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Martedì, 13 Ottobre 2009: Accadde Oggi GdB
> Influenza suina (A/H1N1)
Influenza «classica» e da virus A/H1N1:
al via le vaccinazioni
al via le vaccinazioni
Per la stagionale si è già iniziato in provincia e dal 19 in città Per la nuova da domani il primo gruppo degli operatori sanitari
Il manifesto della campagna di informazione
del Ministero della salute
sulla nuova influenza
La prima fase della campagna
«La prima fase della campagna di prevenzione dell’influenza classica - hanno spiegato - consentirà di proteggere in tempo utile un numero di persone a rischio pari a circa 150 mila anziani, prevedendo un tasso di adesione compreso tra il 75 e l’80% e con l’impegno dei servizi vaccinali dell’Asl e la collaborazione dei medici di famiglia».
Un’altra novità riguarda le persone da vaccinare. Mentre gli anni scorsi il vaccino gratuito veniva offerto sin da subito agli ultrasessantacinquenni ma anche a persone più giovani affette da patologie croniche, quest’anno viene garantito, in questa prima fase, solo agli ultrasessantacinquenni.
Le persone a rischio di altre età potranno scegliere di essere vaccinate per la prevenzione del virus A/H1N1 e, in un secondo momento, per quello di prevenzione della «classica». In questo secondo caso, tuttavia, non si conosce ancora la data di inizio della vaccinazione per la popolazione «a rischio», anche se i tempi dovrebbero essere comunicati a breve dal momento che dopodomani il vaccino sarà disponibile per gli operatori sanitari. Ieri sono arrivate le prime 8000 dosi.
Cosa è accaduto lo scorso anno
«L’influenza rappresenta un importante problema di sanità pubblica a causa della sua contagiosità, della variabilità antigenica dei virus influenzali e delle possibili gravi complicanze - ha spiegato Scarcella -. Frequente motivo di consultazione medica e di ricovero ospedaliero e principale causa di assenza dal lavoro e da scuola, l’influenza è ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da Aids e tubercolosi. Si stima che in Italia, ogni anno, le epidemie stagionali interessino il 5-10% della popolazione».
Lo scorso anno sono state vaccinate gratuitamente dall’Asl - attraverso i Distretti e i medici di Medicina generale - quasi 176.691 persone di cui 144.645 anziani, pari al 75% dei residenti di età pari o superiore ai 65 anni (una percentuale superiore alla media regionale che è stata pari al 60%) e 32.046 persone con meno di 65 anni affette da patologie a rischio che potrebbero causare complicanze in caso di influenza. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, in particolare, hanno vaccinato 145.893 persone, pari a circa l’83% del totale dei vaccinati.
Ogni doso di vaccino per l’influenza classica all’Asl costa 2.70 euro, mentre il medico di medicina generale viene compensato con 6.20 euro per ogni vaccinazione effettuata.
Per l’A/H1N1 dosi in arrivo
Con le dosi di vaccino contro l’influenza A che il ministero della Salute ha consegnato ieri alle Regioni, la Lombardia dovrebbe riuscire a vaccinare 70 mila persone, come ha spiegato il direttore generale alla Sanità della Regione, Carlo Lucchina. Le dosi sono stoccate all’ Asl Città di Milano che farà da centro di riferimento per tutte le Asl alle quali le spedirà per le varie fasi della vaccinazione.
Prevenzione e cura
L’influenza A è una normale influenza, con queste 5 regole diffuse dal ministero della Salute si combatte meglio.
1 - Lavati con cura e spesso le mani con acqua e sapone;
2 - copri il naso e la bocca con un fazzoletto quando tossisci o starnutisci e gettalo subito nella spazzatura;
3 - se hai dimenticato di lavarti le mani non toccarti occhi, naso o bocca: il virus dell’influenza si trasmette cosi;
4 - ricordati di aprire sempre le finestre per cambiare l'aria;
5 - se hai febbre, raffreddore, difficoltà respiratoria, tosse e mal di testa resta a casa e chiama il medico.adm
Operatori sanitari e dei servizi essenziali subito coinvolti
Queste le prime categorie che saranno chiamate a difendersi dalla malattia, quindi la popolazione «a rischio» con meno di 65 anni
Anche i bimbi piccoli
potrebbero essere vaccinati
- personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del ministero dell’Interno, personale delle Forze Armate; personale che assicura i servizi pubblici essenziali secondo piani di continuità predisposti dai datori di lavoro o per i soggetti autonomi dalle Amministrazioni competenti; donatori di sangue periodici;
- donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza; donne che hanno partorito da meno di 6 mesi o, in loro assenza, la persona che assiste il bambino in maniera continuativa;
- persone con patologie croniche, nonché i soggetti con meno di 24 mesi nati gravemente pretermine;
- bambini di età superiore a 6 mesi che frequentano l’asilo nido; minori che vivono in comunità o istituzionalizzati;
- persone di età compresa tra più di 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzativa dall’EMEA (agenzia europea del farmaco);
- persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti.
In particolare, sono considerate persone a rischio quelle di età compresa tra 6 mesi e 64 anni affette da almeno una delle seguenti patologie: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO; malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche; malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; neoplasie; gravi epatopatie e cirrosi epatica; malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi; immunosoppressione indotta da farmaci o da Hiv; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale; patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari; obesità e gravi patologie concomitanti; condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.














































