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STABIA: Ieri, oggi e domani :: Il lungomare stabiese. Flashback negli anni 50
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Il lungomare stabiese. Flashback negli anni 50
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Domenica 8 Febbraio : 2009 di Francesco Catalano in ESCLUSIVA per StabiaChannel.it

I Guardiani del Tempo: Il lungomare stabiese.
 Flashback negli anni 50.
      
La Villa Comunale stabiese testimone del cambiamento

Giardini all'inglese anni 30 in villa comunale (Liberoricercatore)
Image
A dieci anni dalla costituzione della repubblica l’Italia cominciava a respirare aria di libertà. Anche Castellammare distesa sul golfo di Napoli, ridente e accogliente cittadina campana non era da meno delle viciniori. Il lungomare stabiese è secondo solo a quello napoletano e salernitano ed è una passeggiata di quasi 2 km. sul tratto di costa del golfo di Napoli. Negli anni 57 o giù di lì Castellammare era veramente una cittadina tranquilla, solare e pronta a recepire gli aneliti di libertà che arrivavano dalle metropoli italiane. Ricordo che mio padre al sabato a volte portava tutta la famiglia a mangiare la pizza da “Zemberiniello” . Ci si preparava già dal pomeriggio, per l’occasione, e ci si vestiva con l’abito della festa perché quella era una serata speciale. Zemberiniello è una pizzeria situata ancora oggi nella zona della stazione della Circumvesuviana nella piazza omonima, ci si arrivava rigorosamente a piedi perché a quei tempi le automobili non le vedevi quasi mai. Per raggiungere la pizzeria la nostra passeggiata partiva da piazza Ferrovia dello Stato meglio conosciuta come Piazza Matteotti e si disarticolava lungo il Corso Vittorio Emanuele, il Corso principale della città, dove si poteva dare anche uno sguardo alle vetrine, non molte in verità però la serata era un occasione speciale. Io avevo all’incirca dieci anni, mia sorella otto, poi c’era mia madre ed una sorella della nonna che viveva con noi. Zemberiniello era come lo conoscete ancora adesso: un locale non grande, riservato, ma con il pizzaiolo Zemberiniello, sempre sorridente e cortese, che riusciva a fare una pizza che ancora oggi non ho trovato eguali. Dopo la pizza, a due passi c’era la villa comunale con la stupenda cassarmonica e i viali e i giardini ben tenuti, era d’obbligo passare dal Gran Caffè Napoli meglio conosciuto come bar Spagnuolo per gustare una “coviglia” o uno “spumone” gelati caratteristici di fine pasticceria che erano il fiore all’occhiello della gelateria Spagnuolo e finalmente si iniziava a percorrere la bella passeggiata sul lungomare. In genere questo avveniva nei periodi di tempo buono che andavano da giugno a settembre, quindi si poteva sentire la dolce brezza che veniva dal mare e rinfrescava l’aria calda del periodo estivo. Il lungomare era il luogo prescelto da tanti cittadini, specialmente il sabato ma anche la domenica sera quando in casa non c’era nulla da fare e si preferiva fare un giretto in città. Sul lungomare trovavi spesso venditori ambulanti di palloncini i cui grappoloni salivano fino al cielo e sembravano scappare di mano da un momento all’altro. Qualche volta io e mia sorella riuscivamo a strappare a papà la promessa di un palloncino che portavamo nella mano e col filo attaccato al polso per non farlo sfuggire (anche se spesso scappava via lo stesso). Ma c’erano anche altri venditori: c’era il venditore di spighe cotte che si fermava in un angolo della villa comunale col suo carrettino e il pentolone con le spighe bollenti pronte ad essere addentate da noi, e che ci invitava all’acquisto dello “sfizio”; c’era il venditore di sementi o meglio sul suo carrettino ci potevi trovare noccioline e fave tostate, lupini, ed altri “spassatiempi” che riempivano i “coppetielli” di carta e di sgranocchiavano camminando. Il lungomare era il punto d’incontro di tanti cittadini che la domenica sera, prima di una nuova settimana, sceglievano la passeggiata in villa comunale per concludere serenamente la giornata. I ricordi svaniscono, purtroppo, intorno i luoghi e le cose cambiano repentinamente e non aiutano più la memoria a ricordare, così spesso si perdono i momenti belli vissuti… perché, vi assicuro, quelli erano proprio belli!

 





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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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