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Interviste rilasciate dalla famiglia di Stefano Cucchi, ucciso a botte dalle forze dell'ordine..
Saluto a Stefano, chi deve pagare dovrà pagare..
Non può andare avanti così.
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Sabato, 31 Ottobre 2009:
Cucchi, Alfano: subito la verità, pieno sostegno alle indagini
Verità. E' questa la parola che riecheggia con forza nel mondo politico-istituzionale. Una richiesta forte e trasversale agli schieramenti. Al procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, ha telefonato il ministro della Giustizia Alfano confermando "pieno sostegno alle indagini e celerità nell'accertamento della verità e dei colpevoli". Interviene con decisione anche il ministro della Difesa: "Non ho strumenti per dire come sono andate le cose ma sono certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri" dice La Russa.
La CNRmedia ha deciso di pubblicare le foto del cadavere, su autorizzazione della stessa famiglia che ha dato lautorizzazione a pubblicarle.
Le foto che seguono sono state scattate al cadavere di Stefano Cucchi, il detenuto 31enne morto nel carcere di Regina Coeli, a Roma. il 22 ottobre scorso.
Stefano Cucchi, sarebbe morto in carcere per una caduta, lo dice il Ministro della Giustizia Alfano. "Se anche fosse vero - dice l'avvocato di Stefano - perchè avrebbe rifiutato le cure e il cibo?". La sorella Ilaria: "Mi spieghino i segni sul viso, cosa è successo dopo questa fantomatica caduta?"
La famiglia di Stefano chiede giustizia!!!
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Lunedì, 2 Novembre 2009:
1 novembre 2009 - intervista al padre di Stefano Cucchi da Radio Onda D'Urto
Prosegue l'opera di scaricabarile rispetto alle responsabilità per l'omicidio di Stefano Cucchi, il 31enne romano morto in ospedale con una serie di traumi ed ecchimosi in diverse parti del corpo riscontrati dopo l'arresto avvenuto per detenzione di pochi grammi di marjiuana.
Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, secondo sindacato di polizia penitenziaria, ha chiesto che si faccia chiarezza su questo caso sostenendo che "secondo fonti attendibili", (??) Stefano sarebbe arrivato a Regina Coeli direttamente dal tribunale già in quelle condizioni.
Insomma, i secondini si definiscono innocenti, facendo implicitamente ricadere le colpe sui carabinieri che fermarono Stefano quella notte.
A difendere a spada tratta l'opera dei carabinieri è il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che "pur ammettendo di non avere strumenti per dire come sono andate le cose" (tze..), si dice "certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione".
La Russa ricorda comunque che si tratta di una competenza in questo caso assolutamente estranea al ministero della Difesa, in quanto attiene da un lato ai carabinieri come forze di polizia, quindi al ministero dell'Interno, dall'altro al ministero della Giustizia.
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Lunedì, 2 Novembre 2009:
Caso Cucchi: "Fiducia nelle forze dell'ordine"? Io non mi fido più!!!
"Massima fiducia nelle forze dell'ordine", si dice sempre ai piani alti. Come fai a fidarti quando vengono fuori storie come quella di Stefano Cucchi? Quando i colpevoli dell'incursione programmata alla Diaz durante il G8 di Genova rimangono impuniti? Quando Spaccarotella viene condannato per omicidio "colposo" (e non "volontario")? E Aldo Bianzino? Federico Aldrovandi? Le loro morti gridano giustizia! Della morte di Cucchi, il ministro La Russa ha detto che "non ho strumenti per accertare, ma sono assolutamente certo del comportamento corretto dei carabinieri in questa occasione". Se non hai gli elementi per valutare, mi chiedo, come puoi affermarlo con tanta sicurezza? Beh...a prescindere. "La divisa non si processa", dice qualcuno...
Inutile dire che alcuni, pochi per fortuna, entrano nelle forze dell'ordine per avere un'arma, per uno status, per essere qualcuno!!! Alcuni capiscono subito come va il mondo: ricchi intoccabili e poveri difesa di ufficio!!!
Il massimo rispetto va invece a chi con orgoglio difende il popolo e si fa in quattro per poco più di 1000 euro al mese per tutelare noi cittadini ... MA GUAI a voi, mele marce della cesta ... voi state risvegliando nel cittadino la rabbia e il desiderio di vendetta!!! ... e questo è un male!!! Voi mele marce infangate il nome dei colleghi che hanno sacrificato la loro vita per lo Stato come gli agenti delle scorta a Falcone e Borsellino e quelli che sono morti in altri episodi di contrasto alla malavita organizzata!!!
Sostanzialmente con lo scudo fiscale si "benedicono" quei tanti soldi occultati ed accumulati, tra gli altri illeciti, con la vendita delle droghe premiando chi sta dietro a tanto smercio!!! Mentre dall'altra si ammazza di botte chi la droga la compra e usandola se ne "ammala"!!!
E' un sistema schizofrenico quello che infierisce e ammazza "l'ammalato" e "premia" chi lo ha fatto ammalare!!
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Lunedì, 2 Novembre 2009:
Stefano Cucchi, Alfano: il governo vuole la verità
Sul caso Cucchi è intervenuto il ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Il governo vuole scoprire la verità e sapere cosa sia successo" a Stefano Cucchi, il detenuto 31enne morto in circostanze ancora da chiarire. Il Guardasigilli auspica accertamenti rapidi sia sul fronte dell'inchiesta giudiziaria che per quanto riguarda la verifica amministrativa da lui stesso disposta. Poi Alfano sottolinea: "le nostre devono rimanere carceri di una grande democrazia liberale per cui non può essere ammesso nulla di quanto si sospetta".
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Mercoledì, 4 Novembre 2009:
Intervista tratta da Radio Onda D'Urto a Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Cucchi e già legale dei genitori di Federico Aldrovandi, il giovane ucciso da un pestaggio della polizia a Ferrara nel 2005.
Omicidio preterintenzionale: è questo il reato ipotizzato dalla procura di Roma per il decesso di Stefano Cucchi, il 31enne romano morto il 22 ottobre scorso nel reparto penitenziario dell'ospedale Sandro Pertini, dopo una settimana di carcerazione a Regina Coeli. Il pm Vincenzo Barba, titolare degli accertamenti, procede, per il momento, contro ignoti. Alla base dell'ipotesi di reato c'è la tipologia di lesioni riscontrate sulla salma. Le indagini dovranno verificare se Cucchi abbia subito percosse, chi sia eventualmente l'autore del pestaggio e se questo abbia effettivamente provocato la morte del giovane, arrestato nella notte fra il 15 e il 16 ottobre perch trovato in possesso di pochi grammi di marijuana. Sono già stati sentiti come testimoni alcuni carabinieri della stazione Appio-Claudio, quella in cui Stefano Cucchi passò, in una cella di sicurezza, la prima notte di fermo. Già interrogati anche alcuni agenti di polizia penitenziaria. Altri testimoni dovrebbero incontrare gli inquirenti nei prossimi giorni. Il pm attende inoltre l'esito completo dell'autopsia, dopo che i primi risultati hanno portato proprio all'avvio dell'indagine. Ma cosa significa l'apertura di un fascicolo per omicidio preterintenzionale? E perchè l'indagine è contro ignoti?
Grazie ministro: Un'altra grande lezione di politica.
Sono queste le risposte di cui la gente ha bisogno per sentirsi in una grande democrazia.
Finché ci saranno uomini dalle grandi capacità come lei, siamo sicuri che i valori non verranno mai scalfiti.
Adesso mi auguro che la riforma delle giustizia contenga una grande legge bipartisan che impedisca di uccidere i detenuti...
Quest'uomo ha la rilevanza politica di un tappeto!!!
Il cittadino del Gambia ha raccontato anche di rumori riconducibili a calci.
La sorella: un dolore che si rinnova
La sorella e il padre di Stefano Cucchi all'uscita del tribunale ROMA - Ha visto trascinare Stefano Cucchi per terra nella cella e poco prima aveva sentito rumori riconducibili a dei calci. Questo in sintesi quanto dichiarato nel corso dell’incidente probatorio davanti al gip del Tribunale di Roma, Luigi Fiasconaro, dall’immigrato originario del Gambia in merito alla vicenda della morte di Stefano Cucchi. L’incidente probatorio è durato circa 2 ore e il testimone ha raccontato tutto quello che ha visto e sentito la mattina del 16 ottobre, giorno in cui Stefano Cucchi si trovava in tribunale, in stato di fermo per presentarsi davanti al giudice.
«Ho visto Cucchi trascinato a terra» questo è quanto detto al gip dal supertestimone che ha raccontato di aver incontrato Cucchi successivamente al termine delle udienze quando si sono ritrovati nella stessa cella nei sotterranei del Palazzo di Giustizia. L’immigrato si è affacciato dalla finestrella della propria cella dopo aver sentito urla e rumori riconducibili a dei calci avrebbe visto tre agenti della Polizia Penitenziaria trascinare Stefano. Ma degli agenti è in grado di riconoscerne solo uno, l’agente che ha aperto e chiuso le porte delle celle. «Nell’essenzialità il testimone ha confermato - ha detto al termine dell’udienza il Pubblico Ministero Vincenzo Barba - quanto ci aveva detto nell’interrogatorio. Ha sentito ed ha visto delle cose e adesso valuteremo l’intera deposizione». Diverso il parere degli avvocati che assistono i sei indagati. «Ha solo sentito delle cose - ha detto l’avvocato Diego Perugini legale di uno degli agenti della polizia penitenziaria - ed è cosa ben diversa dall’aver visto. Ha visto solo qualcuno che ha chiuso una cella».
«Un dolore che si rinnova. La disperazione di sentire la sofferenza di Stefano attraverso le parole del testimone». Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha commentato l’audizione, sotto forma di incidente probatorio, del testimone originario del Gambia e detenuto in Italia per detenzione di droga. Intanto la magistratura dovrà pronunciarsi su un’altra richiesta di incidente probatorio avanzata dalla procura: l’audizione di un altro detenuto, straniero e non italiano come si era appreso ieri, che il 16 ottobre era in una delle celle di sicurezza del tribunale di Roma. L’uomo - si legge nella richiesta di incidente probatorio - avrebbe «udito un altro arrestato di nazionalità italiana che si lamentava e successivamente che piangeva, nonchè commentato con il compagno di cella che la causa del pianto del detenuto potesse essere il fatto che era stato picchiato».
La data di oggi è Ven 25 Mag, 2012 06:36 • Tutti i fusi orari sono UTC + 1 Hour [Ora Legale]
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