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Martedì, 29 Dicembre 2009 La Stampa
BENESSERE
Il ritmo aiuta a mantenere un'adeguata compressione nella rianimazione manuale
La musica che salva la vitaCerto, nel momento in cui si renda necessaria una rianimazione cardiopolmonare (RCP) manuale a nessuno verrebbe in mente di mettersi a ballare né tantomeno di pensare che sia il momento adatto per ascoltarsi una canzone. Invece, a quanto pare, riuscire a ricordare mentalmente un brano musicale ad hoc proprio in quei momenti potrebbe rivelarsi indispensabile per riuscire a mantenere il ritmo e la compressione ottimale raccomandate.
È il prezioso suggerimento che arriva da un team di ricercatori delle Università britanniche di Birmingham, Coventry ed Hertfordshire i quali ricordano che questo tipo di rianimazione che può essere imparata da chiunque e utilizzata mentre si attende l'arrivo dei soccorsi, spesso può raddoppiare le probabilità di sopravvivenza della persona colpita da malore.
Ma per comprendere se e come una determinata musica potesse essere utile in questo caso, i ricercatori hanno condotto uno studio su alcuni brani musicali scelti apposta per il loro ritmo o, per dirla tecnicamente, battute al minuto.
Per stabilire quale fossero i brani più indicati, gli scienziati hanno sottoposto a test 130 studenti e impiegati della Coventry University, che dovevano praticare la RCP su di un manichino per un minuto, al tempo scandito da un metronomo. Dopodiché i partecipanti hanno dovuto ripetere la manovra per altre tre volte in successione. Durante la prima dovevano praticare la RCP senza alcun accompagnamento sonoro, durante la seconda mentre ascoltavano il ritornello e al ritmo di "Nellie the Elephant", la canzone scritta nel 1956 da Ralph Butler e Peter Hart e, durante l'ultima ascoltando e al ritmo di "That's the Way (I Like It)" di KC & The Sunshine Band.
Poiché il ritmo di compressioni raccomandato dalla UK Resuscitation Council guidelines è di 100 al minuto, la canzone che si avvicina di più a questo è proprio Nellie the Elephant con 105, ma anche That's the Way (I Like It) con i suoi 109 battiti al minuto è senz'altro adatta.
A questo studio, si aggiunge un altro di qualche tempo fa a opera di ricercatori americani dell'University of Illinois College of Medicine i quali avevano dimostrato che il ricordare mentalmente e poi praticare la RCP al ritmo di un'altra famosa canzone - la "Staying Alive" dei Bee Gees divenuta famosa con il film "La febbre del sabato sera" - che con i suoi 103 battiti al minuto, si avvicina ancora di più ai 100 consigliati ed è l'ideale per mantenere il ritmo delle pressioni.
La musica che salva la vita
Il ritmo aiuta a mantenere un'adeguata compressione nella rianimazione manuale
La musica che salva la vitaCerto, nel momento in cui si renda necessaria una rianimazione cardiopolmonare (RCP) manuale a nessuno verrebbe in mente di mettersi a ballare né tantomeno di pensare che sia il momento adatto per ascoltarsi una canzone. Invece, a quanto pare, riuscire a ricordare mentalmente un brano musicale ad hoc proprio in quei momenti potrebbe rivelarsi indispensabile per riuscire a mantenere il ritmo e la compressione ottimale raccomandate.
È il prezioso suggerimento che arriva da un team di ricercatori delle Università britanniche di Birmingham, Coventry ed Hertfordshire i quali ricordano che questo tipo di rianimazione che può essere imparata da chiunque e utilizzata mentre si attende l'arrivo dei soccorsi, spesso può raddoppiare le probabilità di sopravvivenza della persona colpita da malore.
Ma per comprendere se e come una determinata musica potesse essere utile in questo caso, i ricercatori hanno condotto uno studio su alcuni brani musicali scelti apposta per il loro ritmo o, per dirla tecnicamente, battute al minuto.
Per stabilire quale fossero i brani più indicati, gli scienziati hanno sottoposto a test 130 studenti e impiegati della Coventry University, che dovevano praticare la RCP su di un manichino per un minuto, al tempo scandito da un metronomo. Dopodiché i partecipanti hanno dovuto ripetere la manovra per altre tre volte in successione. Durante la prima dovevano praticare la RCP senza alcun accompagnamento sonoro, durante la seconda mentre ascoltavano il ritornello e al ritmo di "Nellie the Elephant", la canzone scritta nel 1956 da Ralph Butler e Peter Hart e, durante l'ultima ascoltando e al ritmo di "That's the Way (I Like It)" di KC & The Sunshine Band.
Poiché il ritmo di compressioni raccomandato dalla UK Resuscitation Council guidelines è di 100 al minuto, la canzone che si avvicina di più a questo è proprio Nellie the Elephant con 105, ma anche That's the Way (I Like It) con i suoi 109 battiti al minuto è senz'altro adatta.
A questo studio, si aggiunge un altro di qualche tempo fa a opera di ricercatori americani dell'University of Illinois College of Medicine i quali avevano dimostrato che il ricordare mentalmente e poi praticare la RCP al ritmo di un'altra famosa canzone - la "Staying Alive" dei Bee Gees divenuta famosa con il film "La febbre del sabato sera" - che con i suoi 103 battiti al minuto, si avvicina ancora di più ai 100 consigliati ed è l'ideale per mantenere il ritmo delle pressioni.
Source: lo studio è stato pubblicato sul "British Medical Journal (Bmj)".
Per chi non conosce la canzone Nellie the Elephant
ecco il video:
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ecco il video:
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