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Venerdì, 23 Ottobre 2009: Accadde Oggi Anna Della Moretta, GdB
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Influenza e medici:
si vaccinano in 3 su 10
si vaccinano in 3 su 10
La percentuale di adesioni è di poco superiore a quella nazionale Vassallo dell’Asl: «Avremmo auspicato uno sforzo maggiore»
È in corso la prima fase vaccinale per prevenire l’influenza
causata dal virus A/H1N1. Dal 2 novembre la seconda fase
La percentuale è leggermente superiore - quattro su dieci - se ci si sposta all’interno di ospedali e case di cura. Del totale dei dipendenti dell’azienda ospedaliera Spedali Civili, che sono circa seimila, ha aderito il 45% alla campagna vaccinale contro il virus dell’influenza pandemica. Situazione pressocché analoga alla Poliambulanza, dove hanno aderito 300 dipendenti su 1200. Il fatto che le percentuali siano in linea con quelli nazionali non è motivo di conforto.
Meno della metà
«Ci saremmo auspicati un’adesione superiore: dai dati che ci hanno comunicato ospedali e case di cura, meno della metà dei dipendenti e, badate bene, non sono solo medici ma ci sono anche infermieri, personale sanitario e amministrativi, ha deciso di farsi vaccinare - sottolinea Francesco Vassallo, direttore sanitario dell’Asl di Brescia -. Confidiamo ancora in un ravvedimento, perché è difficile che la campagna vaccinale possa avere successo se il primo a non crederci è chi si occupa della salute dei cittadini».
Più ottimista Ferruccio Fazio, viceministro della Salute: «Vero è che molti medici sono ancora molto restii a farsi vaccinare, ma se consideriamo che per l’influenza classica stagionale lo fa solo il 20% di loro, aver ottenuto un dato che in molte realtà supera il 40% è già un piccolo successo».
Cosa accade ora?
Le varie strutture sanitarie hanno comunicato all’Asl il numero dei vaccini necessari per i propri dipendenti. A breve le dosi - 8000 sono già arrivate dalla Regione che, a sua volta, le ha ricevute dal ministero, mentre altre 14.000 sono in arrivo - saranno distribuite a si procederà alla vaccinazione per la prima fase di intervento.
L’offerta vaccinale contro il virus della nuova influenza, secondo quanto previsto da due ordinanze ministeriali, sarà infatti rivolta in ordine di priorità a: personale sanitario e socio-sanitario; delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno e delle Forze Armate; personale che assicura i servizi pubblici essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazioni, secondo piani di continuità predisposti dai datori di lavoro o per i soggetti autonomi dalle Amministrazioni competenti; donatori di sangue periodici; donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza; donne che hanno partorito da meno di 6 mesi o, in loro assenza, la persona che assiste il bambino in maniera continuativa; persone affette da malattie croniche da 6 mesi a 65 anni, nonché i piccoli con meno di 24 mesi nati gravemente pretermine; bambini di età superiore a 6 mesi che frequentano l’asilo nido; minori che vivono in comunità o istituzionalizzati; persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzativa dall’Emea (www.emea.europa.eu); persone tra i 18 e 27 anni. Contrariamente a quanto era stato comunicato nei mesi scorsi, una dose di vaccino contro la nuova influenza per avere la protezione immunitaria necessaria.
I problemi causati dal «nuovo» virus
La nuova influenza A/H1N1 e un’infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell’influenza: febbre ad esordio rapido, tosse, mal di gola, malessere generale.
Come per l’influenza classica sono possibili complicazioni gravi, quali la polmonite e casi mortali. I primi casi di questa nuova influenza umana da virus A/H1N1v sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A/H1N1v e infatti un virus di derivazione suina. Nell’uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni 50 e sono legati ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus A/H1N1v si e ora adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.
L’influenza non viene trasmessa attraverso il cibo e si sottolinea come, anche se i primi casi siano stati legati a suini, non vi sia alcun rischio di infezione attraverso il consumo di carne suina cotta o prodotti a base di carne suina. Trattandosi di un nuovo virus influenzale, la vaccinazione con i tradizionali vaccini antinfluenzali (vaccini stagionali) molto probabilmente non e efficace; la vaccinazione contro l’influenza classica e comunque una misura raccomandata in caso di viaggi.
Come l'influenza stagionale, l'influenza da virus influenzale A/H1N1v nell’uomo può presentarsi in forma lieve ma può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus A/H1N1v. La gravità dell’influenza e quindi in genere legata alla gravita delle malattie di cui si e affetti od all’età.
Dai pediatri:
«Sì al vaccino, ma è meglio prevenire»
«Sì al vaccino, ma è meglio prevenire»
Le indicazioni della Società scientifica: «Se ne possono fare anche due, per la classica e per la pandemica»
Candidati alla vaccinazione anche i bimbi
Dalla Società italiana di pediatria, intanto, giungono alcune indicazioni pratiche rivolte ai genitori per prevenire il problema.
Cinque semplici gesti da spiegare ai propri figli possono ridurre in maniera importante il rischio di contagio del virus A/H1N1.
Eccoli. Lavarsi accuratamente le mani con acqua calda e sapone, asciugandole con cura; usare fazzolettini di carta usa e getta; starnutire, in mancanza di fazzoletti, all’interno del gomito, sui propri vestiti; non «tossire» di fronte agli altri; non toccarsi il naso con le mani. E, in caso di malattia, usare le mascherine.
Niente allarmismi, ma una serie di consigli utili per ridurre le possibili fonti di contagio da influenza per i bambini. Non solo la nuova influenza, ma anche quella stagionale.
Le indicazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) invitano i genitori alla prevenzione con l’informazione, una corretta igiene e il vaccino.
«In attesa della seconda fase vaccinale rivolta anche ai bambini con specifiche patologie, che dovrebbe iniziare dal 2 novembre, vogliamo ribadire l’importanza di premunirsi anche contro l’influenza stagionale -afferma il Giuseppe Di Mauro, presidente della SIPPS – una malattia che ogni inverno interessa dal 10% al 30% della popolazione pediatrica. La «pandemica» non deve infatti farci sottovalutare i rischi dell’influenza «classica» con una morbilità e una sintomatologia spesso ben più gravi. È fortemente raccomandabile, quindi, che tutti i bambini, particolarmente quelli di età inferiore a 5 anni, vengano vaccinati al più presto. Quelli con meno di 9 anni che non lo sono mai stati vanno sottoposti a due dosi a distanza di un mese l’una dall’altra. In ogni caso, non appena il rimedio contro l’influenza A sarà disponibile consigliamo di somministrarlo. La doppia vaccinazione, anche a distanza ravvicinata, è possibile senza alcun rischio o effetto collaterale». Niente allarmismo però, perché come rileva Susanna Esposito, segretario SIPPS e responsabile del gruppo di lavoro della Società sull’influenza, «la grandissima parte dei bambini che soffrirà dell’H1N1 andrà incontro a una sintomatologia lieve, con qualche giorno di febbre, mal di gola e tosse».
Nel territorio dell’Asl di Brescia i bambini di età compresa tra zero e 14 anni che l’anno scorso sono stati vaccinati gratuitamente perché sofferenti di patologie morbose predisponenti a complicanze in caso di influenza sono stati 1543. Ebbene, quest’anno gli stessi bimbi potranno fruire gratuitamente del vaccino contro il virus A/H1N1 ma se i loro genitori ritengono di doverli vaccinare anche per prevenire la «classica» devono acquistare il vaccino e rivolgersi al pediatra per farselo inoculare.
CHI PAGA IL VACCINO
Le persone con malattie croniche che hanno meno di 65 anni, contrariamente a quanto accadeva negli scorsi anni, non saranno vaccinate gratuitamente contro l’influenza classica. Potranno, invece, scegliere di essere vaccinate per prevenire l’influenza pandemica.
CHI HA ADERITO
Al Civile su seimila dipendenti, il 45% ha dato la sua disponibilità ad essere vaccinato contro il virus A/H1N1; alla Poliambulanza su 1200 dipendenti, la disponibilità è stata data da 300 mentre aderisce il 30% dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale,
DOVE CI SI VACCINA
I dipendenti delle strutture sanitarie saranno vaccinati nelle loro sedi. Le altre persone si dovranno recare - quando inizierà la campagna vaccinale che sarà comunicata dall’Asl - nelle sedi abituali dove si vaccina anche per la «classica».
In farmacia lo sconto sui termometri digitali
La stagione fredda porta con sé malanni «tipici» come mal di gola, tosse e raffreddore, spesso accompagnati da febbre.
Per non parlare del problema più comune, l'influenza, che quest’anno si presenta sia sotto forma della «classica stagionale», sia come virus A/H1N1.
Strumento molto utile in questi casi è il termometro, indispensabile per misurare la temperatura corporea.
«Nell'ottica di servizio e di vicinanza al cittadino, che da sempre le contraddistingue, le farmacie di Brescia e provincia hanno deciso di proporre ad un prezzo d'eccezione il termometro digitale, che sarà disponibile in tutte le farmacie bresciane a soli 3,90 euro, rispetto al prezzo consueto di 6,90 euro», spiega Clara Mottinelli, presidente di Atf-Federfarma di Brescia.
Non va dimenticato, inoltre, che dal 3 aprile scorso un decreto ministeriale, che recepisce una direttiva dell'Unione Europea, ha sancito il divieto di utilizzare il mercurio in termometri, barometri e strumenti di misurazione destinati al pubblico. Questo perché il mercurio è considerato un elemento tossico, che non si degrada e che, se disperso, contamina l'ambiente e la catena alimentare. Si tratta, quindi, di una sostanza che, a lungo termine, può provocare gravi danni alla salute umana ed all'ambiente.
«L’iniziativa di Atf-Federfarma Brescia e Cef vuole fare in modo che il "cambio del termometro" non diventi troppo oneroso: le famiglie, grazie a questa offerta, potranno acquistare ad un prezzo decisamente accessibile un termometro digitale preciso, sicuro ed affidabile» conclude la presidente.














































