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Sabato, 13 Dicembre : 2008 da Repubblica Casa&Design
A TAVOLA
Dai piatti ai set di bicchieri. Come apparecchiare la tavola nei giorni di festa. I consigli di Sandro Masci, autore di numerosi libri di bon ton
Per apparecchiare la tavola, a regola d'arte, chiamiamo in causa Sandro Masci, autore di numerosi libri di bon ton.
Come apparecchiare la tavola delle feste, seguendo le buone maniere?
«Innanzitutto dobbiamo distinguere la Vigilia di Natale dal giorno: la prima è la cena, mentre il giorno si chiama colazione. Mentre per il 24 sera è possibile tovaglia rossa con tovaglioli coordinati, il giorno il tovagliato deve essere rigorosamente bianco. Per entrambe le occasioni, le gambe devono essere coperte. Quindi utilizzare una sottotovaglia lunga e stirata sul tavolo (senza le pieghe)».
E la disposizione dei posti?
«I padroni sempre a capotavola, uno di fronte l’altro. La padrona di casa deve stare a portata visiva della porta della cucina, per poter comunicare con la cameriera con uno sguardo. Se i proprietari sono soli (single o vedovi) si disporranno a capotavola di fronte all’uomo o alla donna più importante tra gli invitati».
Come organizzare le stoviglie in tavola?
«La disposizione è sempre logica e segue l’ordine delle portate: se si hanno a disposizione i camerieri, basta mettere l’essenziale, come sottopiatto, piatto piano e posate. In caso contrario, i piatti vengono posizionati in ordine decrescente, le posate dall’esterno verso l’interno, i bicchieri massimo 5 da destra verso sinistra, partendo dal bicchiere per vino bianco, bianco strutturato, rosso leggero, rosso corposo e per ultimo acqua. Mai mettere il flut per lo spumante in tavola».
Che accessori mettere in tavola?
«Basta il centrotavola, rosso. Resta sia la notte che il giorno, cambiando naturalmente la candela. L’importante è che sia senza profumo, perché rovina il sapore dei cibi».
E il menu?
«La sera mai il primo, ma un brodo e un consommé. Al massimo, come si usa al Nord Italia, gli spaghetti in bianco. Il giorno invece il primo è consentito, magari un bel risotto riutilizzando il brodo o i classici cappelletti».
E quante portate?
«Meglio mantenersi leggeri, quindi la notte un antipasto ricco di pesce, meglio di crostacei, un brodo o consommé e un secondo di pesce. Per il pranzo, un antipasto, anche di fritti, un primo meglio risotto, un secondo di carne».
Prima la frutta o il dolce?
«La frutta secca e poi, già tagliato in porzioni piccole, il dolce».
E i regali?
«Di solito i fiori alla padrona di casa, che devono essere inviati per posta la mattina stessa. Solo in occasioni come compleanno e Natale il regalo si può portare di persona, magari qualcosa di più prezioso.
Ma mai portare vino o dolci: il vino no perché deve essere aperto al posto di quello selezionato dai padroni di casa e capita che non si intoni al menu. I dolci neanche perché è compito di chi cucina prepararli».
Quali sono le cose da evitare?
«Mai parlare di politica a tavola. Se la conversazione prende questa brutta piega, sarà la padrona di casa a direzionare la discussione su altri argomenti. Attenzione agli inviti: ospiti con interessi, età, classe sociale omogenea e poi che non siano in cattivi rapporti. Non servire mai i formaggi la sera per due motivi: la cena potrebbe risultate pesante e per le donne, è causa di cellulite, se non viene smaltita, come nelle ore serali».
Infine, la cena in piedi o seduti?
«La cena della Vigilia è seduti, perché legata alla tradizione religiosa. Il pranzo invece può essere anche in piedi, se ben organizzato».
Ed è permesso l’utilizzo delle mani?
«Sì, sempre con eleganza. Per esempio se viene servito un antipasto nel cartoccetto di cartapaglia con frittini, sui quali cospargere qualche goccia di aceto balsamico».
Per apparecchiare la tavola, a regola d'arte, chiamiamo in causa Sandro Masci, autore di numerosi libri di bon ton.
Come apparecchiare la tavola delle feste, seguendo le buone maniere?
«Innanzitutto dobbiamo distinguere la Vigilia di Natale dal giorno: la prima è la cena, mentre il giorno si chiama colazione. Mentre per il 24 sera è possibile tovaglia rossa con tovaglioli coordinati, il giorno il tovagliato deve essere rigorosamente bianco. Per entrambe le occasioni, le gambe devono essere coperte. Quindi utilizzare una sottotovaglia lunga e stirata sul tavolo (senza le pieghe)».
E la disposizione dei posti?
«I padroni sempre a capotavola, uno di fronte l’altro. La padrona di casa deve stare a portata visiva della porta della cucina, per poter comunicare con la cameriera con uno sguardo. Se i proprietari sono soli (single o vedovi) si disporranno a capotavola di fronte all’uomo o alla donna più importante tra gli invitati».
Come organizzare le stoviglie in tavola?
«La disposizione è sempre logica e segue l’ordine delle portate: se si hanno a disposizione i camerieri, basta mettere l’essenziale, come sottopiatto, piatto piano e posate. In caso contrario, i piatti vengono posizionati in ordine decrescente, le posate dall’esterno verso l’interno, i bicchieri massimo 5 da destra verso sinistra, partendo dal bicchiere per vino bianco, bianco strutturato, rosso leggero, rosso corposo e per ultimo acqua. Mai mettere il flut per lo spumante in tavola».
Che accessori mettere in tavola?
«Basta il centrotavola, rosso. Resta sia la notte che il giorno, cambiando naturalmente la candela. L’importante è che sia senza profumo, perché rovina il sapore dei cibi».
E il menu?
«La sera mai il primo, ma un brodo e un consommé. Al massimo, come si usa al Nord Italia, gli spaghetti in bianco. Il giorno invece il primo è consentito, magari un bel risotto riutilizzando il brodo o i classici cappelletti».
E quante portate?
«Meglio mantenersi leggeri, quindi la notte un antipasto ricco di pesce, meglio di crostacei, un brodo o consommé e un secondo di pesce. Per il pranzo, un antipasto, anche di fritti, un primo meglio risotto, un secondo di carne».
Prima la frutta o il dolce?
«La frutta secca e poi, già tagliato in porzioni piccole, il dolce».
E i regali?
«Di solito i fiori alla padrona di casa, che devono essere inviati per posta la mattina stessa. Solo in occasioni come compleanno e Natale il regalo si può portare di persona, magari qualcosa di più prezioso.
Ma mai portare vino o dolci: il vino no perché deve essere aperto al posto di quello selezionato dai padroni di casa e capita che non si intoni al menu. I dolci neanche perché è compito di chi cucina prepararli».
Quali sono le cose da evitare?
«Mai parlare di politica a tavola. Se la conversazione prende questa brutta piega, sarà la padrona di casa a direzionare la discussione su altri argomenti. Attenzione agli inviti: ospiti con interessi, età, classe sociale omogenea e poi che non siano in cattivi rapporti. Non servire mai i formaggi la sera per due motivi: la cena potrebbe risultate pesante e per le donne, è causa di cellulite, se non viene smaltita, come nelle ore serali».
Infine, la cena in piedi o seduti?
«La cena della Vigilia è seduti, perché legata alla tradizione religiosa. Il pranzo invece può essere anche in piedi, se ben organizzato».
Ed è permesso l’utilizzo delle mani?
«Sì, sempre con eleganza. Per esempio se viene servito un antipasto nel cartoccetto di cartapaglia con frittini, sui quali cospargere qualche goccia di aceto balsamico».














































