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Martedì, 3 Novembre 2009: Accadde Oggi Gianluca De Martino, Metropolis
Salute Umberto Veronesi » Niente panico: il virus è raramente letale »
Esiste una via di mezzo fra psicosi e superficialità nell’affrontare il caso della nuova influenza A. E’ quella della razionalità. I dati scientifici in tutto il mondo ci dicono che il virus A è raramente letale.
CRONACA
NAPOLI - Situazione critica nell’area torrese-stabiese, dove le misure di prevenzione sembrano non reggere ancora all’emergenza influenza A. Altri quattro casi, accertati o sospetti, sono emersi nelle ultime ore tra Pompei e Castellammare di Stabia. Nella città degli scavi sono stati colpiti dal virus H1N1 tre bambini, cuginetti della undicenne Emiliana D’Auria, deceduta sabato all’ospedale Santobono di Napoli. All’ospedale Cotugno di Napoli, invece, è ricoverata in gravi condizioni una trentaduenne di Pompei, originaria di Castellammare di Stabia, che da pochi giorni ha dato alla luce una bambina. I medici del reparto di Rianimazione tengono sotto osservazione la paziente, R.E. che, affetta da influenza A, ha partorito una bimba sana tramite parto cesareo. Al suo fianco c’è il marito, in apprensione per le condizioni di salute della neonata e della consorte. Dopo un primo ricovero a Castellammare, la donna, che presentava tosse intensa ed affanno, è stata trasferita a Napoli. “Ogni giorno spero che mi diano buone notizie, che dicano ‘Sta bene, la rimandiamo a casa’. Sono molto preoccupato - aggiunge -. Lei deve tornare a casa da me, dai nostri bambini. E’ una ragazza giovane e forte e deve sconfiggere il virus”. La bimba sta bene mentre a destare preoccupazioni è soprattutto lo stato di salute della trentaduenne. “L’abbiamo chiamata Fatima - dice il marito della donna, mostrando le foto della piccola -: é stata mia moglie a scegliere questo nome. La bambina sta bene e io prego che guarisca presto anche mia moglie. Dagli ultimi esami che la hanno fatto sembra che stia un po’ meglio”. Ogni giorno si presentano ai pronto soccorso degli ospedali 7-8 pazienti con i sintomi dell’influenza A, non tutti i casi vengono confermati da successive analisi. La distribuzione dei vaccini, avviata con qualche ritardo nel territorio dell’Asl Napoli 3 Sud, non trova il riscontro positivo della popolazione. Sono alte le percentuali di coloro che, pur rientrando nelle categorie a rischio, scelgono di non sottoporsi al vaccino. C’è molto scetticismo tra i pazienti, che chiedono insistentemente delucidazioni ai propri medici di base. Il telefono squilla in continuazione nello studio del dottor Raffaele D’Arco, vicesegretario provinciale del Sindacato Medici Italiani. “Stiamo collaborando con l’Asl per la risoluzione di questa problematica - afferma il medico -: il vaccino viene messo a disposizione per tutti coloro che vengono classificati come pazienti maggiormente esposti al virus, in primis le donne in gravidanza oltre il terzo mese. I medici stilano un elenco dei possibili vaccinati, partendo dalle categorie a rischio”. Ma non tutti i pazienti vogliono vaccinarsi. “Hanno paura, c’è anche un effetto mediatico che li spaventa. Il vaccino non è obbligatorio, è quasi una sperimentazione”.
I primi a vaccinarsi dovrebbero essere gli operatori sanitari. Anche in questo settore, però, non mancano gli inconvenienti: “I vaccini sono arrivati al presidio di Boscotrecase, attendiamo una risposta dalla direzione sanitaria: il nostro è un ospedale dove si presentano numerose persone al pronto soccorso, da tutta l’area vesuviana, con sintomi di sospetta influenza A”, spiega Giovanni Savino, rappresentante sindacale del personale paramedico. Proprio nel comprensorio boschese-torrese, due mesi fa, si sono verificati i primi casi di contagio. A Torre Annunziata venne chiusa la scuola del secondo circolo dopo il caso di una bimba di otto anni affetta dal virus. Il punto di riferimento per le vaccinazioni resta il distretto sanitario, guidato da Agnese Borrelli, che è anche sindaco di Boscotrecase. Nei giorni scorsi è stata inviata ai medici di base una richiesta di rendiconto sui pazienti da sottoporre a vaccino. Il caso Pompei ha innescato una serie di riunioni istituzionali anche in altre realtà confinanti. A Boscoreale il sindaco Gennaro Langella ha convocato in Municipio un summit con dirigenti scolastici e funzionari dell’Asl, per verificare lo stato di attuazione delle misure di prevenzione negli istituti scolastici, che potrebbero rivelarsi focolai di trasmissione del virus. Nel corso della riunione, richiesta a gran voce dai genitori degli alunni, sono giunte rassicurazioni dal dipartimento di prevenzione dell’Asl, nella persona del dottor Filippo Villani. Il funzionario medico ha chiesto ai dirigenti scolastici di disporre una maggiore e più frequente pulizia dei bagni, dei banchi e degli altri strumenti utilizzati dagli alunni, oltre ad una continua aerazione delle aule. “Doteremo le scuole di detergenti disinfettanti per contribuire ad innalzare i livelli di sicurezza igienica”, ha assicurato il sindaco.
Incubo contagio in provincia di Napoli
I primi a vaccinarsi dovrebbero essere gli operatori sanitari. Anche in questo settore, però, non mancano gli inconvenienti: “I vaccini sono arrivati al presidio di Boscotrecase, attendiamo una risposta dalla direzione sanitaria: il nostro è un ospedale dove si presentano numerose persone al pronto soccorso, da tutta l’area vesuviana, con sintomi di sospetta influenza A”, spiega Giovanni Savino, rappresentante sindacale del personale paramedico. Proprio nel comprensorio boschese-torrese, due mesi fa, si sono verificati i primi casi di contagio. A Torre Annunziata venne chiusa la scuola del secondo circolo dopo il caso di una bimba di otto anni affetta dal virus. Il punto di riferimento per le vaccinazioni resta il distretto sanitario, guidato da Agnese Borrelli, che è anche sindaco di Boscotrecase. Nei giorni scorsi è stata inviata ai medici di base una richiesta di rendiconto sui pazienti da sottoporre a vaccino. Il caso Pompei ha innescato una serie di riunioni istituzionali anche in altre realtà confinanti. A Boscoreale il sindaco Gennaro Langella ha convocato in Municipio un summit con dirigenti scolastici e funzionari dell’Asl, per verificare lo stato di attuazione delle misure di prevenzione negli istituti scolastici, che potrebbero rivelarsi focolai di trasmissione del virus. Nel corso della riunione, richiesta a gran voce dai genitori degli alunni, sono giunte rassicurazioni dal dipartimento di prevenzione dell’Asl, nella persona del dottor Filippo Villani. Il funzionario medico ha chiesto ai dirigenti scolastici di disporre una maggiore e più frequente pulizia dei bagni, dei banchi e degli altri strumenti utilizzati dagli alunni, oltre ad una continua aerazione delle aule. “Doteremo le scuole di detergenti disinfettanti per contribuire ad innalzare i livelli di sicurezza igienica”, ha assicurato il sindaco.
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> Influenza H1N1, tutti i dubbi sul vaccino
> Sanità Pandemia e vaccini
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