Mercoledì, 3 Ottobre 2007
Il fango sui bambini
che non indigna più
che non indigna più
Spaventoso è quando un crimine diventa normalità.
Giorno dopo giorno, come se la ripetizione di uno schema malvagio ne depurasse il senso. Lo rendesse accettabile, soprattutto se lontano dagli occhi. Facile pensare alle guerre dimenticate, a chi muore per fame, alla violenza che ci arriva da lontano e che talvolta si ferma sull'uscio della coscienza, come un fotogramma sbiadito di un film che abbiamo visto troppe volte. Con un senso di impotenza - quindi un'autoassoluzione - per quello spiraglio di morte e desolazione che si affaccia al cuore e alla mente per pochi istanti.
Davanti a un telegiornale fugace, durante un pranzo o una cena, tra una chiacchiera e l'altra.
Il video crea distanza e abitudine: altri fanno la guerra, altri muoiono, altri decidono, altri interessi sono in corso... Ma che cosa accade quando un crimine avviene davanti ai nostri occhi? Quando si consuma al nostro passaggio? Ci abituiamo anche a quello che percepiamo direttamente come inaccettabile? Per esempio la baby-prostituzione. Bambini e bambine in vendita nelle nostre strade che effetto fanno a un cittadino qualsiasi? A una mamma che torna a casa che effetto può fare vedere una coetanea della propria figlia battere per strada, alla mercè di ignobili figuri? A me, ad esempio, sapere che ogni notte a Milano si apre il mercato dei prostituti minorenni fa rabbrividire.
A Firenze una nostra giornalista ha testimoniato il traffico di bambini, quotidiano, alle Cascine. Dove c'era la giostra dei bimbi, adesso ragazzini poco più grandi si mettono in vendita per poche decine di euro. Per sopravvivere, come schiavi in un mercato in cui il confine tra ciò che è lecito e illecito tende a sfumare. In cui il rispetto per l'infanzia, per la vita tende a scemare, a scivolare in un luogo oscuro dove tutto sembra diventato drammaticamente possibile. A Firenze come a Milano o a Roma, dove recentemente la polizia ha scoperto e arrestato le “persone normali” che cacciavano queste prede minorenni.
Fiori nel fango, si chiamava l'operazione di polizia. Che sia permanente, dunque, questo controllo. E forte l'attenzione dei media e della politica. Per evitare che questi bambini ci rimangano nel fango di quest'epoca. A pochi metri dalle strade dove passiamo, parliamo, ridiamo, cerchiamo di dare un senso alla vita di ogni giorno.
Giorno dopo giorno, come se la ripetizione di uno schema malvagio ne depurasse il senso. Lo rendesse accettabile, soprattutto se lontano dagli occhi. Facile pensare alle guerre dimenticate, a chi muore per fame, alla violenza che ci arriva da lontano e che talvolta si ferma sull'uscio della coscienza, come un fotogramma sbiadito di un film che abbiamo visto troppe volte. Con un senso di impotenza - quindi un'autoassoluzione - per quello spiraglio di morte e desolazione che si affaccia al cuore e alla mente per pochi istanti.
Davanti a un telegiornale fugace, durante un pranzo o una cena, tra una chiacchiera e l'altra.
Il video crea distanza e abitudine: altri fanno la guerra, altri muoiono, altri decidono, altri interessi sono in corso... Ma che cosa accade quando un crimine avviene davanti ai nostri occhi? Quando si consuma al nostro passaggio? Ci abituiamo anche a quello che percepiamo direttamente come inaccettabile? Per esempio la baby-prostituzione. Bambini e bambine in vendita nelle nostre strade che effetto fanno a un cittadino qualsiasi? A una mamma che torna a casa che effetto può fare vedere una coetanea della propria figlia battere per strada, alla mercè di ignobili figuri? A me, ad esempio, sapere che ogni notte a Milano si apre il mercato dei prostituti minorenni fa rabbrividire.
A Firenze una nostra giornalista ha testimoniato il traffico di bambini, quotidiano, alle Cascine. Dove c'era la giostra dei bimbi, adesso ragazzini poco più grandi si mettono in vendita per poche decine di euro. Per sopravvivere, come schiavi in un mercato in cui il confine tra ciò che è lecito e illecito tende a sfumare. In cui il rispetto per l'infanzia, per la vita tende a scemare, a scivolare in un luogo oscuro dove tutto sembra diventato drammaticamente possibile. A Firenze come a Milano o a Roma, dove recentemente la polizia ha scoperto e arrestato le “persone normali” che cacciavano queste prede minorenni.
Fiori nel fango, si chiamava l'operazione di polizia. Che sia permanente, dunque, questo controllo. E forte l'attenzione dei media e della politica. Per evitare che questi bambini ci rimangano nel fango di quest'epoca. A pochi metri dalle strade dove passiamo, parliamo, ridiamo, cerchiamo di dare un senso alla vita di ogni giorno.














































