Il movimento beat della fine degli Anni 60 è stato fondamentale nella storia della musica leggera italiana, che fra lo stupore generale ha esplorato nuovi percorsi sonori, rifacendosi al fermento inglese di fenomeni nascenti come i Beatles. Le canzoni dei complessi italiani a volte erano semplici cover di brani dei loro colleghi anglosassoni, inglesi e americani, ma scalavano puntualmente le hit parade spinte dall’entusiasmo del pubblico giovane, che ha adottato quella musica come il proprio inno generazionale, una sorta di bandiera da sventolare sul crescente bisogno di rinnovamento socio-politico che ha caratterizzato quel periodo storico.
I Pooh sono stati testimoni oculari della nascita della scena beat italiana – che anche fra un secolo verrà ricordata e studiata come una rivoluzione importante nel nostro costume sociale e musicale – e quasi subito ne sono diventati protagonisti di assoluto prestigio. Attraverso il progetto “Beat ReGeneration” – primo singolo il 4 gennaio 2008 e album in uscita il 1° febbraio 2008, ma già ora disco di platino grazie alle prenotazioni – i Pooh vogliono rendere omaggio a quei complessi di grande valore che hanno condiviso con loro la splendida avventura del beat, ma non sono riusciti a essere altrettanto longevi.
L’album “Beat ReGeneration” è il tributo dei Pooh a complessi che non ci sono più, ma hanno inciso canzoni immortali, che hanno conservato intatta nel tempo la loro forza. Brani ancora di stretta attualità, sebbene siano stati concepiti in un momento storico remoto: “È la pioggia che va” mantiene le stesse inquietudini e speranze ieri come oggi… “Che colpa abbiamo noi” è stato l’inno di un ricambio generazionale del passato, ma che si è rinnovato negli anni seguenti fino al presente.
“Beat ReGeneration” è un disco epocale nel percorso artistico di Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Red Canzian: in oltre 40 anni di carriera (a parte le primissime cover tipo Vieni fuori che in inglese si intitolava Keep on running ed era un brano degli Spencer Davis Group ) infatti, è la prima volta che i Pooh incidono un intero album di canzoni di altri. L’intento è rivalutare quel periodo storico della musica italiana per farlo apprezzare anche alle nuove generazioni, che non hanno avuto la fortuna di viverlo in prima persona. In realtà potremmo definire “Beat ReGeneration” un nuovo album dei Pooh, perché tutte le canzoni sono state “rigenerate”, in qualche caso stravolte, con arrangiamenti moderni che ben sottolineano il talento dei quattro musicisti. Il pubblico più giovane che non le conosceva, e magari inizialmente le scambierà per inediti dei Pooh, potrà approfondire la propria cultura musicale attraverso capitoli basilari della nostra storia a sette note; mentre chi è cresciuto nel loro ricordo, apprezzerà una nuova chiave interpretativa che rende più attuali anche sul fronte sonoro brani che hanno conservato nel tempo tutta la loro forza espressiva.
Le grandi canzoni sono immortali. Partendo da questa convinzione, i Pooh si sono immersi nuovamente nella realtà socio-politica e musicale che li ha visti nascere e crescere prima come spettatori appassionati e immediatamente dopo come protagonisti assoluti: Roby, Dodi, Stefano e Red hanno il “pedigree” artistico per rileggere quel periodo storico e incidere questo tributo ai complessi che alla fine degli Anni 60 hanno dato vita a un cambiamento radicale rispetto ai canoni che identificavano le “Canzoni” a quei tempi. Gruppi che assieme a loro hanno gettato le basi per la nascita di una diversa colonna sonora delle nuove generazioni.
“Beat ReGeneration” è un concept-album, infatti potendo pescare in un mare di canzoni famose e di alto spessore musicale, i Pooh hanno scelto in particolare brani con un forte valore storico e artistico: i primi accordi di chitarra s’imparavano su “La casa del sole” dei Bisonti; mentre “Gioco di bimba” de Le Orme è stato il primo approccio verso il progressive italiano.
I Pooh hanno lavorato al progetto “Beat ReGeneration” per un anno e mezzo, impiegando gran parte del tempo per riascoltare migliaia di canzoni dell’epoca, per selezionare quali rigenerare a nuova vita. Hanno scelto di uscire nel febbraio del 2008 per non accavallarsi con le strenne natalizie: questo disco non è una compilation per nostalgici. L’album “Beat ReGeneration”, attraverso arrangiamenti personalizzati e più moderni, vuole far conoscere alle nuove generazioni alcuni complessi che si sono persi per strada, ma hanno scritto pagine fondamentali della storia del beat italiano.
Visto l’entusiasmo e l’ottima accoglienza di critica, pubblico e addetti ai lavori, questo lavoro si avvia ad essere un altro grande successo del gruppo “ più amato dagli italiani “.
Con oltre 70.000 presenze in una serie di concerti entusiasmanti che hanno visto il tutto esaurito da Milano a Mantova, da Treviso a Roma e Torino… Si è conclusa, la prima parte del “Beat ReGeneration – tour 2008” dei POOH (organizzato da Milano Concerti), che ha toccato i principali palasport della penisola e ha seguito il successo dell’album “Beat ReGeneration”, uscito nei negozi il 1° febbraio su etichetta Atlantic/Tamata, distribuito da Warner Music Italy.
Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Red Canzian saranno a grande richiesta nuovamente in tournèe a partire dal 7 luglio, con il debutto all’Arena di Verona (prezzi dei biglietti: poltronissima: 60 Euro + dir.prev., Poltrona e Gradinata numerata: 44 Euro + dir.prev., Gradinata libera: 30 Euro + dir.prev.), le altre date sono i via di definizione.
Le prevendite per il concerto all’anfiteatro apriranno domani sul circuito TicketOne e nelle prevendite autorizzate (infoline: www.livenation.it, www.ticketone.it, aggiornamenti sul sito www.pooh.it).
L’album “Beat ReGeneration”, ormai doppio disco di platino, contiene dodici brani storici riarrangiati e interpretati in chiave moderna dai POOH: “È la pioggia che va” (Rokes), “La casa del sole” (Bisonti), “Pugni chiusi” (I Ribelli), “Che colpa abbiamo noi” (Rokes), “Un ragazzo di strada” (Corvi), “Eppur mi son scordato di te” (Formula 3), “29 settembre” (Equipe 84), “Mi si spezza il cuor” (Sorrows), “Nel cuore e nell’anima” (Equipe 84), “Per vivere insieme” (I Quelli), “Così ti amo” (Califfi), “Gioco di Bimba” (Le Orme).
I Pooh sono stati testimoni oculari della nascita della scena beat italiana – che anche fra un secolo verrà ricordata e studiata come una rivoluzione importante nel nostro costume sociale e musicale – e quasi subito ne sono diventati protagonisti di assoluto prestigio. Attraverso il progetto “Beat ReGeneration” – primo singolo il 4 gennaio 2008 e album in uscita il 1° febbraio 2008, ma già ora disco di platino grazie alle prenotazioni – i Pooh vogliono rendere omaggio a quei complessi di grande valore che hanno condiviso con loro la splendida avventura del beat, ma non sono riusciti a essere altrettanto longevi.
L’album “Beat ReGeneration” è il tributo dei Pooh a complessi che non ci sono più, ma hanno inciso canzoni immortali, che hanno conservato intatta nel tempo la loro forza. Brani ancora di stretta attualità, sebbene siano stati concepiti in un momento storico remoto: “È la pioggia che va” mantiene le stesse inquietudini e speranze ieri come oggi… “Che colpa abbiamo noi” è stato l’inno di un ricambio generazionale del passato, ma che si è rinnovato negli anni seguenti fino al presente.
“Beat ReGeneration” è un disco epocale nel percorso artistico di Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Red Canzian: in oltre 40 anni di carriera (a parte le primissime cover tipo Vieni fuori che in inglese si intitolava Keep on running ed era un brano degli Spencer Davis Group ) infatti, è la prima volta che i Pooh incidono un intero album di canzoni di altri. L’intento è rivalutare quel periodo storico della musica italiana per farlo apprezzare anche alle nuove generazioni, che non hanno avuto la fortuna di viverlo in prima persona. In realtà potremmo definire “Beat ReGeneration” un nuovo album dei Pooh, perché tutte le canzoni sono state “rigenerate”, in qualche caso stravolte, con arrangiamenti moderni che ben sottolineano il talento dei quattro musicisti. Il pubblico più giovane che non le conosceva, e magari inizialmente le scambierà per inediti dei Pooh, potrà approfondire la propria cultura musicale attraverso capitoli basilari della nostra storia a sette note; mentre chi è cresciuto nel loro ricordo, apprezzerà una nuova chiave interpretativa che rende più attuali anche sul fronte sonoro brani che hanno conservato nel tempo tutta la loro forza espressiva.
Le grandi canzoni sono immortali. Partendo da questa convinzione, i Pooh si sono immersi nuovamente nella realtà socio-politica e musicale che li ha visti nascere e crescere prima come spettatori appassionati e immediatamente dopo come protagonisti assoluti: Roby, Dodi, Stefano e Red hanno il “pedigree” artistico per rileggere quel periodo storico e incidere questo tributo ai complessi che alla fine degli Anni 60 hanno dato vita a un cambiamento radicale rispetto ai canoni che identificavano le “Canzoni” a quei tempi. Gruppi che assieme a loro hanno gettato le basi per la nascita di una diversa colonna sonora delle nuove generazioni.
“Beat ReGeneration” è un concept-album, infatti potendo pescare in un mare di canzoni famose e di alto spessore musicale, i Pooh hanno scelto in particolare brani con un forte valore storico e artistico: i primi accordi di chitarra s’imparavano su “La casa del sole” dei Bisonti; mentre “Gioco di bimba” de Le Orme è stato il primo approccio verso il progressive italiano.
I Pooh hanno lavorato al progetto “Beat ReGeneration” per un anno e mezzo, impiegando gran parte del tempo per riascoltare migliaia di canzoni dell’epoca, per selezionare quali rigenerare a nuova vita. Hanno scelto di uscire nel febbraio del 2008 per non accavallarsi con le strenne natalizie: questo disco non è una compilation per nostalgici. L’album “Beat ReGeneration”, attraverso arrangiamenti personalizzati e più moderni, vuole far conoscere alle nuove generazioni alcuni complessi che si sono persi per strada, ma hanno scritto pagine fondamentali della storia del beat italiano.
Visto l’entusiasmo e l’ottima accoglienza di critica, pubblico e addetti ai lavori, questo lavoro si avvia ad essere un altro grande successo del gruppo “ più amato dagli italiani “.
Con oltre 70.000 presenze in una serie di concerti entusiasmanti che hanno visto il tutto esaurito da Milano a Mantova, da Treviso a Roma e Torino… Si è conclusa, la prima parte del “Beat ReGeneration – tour 2008” dei POOH (organizzato da Milano Concerti), che ha toccato i principali palasport della penisola e ha seguito il successo dell’album “Beat ReGeneration”, uscito nei negozi il 1° febbraio su etichetta Atlantic/Tamata, distribuito da Warner Music Italy.
Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Red Canzian saranno a grande richiesta nuovamente in tournèe a partire dal 7 luglio, con il debutto all’Arena di Verona (prezzi dei biglietti: poltronissima: 60 Euro + dir.prev., Poltrona e Gradinata numerata: 44 Euro + dir.prev., Gradinata libera: 30 Euro + dir.prev.), le altre date sono i via di definizione.
Le prevendite per il concerto all’anfiteatro apriranno domani sul circuito TicketOne e nelle prevendite autorizzate (infoline: www.livenation.it, www.ticketone.it, aggiornamenti sul sito www.pooh.it).
L’album “Beat ReGeneration”, ormai doppio disco di platino, contiene dodici brani storici riarrangiati e interpretati in chiave moderna dai POOH: “È la pioggia che va” (Rokes), “La casa del sole” (Bisonti), “Pugni chiusi” (I Ribelli), “Che colpa abbiamo noi” (Rokes), “Un ragazzo di strada” (Corvi), “Eppur mi son scordato di te” (Formula 3), “29 settembre” (Equipe 84), “Mi si spezza il cuor” (Sorrows), “Nel cuore e nell’anima” (Equipe 84), “Per vivere insieme” (I Quelli), “Così ti amo” (Califfi), “Gioco di Bimba” (Le Orme).













































