From: Marco Penazza
Sent: Saturday, November 11, 2006 4:00 AM
Subject: ...l'anima della Città, l'anima della ns. Città
Sent: Saturday, November 11, 2006 4:00 AM
Subject: ...l'anima della Città, l'anima della ns. Città
Egregi Signori,
recentemente mi è capitato di attraversare a piedi il Centro della ns. bella Città in lungo ed in largo in occasioni ed orari diversi, anche per svago o per una semplice visita, come quella che si fà ad un parente che non si è potuto incontrare per lungo tempo a causa dei continui ed incalzanti impegni quotidiani, e quindi lo si rivede ancora più volentieri, incuriositi dall'aspettativa di possibili novità che ci potrà raccontare dopo tanto tempo di lontananza. Ebbene, la delusione èstata inevitabile per me incontrando il "Cuore" della ns. Città in occasione, per esempio, del tradizionale appuntamento del sabato pomeriggio, dove il Centro è stato il punto d'incontro e di riferimento per molte generazioni, dove venivano scanditi i momenti di festa, di grande festa, o del passaggio da una stagione ad un'altra con la trasformazione delle vetrine, dei molti negozi che rinnovavano e riadattavano letteralmente il look portando la novità della nuova stagione alle porte...ed era un piacere, assieme agli acquisti, fare gli incontri degli amici, o di conoscenti, nei quali si coglieva e si condivideva la soddisfazione di essere li in una comune e discreta euforia, da "sabato del Villaggio". Tutto questo esprimeva un'anima, tutto questo dava un'anima al Centro, al cuore della nostra Città, e diconseguenza questo contatto, ne rafforzava anche la nostra, perchè inconsciamente ci si sentiva sicuri e sereni, di appartenere ed incontrare una Comunità reale, viva e presente, ogni volta lo desiderassimo o ne sentissimo il bisogno. L'Anima viva del Centro, ha sempre rafforzato la ns. identità, perchè ha da sempre rappresentato uno dei punti di riferimento tra i più importanti della ns. Brescianità. Purtroppo non è stato così per me nelle recenti visite, ed incredulo di fronte a quella strana e negativa sorpresa del primo incontro, ho voluto ritornare di li a poco per verificare se la mia precedente percezione fosse sbagliata, ma è stata solo la conferma. Piano piano le belle emozioni descritte sopra, delle tradizionali aspettative dell'incontro del "sabato del villaggio" con la mia/nostra Città, non sono più purtroppo come quelle a cui eravamo abituati una volta, perchè il Centro è disperso, e l'anima non esiste quasi più perchè si ha l'impressione stia scomparendo.... Si, le vie e le Piazze hanno migliorato se non mantenuto egregiamente l'aspetto estetico ed il decoro, così i Palazzi che vi si affacciano, in alcuni casi anzi, mai viste di aspetto così smaliante e rinato, ma è la frequentazione della Gente che ha subito dei profondi cambiamenti e le cause sono molteplici, alle quali si aggiungono anche quelle dei provvedimenti antitraffico, antismog ecc. che limitano e rendono di fatto sempre meno agevole la raggiungibilità del Centro, trasformandolo si voglia o no, sempre più ad una cosa non bene identificata che somiglia ad un ghetto, con le evidenti conseguenze negative. In realtà quando il bui cala, cala anche una specie di coprifuoco, interrotto qua e là dalla chiassosa frequentazione ad orario, di qualche bar alla moda frequentato dai Giovani per l'aperitivo, in attesa di sfollare con macchine saettanti e sfrenate, verso altre mete periferiche del divertimento notturno. Nemmeno i cinema esistono quasi più, che ricordo bene le code di persone all'ingresso per vedere le prime visioni di film famosi da non perdere, e all'uscita dello spettacolo, tutti in pizzeria per finire la serata. Il Teatro, i Musei, ed i Luoghi religiosi classici più sentiti nell'intimo dei Bresciani, sono gli unici presidi che mantengono sicuri nel tempo, il flusso di Gente che li frequenta volontariamente, scongiurandone la totale "desertificazione", ma facendoli somiliare sempre più ad una "razza" in pericolo di estinzione, se tralasciamo il flusso di persone obbligate a frequentare il Centro per lavoro negli uffici o nelle attività commerciali che resistono, e la popolazione extracomunitaria che via via si và sostituendo in modo massiccio alla ns.presenza tradizionale. Anche i negozi hanno una vita ed un avvicendamento vorticoso ed alternate tra chiusure e nuove aperture, ma sono sempre più numerosi e permanenti quelli "etnici" frequentati in modo assiduo, solo dalla loro Gente ovviamente, in barba anche a tutti i mega centricommerciali di periferia. A questo punto avrei il desiderio che con un colpo di bacchetta magica, mi fosse restituito il Cuore della mia Città di allora, proprio come nelle Città del sud che ho conosciuto in occasione di soggiorno di lavoro ,o più ancora durante il periodo feriale, dove ho notato il mantenimento della tradizione viva e forte di incontrarsi in centro a tutte le ore del giorno e della notte, come in una sorta di perenne e festosa veglia e di custodia, allo spirito della Città di appartenenza, come ferma e viva volontà di continuità nella tradizione.
Quindi ripensiamo e pensiamo nuovamente al Cuore della ns. amata Città, per reinfondere e restituire nuovo e vero spirito ad un riferimento da sempre molto caro a tutti noi Bresciani.
Porgo doverosi ossequi.
Marco Penazza
recentemente mi è capitato di attraversare a piedi il Centro della ns. bella Città in lungo ed in largo in occasioni ed orari diversi, anche per svago o per una semplice visita, come quella che si fà ad un parente che non si è potuto incontrare per lungo tempo a causa dei continui ed incalzanti impegni quotidiani, e quindi lo si rivede ancora più volentieri, incuriositi dall'aspettativa di possibili novità che ci potrà raccontare dopo tanto tempo di lontananza. Ebbene, la delusione èstata inevitabile per me incontrando il "Cuore" della ns. Città in occasione, per esempio, del tradizionale appuntamento del sabato pomeriggio, dove il Centro è stato il punto d'incontro e di riferimento per molte generazioni, dove venivano scanditi i momenti di festa, di grande festa, o del passaggio da una stagione ad un'altra con la trasformazione delle vetrine, dei molti negozi che rinnovavano e riadattavano letteralmente il look portando la novità della nuova stagione alle porte...ed era un piacere, assieme agli acquisti, fare gli incontri degli amici, o di conoscenti, nei quali si coglieva e si condivideva la soddisfazione di essere li in una comune e discreta euforia, da "sabato del Villaggio". Tutto questo esprimeva un'anima, tutto questo dava un'anima al Centro, al cuore della nostra Città, e diconseguenza questo contatto, ne rafforzava anche la nostra, perchè inconsciamente ci si sentiva sicuri e sereni, di appartenere ed incontrare una Comunità reale, viva e presente, ogni volta lo desiderassimo o ne sentissimo il bisogno. L'Anima viva del Centro, ha sempre rafforzato la ns. identità, perchè ha da sempre rappresentato uno dei punti di riferimento tra i più importanti della ns. Brescianità. Purtroppo non è stato così per me nelle recenti visite, ed incredulo di fronte a quella strana e negativa sorpresa del primo incontro, ho voluto ritornare di li a poco per verificare se la mia precedente percezione fosse sbagliata, ma è stata solo la conferma. Piano piano le belle emozioni descritte sopra, delle tradizionali aspettative dell'incontro del "sabato del villaggio" con la mia/nostra Città, non sono più purtroppo come quelle a cui eravamo abituati una volta, perchè il Centro è disperso, e l'anima non esiste quasi più perchè si ha l'impressione stia scomparendo.... Si, le vie e le Piazze hanno migliorato se non mantenuto egregiamente l'aspetto estetico ed il decoro, così i Palazzi che vi si affacciano, in alcuni casi anzi, mai viste di aspetto così smaliante e rinato, ma è la frequentazione della Gente che ha subito dei profondi cambiamenti e le cause sono molteplici, alle quali si aggiungono anche quelle dei provvedimenti antitraffico, antismog ecc. che limitano e rendono di fatto sempre meno agevole la raggiungibilità del Centro, trasformandolo si voglia o no, sempre più ad una cosa non bene identificata che somiglia ad un ghetto, con le evidenti conseguenze negative. In realtà quando il bui cala, cala anche una specie di coprifuoco, interrotto qua e là dalla chiassosa frequentazione ad orario, di qualche bar alla moda frequentato dai Giovani per l'aperitivo, in attesa di sfollare con macchine saettanti e sfrenate, verso altre mete periferiche del divertimento notturno. Nemmeno i cinema esistono quasi più, che ricordo bene le code di persone all'ingresso per vedere le prime visioni di film famosi da non perdere, e all'uscita dello spettacolo, tutti in pizzeria per finire la serata. Il Teatro, i Musei, ed i Luoghi religiosi classici più sentiti nell'intimo dei Bresciani, sono gli unici presidi che mantengono sicuri nel tempo, il flusso di Gente che li frequenta volontariamente, scongiurandone la totale "desertificazione", ma facendoli somiliare sempre più ad una "razza" in pericolo di estinzione, se tralasciamo il flusso di persone obbligate a frequentare il Centro per lavoro negli uffici o nelle attività commerciali che resistono, e la popolazione extracomunitaria che via via si và sostituendo in modo massiccio alla ns.presenza tradizionale. Anche i negozi hanno una vita ed un avvicendamento vorticoso ed alternate tra chiusure e nuove aperture, ma sono sempre più numerosi e permanenti quelli "etnici" frequentati in modo assiduo, solo dalla loro Gente ovviamente, in barba anche a tutti i mega centricommerciali di periferia. A questo punto avrei il desiderio che con un colpo di bacchetta magica, mi fosse restituito il Cuore della mia Città di allora, proprio come nelle Città del sud che ho conosciuto in occasione di soggiorno di lavoro ,o più ancora durante il periodo feriale, dove ho notato il mantenimento della tradizione viva e forte di incontrarsi in centro a tutte le ore del giorno e della notte, come in una sorta di perenne e festosa veglia e di custodia, allo spirito della Città di appartenenza, come ferma e viva volontà di continuità nella tradizione.
Quindi ripensiamo e pensiamo nuovamente al Cuore della ns. amata Città, per reinfondere e restituire nuovo e vero spirito ad un riferimento da sempre molto caro a tutti noi Bresciani.
Porgo doverosi ossequi.
Marco Penazza














































