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Sabato, 17 Maggio : 2008
"I residenti, presi a pesci in faccia"
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(red.) Un durissimo attacco alla giunta Paroli e ai commercianti del centro storico di Brescia, dopo la decisione di aprire al traffico le ZTL dalle 16 alle 8 (leggi qui), arriva dall’associazione vivicentro, che raggruppa i residenti nella zona.
Secondo il sodalizio, il comune non ha tenuto "in minimo conto le legittime esigenze di chi in centro vive 24 ore su 24 e per 365 giorni l'anno ed ha ascoltato unicamente il parere molto interessato di alcune categorie. E’ stato decretato lo sfascio del centro di Brescia: il cuore della nostra città sarà nuovamente messo sotto sopra".
Vivicentro ha sempre osteggiato la riapertura al traffico privato ed è pessimista sul futuro: "Riassisteremo, nostro malgrado", si legge in un comunicato, "al parcheggio selvaggio delle auto sui marciapiedi, all’incremento vertiginoso dell’inquinamento, allo slalom delle carrozzine dei disabili e dei passeggini dei bambini, fasce deboli di utenza a cui viene di nuovo prescritta una cura ricostituente a base di polveri sottili e di aerosol con gli scarichi delle auto".
Non manca la frecciata polemica nei confronti dei negozianti, accusati da sempre di badare più al proprio cassetto che all’interesse collettivo: "Ci auguriamo che almeno il portafogli dei commercianti si riempia ugualmente e più velocemente e che quindi i continui esborsi della municipalità a loro vantaggio finiscano e vengano dirottati su iniziative più serie ed a vantaggio della comunità. Saremo lieti di monitorare tutto questo, compreso il successivo vantaggio del fisco che finalmente sembra orientato alla trasparenza".
Ma l’associazione annuncia anche battaglia: "Noi non stiamo alla finestra a guardare, ma scenderemo presto in campo con tutte le iniziative più utili al recupero della vera qualità della vita nella nostra città. I residenti ritengono che le azioni individuate siano solamente dannose e demagogiche e che non facciano onore ad una giunta appena insediata. Ritengono inoltre che, così operando, essa oltretutto li sbeffeggi anche laddove asserisce, spudoratamente, di aver preso ogni decisione in accordo con i commercianti e gli artigiani e di aver informato di tutto i residenti (cosa, questa, peraltro non completamente vera). Informare, informiamo, non è consultare".
"Ricordiamo semplicemente a tutti che la nostra città (come tutte) ha bisogno di noi residenti. Qui nessuno pare volerlo ammettere a cominciare dai commercianti che ogni giorno hanno vissuto, sinora, anche del nostro non marginale contributo. Ne prendiamo atto e quindi cominciamo, da subito, ad invitare a prendere contatti con noi quanti volessero rendersi parte attiva e propositiva sulle azioni da intraprendere (diverse sono già in programma) per seriamente tutelare la nostra città, il suo centro storico e, non ultima cosa, la salute, l'integrità fisica e mentale, nonché la pace e la vera sicurezza di chi è stato bellamente trattato a pesci in faccia: il residente e, in genere, il cittadino normale (non commerciante o artigiano)".
Secondo il sodalizio, il comune non ha tenuto "in minimo conto le legittime esigenze di chi in centro vive 24 ore su 24 e per 365 giorni l'anno ed ha ascoltato unicamente il parere molto interessato di alcune categorie. E’ stato decretato lo sfascio del centro di Brescia: il cuore della nostra città sarà nuovamente messo sotto sopra".
Vivicentro ha sempre osteggiato la riapertura al traffico privato ed è pessimista sul futuro: "Riassisteremo, nostro malgrado", si legge in un comunicato, "al parcheggio selvaggio delle auto sui marciapiedi, all’incremento vertiginoso dell’inquinamento, allo slalom delle carrozzine dei disabili e dei passeggini dei bambini, fasce deboli di utenza a cui viene di nuovo prescritta una cura ricostituente a base di polveri sottili e di aerosol con gli scarichi delle auto".
Non manca la frecciata polemica nei confronti dei negozianti, accusati da sempre di badare più al proprio cassetto che all’interesse collettivo: "Ci auguriamo che almeno il portafogli dei commercianti si riempia ugualmente e più velocemente e che quindi i continui esborsi della municipalità a loro vantaggio finiscano e vengano dirottati su iniziative più serie ed a vantaggio della comunità. Saremo lieti di monitorare tutto questo, compreso il successivo vantaggio del fisco che finalmente sembra orientato alla trasparenza".
Ma l’associazione annuncia anche battaglia: "Noi non stiamo alla finestra a guardare, ma scenderemo presto in campo con tutte le iniziative più utili al recupero della vera qualità della vita nella nostra città. I residenti ritengono che le azioni individuate siano solamente dannose e demagogiche e che non facciano onore ad una giunta appena insediata. Ritengono inoltre che, così operando, essa oltretutto li sbeffeggi anche laddove asserisce, spudoratamente, di aver preso ogni decisione in accordo con i commercianti e gli artigiani e di aver informato di tutto i residenti (cosa, questa, peraltro non completamente vera). Informare, informiamo, non è consultare".
"Ricordiamo semplicemente a tutti che la nostra città (come tutte) ha bisogno di noi residenti. Qui nessuno pare volerlo ammettere a cominciare dai commercianti che ogni giorno hanno vissuto, sinora, anche del nostro non marginale contributo. Ne prendiamo atto e quindi cominciamo, da subito, ad invitare a prendere contatti con noi quanti volessero rendersi parte attiva e propositiva sulle azioni da intraprendere (diverse sono già in programma) per seriamente tutelare la nostra città, il suo centro storico e, non ultima cosa, la salute, l'integrità fisica e mentale, nonché la pace e la vera sicurezza di chi è stato bellamente trattato a pesci in faccia: il residente e, in genere, il cittadino normale (non commerciante o artigiano)".
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