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Sabato, 19 Dicembre 2009 La Stampa
BENESSERE: SALUTE
Gli acidi grassi avrebbero un ruolo significativo nell'evitare il sovraccarico sensoriale
Una volta si usava dire che mangiare pesce faceva bene alla memoria, per via del suo presunto contenuto in fosforo. Un mito, questo, che è stato più volte sfatato.
È stato infatti appurato che nonostante il pesce contenga del fosforo, lo si trova in quantità a volte maggiori anche in altri tipi di alimenti come, per esempio, la crusca di grano. Il fosforo poi non è così collegato alla memoria, ma in realtà fa bene a denti e ossa.
Infine non è da dimenticare che il possibile contenuto di mercurio lo rende, ahimè, un alimento potenzialmente dannoso. Il mercurio, infatti, è un metallo tossico.
Ma, nonostante il fosforo in realtà non aiuti la memoria e il mercurio avveleni, forse c'è ancora una speranza: riuscire a trovare del pesce non inquinato e fruire dei vantaggi per il sistema nervoso che pare offrano invece gli acidi grassi omega-3.
Che gli acidi grassi omega-3 svolgano un ruolo significativo nel migliorare le funzioni del sistema nervoso lo sostiene uno studio recentemente condotto dai ricercatori del Laboratorio di Membrana Biochimica e Biofisica di presso l'Istituto Nazionale sull'abuso di alcool e alcolismo di Bethesda nel Maryland (Usa).
Non il fosforo, quindi, per il cervello ma gli omega-3 e, nella fattispecie, l'acido docosaesaenoico (DHA) e l'acido eicosapentaenoico (EPA).
I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni dopo aver constatato per prima cosa che nelle persone affette da schizofrenia, disturbi ossessivi-compulsivi e bipolari, iperattività e deficit di attenzione, morbo di Huntington e altre afflizioni del sistema nervoso si presentavano bassi livelli di acidi grassi omega-3.
Da questa constatazione hanno condotto uno studio su modello animale per valutare l'impatto di EPA e DHA sul sistema nervoso. Per il test sono stati utilizzati quattro gruppi di topi femmina incinta. A queste, e quindi anche alla prole, sono state fatte seguire quattro differenti diete, di cui tre diversi livelli di acidi grassi omega-3 e, per il gruppo di controllo, una dieta normale senza omega-3.
Una volta nati, i topolini sono stati sottoposti a un test standard per valutare la risposta del sistema nervoso, cioè esponendo i topi a un forte e improvviso rumore. Come normalmente avviene, la reazione è quella di tirarsi indietro in opposizione alla presunta sorgente del rumore. Tuttavia, se questo rumore è preceduto da un rumore più lieve e questo viene interpretato come un segnale che precede il rumore forte, allora la risposta è meno accentuata.
Nei topi nutriti con l'integrazione di omega-3 EPA e DHA, questo tipo di risposta, cioè lo scattare di fronte a un rumore improvviso, è maggiormente pacata e calma, dimostrando una migliore capacità adattiva del sistema nervoso nei confronti del sovraccarico sensoriale.
Il pesce per migliorare le funzioni del sistema nervoso
Gli acidi grassi avrebbero un ruolo significativo nell'evitare il sovraccarico sensoriale
Una volta si usava dire che mangiare pesce faceva bene alla memoria, per via del suo presunto contenuto in fosforo. Un mito, questo, che è stato più volte sfatato.
È stato infatti appurato che nonostante il pesce contenga del fosforo, lo si trova in quantità a volte maggiori anche in altri tipi di alimenti come, per esempio, la crusca di grano. Il fosforo poi non è così collegato alla memoria, ma in realtà fa bene a denti e ossa.
Infine non è da dimenticare che il possibile contenuto di mercurio lo rende, ahimè, un alimento potenzialmente dannoso. Il mercurio, infatti, è un metallo tossico.
Ma, nonostante il fosforo in realtà non aiuti la memoria e il mercurio avveleni, forse c'è ancora una speranza: riuscire a trovare del pesce non inquinato e fruire dei vantaggi per il sistema nervoso che pare offrano invece gli acidi grassi omega-3.
Che gli acidi grassi omega-3 svolgano un ruolo significativo nel migliorare le funzioni del sistema nervoso lo sostiene uno studio recentemente condotto dai ricercatori del Laboratorio di Membrana Biochimica e Biofisica di presso l'Istituto Nazionale sull'abuso di alcool e alcolismo di Bethesda nel Maryland (Usa).
Non il fosforo, quindi, per il cervello ma gli omega-3 e, nella fattispecie, l'acido docosaesaenoico (DHA) e l'acido eicosapentaenoico (EPA).
I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni dopo aver constatato per prima cosa che nelle persone affette da schizofrenia, disturbi ossessivi-compulsivi e bipolari, iperattività e deficit di attenzione, morbo di Huntington e altre afflizioni del sistema nervoso si presentavano bassi livelli di acidi grassi omega-3.
Da questa constatazione hanno condotto uno studio su modello animale per valutare l'impatto di EPA e DHA sul sistema nervoso. Per il test sono stati utilizzati quattro gruppi di topi femmina incinta. A queste, e quindi anche alla prole, sono state fatte seguire quattro differenti diete, di cui tre diversi livelli di acidi grassi omega-3 e, per il gruppo di controllo, una dieta normale senza omega-3.
Una volta nati, i topolini sono stati sottoposti a un test standard per valutare la risposta del sistema nervoso, cioè esponendo i topi a un forte e improvviso rumore. Come normalmente avviene, la reazione è quella di tirarsi indietro in opposizione alla presunta sorgente del rumore. Tuttavia, se questo rumore è preceduto da un rumore più lieve e questo viene interpretato come un segnale che precede il rumore forte, allora la risposta è meno accentuata.
Nei topi nutriti con l'integrazione di omega-3 EPA e DHA, questo tipo di risposta, cioè lo scattare di fronte a un rumore improvviso, è maggiormente pacata e calma, dimostrando una migliore capacità adattiva del sistema nervoso nei confronti del sovraccarico sensoriale.
Source: lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Behavioural Neuroscience".














































