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Venerdì, 27 Novembre 2009 Angelo Alioto, Brescia al GdB
La riforma della secondaria superiore
Leggendo il vostro quotidiano di mercoledì 18 novembre, sono venuto a conoscenza della preoccupazione di genitori e studenti per la possibile soppressione o trasferimento del liceo scientifico-tecnologico dell’ITIS «B. Castelli» ad altro istituto; poiché la riforma dell’istruzione secondaria superiore non prevede questo indirizzo in un istituto tecnico industriale.
Se tale preoccupazione dovesse risultare fondata, dovrebbe suonare un campanello d’allarme per tutta la società bresciana, che resterebbe profondamente ferita nella sua capacità di fare formazione e quindi affrontare la sfida al rinnovamento necessario per risultare competitivi sui futuri mercati della produzione e dei servizi.
La particolare ricchezza del liceo scientifico-tecnologico, realmente capace di coniugare la filosofia con l’elettronica, se collocato all’interno di un istituto tecnico industriale, deriva dalle risorse umane e dai laboratori che questo istituto riesce a mettere a disposizione dei propri studenti.
Condizioni irripetibili in altri contesti scolastici. Per risultare più chiari citiamo: la figura degli assistenti tecnici, il cui ventaglio di specializzazione analogo all’Itis «Castelli» non esiste in alcun altro istituto; un gruppo stabile di docenti che nel corso degli anni ha saputo costruire inedite quanto concrete soluzioni didattiche, per coniugare la dimensione astratta della cultura con l’applicazione tecnologica.
Essendo ben note queste argomentazioni ai responsabili locali della scuola bresciana, in particolare al prof. Giuseppe Colosio (neo direttore dell’ufficio scolastico regionale, che ancor meglio conosce le peculiarità dell’istituto «Castelli»), ci si deve augurare che da parte loro possano arrivare al Ministero proposte senz’altro rispettose della riforma, ma adeguate a difendere questo «piccolo» patrimonio del sistema formativo della nostra città.
Non possono mancare all’appello i vertici dell’imprenditoria bresciana, il cui successo è innegabilmente collegato alla disponibilità di giovani adeguatamente preparati sul piano culturale e pronti ad impegnare il loro «saper fare» sulle nuove frontiere della tecnologia.
Se a fronte di tale impegno non si dovesse raggiungere il risultato sperato, troverebbe conferma il dubbio che la «Riforma» anziché migliorare il nostro sistema scolastico (anche dimostrandosi agile nel riconoscimento delle nicchie di eccellenza), si ridurrà ad un selvaggio taglio della spesa nel delicato settore della formazione in cui bisognerebbe investire per assicurare un futuro al sistema Italia.
Angelo Alioto
Brescia














































