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Sabato 21 Marzo : 2009 RED. / da Voci dal Sud di Franz Rodi-Morabito (FROMOR)
La crisi affama l’Italia che lavora
Gli addetti all’agricoltura sono lavoratori?
Gli addetti all’agricoltura sono lavoratori?
Ormai i mass media e le TV non parlano di altro che di recessione e di crisi economica.
E’ vero, la crisi impera in tutto il mondo per cui anche l’Italia non ne è immune. Tuttavia a giudicare dalle tavole rotonde in TV (Porta a Porta, Annozero, Ballarò e tutte le altre delle TV minori) sembrerebbe che la crisi sia un ottimo incentivo per le TV per fare audience e per gli ospiti per salire sul palco e dire ... un bel niente.
Servono provvedimenti in favore dei lavoratori (ammortizzatori sociali) servono incentivi per le imprese che non debbono rallentare la produzione sia per non danneggiare i lavoratori e sia per riprendere la corsa; servono gli aiuti alle banche che debbono continuare ad erogare il credito per non tagliare le gambe ai settori produttivi (invece si sono incassati gli interventi e ... chiudono dalla sera alla mattina i fidi anche a ditte affidabilissime oltre che erogare solo il 15/20 % dei mutui richiesti).
Le rate di mutuo delle case debbono essere ridisegnate e dilazionate nel tempo dando la possibilità alle famiglie di poter pagare.
Franceschini proponeva un assegno a tutti coloro che non hanno lavoro (o perlomeno hanno perso il posto di lavoro).
Ma ... chi sono i lavoratori che hanno necessità di aiuti? quali i settori produttivi che debbono essere sovvenzionati e sorretti?
A giudicare dagli ospiti presenti nelle tavole rotonde (sempre gli stessi) sono i rappresentati dalla Confindustria e della CGIL (e qualcuno di area diversa ma senza mai allontanarsi troppo dai “modelli”) per cui si evidenzia che una fabbrica di lavastoviglie che chiude a Torino mandando a casa 600 operai crea scandalo, che il settore dell’auto che rischia di non vendere si deve sorreggere perchè altrimenti migliaia di operai metalmeccanici restano a casa, che il “made in Italy” va supportato perchè gli addetti languono.
Tutto vero, indiscutibilmente vero! ma ... scusate la mia ingenuità, l’agricoltura non è un settore produttivo? i lavoratori dei campi non sono lavoratori? le imprese agricole non sono degne di attenzione?
Ci chiediamo quali stoviglie laverà quella fabbrica di Torino che sarà certamene aiutata a non chiudere, se dai nostri piatti non sarà passato nulla?
Tutta l’attenzione per i 600 operai che vanno a casa, ma quanto si dovrebbe averne per i milioni di addetti all’agricoltura che non hanno più lavoro?
Mi domando come mai nessun rappresentante del settore agricolo sia mai presente a questi “simposi rotondi”, non vengono invitati? perchè? vero che ormai le Organizzazioni di categoria agricole si sono organizzaei come fornitori di servizi (a pagamento) e sono divenuti passacarte degli uffici statali centrali, una sorta di amanuensi periferici del settore e lavorano in nome e per conto dello Stato (e non certamente gratis).
Ma ... e qui si erge imponente un enorme MA!
Sapete ad esempio che l’IMPS ha aumentato di circa il 60 % gli importi da pagare quale contributo previdenziale da parte delle imprese agricole? ci chiediamo: era questo il momento?
Sapete che l’agenzia Equitalia nata per il recupero crediti da parte dello Stato sta spalmando il territorio di ipoteche sugli immobili, di pignoramenti e di procedure espropriative anche per importi ridotti di debito e senza che oltretutto ci sia proporzione fra la somma a debito ed il valore del bene pignorato? era questo il momento?
Sapete che le banche hanno completamente chiuso il credito nei confronti degli agricoltori dal momento che la proprietà terriera è considerata inefficace ai fini delle garanzie? era questo il momento?
Sapete che l’ex AIMA sta “congelando” le somme che gli agricoltori attendono da parte della Comunità Europea e lo sta facendo abusivamente dal momento che sono somme non sequestrabili ma lo fa avvalendosi di un provvedimento adottato all’epoca del governo Prodi (mi pare) in chiaro contrasto con i dettami della Ue per cui l’Italia è sotto procedura di infrazione a Bruxelles? era questo il momento?
La cosa più grave è che non potendo lo Stato sequestrare le somme, le sta “congelando “ creando una situazione anomala.
L’agricoltore non incassa le somme che attendeva MA l’IMPS non viene pagata per cui rimane creditrice, inoltre ci sono alcuni agricoltori che, avvalendo di una norma esistente, potevano aver chiesto alle Banche l’anticipazione dell’ 80% dell’importo che avanzavano dall’Aima.
Adesso le banche sono divenute creditrici e gli agricoltori sono divenuti debitori anche con loro, per cui le Banche stanno iniziando procedure forzate contro i malcapitati. era questo il momento?
Tutto questo avviene contro una categoria che ha visto esplodere il prezzo dei concimi con un aumento lo scorso anno di quasi il 200% senza che qualcuno si preoccupasse di intervenire per frenare la cupidigia dei produttori di fertilizzanti.
Gli agrumi sono rimasti invenduti sulle piante dal momento che è impossibile raccogliere e trasportare presso le industrie di trasformazione il prodotto a 6 centesimi; l’olio di oliva giace nelle cisterne perchè venderlo a 150 euro al quintale significa non recuperare le spese mentre i mercati sono dominati dagli olii spagnoli che giungono a prezzi inferiori del nostro costo di produzione.
I mercati del fresco (le bancarelle) sono invase da frutta spagnola (ma quanto è grande questa Spagna? un intero continente?) per cui anche le qualtià pregiate di agrumi biascicano e stentano a trovare collocazione.
Ma il fatto che i prodotti stranieri costino meno non significa che il risparmio sarà per la massaia, ma solamente sarà un maggiore utile per i grossisti del settore, per cui la popolazione continuerà a tirare la cinghia.
Da non sottovalutare, inoltre la sfaccettatura della salute ed incolumità pubblica perchè alcuni prodotti che nella nostra agricoltura sono vietati perchè ritenuti ad alto rischio cancro, in altri paesi sono perfettamente leciti per cui sulla nostra tavola ci sarà quel veleno che noi non possiamo utilizzare, ma ci è imposto mangiare.
In questa situazione di debacle totale per un settore di enorme importanza quale è l’agricoltura, però si parla solamente dell’industria metalmeccanica e del made in Italy, si pensa solo ai mutui casa, si parla solamente di alcune categorie, mentre si ignora platealmente altre che sono pur esse produttive e si condannano a morte per fame intere popolazioni che non hanno la fortuna di essere ritenuti “lavoratori” dal momento che sono impiegati (o meglio sono disoccupati) in agricoltura o nel terziario agricolo.
E’ vero, la crisi impera in tutto il mondo per cui anche l’Italia non ne è immune. Tuttavia a giudicare dalle tavole rotonde in TV (Porta a Porta, Annozero, Ballarò e tutte le altre delle TV minori) sembrerebbe che la crisi sia un ottimo incentivo per le TV per fare audience e per gli ospiti per salire sul palco e dire ... un bel niente.
Servono provvedimenti in favore dei lavoratori (ammortizzatori sociali) servono incentivi per le imprese che non debbono rallentare la produzione sia per non danneggiare i lavoratori e sia per riprendere la corsa; servono gli aiuti alle banche che debbono continuare ad erogare il credito per non tagliare le gambe ai settori produttivi (invece si sono incassati gli interventi e ... chiudono dalla sera alla mattina i fidi anche a ditte affidabilissime oltre che erogare solo il 15/20 % dei mutui richiesti).
Le rate di mutuo delle case debbono essere ridisegnate e dilazionate nel tempo dando la possibilità alle famiglie di poter pagare.
Franceschini proponeva un assegno a tutti coloro che non hanno lavoro (o perlomeno hanno perso il posto di lavoro).
Ma ... chi sono i lavoratori che hanno necessità di aiuti? quali i settori produttivi che debbono essere sovvenzionati e sorretti?
A giudicare dagli ospiti presenti nelle tavole rotonde (sempre gli stessi) sono i rappresentati dalla Confindustria e della CGIL (e qualcuno di area diversa ma senza mai allontanarsi troppo dai “modelli”) per cui si evidenzia che una fabbrica di lavastoviglie che chiude a Torino mandando a casa 600 operai crea scandalo, che il settore dell’auto che rischia di non vendere si deve sorreggere perchè altrimenti migliaia di operai metalmeccanici restano a casa, che il “made in Italy” va supportato perchè gli addetti languono.
Tutto vero, indiscutibilmente vero! ma ... scusate la mia ingenuità, l’agricoltura non è un settore produttivo? i lavoratori dei campi non sono lavoratori? le imprese agricole non sono degne di attenzione?
Ci chiediamo quali stoviglie laverà quella fabbrica di Torino che sarà certamene aiutata a non chiudere, se dai nostri piatti non sarà passato nulla?
Tutta l’attenzione per i 600 operai che vanno a casa, ma quanto si dovrebbe averne per i milioni di addetti all’agricoltura che non hanno più lavoro?
Mi domando come mai nessun rappresentante del settore agricolo sia mai presente a questi “simposi rotondi”, non vengono invitati? perchè? vero che ormai le Organizzazioni di categoria agricole si sono organizzaei come fornitori di servizi (a pagamento) e sono divenuti passacarte degli uffici statali centrali, una sorta di amanuensi periferici del settore e lavorano in nome e per conto dello Stato (e non certamente gratis).
Ma ... e qui si erge imponente un enorme MA!
Sapete ad esempio che l’IMPS ha aumentato di circa il 60 % gli importi da pagare quale contributo previdenziale da parte delle imprese agricole? ci chiediamo: era questo il momento?
Sapete che l’agenzia Equitalia nata per il recupero crediti da parte dello Stato sta spalmando il territorio di ipoteche sugli immobili, di pignoramenti e di procedure espropriative anche per importi ridotti di debito e senza che oltretutto ci sia proporzione fra la somma a debito ed il valore del bene pignorato? era questo il momento?
Sapete che le banche hanno completamente chiuso il credito nei confronti degli agricoltori dal momento che la proprietà terriera è considerata inefficace ai fini delle garanzie? era questo il momento?
Sapete che l’ex AIMA sta “congelando” le somme che gli agricoltori attendono da parte della Comunità Europea e lo sta facendo abusivamente dal momento che sono somme non sequestrabili ma lo fa avvalendosi di un provvedimento adottato all’epoca del governo Prodi (mi pare) in chiaro contrasto con i dettami della Ue per cui l’Italia è sotto procedura di infrazione a Bruxelles? era questo il momento?
La cosa più grave è che non potendo lo Stato sequestrare le somme, le sta “congelando “ creando una situazione anomala.
L’agricoltore non incassa le somme che attendeva MA l’IMPS non viene pagata per cui rimane creditrice, inoltre ci sono alcuni agricoltori che, avvalendo di una norma esistente, potevano aver chiesto alle Banche l’anticipazione dell’ 80% dell’importo che avanzavano dall’Aima.
Adesso le banche sono divenute creditrici e gli agricoltori sono divenuti debitori anche con loro, per cui le Banche stanno iniziando procedure forzate contro i malcapitati. era questo il momento?
Tutto questo avviene contro una categoria che ha visto esplodere il prezzo dei concimi con un aumento lo scorso anno di quasi il 200% senza che qualcuno si preoccupasse di intervenire per frenare la cupidigia dei produttori di fertilizzanti.
Gli agrumi sono rimasti invenduti sulle piante dal momento che è impossibile raccogliere e trasportare presso le industrie di trasformazione il prodotto a 6 centesimi; l’olio di oliva giace nelle cisterne perchè venderlo a 150 euro al quintale significa non recuperare le spese mentre i mercati sono dominati dagli olii spagnoli che giungono a prezzi inferiori del nostro costo di produzione.
I mercati del fresco (le bancarelle) sono invase da frutta spagnola (ma quanto è grande questa Spagna? un intero continente?) per cui anche le qualtià pregiate di agrumi biascicano e stentano a trovare collocazione.
Ma il fatto che i prodotti stranieri costino meno non significa che il risparmio sarà per la massaia, ma solamente sarà un maggiore utile per i grossisti del settore, per cui la popolazione continuerà a tirare la cinghia.
Da non sottovalutare, inoltre la sfaccettatura della salute ed incolumità pubblica perchè alcuni prodotti che nella nostra agricoltura sono vietati perchè ritenuti ad alto rischio cancro, in altri paesi sono perfettamente leciti per cui sulla nostra tavola ci sarà quel veleno che noi non possiamo utilizzare, ma ci è imposto mangiare.
In questa situazione di debacle totale per un settore di enorme importanza quale è l’agricoltura, però si parla solamente dell’industria metalmeccanica e del made in Italy, si pensa solo ai mutui casa, si parla solamente di alcune categorie, mentre si ignora platealmente altre che sono pur esse produttive e si condannano a morte per fame intere popolazioni che non hanno la fortuna di essere ritenuti “lavoratori” dal momento che sono impiegati (o meglio sono disoccupati) in agricoltura o nel terziario agricolo.















































