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Spettacoli in Italia :: Il "Don Carlo" alla Scala: sviluppi
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Il "Don Carlo" alla Scala: sviluppi
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Domenica, 7 Dicembre : 2008 Corriere della Sera

Colpo di scena a poche ore dall'alzata del sipario

Scala, sostituito il "Don Carlo"


Giuseppe Filianoti lascia il posto al tenore americano Stuart Neill. Forse un problema di voce

ImageMILANO - Nuovo colpo di scena per la prima della Scala: a poche ore dall'alzata del sipario viene sostituito il protagonista Don Carlo: non sarà Giuseppe Filianoti ma il tenore americano Stuart Neill, che fa parte del secondo cast. Come del secondo cast faceva parte il basso Anatolij Kotscherga, chiamato a sostituire il finlandese Matti Salminen (alle prese con una costipazione) nella parte del Grande Inquisitore.

PROBLEMA DI VOCE - Un comunicato del teatro milanese ha avvisato del cambio in corsa senza spiegare il motivo. E anche l'agente del cantante calabrese per ora ha preferito non dire nulla. Certo è che all'anteprima del 4 dicembre alcuni avevano notato qualche problema di voce di Filianoti, pur applauditissimo dal pubblico di duemila under 26. Ancora non sa se Filianoti canterà il 10 dicembre, mentre dal 14 è già previsto che a interpretare Don Carlo sia Neill, che si calerà nei panni del figlio di Filippo II anche nel settembre del prossimo anno, quando la Scala porterà lo spettacolo in Giappone.

IL PRECEDENTE - Si tratta di una uscita di scena, comunque, molto meno teatrale di quella di Roberto Alagna che, due anni fa, alla seconda rappresentazione di Aida abbandonò il palcoscenico durante il primo atto per non tornare più.

IL PUBBLICO - Le sorprese sulle presenze non riguardano però solo il cast ma anche gli ospiti della serata più mondana di Milano. In tutto sono oltre ottocento gli invitati, diversi i politici certi fra cui cinque capi di Stato stranieri, ministri e rappresentanti di una quindicina di altri Paesi (come il cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer, il sindaco di Francoforte Petra Roth e il governatore di San Pietroburgo Valentina Matvienko). I ministri italiani sicuri sono Sandro Bondi (Cultura), Ignazio La Russa (Difesa), Angelino Alfano (Giustizia), Gianfranco Rotondi (Attuazione del Programma), oltre al sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Mentre dell'area sport e spettacolo si parla di Valeria Marini ma anche di una presenza di David Beckham, l'asso inglese che da gennaio sarà in prestito per tre mesi al Milan, e della moglie, la ex Spice Victoria. Difficile, considerato che Beckham oggi era in Nuova Zelanda. Degli stilisti è sicuro il duo Dolce e Gabbana.

 





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Ultima modifica di Redazione il Dom 07 Dic, 2008 22:26, modificato 1 volta in totale 
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Messaggio SCALA: LA RABBIA DI FILIANOTI, VOLEVO CANTARE E STASERA SARO 
 
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Domenica, 7 Dicembre : 2008

SCALA: LA RABBIA DI FILIANOTI,
VOLEVO CANTARE E STASERA SARO' LI'


Image
MILANO - Giuseppe Filianoti è arrabbiato di non poter cantare stasera all'inaugurazione della stagione scaligera nella parte di Don Carlo ("non è dipeso da me") ma stasera sarà presente in teatro. "Se c'é bisogno di me...". La notizia che sarebbe stato sostituito da Stuart Neill, il tenore americano che faceva parte del secondo cast, gli è stata data, spiega, alle 16.30 di giovedì. Una decisione ("senza nulla di scritto") che contesta:

"C'é stata una mancanza di rispetto per l'artista - dice - mi sono sentito tradito". Parla anche di danno alla sua immagine, ma subito aggiunge di non pensare a una causa legale. Questa sera sarà, appunto, in teatro. "Se c'é bisogno di me - afferma - sono disponibile. Questo dimostra quanto sono aperto e cosciente delle mie capacità".

Filianoti non vuole che la sua vicenda si paragoni a quella di Roberto Alagna, il tenore che due anni fa abbandonò il palcoscenico per dei fischi durante la seconda rappresentazione dell'Aida per non più tornare. "A lui hanno dato la possibilità di cantare" osserva l'ormai ex Don Carlo, che di cantare ha una gran voglia. Per questo, spiega, ha detto no nel momento in cui il teatro ieri - così riferisce - gli ha chiesto di darsi malato e saltare l'inaugurazione, una decisione lampo "improvvisa come una pugnalata". Ma Filianoti si è rifiutato di fingere una costipazione. "Ho detto alla direzione che mi assumo le mie responsabilità - spiega -. E' il pubblico che deve decidere. E' stato Daniele Gatti che mi ha voluto. E' venuto al Don Carlo che ho fatto con successo a Zurigo e perché mi ha visto risparmiarmi in una prova se l'é fatta sotto".

Questo è l'oggetto del contendere: l'anteprima aperta ai giovani. Filianoti dice che i cantanti non sapevano che in sala (come tutti gli anni alla prova generale) ci sarebbero stati i giornalisti. "Io - dice - ho cantato bene fino all'autodafé e poi mi sono risparmiato". Prova stroncata da Le Monde che, rompendo l'embargo sulla critica, lo ha definito fuori forma e con uno stile sciatto. Il motivo della scelta del teatro di sostituirlo, per il tenore, è "perché secondo loro correva voce ci sarebbero stati dei fischi e quindi mi vogliono tanto bene che è meglio che non canti la prima ma le altre recite sì. Io ho detto che al mio bene ci penso io".

Filianoti lo ha ribadito anche a Lissner con cui ha parlato al cellulare. "Vorrei cantare alla prima - aggiunge - sono qui da due mesi, scherzando si parlava anche di un mio Werther qui in futuro. Non posso passare su questa cosa: mi sono sentito tradito. Ho la coscienza pulita, come Don Carlo, e sono consapevole di essere un ottimo Don Carlo ".

Per aprire la stagione di quello che definisce "l'ex teatro più grande del mondo", Filianoti ha rinunciato alla Lucrezia Borgia con Placido Domingo a Washington. "La Scala ha rovinato un po' la mia immagine di cantante - aggiunge - pensando di disporre di un artista a suo piacimento". Nessuna ricorso a un legale, però. "Macché avvocato - aggiunge - sono cose lunghe e inutili. Hanno fatto una cosa subdola, dicono che hanno deciso all'ultimo minuto ma dei giornalisti mi hanno riferito che giorni prima hanno telefonato ad altri cantanti. Non voglio fare denunce, la mia unica arma è il diritto d'informazione. Se non canto, parlo". L'ultima frecciata Filianoti la riserva al suo sostituto Stuard Neill, che faceva già parte del secondo cast. "Dicono che neanche il secondo tenore è idoneo - conclude -, allora perché non tenere il primo?".

 





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Domenica, 7 Dicembre : 2008

SCALA: SERATA TRA ELITE,
PASSIONE E PROTESTE


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MILANO  - Su una cosa, sia fuori dalla Scala che dentro il teatro, tutti concordano: il momento del Paese, con l'economia e la finanza internazionale in apnea, non è certo dei migliori e, quindi, un approccio minimale appare doveroso.

All'interno della sala del Piermarini, la scenografia del Don Carlo risulta essenziale, fuori dal tempio della musica milanese anche le proteste, un classico ad ogni sera del 7 dicembre, sono altrettanto essenziali. Di fronte a Palazzo Marino, sotto la statua di Leonardo da Vinci, poche decine di cittadini manifestano il loro disagio, per la crisi, facendosi sentire in maniera comunque pacata. In un angolo di piazza della Scala, i rappresentanti dei Comitati Unitari di Base (Cub) issano uno striscione con scritto 'Ora basta', mentre lì accanto le rappresentanze sindacali della Polizia locale di Milano lamentano il mancato intervento dell'amministrazione comunale sul versante della sicurezza, su quello dei riconoscimenti economici e su quello della tutela legale degli operatori, sottolineando come per "questa amministrazione i vigili sono solo carne da macello senza tutele né riconoscimenti". Il tutto racchiuso in un volantino senza particolare veemenza.

Tranquilli, in un altro angolo della piazza, anche i manifestanti contro la riforma della scuola, voluta dal ministro Gelmini. Qui le voci della protesta sono decisamente bianche. Il no alla riforma della scuola viene infatti affidato a un gruppo di bambini, attesi il prossimo anno dalle elementari, i quali, inscenando una "prima della scuola", cantano a difesa della scuola pubblica. Dentro la Scala, invece, va in scena, come ogni anno il rito della Prima, con gli appassionati del loggione pronti a giudicare con severità l'opera e la sua esecuzione e il consueto drappello di esponenti della politica, delle istituzioni, dell'economia e della cultura a fare da corona all'avvio della stagione. C'é una folta rappresentanza del governo, garantita dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, da quello della Difesa, Ignazio La Russa, da quello della Cultura Sandro Bondi, dal ministro per l'attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi e da quello per il Welfare Maurizio Sacconi, oltre a Veronica Lario, moglie del premier Berlusconi, con figlio, e ai capi di Stato e primi ministri di alcuni Paesi: Austria, Togo, Albania, Slovacchia, Rwanda. Ci sono tante personalità di spicco, tra cui l'ex procuratore generale Francesco Saverio Borrelli, il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, l'esponente del Nuovo Psi Gianni De Michelis, l'ex ministro per l'innovazione tecnologica, Lucio Stanca, il sottosegretario alle comunicazioni Paolo Romani, quello allo sviluppo economico Adolfo Urso, oltre naturalmente al sindaco di Milano Letizia Moratti e al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Nutrito, come da tradizione, il novero degli esponenti dell'economia e della finanza, tra cui il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il presidente di Telecom Gabriele Galateri, l'Ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, il numero uno di Brembo Alberto Bombassei, l'Ad di Eni, Paolo Scaroni, il numero uno di Atm Elio Catania, il presidente di Assolombarda Diana Bracco, l'ex Commissario Europeo Mario Monti, il fondatore di Tecnogym Nerio Alessandri. Nella serata verdiana, si vedono anche gli stilisti Dolce e Gabbana e Renato Balestra, Bruno Vespa, Valeria Marini e Carlo Delle Piane, l'etoile Roberto Bolle, oltre al vicepresidente del Cda della Scala Bruno Ermolli, secondo cui "la crisi è importante, ma questa è la festa di Milano, in Italia e nel mondo nel campo della lirica. E deve essere festeggiata come tutti i grandi eventi: benvenuta la mondanità per una sera".

L'escluso Filianoti: non porto rancore

(ANSA) - MILANO, 7 DIC - "Non porto rancore. Auguro alla Scala e alla cultura italiana tutto il bene che si meritano": così ha detto Giuseppe Filianoti, all'arrivo nel teatro, dove questa sera la stagione si apre con il Don Carlo di Verdi. Ci sarebbe dovuto essere lui nella parte di Don Carlo, ma alla vigilia la direzione del teatro lo ha informato che a cantare sarebbe stato l'americano Stuart Neill. E lui si è accomodato fra gli spettatori. "Mi sento ferito - ha aggiunto - come è normale per un cantante che apprende una cosa del genere all'ultimo momento". (ANSA).

Moratti: è nel segno della milanesità

MILANO - E' una "prima nel segno della milanesità", quella che stasera inaugura, con il Don Carlo di Giuseppe Verdi la stagione lirica della Scala, secondo il sindaco Letizia Moratti. Il direttore infatti è milanese, e anche questa versione dell'opera è stata per la prima volta rappresentata alla Scala

. "E' una prima tutta milanese all'insegna di Verdi, che qui é ritornato con il Don Carlo dopo tantissimi anni - ha aggiunto - con un direttore, Daniele Gatti, di Milano. Questo in qualche modo è un omaggio", che comunque ha anche una valenza internazionale, considerato il numero di capi di stato stranieri, tra gli altri quelli di Ruanda, Albania che Moratti ha incontrato ieri, Togo e Slovacchia con cui avrà un incontro durante gli intervalli dell'opera.

 Del cambio all'ultimo momento del tenore Giuseppe Filianoti, sostituito nella parte di Don Carlo da Stuart Neill, non ha detto nulla se non che "queste sono decisioni che prendono il sovrintendente e il direttore".

Il sindaco corona il sogno della signora Alessandrina

MILANO - Prima di accogliere i tanti ministri e capi di stato italiani e stranieri arrivati a Milano, il sindaco Letizia Moratti ha voluto incontrare Alessandrina, una signora che oggi compie 80 anni, a cui ha voluto regalare il sogno di assistere alla prima della Scala.

La signora, nei giorni scorsi, ha inviato una lettera al sindaco chiedendole se era possibile vedere almeno una volta nella vita l'inaugurazione e Letizia Moratti l'ha accontentata, e oggi ha scambiato qualche parola con lei e con il marito Nicola. "All'opera eravamo già venuti - ha spiegato - ma solo per le repliche, mai ad una prima".


 





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