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Mercoledì, 14 Ottobre 2009: Accadde Oggi nuri, GdB
I residenti bocciano
la futura via Vivanti
la futura via Vivanti
Partecipata assemblea pubblica organizzata dal Pd. Ferrari: «Manca un progetto d’insieme»
«Cosa si farà da questa sera in poi? Chi si muoverà concretamente per ottenere dei risultati»? Questi gli interrogativi cardine che hanno animato l’atmosfera dell’assemblea pubblica organizzata lunedì sera dai consiglieri del Partito democratico per fare il punto sul nodo piazzale Vivanti. Dopo la presentazione da parte degli assessori Paola Vilardi (Urbanistica) e Mario Labolani (Lavori pubblici) delle opere complementari al Metrobus nella zona nord della città in Commissione - in cui si stabilisce la costruzione di un secondo edificio di sei piani destinato a terziario e commerciale con la conseguente eliminazione del verde e un «raddoppio» dei volumi - tra i residenti del quartiere è cresciuto un malcontento generale, lo stesso che ha portato alla raccolta, nel giro di poche settimane, di oltre mille firme recapitate sul tavolo di sindaco e assessori.
Un dibattito, quello che vede protagonista il borgo di Mompiano, che ha risuonato a lungo anche nei luoghi «istituzionali», tanto in Commissione quanto in Consiglio. L’opposizione ha infatti sollevato il problema presentando un’interpellanza alla Giunta, alla quale «più volte abbiamo contestato l’idea di questa densificazione a fianco alle stazioni della metropolitana - ricorda il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono - e poiché non c’è ancora nulla di deciso ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo e alla revisione del piano. Non siamo favorevoli al raddoppio delle volumetrie solo per fare cassa».
A rispondere però concretamente alle perplessità dei cittadini è stato Gianbattista Ferrari, già presidente di Circoscrizione: occhio attento, proprio di chi conosce e vive il territorio di cui parla, e voce ferma, perché «l’obiettivo non è cavalcare una protesta eccessiva, ma fare il punto sul percorso che è stato intrapreso finora, chiarendo la posizione del Pd». Partendo dal consapevole presupposto che «nessun progetto vedrà mai tutti favorevoli» Ferrari fa sintesi e rintraccia i punti chiave: «Quel che vorrei mettere in discussione è il metodo di progettazione, al quale il dibattito e il confronto sono stati del tutto estranei». Poi, dal discorso sul metodo si è passati a quello sul merito: «È un errore impiegare il centro della piazza per nuovi volumi recuperabili invece sul palazzo già previsto, anche perché a Mompiano manca una piazza. Bisognerebbe provare a ragionare su questo insieme, pensando così al disegno urbanistico della città e alla qualità urbana». Bocciato anche il disegno di viale Europa: «L’obiettivo era ridurre e non incentivare il traffico, è per questo che abbiamo collocato lì la stazione del Metrobus ed è in queste scelte che si nota la mancanza di una visione d’insieme».
Infine, le rimostranze dei residenti: «A Brescia ci sono 5mila vani invenduti, a che scopo costruirne di nuovi? Senza contare che la zona nord manca di servizi e che la Giunta vuole addirittura spostare l’anagrafe di via Bligny a Casazza. Speriamo che il Pd in Loggia riesca a impedire la variante al Prg necessaria per procedere con il progetto, magari spostando il ragionamento sulla futura stesura del nuovo Pgt. Altrimenti siamo pronti a stilare un’osservazione ufficiale alla variante con richieste ben precise»: che l’edificazione prevista sia al servizio della città (ossia servizi pubblici) e che la riqualificazione dello stadio comporti la vocazione pubblica e sportiva dello stesso. Da ultimo, un appello agli assessori: «Che siano presenti alla prossima assemblea».














































