Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Lunedì, 21 Dicembre 2009 Red
> Ecco a voi il PDL il popolo che AMA
> La Costituzione secondo don Verzè
> Don Verzè a Porta a Porta, puntata del 15 dicembre 2009
> Don Verzè: presidente san Raffaele parla di Berlusconi
INCIUCIO E “PARTITO DELL’AMORE”
Il ferimento del nostro Premier Berlusconi, in seguito al lancio di un oggetto che l’ha colpito da parte di uno squilibrato, deve avere da parte nostra, la più ferma condanna e riprovazione. Lo scrivente è, e resta, fortemente critico, sull’operato suo, del quale pensa tutto il male possibile nella sfera politica. Ma, per quello che vale, a lui e ai suoi familiari, è da esprimersi la più totale solidarietà per questo inqualificabile episodio: senza “se” e senza “ma”. E ciò non per un’improvvisa crisi di diabetismo buonista, ma per precise considerazioni politiche. Ritengo infatti, che se qualcuno pensasse di “liquidare” il berlusconismo,nella sola persona fisica di Silvio Berlusconi, farebbe il più grave errore: renderebbe stabile e non più redimibile, l’imbarbarimento, cui ci costringe la pratica politica, legislativa, oltre che culturale, del berlusconismo al potere. Diventerebbe un processo da cui non usciremmo più: una spirale che si avvolgerebbe su di noi, con risposte obbligate che sconvolgerebbero tutte le dialettiche politiche e collettive all’interno di tutti gli strati della società, con una prospettiva molto grave per il Paese. Mentre invece va posta all’ordine del giorno la riappropriazione della politica “politicata”, che parla delle cose concrete; ma che anche annunci narrazioni coinvolgenti, non più legate ai vari carismi personali dei leader, ma ad un insieme di visioni, sia di valori, che di proposte. Tra questi la non violenza è l’”arma” che permette alla lucidità critica di esprimere con maggiore incisività le critiche e le proposte. Diceva Pier Paolo Pasolini che la comprensione critica delle cose è il primo passo per la realizzazione della democrazia dal basso; dei prodotti di questa dovremmo essere forniti, da lanciare “contro” qualcuno. Ovviamente, l’essere risolutamente contro lo specifico episodio di violenza, non ci impedisce di rifletterci su. Era fin troppo chiaro che l’apparato berlusconiano avrebbe usato il pretesto dell’episodio per scagliarsi contro la campagna d’odio che avrebbe avuto come oggetto il leader. E’ comprovato che alla pochezza degli argomenti politici, fa riscontro l’eccesso di volume e di violenza della voce; e che Silvio Nostro sia pochissimo ricettivo alle critiche: anzi, le ritiene una specie di affronto personale, tanto più quando sono basati su fatti incontrovertibili, che lui si ostina a negare: come quelli che riguardano i suoi processi e le leggi approvate a sua stretta misura in relazione a questi. Quindi tutte le critiche “a prescindere” (direbbe Totò) dai loro contenuti, sono trasformate in “campagna d’odio”. Con uno spettacolare senso mediatico della comunicazione politica, contravvenendo ad ogni elementare regola di sicurezza, egli, subito dopo l’attentato, invece di allontanarsi dalla scena del fatto, si è “offerto” al “suo” popolo col volto tumefatto e sanguinante: per dire “ecce homo!”: guardate che m’hanno fatto per voi!” Il suo corpo, lo stesso corpo rapacemente erotico da lui esibito nelle innumerevoli notti d’amore con veline, escort e aspiranti politiche, delle quali non ha mai fatto mistero, diviene segno di martirio. Ma soprattutto diviene unico e supremo oggetto di riferimento politico. Come ha affermato il filosofo Umberto Galimberti, è la sintesi al massimo grado del “Carisma personale che sostituisce la politica; ed è esso, in quanto tale e di per sé, per sua stessa traiettoria, a stabilire sentimenti di odio e di amore, per la persona portatrice di questo segno”. Ma il Carisma è comunque un ”agente”, ben diverso dall’”atto”, che è un episodio circoscritto di manifestazione di singole volontà soggettive. Però Brl’sk è troppo abile per essere incatenato ad una sola strategia. Mentre i suoi sgherri attaccano i più “cattivi” (Repubblica, Travaglio, Di Pietro e Santoro) con una virulenza e una sfrontatezza senza pari, Lui fa quel sorrisone da simpatico e parla di “Partito dell’Amore”, perché, ha “visto” segnali di umanità, cioè di riconoscimento politico nella doverosa visita di Bersani al suo capezzale. Egli lo fa, chiaramente, per isolare i suoi nemici più aspri e dividere il fronte delle opposizioni: tener lontani Casini, l’UDC e tutti gli altri moderati (Tabacci, Rutelli ecc), e il PD da Di Pietro, che col suo attuale 11% accreditato elettoralmente renderebbe possibile una sua sconfitta alle Elezioni politiche anticipate. Soprattutto considerando che Fini, sganciato dal PDL, presentandosi in questa sua nuova veste di moderato e centrista, potrebbe essere il catalizzatore di un vasto fronte moderato, che smantellerebbe lo stesso partito berlusconiano. A questa offerta subito l’astutissimo Massimo D’Alema, forse per contrastare l’ascesa di Fini, ha risposto con un “elogio dell’inciucio”, quella pessima pratica politica, e di cui lui ha la massima responsabilità politica, che ha assicurato a Berlusconi la sopravvivenza in tempi difficili, basato su accordi se non opachi e sordidi, decisamente poco trasparenti. La componente maggioritaria del PD, assicurerebbe un salvacondotto a Berlusconi, nei suoi attuali processi, in cambio del ritiro della famigerata Legge sul Processo Breve, che “ammazzerebbe” migliaia di processi in corso, tra cui quello del Premier. Perché tanto la politica “vera” berlusconiana è quella espressa da Denis Verdini, in un articolo del 18 dic. 09 sul “Giornale” d Feltri. Chi è costui? E’ il Segretario del PDL; uno dei fondatori di Forza Italia (proviene dalla pubblicitaria di Fininvest, Publitalia), sempre vicinissimo al Capo: ed è quella di smantellare l’idea stessa di Stato Costituzionale Repubblicano, come lo immaginiamo. Sostituire al sistema di contrappesi democratici istituzionali, elemento chiave della nostra Costituzione, il dominio incontrastato del potere Esecutivo (rappresentato da una nuova figura “forte” di premierato presidenziale) su tutti gli altri; e in particolare sulla Magistratura, finalmente silenziata.














































