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INTERCETTAZIONI: sviluppi sul tema
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 INTERCETTAZIONI: sviluppi sul tema
Martedì, 10 Giugno : 2008
INTERCETTAZIONI: NAPOLITANO,
SOLUZIONI CON LARGHE INTESE
VENEZIA - ''Il problema e' reale'', dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a proposito delle richieste di diversa regolamentazione delle intercettazioni giudiziarie. ''Spero che si possano trovare soluzioni con larghe intese'', aggiunge.
''Io non dispero che si possa trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento - ha detto Napolitano - anche tenendo conto di precedenti proposte''. Il capo dello Stato nel definire la questione ''annosa'' e anche ''reale'' ha aggiunto: ''Credo che sia diventata attuale anche con un suo grado di urgenza''. ''Il problema e' stato affrontato in altre legislature. Pendeva un disegno di legge - ha ricordato - del precedente governo. Si puo' sempre ridiscutere l'insieme delle norme che devono garantire alcune esigenze fondamentali. Ce n'e' una sia di tutela della privatezza, sia di ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni. E' una questione annosa, prima si risolve meglio e'''.
Napolitano non ha voluto anticipare giudizi. ''Come debba essere congegnato il provvedimento, se possa preoccupare per altri aspetti - ha detto - si sapra' quando ci sara' un disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri e quando poi iniziera' la discussione in Parlamento''. Il giudizio di Napolitano e' stato sollecitato dai giornalisti al termine della visita del capo dello Stato a Venezia, per partecipare alla Festa della Marina militare e per consegnare poi in Prefettura una medaglia al valor civile alla memoria dell'operaio portuale Denis Zanon, che il 18 gennaio scorso, nel porto di Marghera, perse la vita nel tentativo, purtroppo vano, di salvare il suo compagno di lavoro Paolo Ferrero, nella stiva di una nave che trasportava soia. A Napolitano i giornalisti hanno chiesto di commentare l'ultimo scandalo in materia di sanita', la 'clinica dell'orrore', scoperta a Milano e che ha portato a provvedimenti giudiziari proprio grazie alle intercettazioni telefoniche.
ALFANO: TESTO FORSE IN CDM VENERDI'
di Alessandra Chini
ROMA - Il governo è deciso ad andare avanti speditamente sull'annunciato giro di vite sulle intercettazioni. Il Guardasigilli, Angelino Alfano, fa sapere che presto, forse già nel Cdm di venerdì, verrà messo a punto un disegno di legge da presentare poi alle Camere. Ma sul provvedimento non c'é accordo nella maggioranza con la Lega che da due giorni sta mantenendo una posizione decisamente tiepida sulla questione. "Ho letto solo - osserva in proposito il ministro dell'Interno Roberto Maroni - delle anticipazioni sui giornali. Venerdì ci sarà il Consiglio dei ministri e vedrò il provvedimento. Poi saprò valutarlo".
La linea, insomma, per quanto riguarda il Carroccio è quantomeno attendista: "é una questione delicata - osserva la responsabile Giustizia, Carolina Lussana - bisogna da un lato salvaguardare i diritti dei cittadini e dall'altro garantire ai magistrati la possibilità di svolgere le indagini". Toccherà al ministro Alfano fare un giro di consultazioni con gli alleati per trovare soluzioni condivise visto che al momento Carroccio e Pdl restano distanti almeno per quanto riguarda i reati per i quali escludere le intercettazioni e la soluzione tecnica da adottare per farlo. Se Pdl e Lega stanno ancora cercando una 'quadra' sulla questione nemmeno l'opposizione per ora sembra avere una linea univoca. Infatti da un lato il Partito Democratico, apre al divieto di pubblicazione sui giornali, dall'altro l'Italia dei Valori è durissima e annuncia che presenterà un referendum se il disegno di legge dovesse passare.
Mentre l'Udc avverte: "non bisogna passare dalla padella alla brace", insomma, sottolinea Pierferdinando Casini, "é giusto regolamentare ma non imbavagliare, ci vuole equilibrio". "Le intercettazioni - sottolinea il leader dei democratici, Walter Veltroni - sono uno strumento fondamentale per contrastare ogni attività illegale ma non è accettabile che tutto questo finisca sui giornali". Insomma, aggiunge, "il magistrato ha il diritto di poter fare le intercettazioni ma poi ha il dovere di tenerle segrete". Diverso l'atteggiamento dell'Italia dei Valori: "le intercettazioni - attacca Antonio Di Pietro pronto a presentare un referendum abrogativo del ddl - stanno alla lotta alla criminalità come il bisturi sta al chirurgo in sala operatoria. Sono necessarie per curare il malato dal male".
L'ex pm, quindi se la prende con l'atteggiamento "tentennante" dei democratici. Il Pd lavorerà in Parlamento per una "legge che abbia un equilibrio tra tutti i diritti coinvolti", è la replica dei democratici affidata al ministro 'ombra' della Giustizia, Lanfranco Tenaglia. Insomma, aggiunge, "nei suoi giudizi Di Pietro dovrebbe tenere conto di questa che è la realtà anziché aprire polemiche infondate. Comunque è bene su questo punto che il governo giunga ad una proposta e la formalizzi immediatamente perché la materia richiede un esame sereno e approfondito non proclami o polemiche urlate".
E' intervenuto anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino: "Le intercettazioni non si possono usare come una rete gettata a mare per prendere tutto. Bisogna disciplinare la materia".
NOTA a riflessione.
Che fine farà il caso che segue?:
- vuoi vedere che, alla fine, le intercettazioni NON saranno ritenute validi e, ad essere condannati, saranno gli altri?;
- ci sarebbe stata questa "scoperta"?;
- ce ne potranno essere altre?
SANITA', 14 ARRESTI A MILANO. TRA LE ACCUSE ANCHE OMICIDIO
» INTERCETTAZIONI, BERLUSCONI: 5 ANNI AI TRASGRESSORI »
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Ultima modifica di Redazione il Ven 27 Giu, 2008 19:55, modificato 1 volta in totale
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#1 Mar 10 Giu, 2008 13:36 |
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 INTERCETTAZIONI: ACCORDO SU DDL, OK ANCHE A REATI CONTRO P.A
Venerdì, 13 Giugno : 2008
Ok alle intercettazioni per le indagini sui reati da 10 anni in su, ma saranno consentite anche per i reati contro la Pubblica amministrazione. Questo, secondo quanto si apprende da fonti governative, l'accordo di massima che sarebbe stato raggiunto oggi a Palazzo Grazioli tra il premier Silvio Berlusconi ed i ministri della Lega sul disegno di legge sulle intercettazioni che andra' domani in Consiglio dei ministri.
FINO A 3 ANNI A CHI PUBBLICA INTERCETTAZIONI - Chiunque pubblica il testo di intercettazioni o documenti di un procedimento penale di cui sia vietata la pubblicazione rischia il carcere fino a tre anni. Sarebbe questa una delle norme inserite nel disegno di legge sulle intercettazioni, secondo quanto riferito dal deputato del Pdl Niccolo' Ghedini rispondendo ai cronisti a Montecitorio. Da uno a tre anni di carcere scatterebbero anche per ''chiunque prenda illecitamente cognizione di atti del procedimento penale coperti da segreto''. Nel ddl si pensa infatti di modificare l'articolo 617 del codice penale, cosi' come era stato riformato dal ddl Mastella. Si tratta di una norma che riguarderebbe anche i funzionari di cancelleria o chiunque prenda visione di questi atti e li renda noti. Il governo, tuttavia, starebbe ancora limando la norma e non e' detto che non venga ulteriormente rivista.
I giornalisti, insomma, rischiano fino a tre anni di carcere o l'ammenda fino ad un milione. Il ddl del governo, infatti, punta a modificare anche l'articolo 684 del codice penale, quello che ora prevede il carcere fino a 30 giorni o l'ammenda da 51 a 258 euro per la pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. Fonti del ministero della Giustizia, comunque, fanno sapere che l'intenzione e' quella di colpire non solo i giornalisti, ma ''ogni anello della catena'' che consente di arrivare alla pubblicazione del testo di intercettazioni o di atti che non si possono pubblicare: dagli operatori della giustizia che li portano a conoscenza di altri, agli editori.
BOSSI, ACCORDO? ABBASTANZA, TETTO A 10 ANNI - ''Abbastanza''. Cosi' il leader della Lega Umberto Bossi risponde ai cronisti che, sotto il ministero delle Riforme, gli chiedono come sia andato il vertice con il premier Silvio Berlusconi. Rimarra' la possibilita' di fare intercettazioni per i reati di corruzione e concussione? ''C'e' il tetto a 10 anni - replica Bossi - quindi rientra tutto''. ''Ma - specifica poi il leader del Carroccio - io sono andato via prima dei miei dalla riunione''. Bossi sottolinea che comunque l'incontro e' andato ''bene''. ''Abbiamo parlato di tutto - sorride - anche di voi giornalisti e dei magistrati...''
VELTRONI: ITALIA S'IMPOVERISCE,GOVERNO PENSA INTERCETTAZIONI - ''A due mesi dalle elezioni c'e' una totale sottovalutazione sui problemi principali della societa' italiana. Nell'azione di governo si stanno addensando molte contraddizioni dal reato di immigrazione clandestina all'Alitalia, dai rifiuti alla vicenda del refuso sul provvedimento delle intercettazioni''. Il segretario del Pd Walter Veltroni critica, al termine della riunione del governo ombra, l'azione del governo. ''Si e' arrivati a pensare a un decreto sulle intercettazioni - afferma Veltroni - ma e' davvero questa l'emergenza del Paese? L'emergenza sono i salari e le condizioni di vita degli italiani che rischiano l'impoverimento''. Anche sulla vicenda dei rifiuti, Veltroni sostiene: ''E' un problema che fa fatica a risolversi, benissimo i volontari, ma serve individuare e far funzionare le discariche''.
VELTRONI,REFUSO? DA GOVERNO MARCIA INDIETRO - ''Non credo che sia stato un refuso ma e' una chiara marcia indietro dettata dalla consapevolezza che un provvedimento di urgenza su questa materia sarebbe stato istituzionalmente impensabile''. Il leader del Pd, Walter Veltroni, afferma di non credere alla versione del governo sul provvedimento per le intercettazioni.
''Si puo' raccontare di tutto - aggiunge Veltroni - ma non che su una materia cosi' delicata si possa dire che e' saltato un articolo. Un decreto di urgenza sarebbe stato istituzionalmente impensabile primo perche' ci sono nel paese altre urgenze e poi perche' per cercare un punto di equilibrio ci vuole una discussione parlamentare seria''. La posizione del Pd sulla questione delle intercettazioni resta, ribadisce il segretario, ''quella scritta sul programma: si' alle intercettazioni per qualsivoglia reato ma limiti perche' alla possibilita' di pubblicazione senza che questo sia inerente alla vicenda processuale''. Veltroni evidenzia come le intercettazioni siano state fondamentali ''per scoprire, ad esempio, la vicenda milanese'' di malasanita'.
ICI: PROPOSTA PD PER NUOVA COPERTURA,NO TAGLI SUD - ''Proporremo, in occasione della presentazione del decreto sull'Ici, interventi radicali per cambiare la copertura che oggi prevede tagli consistenti alle infrastrutture del sud, soprattutto della Sicilia e del trasporto locale''. Il leader del Pd Walter Veltroni, al termine del governo ombra, annuncia ''battaglia'' parlamentare in occasione dell'arrivo del decreto in Aula e avanza le soluzioni proposte dai democratici. ''La nostra proposta - ha spiegato il segretario del Pd - e' di sostituire la copertura con interventi su assicurazioni, banche e strutture finanziarie perche' allargando la base imponibile si puo' ottenere una parte dei fondi e un'altra puo' arrivare dalla rimodulazione delle modalita' di acquisto per la pubblica amministrazione
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#2 Ven 13 Giu, 2008 06:25 |
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 INTERCETTAZIONI: Primo, non pubblicare
Sabato, 14 Giugno : 2008 La Stampa
Segnala ad un amico
Primo, non pubblicare
CARLO FEDERICO GROSSO
Almeno sui tempi Berlusconi è stato anche questa volta di parola. Aveva promesso che il primo Consiglio dei ministri avrebbe approvato il disegno di legge sulle intercettazioni ed è riuscito a realizzare questo suo proposito. Non è invece riuscito a fare approvare lo specifico testo che aveva in un primo tempo prospettato.
Quantomeno alcuni reati gravi di criminalità comune e la corruzione sono stati, infatti, specificamente esclusi dal divieto di intercettare. Lo hanno imposto la Lega e, forse, un po’ di sopravvenuto buon senso.
Nonostante tali modifiche, il testo che è stato proposto al Parlamento è inaccettabile sotto diversi profili. Non è accettabile che dall’ambito delle intercettazioni risultino esclusi numerosi reati gravi di criminalità comune per i quali è prevista una pena massima inferiore a dieci anni di reclusione: fra gli altri, l’associazione a delinquere, lo scippo, l’incendio, la ricettazione, la calunnia, i reati ambientali, quasi tutti i reati economici. Non è accettabile che si preveda che, salvo casi eccezionali, le intercettazioni debbano di regola cessare dopo tre mesi pure se stanno dando risultati positivi. Non ha senso minacciare indiscriminatamente fulmini e galera (tre anni di arresto) ai giornalisti che pubblicano atti processuali non segreti dei quali sia vietata la pubblicazione. Sembrerebbe ampiamente sufficiente la reclusione, già prevista dalla legislazione vigente, ed ulteriormente incrementata dal disegno di legge, per i pubblici ufficiali che violano il segreto investigativo e per i privati (compresi i giornalisti) che concorrono con loro alla realizzazione del reato di violazione del segreto d’ufficio.
È per altro verso illuminante che sia stato previsto che le conversazioni non possano più essere trascritte nelle ordinanze di custodia cautelare ma debbano essere inserite in un fascicolo autonomo rigorosamente secretato fino all’apertura del dibattimento. Ciò significa che tali atti processuali per tutto il corso delle indagini preliminari, ed ancora oltre, rischiano di diventare totalmente segreti: atti, cioè, che non possono essere pubblicati per esteso, ma dei quali, neppure, si potrà dare notizia per riassunto o sommi capi. Tale nuovo principio, che era già presente nel disegno di legge Mastella, costituisce ferita grave inferta al diritto-dovere di informare la gente sulle indagini penali in corso ed al controllo pubblico sulle stesse che la gente, in democrazia, ha diritto di poter esercitare. Anche in questo caso, pertanto, si tratta di un principio inaccettabile.
Questo principio, si badi, non ha d’altronde nulla a che vedere con l’esigenza di assicurare la privacy delle notizie private emerse dalle intercettazioni, riguardino esse gli stessi indagati o soggetti terzi. Vietare che le notizie che non interessano le indagini siano pubblicate è infatti sacrosanto; significa rimediare ad un abuso ripetuto, per anni, dalla stampa e che giustamente si deve far cessare ed adeguatamente reprimere. Pertanto si disponga che le intercettazioni che le contengono siano custodite in appositi fascicoli riservati, rigorosamente secretati e destinati alla distruzione. Cosa ben diversa è pretendere invece il silenzio sull’oggetto dell’inchiesta. Poiché l’indagine penale ha di per sé un interesse pubblico, una volta caduta la specifica esigenza investigativa alla segretezza, la pubblicazione delle notizie che riguardano l’inchiesta stessa non dovrebbe infatti, ragionevolmente, essere impedita.
Non tutto, nel disegno di legge presentato, è ovviamente censurabile. È giusto, ad esempio, che le notizie raccolte non possano essere indiscriminatamente utilizzate in ogni indagine penale ed in ogni processo. È giusto, l’ho appena rilevato, che si vieti la pubblicazione sui giornali di notizie private che non concernono le indagini penali con riferimento alle quali l’intercettazione è stata disposta. Non c’è problema sulla circostanza che a decidere sulla richiesta di intercettazione intervenga un collegio giudicante piuttosto che un singolo giudice; anzi, forse è un bene. Opportunamente è stato previsto che le nuove norme non si applichino ai procedimenti penali aperti al momento della loro entrata in vigore, evitando in questo modo odiosi, eventuali, sospetti di oscuramento mirato di taluni di essi.
È, per altro verso, assolutamente peculiare che il governo nella nuova normativa sulle intercettazioni, pensando forse ai reati di pedofilia ed alle relative, frequenti, indagini penali, si sia specificamente preoccupato di dettagliare che, quando emerge un reato nei confronti di un sacerdote, dev’essere immediatamente avvertito il vescovo, e quando emerge un reato a carico di un vescovo dev’essere avvertito il Vaticano.
Al di là di queste e altre peculiarità, rimangono, pesanti, i rischi menzionati di duplice danno alle indagini penali che concernono reati di criminalità comune ed alla libertà di stampa in tema di cronaca giudiziaria. A questo punto la palla passa al Parlamento. Chissà se, finalmente, tutta l’opposizione, abbandonati i tatticismi o le voglie di accordi trasversali, si schiererà contro con la dovuta compattezza. Sarebbe, soprattutto, un segnale indispensabile a fronte del rincorrersi delle voci secondo cui la maggioranza di governo si appresterebbe, odiosamente, ad iniziative legislative prossime venture di ampia copertura in materia di giustizia penale nei confronti dei potenti.
COLLEGATA:
» DDL intercettazioni. Quasi impossibili le indagini su preti »
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#3 Sab 14 Giu, 2008 12:37 |
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 Intercettazioni : il vero e il falso
Giovedi, 19 Giugno : 2008 osservatoriosullalegalita.org*
Intercettazioni :
il vero e il falso
Si dice che in ITALIA si fanno 100 mila intercettazioni all'anno, mentre in FRANCIA 20.000, in GRAN BRETAGNA 5.500, in OLANDA 3.700, in SVIZZERA 2.300, in USA 1.705, quindi non c'e' proporzione con il numero di abitanti.
100.000 e' il numero dei decreti con i quali i gip autorizzano le intercettazioni chieste dai pm. Tuttavia esso non equivale al numero delle persone sottoposte ad intercettazione, ma comprende il numero dei rinnovi (ogni decreto va rinnovato ogni 15-20 giorni, ove l'indagine prosegua) e cresce per il fatto che i decreti sono uno per ciascuna delle utenze relative alla stessa persona.
Sui dati esteri - anche ove fossero corretti - si nota anche negli altri Paesi il numero di intercettazioni non e' funzione della popolazione (ad es la Svizzera ha 7,5 milioni di abitanti, gli USA 250 milioni) e che pochi Paesi occidentali hanno una criminalita' mafiosa sviluppata come l'Italia.
Inoltre va considerato che questo e' il dato relativo alle intercettazioni disposte dalla magistratura, ma in molti Paesi esteri ci sono altri soggetti pubblici che possono disporle in un numero che resta sconosciuto.
In Gran Bretagna le piu' varie autorita' impostano operazioni di ascolto delle conversazioni su circa 1000 persone ogni giorno (quindi ben 360.000 intercettazioni all'anno, piu' del triplo che in Italia).
Negli USA alla fine del 2006 l'FBI ha compilato un rapporto da cui emerge che i suoi uffici hanno intercettato oltre 27 milioni di conversazioni (in verita' 'sessioni di ascolto') fra utenze di sospetti terroristi. Va considerato che l'agenzia di intelligence USA aveva ottenuto solo 2176 autorizzazioni dal giudice nello stesso anno, dato, quest'ultimo, che fa a pugni sia con il numero di conversazioni ascoltate, sia con il numero totale di 1.700 intercettazioni attribuite agli USA da alcuni giornali italiani (forse hanno dimenticato qualche zero).
Inoltre c'e' il programma di ascolto di Bush per gli Americani che hanno rapporti con l'estero, con lista di controllati top secret trattandosi di sicurezza nazionale, e ci sono stati vari abusi della CIA.
In alcuni Paesi puo' disporre intercettazioni anche l'autorita' della Borsa, e di tutte queste indagini raramente resta traccia o comunque non ne vengono diffusi i dati numerici complessivi.
Inoltre andrebbe confrontata anche la durata di un decreto di intercettazione negli altri Paesi (ad es, laddove un solo decreto durasse per l'intera indagine, mentre in Italia va rinnovato in media ogni due settimane, su 10 mesi di indagini avremmo in Italia 20 volte il numero di decreti di intercettazione che all'estero, e cosi' lievitando).
Si dice che le intercettazioni pesano per il 33% sulla spesa per la giustizia (cioe' su quanto lo Stato stanzia annualmente per la giustizia).
No, esse costituiscono il 33% del solo capitolo di bilancio delle spese di giustizia, cioe' quella parte del bilancio della giustizia che comprende i compensi a periti e interpreti, le indennità ai giudici di pace e onorari, il gratuito patrocinio, le trasferte della polizia giudiziaria e naturalmente le intercettazioni. Sono a parte stipendi dei magistrati, i costi degli edifici, delle carceri, etc, ben maggiori.
Va inoltre considerato che gli stanziamenti complessivi destinati alle spese di giustizia sono stati ridotti di 50 milioni nel 2006, 100 milioni nel 2007 e 200 milioni di euro nel 2008, il che fa lievitare ovviamente la percentuale del costo delle intercettazioni sul totale, ferme restando le indagini in corso.
Esse quindi incidono per alcune centinaia di milioni e non per miliardi (nel 2005 erano 307 milioni di euro, secondo il ministero, oggi 280 milioni di euro). Peraltro si tratta di spese che lo Stato puo' farsi rimborsare dai condannati a fine processo.
Si dice comunque che i costi delle intercettazioni sono troppo elevati.
I costi elevati non dipendono dall'elevato numero di intercettazioni, ma dalle tariffe del noleggio delle apparecchiature presso societa' private (che varia sensibilmente da tribunale a tribunale) e dall'esborso dello Stato verso le compagnie telefoniche per acquisire i tabulati (26 euro l'uno) e intercettare le conversazioni (12 euro al giorno per un satellitare). E' quindi una questione di contrattazione fra Stato e privati, visto che in altri Paesi tali costi sono molto meno rilevanti.
A cio' va aggiunto che gia' nel 2001 vi erano molte apparecchiature di controllo telefonico acquistate dal ministero dell'Interno ad uso delle forze di polizia, con un costo complessivo medio - escludendo la spesa relativa alla manutenzione - di 72 miliardi di euro, investimenti che vengono ammortizzati proprio compiendo intercettazioni, in questo caso con costi quasi nulli.
Infine, le intercettazioni - oltre che far emergere i colpevoli di stupri, estorsioni, omicidi, truffe, corruzione ed altri reati non compresi in quelli per mafia e terrorismo - si ripagano. Ad es. nell' inchiesta Antonveneta, l'indagine e' costata 8 milioni di euro, i soldi recuperati con i patteggiamenti di 64 indagati 340 milioni, cioe' piu' del costo delle intercettazioni in tutta Italia.
* Dati tratti da: Atti parlamentari, Osservatorio sulla legalita', Governo britannico, Rapporto FBI, articolo "Una sfilza di leggende" di L. Ferrarella, Corriere della sera, 10 giugno 2008. Si ringrazia Claudio Giusti.
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#4 Gio 19 Giu, 2008 06:37 |
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 Giustizia: tensione al Csm, riesplode il caso intercet
Giovedì, 26 Giugno : 2008 il velino
Giustizia: tensione al Csm,
riesplode il caso intercettazioni
Giustizia: tensione al Csm, riesplode il caso intercettazioni
Nicholas D. Leone
Roma - Non accenna a spegnersi il caso giustizia. Mentre il governo continua a spingere l’acceleratore sul lodo che sospende i processi alle quattro più alte cariche dello Stato (il disegno di legge sarà varato domani dal Consiglio dei ministri e approderà a fine luglio nell’aula della Camera), diventa sempre più caldo il fronte Csm. Dopo le indiscrezioni trapelate da Palazzo dei Marescialli sulla bozza di parere negativo contro gli emendamenti governativi blocca e sblocca processi (una fuga di notizie che ha fatto infuriare il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, arrivato al punto di minacciare le dimissioni), dall’organo di autogoverno della magistratura giunge oggi notizia della bocciatura delle norme sui processi decisa a maggioranza (cinque voti a uno) dalla VI Commissione. Si attende ora il pronunciamento del plenum, convocato in seduta straordinaria da Mancino martedì alle 15,30. Il Csm “parla solo attraverso i suoi atti ufficiali”, ha detto il vicepresidente dell’organo in apertura del plenum di stamattina. “Un documento in bozza - ha aggiunto - non è mai una risoluzione, è un testo in fieri”. Il che dovrebbe valere anche per una proposta di risoluzione ancora da sottoporre al giudizio del plenum.
Se “si rovescia l'impostazione, non potremo evitare che una bozza di risoluzione, unilateralmente elaborata, si trasformi o venga fatta passare - ha avvertito Mancino - come la risoluzione definitiva. Del resto, è avvenuto anche in questi giorni”. Di più: è avvenuto dopo l’ennesimo monito di Mancino. Che stamani è tornato a “chiedere riservatezza”. Quanto avviene a Palazzo dei Marescialli mette in difficoltà Mancino ma anche il Quirinale, sostiene il presidente della commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, che si domanda se il vicepresidente del Csm non debba dimettersi. Il fronte Csm, dunque, è lungi dal chiudersi. Intanto, riesplode fragorosamente il caso intercettazioni. Con una nuova ondata di registrazioni che vedono Silvio Berlusconi e il dirigente Rai Agostino Saccà in veste di protagonisti, ma in cui compaiono - seppure con ruoli minori - anche figure del centrosinistra o a esso vicine. Perfino l'Anm ha sentito il dovere di censurare con una nota diramata nel tardo pomeriggio "il deprecabile fenomeno della diffusione delle intercettazioni". Le indagini della Procura di Napoli danneggiano il premier e il governo di centrodestra, ancora in luna di miele con l’opinione pubblica? In seno all’esecutivo c’è chi legge le novità con altri occhi: “Dopo l’uscita delle intercettazioni sull’Espresso nessun italiano - scommette il segretario della Dca-Pdl nonché ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi - avrà dubbi sulla linea del governo in materia di giustizia e intercettazioni”.
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#5 Gio 26 Giu, 2008 21:43 |
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 Veltroni: «Intercettazioni? I magistrati le usino, ma non si
Venerdì, 27 Giugno : 2008 Corriere della Sera
«Clima politico compromesso. Il lodo? Prima tolgano la blocca-processi»
Veltroni: «Intercettazioni? I magistrati
le usino, ma non siano pubblicate»
Il segretario Pd: «Bisogna salvaguardare la privacy dei cittadini, che è un valore»
ROMA - I magistrati devono essere liberi di compiere intercettazioni telefoniche, purché non finiscano sulla stampa danneggiando la privacy: è la posizione di Walter Veltroni, segretario del Pd, che ha parlato con i cronisti a margine della prima assemblea di Sinistra democratica. «Noi siamo perché i magistrati - ha detto - possano fare tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini delle indagini: ma siamo perché non finiscano sui giornali, a salvaguardia della privacy dei cittadini, che è un valore».
CLIMA COMPROMESSO - Veltroni ha anche parlato del clima politico e del dialogo che si è interrotto con la maggioranza. «Il clima è stato trasformato dall'emendamento sul decreto sicurezza, dalle motivazioni e dalle parole che sono state usate. È chiaro che oggi il clima è fortemente compromesso». «E d'altra parte - ha proseguito Veltroni - è stato proprio il presidente del Consiglio, indicando con il dito il leader dell'opposizione, a dire che non ci sarà nessun dialogo. Dobbiamo prendere atto di questo e vorrei che ci si occupasse di più dei problemi sociali del paese. Basta occuparci, come succede da 15 anni, dei problemi della magistratura con lo spirito di contrapposizione che il presidente del Consiglio sa mettere in campo».
LODO - E l'immunità per le alte cariche dello Stato? «Per prima cosa - ha risposto Veltroni - bisogna togliere dal campo l'emendamento presentato al decreto sulla sicurezza che costituisce un elemento di inasprimento del clima (il cosiddetto blocca-processi, ndr). Poi penso che la questione posta dal disegno di legge del governo debba essere affrontata con un disegno di legge costituzionale e il suo contenuto posto alla prossima legislatura».
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#6 Ven 27 Giu, 2008 19:58 |
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 INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI VA AVANTI, VUOLE DECRETO
Giovedì, 3 Luglio : 2008
INTERCETTAZIONI: Berlusconi VA AVANTI,
VUOLE DECRETO
(di Alessandra Chini)
ROMA - Il premier Silvio Berlusconi è determinato a fare tutto il possibile per bloccare lo stillicidio delle intercettazioni. Compreso un decreto, se ce ne sarà lo spazio. E sarà già il Consiglio dei ministri di venerdì mattina quanto a valutare la possibilità di varare un provvedimento di questo tipo. "Del decreto - spiega il parlamentare azzurro e avvocato del premier Niccolò Ghedini - parlerà il Consiglio dei ministri di venerdì. Si dovrà valutare se c'é lo spazio in Parlamento per la sua conversione in legge". Uno spazio sia temporale che 'diplomatico' visto che già la sola ipotesi di una mossa di questo tipo scatena il muro contro muro con l'opposizione che la bolla come "inaccettabile". "Quello delle intercettazioni è il problema centrale - attacca il leader del Pd Walter Veltroni - di una persona sola e non di milioni di italiani. Continuo a pensare che il governo sbaglia le priorità".
Mentre il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, va giù più pesante: "neanche nel Ventennio Mussolini usò tale sfrontatezza nei confronti delle istituzioni democratiche". Non solo, l'ipotesi decreto è causa di forte malumore tra gli alleati di An e Lega. E, come se non bastasse, in tema di giustizia resta l'irritazione del Colle dopo le parole di ieri del premier a commento della lettera di Napolitano al Csm. Insomma, il tema del decreto con tutto il suo coté, è quantomeno esplosivo. Berlusconi ne ha parlato oggi in un incontro con il ministro Guardasigilli Angelino Alfano che nel pomeriggio, dopo un'audizione al Senato, ha confermato la linea del decreto: "la necessità e l'urgenza - ha osservato - specie dopo le ultime intercettazioni, credo che siano sotto gli occhi di tutti".
Detto ciò, ha puntualizzato "bisognerà valutare, e lo faremo nelle prossime ore, anche la praticabilità parlamentare in vista della gestione dei tempi per la pausa estiva". Proprio questo argomento è stato anche il piatto forte del pranzo di lavoro che il premier ha avuto con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un incontro nel quale il leader di An ha insistito con il Cavaliere sulla necessità di una maggiore "concordia istituzionale" ed ha espresso dubbi sull'ipotesi di un decreto che, dati i numerosi provvedimenti all'esame delle Camere da qui alla pausa estiva, probabilmente non potrebbe nemmeno venire convertito, anche se andrebbe subito in vigore, ma si trasformerebbe in un provvedimento "a perdere". Fini, tra l'altro, è alle prese anche con la richiesta sempre più pressante da parte dell'opposizione di farsi da garante di un più sereno esame dei provvedimenti.
Oggi in una lettera a quattro mani, Veltroni e il leader dell'Udc Pierferdinando Casini hanno chiesto al presidente della Camera, che sulla manovra, ma anche in vista dei prossimi provvedimenti, provveda a "salvaguardare in questo difficile passaggio il ruolo e la dignità del Parlamento, garantendo i tempi e le modalità necessarie alla Camera per discutere che riguardano da vicino gli italiani". Ed è chiaro che, nonostante i lavori di Montecitorio, si chiuderanno con tutta probabilità oltre l'inizio di agosto, l'arrivo di un altro decreto, quello sulle intercettazioni, non potrebbe che contribuire al rischio 'ingorgo'. Per questo, ma non solo, anche il Carroccio è tiepido sull'idea del decreto che potrebbe inasprire ancora di più i rapporti con l'opposizione mettendo a rischio il federalismo. Tra l'altro, per fine luglio, è già previsto in Aula il 'lodo Alfano', che oggi è stato firmato da Napolitano, mentre sta procedendo speditamente l'esame del decreto sicurezza, che contiene le norme 'sospendi processi' bocciate ieri dal Csm. Oggi l'Aula di Montecitorio ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità al testo presentate da Pd e Idv e da mercoledì si passerà ai voti.
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IPOTESI DECRETO, FNSI MINACCIA SCIOPERO - L'ipotesi avanzata dal premier Silvio Berlusconi, di intervenire per decreto sulle intercettazioni, fa inasprire la posizione della Federazione nazionale della stampa italiana che minaccia di scendere in piazza. E attorno al sindacato nazionale dei giornalisti fanno cerchio magistrati, gli editori e anche i consumatori, così come è emerso dal dibattito 'Etica e diritto di cronaca. No alle censure!', organizzato dalla Fnsi cui hanno partecipato, oltre al segretario della Federazione, Franco Siddi, anche il Presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, e il ministro della Giustizia del governo-ombra, Lanfranco Tenaglia. "Se ci sarà un decreto sulle intercettazioni scenderemo in piazza - avverte Siddi -. Il decreto è illiberale: lo pensavamo con Mastella, lo pensiamo con Alfano". Ma, in attesa di capire le mosse del governo, il sindacato pensa ad altre forme di protesta. "La prima - dice Siddi - è sicuramente quella di informare di più, cosa che stiamo già facendo; poi dobbiamo prevedere nei giornali delle pagine a scacchiera: da una parte, cioé, l'informazione piena, così com'é ora, dall'altra quella messa in prigione con il decreto legge. Non ultima - aggiunge - anche la possibilità di andare nelle piazze ad informare i cittadini su quello che sta accadendo". Per la tutela della privacy, poi, Siddi pensa ad un Giurì presso il Garante: "Deve includere sia esponenti dell'Ordine dei giornalisti che della società civile, ed entro tre giorni deve pronunciarsi sulle violazioni della privacy". La limitazione delle intercettazioni preoccupa anche i magistrati e gli editori. "Bisogna trovare un punto di equilibrio - dice Luca Palamara, presidente dell'Anm - le intercettazioni come strumento investigativo vanno difese. Si possono pensare a correttivi come le udienze filtro in cui si decida le telefonate utili al processo e quelle penalmente irrilevanti".
Per il direttore della Fieg, Alessandro Brignone "c'é allarme". "Siamo preoccupati - dice - anche per il sistema sanzionatorio che potrebbe mettere in ginocchio persino le imprese più sane. Bisogna far capire al governo che gli è scappata la penna". Dalla maggioranza, intanto, sembra ci sia una sostanziale convergenza sulla proposta di Berlusconi. "Puo darsi che dal disegno di legge venga separata la parte relativa alla privacy e messa in un decreto - anticipa il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, con riferimento ai contenuti delle intercettazioni che non hanno rilevanza penale -. Garantisco, però - aggiunge - che al di là dello strumento utilizzato, ci sarà massima interlocuzione con le categorie della stampa italiana". "Non c'é la necessità di intervenire con un decreto - ribatte Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra -. Lo stesso esecutivo non più di venti giorni fa aveva scelto la strada del disegno di legge. Se poi - conclude il deputato del Pd - si vogliono tutelare altre situazioni che io non conosco, e né posso immaginare, forse è bene che il presidente del Consiglio lo spieghi, prima che all'opposizione, al Paese".
DOMANI SACCA'IN RAI, BERLUSCONI A MATRIX - Agostino Saccà, direttore di Rai Fiction sospeso dalla Rai e reintegrato dal giudice del lavoro, prepara il suo rientro - domani alle 9 si presenterà a Viale Mazzini - ma intanto lancia un nuovo affondo contro l'azienda, con un esposto al Garante per la privacy sulla diffusione interna delle intercettazioni inviate dalla procura di Napoli. E il tema intercettazioni sarà uno degli argomenti centrali dell'attesa intervista di Enrico Mentana al premier Silvio Berlusconi, domani a Matrix in prima serata, forse in diretta (ma la riserva sarà sciolta solo in mattinata). Nell'esposto al Garante, Saccà rileva che "la trascrizione delle telefonate è stata realizzata da uffici interni Rai e in questi giorni viene distribuita ai membri del cda e ai dirigenti di supporto del Consiglio": quelle conversazioni, quindi, "diventeranno di pubblico dominio". "Può un'azienda (per di più di proprietà pubblica) - chiede Saccà - non solo utilizzare intercettazioni telefoniche ordinate dalla magistratura (ma penalmente irrilevanti) per giudicare un suo dipendente; ma soprattutto può conoscere e diffondere con assoluta discrezionalità le opinioni, i comportamenti ed ogni dato sensibile dei suoi dipendenti e di liberi cittadini intercettati solo perché hanno conversato al telefono con me? Può la Rai conoscere le mie conversazioni strettamente personali, i miei affetti o il mio stato di salute che non hanno nulla a che fare né con il procedimento penale né con quello disciplinare?". Il dirigente chiede al Garante se si tratti di una procedura "corretta" o piuttosto di "una violazione dei diritti costituzionali e di quelli previsti dallo Statuto a tutela dei lavoratori". In ogni caso Saccà - i cui legali stanno pensando anche a presentare alla Rai una richiesta di accesso agli atti - domani alle 9 si presenterà a Viale Mazzini per tornare nel suo ufficio alla guida di Rai Fiction. "Se qualcuno non lo vorrà fare entrare - dice sul filo dell'ironia uno degli avvocati del dirigente, Federico Tedeschini - si assumerà le sue responsabilità. Ma non credo che accadrà".
Ma i riflettori domani sono puntati soprattutto su Matrix, che ospita Berlusconi (e che mercoledì prossimo, annuncia Mentana, avrà in studio Walter Veltroni). Tema centrale della puntata sarà la giustizia, e quindi intercettazioni, lodo Alfano, norme blocca-processi, rapporto con i magistrati, ma anche la rottura del dialogo con il leader del Pd e lo scontro con Di Pietro. "Siamo in giornate di scontro politico, si dibatte su magistratura e giustizia, sui dati negativi dell'economia. E una volta tanto - sottolinea Mentana - non ci sono elezioni alle porte, non c'é la par condicio: se farò bene il mio mestiere sarà una trasmissione utile". Della vicenda intercettazioni - e in particolare del coinvolgimento del commissario dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni Giancarlo Innocenzi - si è parlato in via informale oggi nella riunione del Consiglio dell'Agcom (assente lo stesso Innocenzi). Dopo il lungo incontro avuto ieri con il commissario, il presidente Corrado Calabrò vedrà di nuovo Innocenzi tra domani e dopodomani e poi riferirà nella prossima riunione del Consiglio. E' a quest'organo, infatti, che spettano le funzioni di Comitato etico (e quindi la vigilanza sulla corretta applicazione del Codice etico interno) per gli stessi membri dell'Autorità.
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#7 Gio 03 Lug, 2008 09:57 |
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 INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI RINUNCIA AL DL, NON VA A MATRIX
Venerdì, 4 Luglio : 2008
INTERCETTAZIONI: Berlusconi RINUNCIA AL DL,
NON VA A MATRIX
COLLEGATA:
» Cento costituzionalisti, no a lodo e blocca-processi »
» Rai: Sacca' torna, nuova lettera disciplinare »
ROMA - E' tregua. Il premier Silvio Berlusconi rinuncia ad andare in tv a Matrix e a portare in Consiglio dei ministri il decreto sulle intercettazioni. Si posano le polveri e nell'ordine del giorno della riunione del governo non c'é traccia del provvedimento urgente, che pure nei giorni scorsi il premier non aveva escluso. C'é, anzi, una nota ufficiale del presidente del Consiglio, che in poche righe fa virare la giornata vissuta fino a quel momento nell'attesa dell'annunciato 'redde rationem' sulla rete ammiraglia Mediaset.
"Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi due primi mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente - fa sapere Berlusconi - intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni), che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal Governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi, che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l'attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di governo". Otto righe soltanto che, per la prima volta e su carta intestata della Presidenza del Consiglio dei Ministri, portano alla superficie ciò che da giorni è oggetto di conversazione nel Palazzo e dei retroscena della stampa.
Da giorni infatti non si parla che di intercettazioni dai contenuti pruriginosi che riguarderebbero il privato del premier e sulle quali addirittura il Cavaliere, secondo alcuni, sarebbe stato pronto ad una sorta di 'outing' nella puntata serale di Matrix. Invece le diplomazie si mettono al lavoro. E' soprattutto Gianni Letta a spendersi in un'opera di mediazione, che alla fine dà al premier la garanzia (se non la certezza definitiva) che niente di ciò che è oggetto del 'gossip negativo' uscirà. E allora, ragiona Letta con Berlusconi, che senso avrebbe andare in tv con toni battaglieri, stracciare la rete di protezione tessuta dal Colle nelle ultime 48 ore con il sì al Lodo Alfano e con la continua 'moral suasion' sulle forze politiche? Che senso avrebbe, torna a ripetere anche Gianfranco Fini al premier in un colloquio telefonico, ostinarsi su un decreto che non potrebbe essere convertito in tempi utili ed irriterebbe Quirinale ed opposizione? Perché non contribuire invece a svelenire il clima, quando in fondo oggi anche il capogruppo Pd a Montecitorio Antonello Soro definisce "legittimo" porre un argine all'abuso delle intercettazioni e invita ad "occuparsene per trovare risposte concrete"?.
Berlusconi sceglie allora la linea del "wait and see', cioé dello stare a vedere che cosa accade: per ora niente show down a Matrix e niente decreto sulle intercettazioni, proprio per contribuire a quel clima di 'concordia' da più parti auspicato. Se poi dovesse avere il sopravvento il 'gossip negativo' - che oggi per il premier non deve oscurare la preziosa azione del governo -, allora c'é tempo per rimettersi in gioco con una reazione anche pesante e ricorrere al muro contro muro.
Per tutti al momento, perciò, fa testo il disegno di legge varato dal governo e firmato dal Capo dello Stato lo scorso 26 giugno, dove si punta arginare la diffusione incontrollata dei contenuti delle intercettazioni, anche in virtù del diritto alla riservatezza tutelato dall'articolo 15 della Costituzione e del diritto al privacy affermato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. "Peccato - chiosa a sera Enrico Mentana, costretto a cancellare la puntata di Matrix -. Un'occasione perduta. Ma forse è meglio così, se doveva essere onorata a metà. Evidentemente Berlusconi ha pensato che non gli convenisse...".
VELTRONI, SE DL FAREMO BATTAGLIA PARLAMENTO - Se il governo varerà un decreto sulle intercettazioni, in Parlamento "si registrerà un ulteriore deterioramento del clima", nel quale l'opposizione metterà in campo "tutti i mezzi" per portare avanti la sua battaglia. Lo ha detto il leader del Pd, Walter Veltroni, in una conferenza stampa al termine della riunione del governo ombra. Se il Consiglio dei Ministri, ha spiegato Veltroni, domani approverà il decreto "su un tema come le intercettazioni, sarà inevitabile che in Parlamento il clima sarà tale che nel confronto useremo tutte le armi per difendere le prerogative parlamentari".
DONADI: SE LEWINSKY FOSSE DIVENTATA MINISTRO? - "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo é molto labile. Credo che l'informazione debba prevalere".
Così Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera, commenta a 'Radio Radicale' l'ipotesi della pubblicazione di nuove intercettazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che coinvolgerebbero, secondo indiscrezioni di stampa, alcune ministre.
"Io sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani - dice Donadi - ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest'uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati. Negli Usa Bill Clinton è stato al centro di una bufera mediatica per vicende sessuali con Monica Lewinsky - aggiunge il deputato Idv -. Credo sia stato giusto che gli americani abbiano potuto conoscere la morale del loro massimo rappresentante politico".
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#8 Ven 04 Lug, 2008 10:12 |
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 Re: INTERCETTAZIONI: sviluppi sul tema
Sabato, 2 Agosto : 2008
BERLUSCONI: PIU' DURI SU INTERCETTAZIONI,
TAGLIARE SPESE
ROMA - Un giro di vite più netto sulle intercettazioni, oltre a quello sulle spese della pubblica amministrazione, che è necessario per far fronte alla crisi economica internazionale. Silvio Berlusconi ne parla al Tg4, in un'intervista registrata ieri a Napoli. Il presidente del Consiglio torna così su uno dei suoi 'cavalli di battaglia', quello degli strumenti di indagine affidati ai magistrati che possono scontrarsi con la privacy. Le intercettazione, dice infatti, dovrebbero essere consentite solo per indagare sui "reati di mafia e terrorismo". "C'é un disegno di legge che colpisce con pene sufficientemente gravi" chi le esegue fuori dai limiti previsti dalla legge, aggiunge il premier, "chi le diffonde e chi le pubblica. Spero proprio che dal Parlamento esca un provvedimento che risponda a queste indicazioni". Un auspicio che Berlusconi aveva già formulato all'epoca del varo del ddl da parte del Consiglio dei ministri, trovando però l'opposizione di Lega e An, che avevano ottenuto di inserire tra i reati 'intercettabili' anche quelli contro la pubblica amministrazione, tra cui corruzione e concussione. Ed è di questo disegno di legge che la commissione Giustizia della Camera ha da poco avviato l'esame.
L'altra preoccupazione del premier riguarda invece l'economia. "Siamo in un momento difficile per quella mondiale - avverte - Il Pil non cresce, l'Iva è diminuita del 7%", quindi le strade sono due: o si aumentano le tasse o si taglia la spesa. E il governo non ha avuto dubbi nel scegliere per quest'ultima ipotesi per la finanziaria 2009 che, conferma Berlusconi, "sarà sottratta alla pressione delle lobby che negli anno '80 e '90 hanno fatto crescere di 8 volte" la spesa pubblica . Anche per questo, dunque, "si deve assolutamente intervenire con una riduzione di spese, privilegi, sprechi, enti inutili". Berlusconi fa quindi un 'inventario' dettagliato dell'azione del suo governo. E si dichiara soddisfatto per i primi tre mesi di lavoro nei quali, sottolinea, sono stati mantenuti tutti gli impegni presi mettendo a punto "oltre 40" provvedimenti e risolvendo l'emergenza dei rifiuti a Napoli in tempi record. "Napoli - dice - è stato un punto di partenza, uno degli impegni assunti verso gli elettori a cui abbiamo mantenuto fede in anticipo di 12 giorni rispetto a quanto avevamo annunciato. Pochi pensavano che ci saremmo riusciti". Ci sono poi i provvedimenti economici, l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, "che ha riguardato l'80% delle famiglie italiane, la diminuzione verticale della tassazione su straordinari e premi di produttività, l'intervento sui mutui per mantenere il costo delle rate e prorogarne la scadenza". Il decreto sicurezza, inoltre, "ha già dato frutti: sono diminuiti i reati di strada, quelli più odiosi, in una percentuale considerevole; abbiamo le principali città che vedono vicino alle forze dell'ordine anche 3mila nostri militari, che faranno pattugliamenti: è l'esercito del bene che si deve frapporre tra i cittadini e l'esercito del male". E anche su Alitalia, aggiunge, "stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita: un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera". Insomma, il governo, dice il premier, "sta lavorando bene, con un ottima squadra. Possiamo essere soddisfatti".
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#9 Sab 02 Ago, 2008 22:55 |
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 Intercettazioni, Berlusconi accelera
Mercoledì, 21 Gennaio : 2009 Corriere della Sera
Il premier: «Sanzioni per gli editori e non per i giornalisti»
«Saranno possibili per i reati di corruzione, concussione, peculato, oltre che per quelli superiori a 10 anni»
Silvio Berlusconi (LaPresse)
ROMA - Il premier Silvio Berlusconi torna e accelera sulla questione intercettazioni. E lo fa approfittando della conferenza stampa organizzata a Palazzo Chigi per lanciare il piano del governo sull'e-government e la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Pur ribadendo che le intercettazioni sono «uno strumento di indagine che la nostra Costituzione definisce "eccezionale" anche perché sacrifica la privacy dei cittadini», il presidente del Consiglio ha voluto sottolineare che il governo non vuole «in alcun modo impedirle, ma utilizzarle solo per casi particolari». Spiegando di non essere dunque contrario allo strumento, Berlusconi ha però sottolineato l’importanza che il suo ricorso avvenga solo in presenza di un reato già provato «per poter aumentare le prove a carico». Ferma restando la propria condivisione alle intercettazioni per tutti quei reati che prevedono pene superiori ai dieci anni di reclusione, Berlusconi ha comunque aggiunto che le intercettazioni resteranno possibili per i reati di corruzione, concussione e peculato. Il Cavaliere ha poi affrontato a riguardo anche un altro punto delicato che riguarda la durata dell’intercettazioni: «Alcune di esse - ha infatti denunciato - vanno avanti per anni. Noi vogliamo invece che siano limitate nel tempo e su questo - ha concluso - speriamo che l’opposizione si unisca a noi».
NO AL CARCERE PER I GIORNALISTI - Quanto alle intercettazioni il premier ha voluto precisare che «non ci saranno pene per giornalisti, ma per gli editori se permetteranno la pubblicazione delle telefonate». Un emendamento del governo, su proposta dello stesso ministro della Giustizia Angelino Alfano, per eliminare le sanzioni penali nei confronti dei giornalisti previste nel ddl sulle intercettazioni che pubblicano atti di cui è vietata la divulgazione: è questa l' ipotesi allo studio del governo che, rispetto agli emendamenti parlamentari che entro giovedì dovranno essere presentati in Commissione Giustizia, ha più tempo per avanzare proposte di modifica al testo base. Il ddl Alfano dello scorso giugno prevedeva il carcere da uno a tre anni e un'ammenda fino a 1.032 euro per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni di cui sia vietata la pubblicazione. L'orientamento è, dunque, eliminare la sanzione penale nei confronti dei cronisti e di inasprire quelle a carico degli editori.
GIUSTIZIA -Sempre a Palazzo Chigi il premier è tornato sul nodo giustizia. «Non è vero - ha detto . che non siamo d'accordo con la Lega» sulla riforma della giustizia e su quella delle intercettazioni: «Stiamo esaminando la riforma punto per punto: ho cominciato questa messa a punto perché non voglio emendamenti in Parlamento che vengono presentati da questa o quella parte politica senza preventiva discussione». Il presidente del Consiglio ha ribadito poi l'intenzione di presentare al Cdm del 23 gennaio il provvedimento sull’edilizia carceraria. «Vogliamo intervenire - ha spiegato - sul sistema carcerario che è sotto pressione. Lo Stato può togliere la libertà, ma non deve togliere la dignità, la salute o la vita. Questo oggi non è rispettato, occorrono nuove carceri. Spero di poter usare il decreto legge, altrimenti i tempi sarebbero troppo lunghi», ha spiegato Berlusconi.
DIGITALIZAZZIONE - A Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha lanciato il piano del governo sull'e-government e la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. «Prevediamo - ha detto - che entro il 2012 ci possa essere l'abolizione totale della carta nella Pubblica Amministrazione, perché ogni pratica sarà digitalizzata e tutto potrà essere fatto da casa col proprio pc». «Entro il 2012 - ha aggiunto il premier - ogni cittadino sarà dotato di casella posta elettronica per comunicare con la Pa».
STOP CONSULENZE - Elencando i risultati ottenuti dal governo nell'innovazione della Pubblica Amministrazione, Berlusconi ha messo in particolare l'accento sull'assenteismo nel pubblico impiego «crollato - ha detto - di oltre il 40%». Il Cavaliere ha poi annunciato che il governo ha, tra gli altri, «l'obiettivo di azzerare le consulenze e fare così un «bel risparmio visto che le consulenze costano 2,5 miliardi».
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#10 Mer 21 Gen, 2009 19:55 |
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 INTERCETTAZIONI: CAMERA, IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA
Mercoledì 10 Giugno : 2009
INTERCETTAZIONI: CAMERA,
IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA
ROMA - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul ddl in materia di intercettazioni: lo ha annunciato nell'Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. La votazione si terra' domani alle 17.10 su decisione della conferenza dei capigruppo. Oggi dalle 9 si terrà, in base al cosiddetto 'lodo Jotti', l'illustrazione degli emendamenti decaduti con la fiducia. Alle 14 si voteranno gli emendamenti soppressivi all'articolo 1 del testo. Alle 16 avranno inizio le dichiarazioni di voto sulla fiducia. A seguire, nelle giornate di giovedì e venerdì, saranno esaminati gli ordini del giorno e, quindi, si terrà il voto finale sul provvedimento che dovrà passare al Senato.
Nel dichiarare ammissibile il maxi-emendamento del governo, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha precisato che il testo riproduce quello della commissione Giustizia, integrato da tre emendamenti del governo e di quattro della commissione gia' presentati in Aula e ritenuti ammissibili. Ora la conferenza dei capigruppo si riunira' per definire tempi e modi della votazione sulla fiducia.
Intanto la commissione Bilancio della Camera ha dato parere positivo al maxi-emendamento presentato dal governo al ddl intercettazioni. La proposta di modifica, che porta la firma del Guardasigilli, Angelino Alfano, passerà ora all'esame dell'Aula di Montecitorio per il voto di fiducia.
MAXI-EMENDAMENTO, TABULATI A PM SE C'E' URGENZA
Il governo rompe ogni indugio e presenta un maxi-emendamento al ddl intercettazioni per chiedere il voto di fiducia alla Camera. La proposta di modifica, che porta la firma del Guardasigilli Angelino Alfano, recepisce di fatto il testo approvato in commissione Giustizia il 16 febbraio scorso più alcuni emendamenti presentati da governo e relatore nel 'comitato dei nove' della commissione. Questo, in estrema sintesi, il contenuto del provvedimento:
EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA - Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una valutazione autonoma del caso.
VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO - La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.
OMESSO CONTROLLO - Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni".
DIVIETO PUBBLICAZIONE - Il testo cambia. Prima era vietato scrivere di tutto fino all'inizio del dibattimento. Ora si prevede che per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. E sarà vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di ché se ne potrà pubblicare il contenuto. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione.
RETTIFICHE SENZA COMMENTO - Cambia anche la norma sulle rettifiche perché nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma "senza commento". E si disciplinano anche quelle su internet.
NO A NOMI E IMMAGINI PM - Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.
CARCERE PER I GIORNALISTI - Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a 3 anni) quindi oblabile: cioé trasformabile in sanzione pecuniaria.
REATI INTERCETTABILI - Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori.
INTERCETTAZIONI AMBIENTALI - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.
LIMITI DI TEMPO - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.
RELAZIONE SU SPESE E 'TETTO' - Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.
PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sue sue utenze.
ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. E le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione istituiti presso ogni distretto di Corte d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Se dal loro deposito però ci sarà pregiudizio per le indagini, si potrà ritardare la consegna, ma non oltre la data dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Vietato allegare le intercettazioni al fascicolo.
NO A UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.
STOP A INTERCETTAZIONI PER 007 - Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da 'body guard' dovrà informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà apporre il segreto di Stato.
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#11 Mer 10 Giu, 2009 00:02 |
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 INTERCETTAZIONI: SI' DELLA CAMERA INSORGE L'OPPOSIZIONE
Mercoledì 10 Giugno : 2009
INTERCETTAZIONI: Anm, e' la morte della giustizia penale
INTERCETTAZIONI: SI' DELLA CAMERA
INSORGE L'OPPOSIZIONE
ROMA - L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo sul disegno di legge in materia di intercettazioni con 325 si', 246 no e due astenuti. La presidenza della Camera sarebbe orientata, secondo quanto si apprende, a concedere il voto segreto sul ddl intercettazioni nel caso che l'opposizione glielo chieda. E l'opposizione, sempre secondo quanto si apprende sarebbe intenzionata a farlo. Il voto finale è previsto per domani alle 15 subito dopo l'esame degli ordini del giorno presentati al ddl dal centrosinistra.
OPPOSIZIONE, APPELLO A NAPOLITANO
ROMA - "Stavolta la misura è davvero colma". Così Pd, Idv e Udc si mettono insieme e scrivono al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per esprimere il "proprio disagio" contro il ddl intercettazioni e contro "questo modo di legiferare della maggioranza" che di fatto è diventato "un mercato delle vacche" tra Lega e Pdl. Il voto di fiducia di oggi su questo provvedimento, assicura il capogruppo del Pd Antonello Soro in una conferenza stampa convocata insieme al presidente dei deputati dell'Idv Massimo Donadi e al vice-capogruppo dell'Udc Michele Vietti, "ha come unico obiettivo quello di impedire che ci possa essere una libera espressione da parte dei parlamentari della maggioranza su questo ddl". Ma così facendo, interviene Donadi, si mette di fatto anche "un bavaglio alla stampa" e si nega ai cittadini "il diritto di conoscere e quindi di essere informati". "L'Udc è molto gelosa della sua specificità di opposizione - precisa Vietti - ma stavolta la situazione è tale che occorre un'azione congiunta per far capire ai cittadini quanto la situazione stia diventando pericolosa. E noi chiediamo a Napolitano di valutarla bene questa situazione per capire se non ci sia un rischio per gli equilibri costituzionali".
''Le forze di opposizione - si legge nella lettera inviata a Napolitano - si interrogano, con fortissima preoccupazione, sulla compatibilita', di questo continuo ricorso alla fiducia, con i principi costituzionali. Confidiamo, signor presidente, nel suo intervento, nelle forme che riterra' opportune, per restituire pienezza di contenuti democratici al dibattito parlamentare sulle leggi''. Un'allarme, insomma, in piena regola, come sottolinea Massimo Donadi. Ma secondo l'opposizione tutto e' molto grave: metodo e contenuto del testo. Per quanto riguarda il metodo, ''non e' possibile'', spiega Soro, ricorrere continuamente alla fiducia anche su questioni cosi' delicate e importanti che meriterebbero un confronto ed un approfondimento. C'e' da parte del governo, incalza Donadi, una ''appropriazione'' del processo di formazione delle leggi. ''Processo di formazione delle leggi - ribatte Soro - che si sta trasformando di fatto in un mercato delle vacche: io ti do il sostegno al ballottaggio e tu in cambio non appoggi il referendum. Io ti do le intercettazioni e tu dai qualcos'altro a me...''. Ma anche sul contenuto, Pd, Idv e Udc hanno molte cose da ridire: ''Si tratta di un testo profondamente eversivo - afferma il capogruppo dell'Idv - perche' mette la mordacchia alla stampa, viola ogni diritto del cittadino ad essere informato ed e' di fatto la dimostrazione di come lo Stato intenda arrendersi alla criminalita' rinunciando a fare le indagini''. ''E questo - aggiunge - solo per compiacere il presidente del Consiglio. La democrazia e' realmente in pericolo ed e' per questo che chiediamo l'intervento di Napolitano''. ''Non e' un caso - assicura - che la fiducia su questo ddl sia stata chiesta all'indomani delle elezioni. Di farlo prima non hanno avuto la faccia. Soprattutto la Lega che sulla sicurezza aveva fatto la sua campagna elettorale''. ''Ma ci sono cose davvero gravissime in questo testo - prosegue Vietti - come quella di consentire le intercettazioni solo in presenza di 'evidenti indizi di colpevolezza'. La definizione 'evidenti', infatti, e' molto piu' stringente del termine 'gravi' pertanto diventera' praticamente impossibile intercettare. Servirebbero infatti indizi ancora piu' consistenti di quelli necessari'' a far scattare le manette. E questo e' ''pazzesco'', cosi' come lo e' ''cambiare la legge sui servizi segreti a suon di fiducia'' insiste Soro. ''Prima mettono tra le proprie priorita', anzi ossessioni, la sicurezza e poi, una volta incassato il voto, sono pronti a vanificare un importante strumento di indagine come quello delle intercettazioni'', sottolinea Vietti. Con l'adesione a questa forma di protesta, fa notare il deputato centrista, ''l'Udc intende mandare un chiaro segnale anche al ministro Alfano perche' noi siamo stati tra i piu' dialoganti, nell'opposizione, proprio per cercare di trovare delle convergenze. Ma se il metodo e' questo, e cioe' ricorrere continuamente alla fiducia, e' chiaro che non potremmo essere piu' cosi' tolleranti''. Soro sottolinea quindi l'incongruenza di chiedere il voto di fiducia su un testo che, ricorda, ''e' stato fermo oltre quattro mesi in Commissione''. Il ddl intercettazioni, infatti, era stato licenziato dalla Commissione Giustizia della Camera il 19 febbraio scorso.
MAXI-EMENDAMENTO, TABULATI A PM SE C'E' URGENZA
Il governo rompe ogni indugio e presenta un maxi-emendamento al ddl intercettazioni per chiedere il voto di fiducia alla Camera. La proposta di modifica, che porta la firma del Guardasigilli Angelino Alfano, recepisce di fatto il testo approvato in commissione Giustizia il 16 febbraio scorso più alcuni emendamenti presentati da governo e relatore nel 'comitato dei nove' della commissione. Questo, in estrema sintesi, il contenuto del provvedimento:
EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA - Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una valutazione autonoma del caso.
VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO - La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.
OMESSO CONTROLLO - Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni".
DIVIETO PUBBLICAZIONE - Il testo cambia. Prima era vietato scrivere di tutto fino all'inizio del dibattimento. Ora si prevede che per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. E sarà vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di ché se ne potrà pubblicare il contenuto. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione.
RETTIFICHE SENZA COMMENTO - Cambia anche la norma sulle rettifiche perché nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma "senza commento". E si disciplinano anche quelle su internet.
NO A NOMI E IMMAGINI PM - Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.
CARCERE PER I GIORNALISTI - Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a 3 anni) quindi oblabile: cioé trasformabile in sanzione pecuniaria.
REATI INTERCETTABILI - Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori.
INTERCETTAZIONI AMBIENTALI - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.
LIMITI DI TEMPO - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.
RELAZIONE SU SPESE E 'TETTO' - Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.
PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sue sue utenze.
ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. E le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione istituiti presso ogni distretto di Corte d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Se dal loro deposito però ci sarà pregiudizio per le indagini, si potrà ritardare la consegna, ma non oltre la data dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Vietato allegare le intercettazioni al fascicolo.
NO A UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.
STOP A INTERCETTAZIONI PER 007 - Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da 'body guard' dovrà informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà apporre il segreto di Stato.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#12 Mer 10 Giu, 2009 19:14 |
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 INTERCETTAZIONI: CAMERA APPROVA DDL, PASSA AL SENATO
Giovedì 11 Giugno : 2009
INTERCETTAZIONI: CAMERA APPROVA DDL,
PASSA AL SENATO
 ROMA - L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge in materia di intercettazioni. Il testo ora passa al Senato. I voti a favore sono stati 318, 224 quelli contrari. Un deputato si è astenuto. In Aula al momento del voto si sono sentite proteste e il grido "Buffoni, buffoni". Protesta in particolare dell'Italia dei Valori nell'Aula della Camera al momento del voto sul disegno di legge sulle intercettazioni. I deputati dell'Idv espongono diversi cartelli in cui si riportano quattro diverse frasi contro il provvedimento. In un cartello c'é scritto "Libertà di informazione cancellata"; in altri appare la scritta "Pdl: proteggiamo delinquenti e ladri", poi vari cartelli con la scritta "Vergogna". Infine, alcuni deputati espongono la scritta "Morta la libertà di informazione, uccisa dall'arroganza del potere".
Vietato spiare, ecco il nuovo testo
Ecco il nuovo testo del ddl intercettazioni, frutto del maxi-emendamento presentato dal governo. Il pacchetto di modifiche, che porta la firma del Guardasigilli Angelino Alfano, recepisce di fatto il testo approvato in commissione Giustizia il 19 febbraio più alcuni emendamenti presentati da governo e relatore nel 'comitato dei nove' della commissione.
EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA - Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una valutazione autonoma del caso.
VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO - La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.
OMESSO CONTROLLO - Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni".
DIVIETO PUBBLICAZIONE - Prima era vietato scrivere di tutto fino all'inizio del dibattimento. Ora si prevede che per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. E sarà vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di ché se ne potrà pubblicare il contenuto. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione.
RETTIFICHE SENZA COMMENTO - Cambia anche la norma sulle rettifiche perché nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma "senza commento". E si disciplinano anche quelle su internet. NO A NOMI E IMMAGINI PM - Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.
CARCERE PER I GIORNALISTI - Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a 3 anni) quindi oblabile: cioé trasformabile in sanzione pecuniaria.
REATI INTERCETTABILI - Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione di materiale pornografico anche relativo a minori.
INTERCETTAZIONI AMBIENTALI - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.
LIMITI DI TEMPO - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.
RELAZIONE SU SPESE E 'TETTO' - Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.
PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sue sue utenze.
ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. E le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione istituiti presso ogni distretto di Corte d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Se dal loro deposito però ci sarà pregiudizio per le indagini, si potrà ritardare la consegna, ma non oltre la data dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Vietato allegare le intercettazioni al fascicolo.
NO A UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.
STOP A INTERCETTAZIONI PER 007 - Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da 'body guard' dovrà informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà apporre il segreto di Stato.
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#13 Gio 11 Giu, 2009 16:42 |
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