del the National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases di Bethesda (Usa) hanno voluto scoprire perché l'assunzione di edulcoranti causasse la secrezione da parte del tubo digerente di un peptide, il GLP-1, che provoca la sensazione di pienezza o sazietà per frenare l'appetito.
Per indagare su questo fatto, i ricercatori hanno coinvolto 22 giovani sani di peso rientrante nella norma a cui è stata fatta bere una bevanda zuccherata, a digiuno, diverse ore dopo aver mangiato per poi controllare come il corpo metabolizzasse il glucosio.
Dieci minuti prima di bere la bevanda zuccherata i partecipanti, suddivisi in due gruppi, hanno bevuto una bevanda contenente un edulcorante o un bicchiere di acqua minerale gassata.
Dalle analisi si è scoperto che l'aumento dei livelli di glucosio a seguito dell'assunzione del bicchiere con acqua zuccherata dopo aver bevuto la bevanda edulcorata o l'acqua gassata era lo stesso, tuttavia chi aveva bevuto la bibita edulcorata mostrava una maggiore secrezione del GLP-1.
I dati ottenuti, chiariscono i ricercatori, mostrano che vi è un'azione sinergica combinata tra gli edulcoranti e lo zucchero nell'attivare la secrezione del peptide GLP-1.
A motivo di ciò sarebbe opportuno poter studiare gli effetti dei dolcificanti artificiali nella possibilità di migliorare la produzione di questo peptide per il controllo del peso, nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 e con altri problemi legati al metabolismo.
I dolcificanti artificiali possono modificare
le gestione degli zuccheri nel corpo
le gestione degli zuccheri nel corpo
Studiati per essere privi di carboidrati fanno invece scattare la sensazione di sazietà
Gli edulcoranti o dolcificanti artificiali sono stati studiati per essere privi di carboidrati e quindi per non dover avere un effetto simile nella gestione degli zuccheri da parte dell'organismo e, vista la grande diffusione, ci sono effetti sul metabolismo e sul peso che valeva la pena di investigare, hanno dichiarato gli autori di un nuovo studio.
La dr.ssa Rebecca J. Brown e colleghi del the National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases di Bethesda (Usa) hanno voluto scoprire perché l'assunzione di edulcoranti causasse la secrezione da parte del tubo digerente di un peptide, il GLP-1, che provoca la sensazione di pienezza o sazietà per frenare l'appetito.
Per indagare su questo fatto, i ricercatori hanno coinvolto 22 giovani sani di peso rientrante nella norma a cui è stata fatta bere una bevanda zuccherata, a digiuno, diverse ore dopo aver mangiato per poi controllare come il corpo metabolizzasse il glucosio.
Dieci minuti prima di bere la bevanda zuccherata i partecipanti, suddivisi in due gruppi, hanno bevuto una bevanda contenente un edulcorante o un bicchiere di acqua minerale gassata.
Dalle analisi si è scoperto che l'aumento dei livelli di glucosio a seguito dell'assunzione del bicchiere con acqua zuccherata dopo aver bevuto la bevanda edulcorata o l'acqua gassata era lo stesso, tuttavia chi aveva bevuto la bibita edulcorata mostrava una maggiore secrezione del GLP-1.
I dati ottenuti, chiariscono i ricercatori, mostrano che vi è un'azione sinergica combinata tra gli edulcoranti e lo zucchero nell'attivare la secrezione del peptide GLP-1.
A motivo di ciò sarebbe opportuno poter studiare gli effetti dei dolcificanti artificiali nella possibilità di migliorare la produzione di questo peptide per il controllo del peso, nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 e con altri problemi legati al metabolismo.
Source: lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Diabetes Care".














































