In questo forum, sarà ammesso solo il Parere e l' Operato di Professionisti seri che, come tali, siano riconosciuti.
Dagli stessi ci aspettiamo notizie chiare, serie e precise su un problema che purtroppo esiste aiutandoci quindi, tanto per cominciare, anche a smettere di volerlo ignorare a tutti i costi perché non sempre le brutte esperienze capitano solo agli altri:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
Data la delicatezza e la serietà che dovrà avere questo forum, sarà INDISPENSABILE che chi vorrà contribuire e parteciparvi si registri con il suo nome e cognome esatto nonché qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari per farci sapere chi ci stà fornendo suoi pareri. |
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"Insegnamo ai bimbi a combattere la pedofilia"
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 "Insegnamo ai bimbi a combattere la pedofilia"
Lunedì, 12 Novembre 2007
ESPERIMENTO A MILANO
"Insegnamo ai bimbi a combattere la pedofilia"
La vittima di un pedofilo, dice il professor Alberto Pellai, è "un bimbo che non sa nulla del fenomeno". E racconta la sua esperienza di sei anni in cui ha tenuto corsi nelle scuole elementari di Milano CommentaHome Milano
Milano, 9 novembre 2007 - La vittima ideale di un pedofilo? "Un bimbo che non sa nulla di questo pericolo, a cui non è stato detto niente e che, all'inizio dell'abuso, è a disagio ma resta lì, magari perchè si tratta di un amico di famiglia, una persona conosciuta".
Lo spiega Alberto Pellai, ricercatore del Dipartimento di sanità pubblica dell'Università degli studi di Milano, a margine del convegno 'Pedofili oggi: proviamo a curarli?', in corso a Milano. "A descrivere la loro vittima ideale sono stati gli stessi pedofili - prosegue l'esperto - Ma questo deve spingerci a fare qualcosa, a insegnare ai piccoli a riconoscere il pericolo e a dire no, a scappare. A riconoscere il tocco buono e quello cattivo".
Proprio con questo scopo, per circa sei anni sono stati tenuti corsi nelle scuole elementari di Milano, che hanno coinvolto migliaia di bambini, insegnanti e genitori. Un progetto, dal tema 'Le parole non dettè, «che ora abbiamo portato a Varese. È importante - ribadisce l'esperto - che i genitori sappiano che gli abusi all'infanzia costituiscono il crimine più frequentemente commesso contro i bambini, ma anche che una corretta formazione e una costante attività di prevenzione sono armi efficaci. I bambini che apprendono e conoscono i principi della sicurezza personale e della prevenzione dell'abuso - dice Pellai - sono più capaci di reazione e si sentono più autosufficienti quando si trovano in situazioni di rischio».
(Il Giorno)
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#1 Lun 12 Nov, 2007 06:33 |
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