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Domenica 12 Luglio : 2009 Nuri Fatolahzadeh, GdB
La Piccola velocità accelera in agosto
Il mese prossimo i lavori per la rotonda in via Orzinuovi Obiettivo: spostare i carichi pesanti da via Dalmazia
Operazione «traffico pesante»
Liberare dai tir via Orzinuovi e via Dalmazia è uno dei punti di novità ben esplicitati all’interno del documento che sancisce la seconda intesa tra Comune, Provincia, Regione, Ferrovie e Aib sulla piattaforma logistica. Il costo dell’intervento, interamente a carico del Comune, esula dai fondi previsti per il rilancio della Piccola ed è stimato intorno a 400mila euro. Nella spesa, oltre alla grande rotatoria prevista con almeno due corsie di entrata (come quella a cavallo tra via Orzinuovi e via Dalmazia) anche varie opere complementari: dal rifacimento dei marciapiedi nel tratto interessato agli interventi sull’impianto di illuminazione, dalla pista ciclabile al restyling di parcheggi e piazzali per la sosta in prossimità delle attività commerciali. Il bando di gara è già stato redatto dagli uffici di via Marconi, dove l’Assessorato ai lavori pubblici coordinato da Mario Labolani sta procedendo «a passo spedito» per l’assegnazione dell’appalto. L’inizio dei cantieri è annunciato per «fine agosto o, al massimo, entro la prima settimana di settembre». Intanto, al Settore urbanistica, si sta lavorando sulla partita espropri: per costruire il rondò di via Varese occorre infatti avviare le pratiche su sei proprietà. «Questo perché - spiega l’assessore Paola Vilardi - l’introduzione della rotatoria va ad invadere gli spazi di privati, con i quali bisogna trovare l’accordo, ad ora raggiunto quasi in toto».
La nuova «Piccola» viabilità
Il vero e proprio percorso a tappe, invece, dovrebbe essere completato entro il 2012 e costerà in totale 18 milioni di euro: 5 li metterà il Broletto, fino a 9 la Regione (grazie al bando europeo per la competitività), il resto le Ferrovie.
La prima fase prevede la costruzione di una nuova strada parallela a via Orzinuovi: la strada partirà dall’ingresso ovest dello scalo, scavalcherà la Tangenziale Ovest grazie alla costruzione di un nuovo ponte e proseguirà a nord dell’Ortomercato, collegandosi così con la sua viabilità. Il progetto - previsto in pronta consegna per fine 2010 - costerà circa 3 milioni di euro. «Sto puntando sull’accelerazione dei tempi - spiega Mario Labolani - basta opere bloccate, bisogna entrare nell’ottica del fare e con l’assessore Corrado Ghirardelli ho già trovato linee comuni».
Il secondo step è insieme il più complesso e il più oneroso: i lavori di Brebemi e tangenziale sud. Il prospetto parla del sottopasso di via Orzinuovi «sdoppiato» in due in vista del raccordo con la Tangenziale. In questo modo infatti, i tir diretti allo scalo merci usciranno (ed entreranno) in autostrada (o in tangenziale) senza intaccare la viabilità cittadina. Cantieri previsti operativi dal 2011 al 2012.
Interscambio tra «gomma» e rotaia: un progetto nato nel 2003 e ora in cammino
Tra il 2009 a l’atteso 2012 - atteso perché concepito come traguardo e compimento di molte delle maggiori opere in corso, a partire dalla Metropolitana leggera automatica, ma pure il trasferimento degli uffici comunali nella sede unica, il restyling massiccio di via Milano e l’inaugurazione del polo logistico Italgross - si dovrebbe realizzare dunque un progetto le cui trattative sono ufficialmente cominciate nel 2003.
Dopo la sigla di un Protocollo d’intesa prima e di un Accordo operativo poi, l’unica macchina ad entrare in azione in breve tempo è quella legata alla viabilità cittadina: per le altre questioni, di fatto, bisognerà attendere la stesura di un terzo documento ufficiale, l’«Accordo di programma», unico certificato in grado di scandire il via a un cronoprogramma dettagliato e a un Consiglio di sorveglianza che vigili su tempi e metodi di lavoro che si dovranno eseguire.
Perché una cosa è «progettare», un’altra - come hanno ricordato in molti in sede di Commissione urbanistica durante il dibattito sul tema - e totalmente diversa, ancorché più complessa, è «realizzare».
Già nel 1997 enti locali e Aib avevano elaborato un documento con l’obiettivo di creare un polo logistico attrezzato per l’interscambio di merci tra strada e ferrovia.
Dieci anni più tardi, il 28 settembre 2007, è arrivata la firma attesa da una provincia che si colloca tra le cinque più industrializzate d’Italia.
Le potenzialità che spingono questo progetto sono enormi, basti pensare che lo scalo merci di Ludwigsburg di Stoccarda movimenta circa 400mila tonnellate in un’area di 100mila metri quadri. E che quello bresciano ricopre un’area di circa 500mila metri quadrati.
Quindi, il 26 maggio scorso, la sigla dell’Accordo operativo nel quale sono state racchiuse le linee d’indirizzo necessarie per raggiungere l’ultimo traguardo: il progetto definitivo che, secondo quanto scritto nelle note, «sarà redatto entro un anno dalla stipula» del documento.
Un ulteriore passo burocratico insomma verso le opere di trasformazione dell’attuale scalo di via Dalmazia, oggi semiabbandonato seppur inserito in un centro logistico d’eccellenza. In particolare, l’impegno di Fs Logistica riguarderà la realizzazione di magazzini, piazzali, uffici e una serie di opere di mitigazione ambientale per un investimento complessivo di tutto rispetto: i conti parlano infatti di una spesa che si aggirerà ad opere completate attorno ai 48 milioni di euro.
Con un tessuto imprenditoriale specializzato nelle produzioni pesanti (siderurgia, metalli non ferrosi), il territorio bresciano raccoglie 16mila imprese manifatturiere e 178mila addetti.
Ogni anno si registra un fatturato di oltre 37,5 miliardi di euro. Di questi, quasi un terzo (il 33%, pari a 12,5 miliardi di euro) riguarda le esportazioni, che per il 70% sono dirette verso i Paesi dell’Ue.
Un flusso di merce importante che ogni giorno si riversa sulle strade causando ritardi nella catena del trasporto. E che ora attende di essere alleggerito














































