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La Lega e le sue leggi razziali (dossier)
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Giuseppe Vollono
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 La Lega e le sue leggi razziali (dossier)
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Venerdì, 27 Novembre 2009 La Stampa
La Lega: per gli extracomunitari
solo sei mesi di cassa integrazione
La Lega all'attacco sulla Finanziaria. Il Pd: "Norma razzista". No della Cgil
 ROMA - Un tetto di sei mesi per il 2010 alla Cassa integrazione per gli extracomunitari. La Lega torna all’attacco e con un emendamento alla Finanziaria fissa una durata massima agli strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori di cittadinanza non italiana e non comunitaria.
«Le risorse sono quelle che sono - commenta il deputato del Carroccio Maurizio Fugatti - e prima di tutto dobbiamo pensare ai cittadini italiani». «Per i lavoratori residenti sul territorio nazionale - si legge nel testo della proposta di modifica - non cittadini italiani ovvero comunitari destinatari di qualsiasi trattamento di sostegno al reddito, ai sensi della legislazione vigente in materia di ammortizzatori sociali, la durata del beneficio non può essere per l'anno 2010 superiore a sei mesi».
Il Pd insorge e bolla l’emendamento della Lega come «razzista» e «incostituzionale» e chiede al Presidente della Camera Gianfranco Fini di non ammetterlo all’esame a Montecitorio. «Sono sicura - dice la capogruppo del Pd nella commissione Affari costituzionali della Camera, Sesa Amici - che la presidenza della Camera lo dichiarerà inammissibile. E' in ogni caso la triste dimostrazione che La Lega, che ormai è l'ago della bilancia di questa maggioranza, arriva a strumentalizzare un grave problema sociale, com`è quello della disoccupazione, per cavalcare norme incivili e razziste del tutte prive di ogni fondamento e ragion d'essere».. «Una follia» dice l’ex ministro del Lavoro Ceasre Damiano. «In questo modo - sottolinea - non solo si colpiscono i lavoratori oggettivamente più deboli ma si crea una condizione di rottura del rapporto di lavoro che spingerà inevitabilmente queste persone nel vicolo cieco della clandestinità e del lavoro nero».
Di «iniziativa xenofoba» e «vera e propria sciocchezza giuridica» parla la Cgil. «Questi lavoratori e i loro datori di lavoro - afferma il segretario confederale, Fulvio Fammoni - pagano come per tutti gli altri i contributi per accedere agli ammortizzatori sociali. Quindi si tratta di un emendamento improponibile a meno che la Lega non pensi che, come succede per la previdenza, i lavoratori stranieri devono solo versare e difficilmente ricevere il corrispettivo di quanto versato. È una esplicita istigazione al lavoro nero», conclude Fammoni. Anche dalle fila del governo si levano perplessità. «E' una provocazione, che sono certa non avrà alcun seguito in Parlamento» dice il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. «Il problema dell'immigrazione - sottolinea - così come quello delle ricadute della crisi economica sul mondo del lavoro sono temi talmente importanti che andrebbero affrontati con pacatezza e serietà, piuttosto che con provvedimenti-slogan e facile populismo». «Gli extracomunitari regolari e onesti - aggiunge il ministro - sono uguali agli altri cittadini davanti alla legge e, per questa ragione, il nostro Paese non può tollerare alcuna forma di discriminazione. Il governo vigilerà, come sempre, perché a tutti vengano assicurate pari opportunità».
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#1 Ven 27 Nov, 2009 19:24 |
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Domenica, 29 Novembre 2009 La Repubblica
Lo scudo razzista
ECONOMIA
Il ritiro della proposta di Cig "differenziata" dopo le polemiche nella maggioranza
Di Pietro: "Era razzista". Polverini (Ugl): "Parità di diritti tra lavoratori italiani e non"
Immigrati, la Lega fa dietrofront
"No a tensioni nella maggioranza"
Attacco del quotidiano della Cei Avvenire: "Una ipotesi aberrante"
Nuova polemica Bossi-Fini. Il Senatur: "Bocciato dal suo partito"
Immigrati, la Lega fa dietrofront "No a tensioni nella maggioranza"
Marco Tarquinio,
nuovo direttore di Avvenire
ROMA - La Lega ha ritirato l'emendamento alla Finaziaria con il quale chiedeva la cassa integrazione ridotta a sei mesi per i lavoratori immigrati. La marcia indietro è arrivata dopo le polemiche nella maggioranza e il deciso attacco della Cei alla proposta, definita "aberrante" da Avvenire. E sull'apertura di Fini al voto agli immigrati, Bossi attacca: "Dice le sue idee, che sono bocciate dal suo partito".
Il deputato del Carroccio Maurizio Fugatti, autore della proposta di cassa integrazione "breve" per gli immigrati, ha annunciato di aver ritirato l'eccezione per non causare divisioni all'interno della maggioranza, visto il parere contrario del ministro del Welfare Sacconi. Ha detto anche, però, di "restare convinto delle idee espresse ieri.
Stamane era arrivata la dura critica da parte del quotidiano dei vescovi: "Il solo fatto che si proponga di limitare un diritto soggettivo come la cassa integrazione a lavoratori che pure hanno contribuito al relativo fondo - per la semplice ragione che sono nati altrove - appare aberrante". Avvenire aveva definito la proposta "espressione di quella mentalità che nel compagno di lavoro, come nel cittadino che ci passa accanto, non vede una persona ma un qualcosa diverso da sè".
Anche Antonio Di Pietro aveva puntato il dito contro lo "spirito fascista, razzista e xenofobo" di alcuni appartenenti del Carroccio. Secondo il leader dell'IdV "non si possono dare meno diritti a una persona semplicemente perché è di diverso colore o viene da un altro Paese. Una volta è successo con gli ebrei, poi con gli extracomunitari. Alla fine si arriva a una discriminazione razziale, così com'è avvenuto nel ventennio".
Di "boutade" che rischia di compromettere il processo di integrazione aveva parlato invece il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini: "I lavoratori immigrati che riscuotono la cassa integrazione devono essere considerati esattamente come i lavoratori italiani". "Questi lavoratori non sono diversi e non hanno niente a che fare con quella parte piccola, che pure c'è, di immigrazione che crea problemi di sicurezza". "Verso di loro - aveva concluso - abbiamo il dovere di garantire un processo di integrazione".
Sulla necessità dell'"integrazione sociale e civile" è tornato intanto a insistere il presidente della Camera Gianfranco Fini. "L'inserimento degli immigrati nella vita civile dei Paesi europei - ha detto Fini - è la grande sfida del XXI secolo e deve essere vinta attraverso un programma di estensione della cittadinanza sociale e di quella politica". Secondo il presidente della Camera, "le democrazie europee devono suscitare sentimenti di appartenenza anche in coloro che vengono da Paesi lontani, facendoli partecipi attivamente e lealmente della vita collettiva, dei valori sociali, degli obiettivi di fondo della società".
A stretto giro arriva la risposta di Bossi sul voto agli immigrati: "Fini dice le sue idee; idee bocciate dal suo stesso partito, che ha detto che non darà mai un voto agli immigrati. Penso che nessun Paese darà il voto agli immigrati. Chi non è cittadino non può votare. Punto e basta".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#2 Dom 29 Nov, 2009 00:10 |
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