[Icy Phoenix Debug] PHP Notice: in file /includes/db/mysql.php on line 817: fopen(./cache/users/sql_ban_4ec69cea17e67ca163d3842273c348d0.php): failed to open stream: Permission denied Iniziato, in Appello, il processo "Sorelli": svilu
Come in programma è ripreso ieri il processo <<Sorelli>> davanti alla Corte di Appello di Brescia e, tanto per cominciare (nonché come previsto), le "difese" hanno subito cominciato con il solito lavorio leguleo al fine di "evitare" il processo stesso ma, respinte tutte le accezioni, il processo è partito. A seguire la cronaca della prima giornata dedicata, appunto, alla espletazioni del quanto previsto dalla procedura. [/font]
L’UDIENZA. Iniziato ieri, con schermaglie procedurali, il processo d’appello per il caso Sorelli
I presunti abusi all’asilo
tornano davanti ai giudici
QUI i precedenti del caso
Questi alcuni video di documentazione: - 1 - 2 - QUI altra documentazione video di casi di pedofilia (tanto per provare a rendersi conto che esiste ... ovunque)
In aula le sei maestre, il bidello e il sacerdote che erano già stati assolti dall’accusa in primo grado
Con una raffica di eccezioni, avanzate dalla difesa, ieri mattina in Corte d’Appello è iniziato il processo d’appello per i presunti abusi subiti da alcuni bambini della scuola materna <<Sorelli>>. Il 6 Aprile 2007 il processo di primo grado si era concluso con l’assoluzione degli imputati (sei maestre, un bidello e un sacerdote), mentre i pm Paolo Guidi e Roberta Licci avevano chiesto la loro condanna per complessivi 125 anni di carcere.
Ieri tutti e otto gli imputati erano in aula per un processo che si celebra a porte chiuse (come quello di primo grado) davanti al presidente Giacomo Sartea (Carmelo Sigillo a latere, giudice relatore Enzo Rosina, che ha depositato una memoria di 79 pagine), mentre a reggere l’accusa è il procuratore generale Nicoletta Omboni.
Diciannove i genitori che si sono presentati come parte offesa.
La prima giornata (le prossime udienze sono già state fissate per il 13 e il 27 Ottobre e per il 3 Novembre, è saltata invece quella del 20 di questo mese) – si è basata sulle eccezioni avanzate dagli avvocati difensori, che hanno puntato sull’inammissibilità dell’appello del pm: richiesta respinta. Chiesta anche la rinnovazione del dibattimento: i giudici decideranno, dopo la requisitoria, se convocare o meno nuovi consulenti scientifici.
LA RICHIESTA d’appello era stata depositata dalla Procura nell’ottobre dello scorso anno. Le motivazioni erano contenute in 1.179 pagine firmate dall’allora Procuratore capo Giancarlo Tarquini, che si era opposto alle assoluzioni ritenendo concreti i racconti dei 23 bambini della <<Sorelli>>. Racconti che avevano delineato le ipotesi di reato per presunti abusi sessuali sui bambini, <<giochi>> che i piccoli avrebbero subito.
In primo grado, alla fine, prove e testimonianza non avevano retto portando alle otto assoluzioni. Adesso la parola passa ai giudici della Corte d’Appello.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Ultima modifica di Redazione il Mar 20 Gen, 2009 20:57, modificato 1 volta in totale
IL PROCESSO D'APPELLO Un'intera udienza non è bastata al sostituto procuratore generale per concludere. Gli otto imputati tornano in aula il 27
Presunti abusi
requisitoria infinita
Non sono bastate otto ore al sostituto procuratore generale Nicoletta Omboni per concludere e chiedere ai giudici d'appello la condanna o l'assoluzione delle sei maestre, del bidello e del sacerdote a processo con l'accusa di aver abusato dei bambini della scuola materna Sorelli.
IN PRIMO GRADO gli otto imputati sono stati assolti. Per i giudici della seconda sezione penale presieduta da Francesco Maddalo nella scuola materna del centro storico cittadino non c’è stato alcun abuso, ma la procura, che in primo grado aveva chiesto condanne per 125 anni, ha presentato ricorso contro la sentenza. Ieri mattina il pg Omboni ha preso la parola poco dopo le 9: ha affrontato argomenti della sentenza e il fatto in generale, mentre nel pomeriggio si è dedicata a ogni singola posizione, analizzando racconti e testimonianze di ogni bambino e dei genitori, che si sono costituiti parte civile anche nel procedimento di secondo grado.
I BAMBINI COINVOLTI sono 23 perciò l’analisi del pg è stata lunga e complessa. Impossibile fare sintesi e strema e concludere in poche ore. Il procuratore generale dovrebbe concludere nella prossima udienza fissata per il 27 ottobre, poi prenderanno la parola le parti civili e infine gli avvocati difensori degli otto imputati.
Oltre all’udienza del 27 i giudici d’appello (presidente Giacomo Sartea, a latere Carmelo Sigillo e giudice relatore Enzo Rosina) hanno fissato anche il 3 novembre, ma pare impossibile che il processo possa giungere a sentenza per quella data. Le sei maestre, il bidello e il sacerdote devono attendere ancora. Dopo la sentenza di assoluzione piena di primo grado del 6 aprile 2007, devono attendere ancora per sapere se ci sarà uan conferma.
ndr:
Stan ha scritto:
Mi ero ripromesso di riportare unicamente le news dalla stampa e di non dire nulla di nostro almeno fino alla conclusione e/o non se ne ravvisasse una necessità assoluta.
Ora, pur non essendo una necessità assoluta, ritengo però di poter aggiungere qualche piccola annotazione tanto più che è di pura e semplice "cronaca", non riservata e - comunque - esente da ogni possibile aggettivazione.
Quanto mi sento di dover, e poter, aggiungere è semplicemente che:
1) Pur se con alcuni distingui, appare evidente che il PM (D.sa Nicoletta Omboni), è ben determinata a dare ben altra lettura e ben altro peso al quanto era stato declassato e derubricato, nel primo processo, dall'opera demolitrice della difesa ed anche della sua "esperta americana" (diagnosticatrice e visitatrice anche solo mezzo foto") alla quale, ora, si contrappone altro esperto e già che ci siamo, estero per estero, questa volta è inglese;
2) Alla luce di quanto sopra, si può ragionevomente pensare che si avvia quindi ad avanzare, a sua volta, richiesta di condanna;
3) Per ben espletare quindi tutto quanto sopra senza "correre" ne tralasciare o sorvolare su alcune cose - come sarebbe stato gradito dalla difesa (e ci hanno anche provato ad ottenerlo) - sembra ormai anche chiaro che la fine di questo processo di appello non si avrà di certo il 3 Novembre, come sembrava all'inizio; e forse nemmeno subito dopo.
Questo è tutto.
Unicamente per la completezza dell'info.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Centoventicinque anni di carcere complessivi per sei maestre, il bidello e il sacerdote. Li ha chiesti ieri il sostituto procuratore Nicoletta - al termine di una requisitoria durata due udienza.Omboni - per gli otto imputati accusati di avere abusato dei bambini che frequentavano la scuola materna comunale <<Sorelli>>, nel centro storico.
La richiesta del pg nel processo d' appello ricalca fedelmente quella pronunciata in primo grado dai pm Roberta Licci e Paolo Guidi dopo sei giornate.
(a breve seguirà articolo)
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
PEDOFILIA. Il pg Nicoletta Omboni ha terminato la requisitoria del processo di appello. La parola alle parti civili
«I bimbi furono abusati»
L’accusa chiede 125 anni
Centoventicinque anni di carcere complessivi per sei maestre, il bidello e il sacerdote. Li ha chiesti ieri, al termine di una requisitoria durata due udienze, il sostituto procuratore Nicoletta Omboni, per gli otto imputati accusati di aver abusato dei bambini che frequentavano la scuola materna comunale «Sorelli», in centro storico.
LA RICHIESTA del pg nel processo d’appello ricalca fedelmente quella pronunciata in primo grado dai pm Roberta Licci e Paolo Guidi dopo sei intere giornate. Una richiesta pesante: venti anni per una maestra, 17 anni e 6 mesi per un’altra, poi 15 anni e 6 mesi per una terza docente e 16 per le altre tre. E, ancora, 14 anni e 6 mesi di condanna sono stati chiesti per il bidello, mentre la richiesta di condanna per il sacerdote è di 9 anni e 6 mesi.
Per il pg Omboni, quindi, nella scuola materna comunale del centro storico sono stati commessi atti di pedofilia nei confronti di ventitrè bambini che frequentavano la scuola e che erano affidati dai genitori alle maestre. Agli imputati sono contestati, in diversa misura, violenze sessuali di gruppo, toccamenti, oltre che minacce e percosse per costringere i bambini a non raccontare nulla ai genitori. Secondo l’accusa i bambini venivano portati all’esterno della scuola e consegnati a persone che ne abusavano anche per produrre materiale pedopornografico. Le prove? Il racconto dei bambini e dei genitori, i riscontri sui luoghi esterni e le perizie mediche che avrebbero riscontrato su quattro bambine alcuni segni compatibili con abusi sessuali. Ma le indagini non hanno individuato le persone cui sarebbero stati consegnati i bambini, nè le abitazioni, nè tantomeno è stato trovato il materiale eventualmente prodotto.
Gli investigatori, secondo i difensori degli imputati, non hanno trovato nulla perchè i bambini del Sorelli non sono mai stati abusati nè dentro la scuola, nè fuori dalle aule della materna. Impossibile, per i difensori, che le maestre potessero portare fuori tutti i bambini senza che nessuno si accorgesse di quanto stava succedendo. Inattendibili per le difese anche i racconti dei bambini e dei genitori, frutto di un caso di psicosi collettiva.
LE DIFESE, in primo grado, avevano attaccato anche la tesi dei consulenti: gli «esiti cicatriziali» trovati dai medici su quattro bambine, per la difesa, non potevano essere il risultato di un abuso, perchè in tal caso si sarebbe trattato di lesioni che avrebbero fatto finire le piccole direttamente in ospedale. In primo grado gli otto imputati sono stati assolti. Per il collegio, presieduto da Francesco Maddalo, nella scuola materna del centro storico non ci fu alcun abuso, nessun bambino subì violenze o attenzioni morbose, ma i genitori si condizionarono a vicenda.
Ieri pomeriggio, invece, poco dopo le 16, l’accusa ha concluso in appello chiedendo nuovamente la condanna degli otto imputati. Dopo la conclusione del sostituto procuratore generale sono intervenuti gli avvocati di parte civile.
Il processo riprenderà lunedì prossimo con le difese. Si avvicina il giorno della sentenza d’appello.
ndr: la sentenza, se non ci saranno altri prolungamenti, è attesa per il 4 Dicembre.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
In diversi ci hanno scritto, visto che altro non abbiamo più segnalato, per chiedere notizie sugli sviluppi del processo d'appello per il caso "Asilo Nido Sorelli".
Chiedo quindi scusa per l'omissione ma, come già spiegato a chi ne ha fatto richiesta, la stessa non è dovuta ad altro che allo stato interlocutorio in cui si trova ora il processo.
Lunedì scorso infatti ha preso la parola, e quindi svolto le sue osservazioni, il team composta dalla Dott.sa Zazzeri e dall'avv.to Pesce per una delle parti civili. Nella loro esposizione hanno dibattuto soprattutto sulla "pregiudiziale" posta dalle difese circa quello che esse definiscono essere stato "un contagio" confutandone la tesi punto per punto.
Lunedì prossimo, toccherà ancora ad altre due parti civili dire la sua (tra cui, anche qui, il nuovo team con l'avv.to Bianchi per una delle parti in causa). Dopo di ché, toccherà alle difese.
Da segnalare ancora, a questo punto, che forse si allungheranno ancora i tempi del processo visto che, invece, già per questo lunedì avrebbero dovuto iniziare a prendere la parola le difese.
Questo è tutto.
Stan
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
PEDOFILIA. Carmelo Sigillo incaricato dal Csm nella commissione esami per uditori. Il processo riprende il 4 dicembre: il pg ripeterà la requisitoria
Appello Sorelli, giudice spostato.
Tutto da rifare
Un colpo di freno per il processo d’appello per i presunti casi di pedofilia di cui sono accusati sei maestre, un bidello e un sacerdote che insegnavano nella scuola materna comunale Sorelli.
Uno dei giudici del collegio, Carmelo Sigillo, è stato nominato dal Csm nella commissione d’esame per uditori, gli scritti iniziano domani, le correzioni saranno lunghe, rientrare in aula in corte d’appello a breve è impensabile.
Nel collegio restano il presidente Giacomo Sartea e il giudice relatore Enzo Rosina, ma il terzo giudice deve essere nominato nuovamente.
Ieri mattina le parti processuali si sono confrontate, l’udienza è saltata e il processo riprende il 4 dicembre.
La data già fissata doveva essere quella in cui il collegio si sarebbe espresso sulla richiesta di condanna avanzata dal pg Ombretta Omboni, che ha chiesto la condanna a 125 anni per gli otto imputati assolti perché nella materna, per i giudici, non sono mai stati commessi abusi sui bambini. In realtà il 4 dicembre ci sarà la replica della requisitoria del pg. Per garantire all’intero collegio giudicante la conoscenza del processo, il pg ripeterà le richieste di condanna. Poi toccherà nuovamente alle parti civili (si sono costituiti 19 genitori) e infine i difensori.
Lo spostamento del giudice ad altro compito rallenta quindi di settimane, se non di mesi, un processo d’appello molto atteso per la gravità delle accuse. Finora le inchieste per pedofilia avviate nella nostra città hanno portato solo ad assoluzioni. Tutti assolti, infatti, anche gli imputati del processo istruito per i presunti abusi nella scuola materna comunale Abba (in appello era stato condannato a 13 anni solo uno dei bidelli, la Cassazione aveva accolto il ricorso del legale e nell’appello-bis il bidello è stato assolto)
Nota: Pur apprezzando e prendendo nota del fatto che, ancora una volta, Brescia Oggi NON ha “bucato” l’informazione su questo processo, annotiamo, sin da subito, che è una inesattezza il dire:
Citazione:
Finora le inchieste per pedofilia avviate nella nostra città hanno portato solo ad assoluzioni.
e ciò a prescindere poi dal fatto che, qualsiasi equiparazione tra processi vari, in un senso come nell’altro, NON ci sembra una buona, utile e corretta “politica” (o approccio che dir si voglia).
Ogni processo, ogni caso, è storia a se ed il fatto che altri casi “similari” si siano risolti con l’assoluzione, o con la condanna – come, ripetiamo, si è avuto anche in Brescia – non dovrebbe nemmeno essere nominato; tanto più poi se, la citazione, rientra in una asserzione NON esatta e che quindi fa apparire, il tutto, ancor più “strumentale”.
UN ESEMPIO?: Tanto per non andare lontano, ed allacciandoci a qualcosa di altrettanto “in corso”, il predecessore di Don Marco Baresi - che, attualmente, è sotto processo – fu, a suo tempo, anche lui inquisito, accusato e condannato …. (per chi non ricordasse, parliamo di Don Luigi, sempre seminario di Brescia)
Che si fa? Si prende questo come parametro soprattutto per il nuovo processo? Non certo. Non sarebbe ne corretto ne probante … ed allora; perché dovrebbe esserlo, al contrario, un caso di assoluzione – con oltretutto tantissime “ombre” lasciate in giro ed evidenziate anche dallo stesso giudice?
Ciò detto sin da subito, rimandiamo a prossimo intervento alcune altre cose (su una italica abitudine / consuetudine) che ci ronzano in mente e ci intasano il gozzo.
Per ora quindi saluti e cordialità a tutti,
Stan
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Visto che nessuno dei media locali ne fa cenno, eccovi lo stato delle cose ad oggi.
Dopo la sostituzione del giudice Carmelo Sigillo, incaricato dal Csm nella commissione esami per uditori, il processo è ripartito ancora una volta ed ieri, Lunedì 19 Gennaio, sono stati riascoltati i Periti:
- Dott. Luzzago
- Dott. Cisternino
unitamente a quello della difesa: - l'americana Adams, (l'esperta che fa perizie basandosi su fotografie),
e quello del PM: - il Dott. Bruni
al fine di considerare e meglio valutare alcuni punti che, probabilmente, non erano stati abbastanza valutati a sufficienza nel primo processo; soprattutto con riferimento ad alcune delle "presunte" vittime.
Ora il processo riprenderà Giovedì 22 Gennaio con l'esposizione del PM.
Lunedì 26 invece, se il PM non prolungherà il suo intervento per più giorni come è accaduto all'inizio, toccherà alle varie parti.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Era attesa per questo pomeriggio la sentenza del processo in Appello ed invece, essendo notoriamente molto scivoloso e difficile continuare ad arrampicarsi sugli specchi, le difese non sono ancora giunte alla meta e continuano ad aggiungere tentativi a tentativi per cui, alla fine, al Giudice non è rimasto altro da fare che rimandare, ancora una volta, la sentenza. Ora si attende il 31 Marzo.
Restiamo quindi in attesa e, non appena ci saranno novità significative da segnalare, sarà nostra cura e dovere farlo.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
"Il 31.03.09 la Corte d'Appello di Brescia, Presidente dott.Sartea, Consigliere relatore dott.Rosina, ha confermato la sentenza di assoluzione degli imputati della vicenda relativa all'Asilo Sorelli, respingendo quindi l'appello presentato dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale e condannando le parti civili, e cioè i genitori ed i bambini che si assumevano persone offese e danneggiate dai reati contestati, in solido tra loro, alla rifusione delle spese processuali del grado".
Resta ora da attendere, ancora una volta, di prendere visione delle motivazioni.
(red.) Nessun colpevole. E' questa la sentenza in appello per i presunti casi di pedofilia su 23 bambini della scuola materna Sorelli di Brescia. La Corte questa mattina ha scagionato le sei insegnanti, il bidello e un sacerdote, confermando quindi la sentenza di primo grado; che aveva di fatto catalogato le presunte violenze come una suggestione collettiva dei bambini (leggi qui).
Soddisfatti gli imputati, che rischiavano in tutto 125anni di carcere (leggi qui). "Ritengo che questo sia l'epilogo corretto per questa vicenda", ha commentato l'avvocato della difesa Piergiorgio Vittorini. "Le persone che hanno subito questo calvario finalmente hanno ottenuto giustizia".
Per le famiglie dei piccoli, l'avvocato Renato Bianchi ha invece detto di attendere le motivazioni della sentenza, "e vedere perché i giudici non sono stati consenzienti rispetto all'appello delle parti civili".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
I giudici di secondo grado confermano il primo verdetto i fatti non sussistono: dentro e fuori l’asilo nessun abuso
Il presidente Giacomo Sartea legge il dispositivo con il quale
la Corte d’appello conferma la sentenza assolutoria Come due anni fa. E per la seconda volta. Assolti perché il fatto non sussiste. Assolti perché quegli abusi non ci sono mai stati, perché nessuno degli otto imputati ha torto un capello ad uno solo dei ventitré piccoli alunni della materna Sorelli.
Dopo la seconda sezione penale del Tribunale anche la Corte d’appello, presieduta da Giacomo Sartea, non ha trovato nella ricostruzione accusatoria elemento in grado di provare che sei maestre, un bidello e un curato - l’intero corpo docente dell’asilo del Carmine e qualcosa di più - abbiano abusato degli alunni. Nel fascicolo del sostituto procuratore generale Elisabetta Omboni non c’è, come non c’era in quello dei quattro pm che si sono alternati in primo grado tra indagini e processo (Chiavegatti, Beraglia, Guidi e Licci), traccia di una foto, di un video, di un passaggio sospetto di denaro, di una testimonianza in grado di alimentare un sospetto fondato. Niente di niente, a riprova per i giudici di secondo grado di una convinzione già propria di quelli di primo: l’insostenibilità dell’accusa e di una vicenda che si è trascinata per sei anni (se non sarà proposto ricorso in Cassazione) e che fin qui ha visto solo sconfitti. A partire dalle presunte vittime e dai loro famigliari, per arrivare ai presunti colpevoli e ai loro cari.
La conferma dell’assoluzione di primo grado è arrivata ieri poco prima di mezzogiorno, dopo due ore di camera di consiglio e un processo d’appello che ha visto le parti impegnate in quindici udienze e che è dovuto ripartire daccapo a causa della nomina di uno dei componenti del collegio giudicante, Carmelo Sigillo, nella Commissione degli esaminatori del concorso per uditori giudiziari.
L’accusa e le parti civili avevano chiesto la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale per poter approfondire ulteriormente la vicenda, più di quanto non fosse stato fatto nelle 120 udienze di primo grado. La Corte ha accolto in parte la richiesta disponendo l’esame dei periti del Tribunale che non avevano avuto modo di replicare alle conclusioni della consulente delle difese. Quest’ultima, la dottoressa Joyce Ann Adams, docente all’Università di San Diego, massima esperta circa le violenze subite dai minori e autrice di letteratura di riferimento per i Tribunali di mezzo mondo, aveva escluso che i bambini avessero subìto abusi. A suo giudizio non ce n’era traccia. La Corte d’appello ha dato ai periti la possibilità di controbattere. Le loro conclusioni, a giudicare dal dispositivo della sentenza, non hanno scalfito le conclusioni dei giudici di primo grado e non hanno condizionato quelle della Corte: il fatto per entrambi i collegi non sussiste: «Nessun abuso, nessun colpevole».
Il verdetto d’appello arriva sei anni dopo l’esplosione della vicenda. È nella primavera del 2003, sulla scorta di un altro presunto caso di pedofilia, in un altro asilo della città (l’Abba) e del trasferimento chiesto e ottenuto da alcune maestre di quella materna al Sorelli, che partono le denunce. Una madre, insospettita dai comportamenti della figlia e a conoscenza dell’inchiesta già aperta, si rivolge a psicologi e giustizia. La città ripiomba nell’incubo. Il «contagio psicologico» - così l’hanno definito i giudici di primo grado - si allarga a macchia d’olio. Alla fine le denunce saranno ben ventitré. La Procura chiede e ottiene la custodia cautelare in carcere di due maestre, che escono da Verziano solo dopo nove mesi. Inizia il processo di primo grado. L’accusa porta le testimonianze dei genitori e dei bambini, ma non la prova che quegli stessi bambini siano stati portati fuori dall’asilo e sottoposti a violenze sessuali. Con il supporto delle dichiarazioni dei bimbi raccolte dai genitori «con modalità inappropriate», come scrive il giudice di primo grado, l’accusa chiede più di 120 anni, ma non li ottiene. Sullo sfondo resta così «il contagio mentale capace di determinare una progressiva credenza». Una credenza smentita due volte in due anni.
Asilo Sorelli La seconda sentenza
«Abbiamo vissuto in apnea sei anni» Le lacrime e il sollievo degli indagati. La Curia: «Ora Brescia guardi con fiducia al futuro»
«Abbiamo vissuto in apnea sei anni. Sono state devastate intere famiglie, devastati i bambini. Anche i nostri hanno sofferto, e per giunta a titolo gratuito». Sollevato e amareggiato. Il bidello, uno degli otto imputati, commenta così il verdetto della Corte d’appello. Se guarda avanti vede un raggio di sole. Se pensa agli ultimi sei anni non si capacita. «Sono arrivato addirittura ad aver paura di dire che a me i bambini sono sempre piaciuti. Pensate - dice - ne ho avuti tre e uno avrei voluto adottarlo. Tutta questa vicenda me l’ha impedito».
L’inchiesta, i due processi e le pesantissime accuse non hanno impedito invece ad una delle sei maestre di «essere grata alla vita e a Dio. Grazie alla mia fede e alla certezza della mia innocenza sono riuscita ad andare avanti. A sopportare questo calvario». Una sua collega, nel tentativo fallito di trattenere le lacrime, ringrazia chi le è stato vicino e «i giudici che hanno saputo ascoltare e giudicare senza pregiudizi». L’avvocato Andrea Ricci sottolinea come «in appello non siano emersi elementi in grado di scalfire la sentenza di primo grado» e l’avv. Bonvicini invece ribadisce quanto sostenuto anche nel corso della sua arringa: «È una storia giudiziaria sbagliata che ha costretto innocenti a subire due processi. Anche la Corte d’appello ha confermato che i fatti contestati non sono mai accaduti».
Sulla sentenza d’appello si esprime anche la Curia di Brescia, nella persona di don Adriano Bianchi, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali. «Esprimiamo soddisfazione per la sentenza di piena assoluzione. La conferma solleva, speriamo definitivamente, l’ombra cupa che si era stesa sulla città. La sofferenza delle persone coinvolte in questa triste vicenda di contagio emotivo e sociale è stata enorme e nessuno, forse, potrà restituire loro piena serenità per ciò che hanno vissuto. La pedofilia - prosegue don Bianchi - resta un male assoluto, ma Brescia merita adesso di poter guardare con fiducia al futuro e, grazie alla giustizia e all’impegno di molti, tornare ad essere fiera di una capacità e di una passione educativa che mai è venuta meno»
Sorelli, tutti assolti anche in Appello
Il coraggio di sentirci sollevati
di Giacomo Scanzi I giudici di secondo grado confermano: «Nessun abuso, né dentro, né fuori l’asilo»
BRESCIA La Corte d’appello di Brescia, dopo quindici udienze e un processo iniziato nello scorso mese di ottobre, ha mandato assolti gli otto imputati (sei maestre, un bidello e il curato del Carmine) accusati di abusi nei confronti di ventitré alunni della scuola materna Sorelli.
Il verdetto letto in aula dal presidente Giacomo Sartea conferma la sentenza assolutoria pronunciata due anni fa dal Tribunale. Per i giudici di secondo grado, così come per quelli di primo, «i fatti non sussistono»: i piccoli non sono stati oggetto di violenze, né dentro, né fuori l’asilo.
Il procuratore generale Elisabetta Omboni e le parti civili avevano chiesto la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale. Nonostante la Corte abbia concesso questo «supplemento probatorio», nel fascicolo dell’accusa non si è formata per i giudici quella prova necessaria per dimostrare la fondatezza dell’accusa che aveva portato in carcere due maestre e con la quale dal 2003 si deve misurare l’intero corpo docente che all’epoca era in servizio in quell’asilo.
pesato sul cuore della città; i sospetti, le accuse, anche solo il dubbio che in una nostra scuola potesse essere stato consumato qualche atto contro piccoli innocenti era un dolore difficile da sopportare. Soprattutto non possiamo dimenticare che quelle accuse e l’accanimento che le ha accompagnate, sono costate sofferenze indicibili a chi è stato ingiustamente accusato.
La nostra città ha vissuto momenti tristi e ci chiediamo chi potrà mai ricucire rapporti infranti, famiglie distrutte, fiducie spazzate via da ombre atroci. Chi sanerà quelle ferite? E ancora: chi fra i tanti che hanno brandito la giustizia - anche in buona fede - o hanno rilasciato interviste a caldo, hanno puntato il dito, saprà chiedere scusa?
Vorremmo davvero che a tirare un sospiro di sollievo fossero innanzitutto le famiglie che hanno temuto d’essere state vittime di quelli che ancora oggi, ad assoluzione avvenuta, qualcuno insiste a definire «presunti atti di abuso». Se mai vi sarà una pacificazione con la propria storia, i fantasmi torneranno ad urlare, a sussurrare, a depistare, ad ammiccare per farsi inseguire, per farsi infine trovare, impedendoci di vigilare davvero sui nostri figli e di riconoscere i mostri veri che potrebbero aggredirli.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Povero stan, gli tocca anche pagare le spese processuali...
.... come diceva Totò.... signori si nasce
Come dico io, con lui, ......... "io lo nacqui" ma c'è anche chi nasce "altro"
..... e lei, carissimo, lo nacque ("altro", ovviamente)
Ciò detto, le rammento che esiste anche la Cassazione e quindi, non è ancora finita.
Cordialità e mi raccomando .... resti sempre "altro"
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Povero stan, gli tocca anche pagare le spese processuali...
Povero te, caro anonimo "giocatore". Sollazza altrove la tua perversione maligna, magari guardando bene nelle ante dei tuoi sporchi armadi (se hai ancora una casa in cui vivere ovviamente!).
Porta le tue misere e sporche parole nelle case dei tuoi "amici" in cui troverai senz'altro quanto cerchi.
Non venire qui ad insultare se non hai la coscienza per capire e/o comprendere.
Di fronte alla battaglia di veder resa giustizia ai nostri figli lo stupido denaro vale meno di te e non è ancora detta l'ultima parola su chi pagherà questo prezzo.
Melusina (quella bellissima donna che si trasforma in serpente alla bisogna).
Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
La data di oggi è Ven 25 Mag, 2012 13:30 • Tutti i fusi orari sono UTC + 1 Hour [Ora Legale]
Lista Permessi
Lista Permessi
Non puoi inserire nuovi Argomenti Non puoi rispondere ai Messaggi Non puoi modificare i tuoi Messaggi Non puoi cancellare i tuoi Messaggi Non puoi votare nei Sondaggi Non puoi allegare files Non puoi scaricare gli allegati Puoi inserire eventi calendario