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Giovedì, 17 Dicembre 2009 MARCELLO SORGI, La Stampa
Il premier stringe i tempi:
sente che la sua assenza comincia già a pesare
sente che la sua assenza comincia già a pesare
Ha voglia il professor Zangrillo, che ha in cura il premier dopo l'aggressione di domenica e ieri ne ha rinviato a oggi l'uscita dall'ospedale, a dire che Berlusconi dovrà osservare un periodo di convalescenza, stando lontano da impegni pubblici e rallentando i ritmi frenetici della sua vita lavorativa. Aveva appena finito di spiegare al suo illustre infermo che non potrà presenziare al prossimo Consiglio dei ministri, che dovrà rinunciare alla tradizionale conferenza di fine anno e alla notte di Natale con i terremotati dell'Aquila, e quello, che non sa stare fermo, eludendo la sorveglianza, ha telefonato all'ufficio di presidenza del Pdl per dire la sua sulle candidature alle regionali in via di definizione.
Sia i medici che lo stanno seguendo, sia i collaboratori che si tengono in contatto con lui, a cominciare dal sottosegretario Bonaiuti, fisso a Milano al San Raffaele, e da Gianni Letta, che coordina a Roma in prima persona l'attività del governo, sanno che Berlusconi scalpita, che vorrebbe a qualsiasi costo accorciare i tempi per il ritorno in campo, che si preoccupa di apparire in forma al più presto, anche se ha ancora la faccia gonfia e dovrà sopportare un piccolo intervento per rimettere a posto i denti che la statuetta lanciata dal suo aggressore gli ha fratturato.
Tutta questa impazienza, a parte l'irrequietezza, come dire, costituzionale di Berlusconi, nasce dalla consapevolezza che se l'attacco che ha subito, con l'ondata di solidarietà che è seguita, s'è alla fine trasformato in un vantaggio politico, in un momento in cui il suo isolamento personale e le difficoltà del governo erano evidenti, l'idea di un premier acciaccato, che fatica a riprendersi, si risolverebbe in un danno d'immagine per uno come lui, che, nel bene e nel male, è abituato a scandire con le sue iniziative la vita politica del Paese.
Già ieri, al terzo giorno di assenza del Cavaliere dalla vita pubblica, s'era avvertito un certo rallentamento. La fiducia sulla finanziaria era passata, ma non con una votazione non brillantissima. Lo strascico di polemiche determinate dalla reazione di Fini a questa decisione del governo aveva avuto una coda polemica, legata all'ipotesi, rinviata e sostituita con l'annuncio di un disegno di legge, di un decreto per bloccare i siti Internet che inneggiano alla violenza.
Di qui l'intervento telefonico di Berlusconi al vertice del Pdl. Con due obiettivi: dimostrare che il partito è unito e in grado di risolvere anche problemi delicati come quello delle candidature. Ma soprattutto, che per decidere ha bisogno del capo, anche se malconcio.














































