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Venerdì, 27 Novembre 2009 metropolis
POLITICA
CASTELLAMMARE DI STABIA - Scaricavano illegalmente residui di lavorazione in mare. Per questo i titolari di due oleifici della penisola sorrentina sono stati multati e alcuni impianti dei propri opifici sono stati posti sotto sequestro durante una serie di controlli effettuati in questi giorni dagli uomini della capitaneria di porto di Castellammare di Stabia (Napoli), guidati dal comandante Demetrio Raffa.
Il primo impianto finito sotto sequestro è di un frantoio di Sant´Agnello che aveva sversato sostanze oleose nel golfo del Pecone. Per risalire al responsabile dello scarico illecito hanno collaborato la guardia gostiera della procura della Repubblica di Torre Annunziata, il personale della polizia municipale e di tecnici della Gori. Attraverso gli scarichi fognari, il proprietario dell´impianto, si era disfatto di tutto il pericoloso e inquinante carico di acque risultanti dal processo di lavorazione della molitura delle olive contenute in una cisterna dalla capacità di circa 55 metri cubi, posta all´interno del sito industriale. L´altro sequestro ha interessato invece un frantoio situato nel comune di Massalubrense. Sono in corso di identificazione altri piccoli imprenditori che ricorrono allo stesso espediente di smaltire i liquidi derivati dalla lavorazione scaricando direttamente in mare.
In mare residui lavorazione olive,
sequestrati due frantoi
sequestrati due frantoi
Il primo impianto finito sotto sequestro è di un frantoio di Sant´Agnello che aveva sversato sostanze oleose nel golfo del Pecone. Per risalire al responsabile dello scarico illecito hanno collaborato la guardia gostiera della procura della Repubblica di Torre Annunziata, il personale della polizia municipale e di tecnici della Gori. Attraverso gli scarichi fognari, il proprietario dell´impianto, si era disfatto di tutto il pericoloso e inquinante carico di acque risultanti dal processo di lavorazione della molitura delle olive contenute in una cisterna dalla capacità di circa 55 metri cubi, posta all´interno del sito industriale. L´altro sequestro ha interessato invece un frantoio situato nel comune di Massalubrense. Sono in corso di identificazione altri piccoli imprenditori che ricorrono allo stesso espediente di smaltire i liquidi derivati dalla lavorazione scaricando direttamente in mare.














































