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Giovedì, 31 Dicembre 2009 Gennaro Attanasio, Coccaglio (BS)
«Auguri sindaco,
Coccaglio non è razzista»
Coccaglio non è razzista»
Buon Natale signor sindaco Claretti. Il suo primo natale da sindaco. Il primo anno in cui Coccaglio è apparsa ai più sulla stampa come il Paese dei razzisti.
Mai nella sua storia si era parlato tanto e male. Coccaglio e i coccagliesi non lo meritano. E se è vero che ha dato mandato ai legali di difendere il buon nome del paese in cui vivo da 24 anni bene ha fatto.
E bene ha fatto ad avviare la revisione dei requisiti per la residenza di coloro che avevano ed hanno il permesso di soggiorno scaduto. Anche se le priorità a Coccaglio , come in Italia e nel mondo sono altre. Ma lasciamo stare il nome White Christmas! Non solo è blasfemo, è anche poco dignitoso.
Farà tesoro ed esperienza della vicenda, ne sono sicuro. Anche perché qualcuno, poco importa di quale parte politica, ha cavalcato ad arte la faccenda. Le sfide che l’attenderanno nei prossimi anni saranno altre e ben più difficili. La si attenderà al varco.
Io non l’ho votata e non la voterei neppure oggi, ma mi auguro che riesca ad amministrare bene nell’interesse dell’intero paese. Pensi in special modo ai giovani e a favorire in ogni caso la conservazione di un tessuto umano coccagliese identitario fatto spesso di solidarietà e rispetto, senza far saltare le regole del vivere nella legalità.
I prossimi quattro anni Le saranno sufficienti per dimostrare autorità, ma spero anche autorevolezza, spirito democratico e capacità d’ascolto, anche verso chi la dileggia. Anzi mi dispiace proprio che la campagna elettorale di giugno sia stata così volgare e poco rivolta ai contenuti. Certo per colpa di tutti quelli che vi hanno concorso. Forse la smania di essere razzisti o accusare qualcuno di razzismo è partita proprio da quella violenta campagna elettorale. Meno male che è finita.
Ella, signor sindaco, amministri nel nome di tutti i coccagliesi perché Coccaglio non è razzista oggi e non era razzista neppure quando ad amministrare c’era Filisetti. Non è che a maggio eravamo buoni e a settembre qui in paese siamo diventati intolleranti e razzisti. Anzi, Coccaglio è sempre stato un paese che ha suscitato il positivo interesse di tanti. Ella non è razzista, né senz’altro lo sono gli assessori. Ma contano i fatti e il tempo è sempre galantuomo. Al primo cittadino l’onore e l’onere di governare. E in quanto primo cittadino merita rispetto, anche se non si condivide l’operato.
Speriamo che la brutta parentesi del White Christimas sia definitivamente chiusa! E, quindi, buon Natale. E complimenti per il piccolo ma sempre suggestivo presepe che alberga nella sede del Comune, davanti all’Ufficio anagrafe. Il presepe, al pari della croce, è un simbolo quasi laico, è un fatto di antropologia culturale, il suo profilo è radicato nella sensibilità comune, con bei personaggi dal volto semita.
Buon Natale anche a Lei don Giovanni, a cui devo molto per avermi avviato, diciamo così, verso la via di Damasco anni fa. Vede, caro don Giovanni, io non sono un buon cristiano perché non riesco proprio ad augurare a tutti buone feste. Ci sono tanti che si dicono cristiani e, nei fatti, poi non lo sono. I razzisti a Coccaglio sono pochi ed equamente distribuiti nei vari colori politici. Qualcuno si è anche costruito una storia politica a parole di libertà, democrazia, uguaglianza...
Se solo si riuscisse a parlare seriamente ed onestamente dei problemi senza mettere di mezzo sempre i partiti!
Anche ella è stata bistrattata cicero pro domo sua. Ma è un prete, quindi sa come fare.
Molti parlano senza sapere bene di cosa. Non conoscono veramente i problemi e parlano, non leggono libri ed emettono non un’opinione (che sarebbe lecita) ma sentenze! Mancano innanzitutto qualità e coerenza, mentre in eccesso si impone la presunzione di essere i portatori della verità tacciando altri di chissà quali nefandezze. Ma i tempi attuali sono veramente tristi e il Pil non è certamente la misura del benessere, anzi. Ella dia ancora l’occasione a noi coccagliesi di confrontarci sui temi di interesse sociale con altre conferenze e pazienza se qualcuno vorrà sempre e comunque strumentalizzare. Magari chissà che non impareremo ad essere cristiani migliori e più autentici. Anche quando il Natale è lontano.
Gennaro Attanasio
Coccaglio














































