LA SETTIMANA DELLA MOBILITÀ.
Entro due anni inizierà la sperimentazione sulla linea 1. Per ora sono solo tre le aree accessibili ai portatori di handicap
Lam, in arrivo fermate speciali per i disabili
Francesco Apostoli Marco (nome di fantasia), vive sulla carrozzina, abita ad Azzano Mella, deve frequentare l’università e non riesce a trovare un servizio di trasporto economico che lo porti da casa in ateneo. Massimo, operaio metalmeccanico di Nuvolera, lavora a Brescia e deve recarsi in fabbrica come tutte le persone normali. Ma ha lo stesso problema di Marco. Aveva provato a rivolgersi a uffici pubblici, istituzioni, servizi sociali, ma non ci sono fondi sufficienti e il servizio costa. Come loro, centinaia di disabili bresciani ogni giorno incontrano problemi di mobilità. In generale per loro è difficile poter pensare di avere una vita indipendente: «se il disabile è residente nel comune di brescia può usare l’«accabus», ma se viene da fuori o vuole fare viaggi oltre l’ambito comunale i problemi iniziano ad essere più seri» afferma Gloria Gobetto, presidente della Consulta comunale per la vita sociale.
Secondo gli addetti ai lavori, è più facile muoversi all’interno del territorio cittadino. In provincia invece cominciano i disagi.
Chi risiede a Brescia può usare l'
servizio svolto da Brescia Trasporti per conto del settore servizi sociali del Comune che può essere a:
- «chiamata» (13.50 euro al mese) o
- «sistematico» (27 euro mensili)
a seconda delle esigenze dei clienti (80 circa in tutta Brescia) che devono però prenotare il giorno prima (al numero 030/3061535).
ALLA FERMATA. In generale sembra che il trasporto pubblico sia carente in fatto di infrastrutture in sostegno della «libera circolazione» dei disabili. Gli autobus di linea che hanno il simbolo del disabile spesso non utilizzano le piattaforme mobili (lift) perchè si rompono facilmente e hanno bisogno di una manutenzione costante e costosa. Se anche il disabile riuscisse a salire sull’autobus sarebbe comunque difficile scendere dal mezzo e superare le barriere architettoniche che si trovano per strada. Le fermate vanno alzate di 15 centimetri rispetto al piano stradale per consentire l’uscita dal bus, ma servono insegne arancioni per ipovedenti e una serie di spazi che consentano il transito di ciechi col bastone, ma anche di chi ha difficoltà a camminare ed usa per esempio sotegni particolari.
Fondamentale l’intervento sui marciapiedi che devono avere una larghezza minima di almeno 1 metro e mezzo. «Si cerca di trovare un modello di fermata che sia utilizzabile dal 98 per cento dei disabili» fanno sapere i tecnici comunali.
IL PROGETTO. Ecco spiegata la ragione delle ricerche portate avanti dalla Consulta e volte a realizzare una serie di lavori che rendano le fermate accessibili della Lam 1, ma che consentano anche ai disabili una circolazione più facile per le vie della città. Per ora sono solo 3 in tutta Brescia le fermate della 1 che rispondono a queste caratteristiche (via Cremona, San Rocchino e Spedali Civili).
«Non si può affermare che la Lam 1 sia accessibile ai disabili - dice Gobetto -. Il lavoro di prospettiva sarà quello di renderele accessibili»
Due anni di tempo per intervenire su almeno 7 dei 130 punti di sosta della Lam 1.
Tra le altre:
Zanardelli,
Stazione,
Golgi,
Cefalonia,
Cipro,
Caduti del lavor e
Fura.
ndr: ........ e, di sicuro, qualche polemica e lamentela in più perché ... nell'opposizione (a tutto e a prescindere) ci sarà di sicuro chi avrà qualcosa da ridire e da imputare al disagio anche di questoi lavori. Salvo poi, come per tutti gli altri ... goderne i frutti quando saranno ultimati .... ma allora "i frutti" saranno solo loro ... ora le lamentela "rompono" noi e le "mance" che pretendono - oltre al gratis per dei servizi - li dovremmo pagare noi.
Bah!, questo è il bresciano medio ..... e non resta altro che "accettarlo" ..........
Sto proprio pensando di riscrivere un paio di letterine delle mie; .... magari le scriverò oggi stesso. Vedremo.
Per ora prendete nota di come "civilmente" cresce questa nostra città ... o almeno ci prova a farlo (altri permettendo)
Secondo gli addetti ai lavori, è più facile muoversi all’interno del territorio cittadino. In provincia invece cominciano i disagi.
Chi risiede a Brescia può usare l'
«accabus»,
servizio svolto da Brescia Trasporti per conto del settore servizi sociali del Comune che può essere a:
- «chiamata» (13.50 euro al mese) o
- «sistematico» (27 euro mensili)
a seconda delle esigenze dei clienti (80 circa in tutta Brescia) che devono però prenotare il giorno prima (al numero 030/3061535).
ALLA FERMATA. In generale sembra che il trasporto pubblico sia carente in fatto di infrastrutture in sostegno della «libera circolazione» dei disabili. Gli autobus di linea che hanno il simbolo del disabile spesso non utilizzano le piattaforme mobili (lift) perchè si rompono facilmente e hanno bisogno di una manutenzione costante e costosa. Se anche il disabile riuscisse a salire sull’autobus sarebbe comunque difficile scendere dal mezzo e superare le barriere architettoniche che si trovano per strada. Le fermate vanno alzate di 15 centimetri rispetto al piano stradale per consentire l’uscita dal bus, ma servono insegne arancioni per ipovedenti e una serie di spazi che consentano il transito di ciechi col bastone, ma anche di chi ha difficoltà a camminare ed usa per esempio sotegni particolari.
Fondamentale l’intervento sui marciapiedi che devono avere una larghezza minima di almeno 1 metro e mezzo. «Si cerca di trovare un modello di fermata che sia utilizzabile dal 98 per cento dei disabili» fanno sapere i tecnici comunali.
IL PROGETTO. Ecco spiegata la ragione delle ricerche portate avanti dalla Consulta e volte a realizzare una serie di lavori che rendano le fermate accessibili della Lam 1, ma che consentano anche ai disabili una circolazione più facile per le vie della città. Per ora sono solo 3 in tutta Brescia le fermate della 1 che rispondono a queste caratteristiche (via Cremona, San Rocchino e Spedali Civili).
«Non si può affermare che la Lam 1 sia accessibile ai disabili - dice Gobetto -. Il lavoro di prospettiva sarà quello di renderele accessibili»
Due anni di tempo per intervenire su almeno 7 dei 130 punti di sosta della Lam 1.
Tra le altre:
Zanardelli,
Stazione,
Golgi,
Cefalonia,
Cipro,
Caduti del lavor e
Fura.
Qualche cantiere in più, per una città su misura per tutti.[/
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ndr: ........ e, di sicuro, qualche polemica e lamentela in più perché ... nell'opposizione (a tutto e a prescindere) ci sarà di sicuro chi avrà qualcosa da ridire e da imputare al disagio anche di questoi lavori. Salvo poi, come per tutti gli altri ... goderne i frutti quando saranno ultimati .... ma allora "i frutti" saranno solo loro ... ora le lamentela "rompono" noi e le "mance" che pretendono - oltre al gratis per dei servizi - li dovremmo pagare noi.
Bah!, questo è il bresciano medio ..... e non resta altro che "accettarlo" ..........
Sto proprio pensando di riscrivere un paio di letterine delle mie; .... magari le scriverò oggi stesso. Vedremo.
Per ora prendete nota di come "civilmente" cresce questa nostra città ... o almeno ci prova a farlo (altri permettendo)














































