«Centro riaperto?
È un passo indietro»
È un passo indietro»
Le indicazioni delle commissioni Urbanistica e Commercio sono bollate come «ridicole» dal centrodestra, e dal fronte opposto finiscono sotto il tiro incrociato di ambientalisti e residenti. Insomma, non accontentano nessuno.
Legambiente nota che Brescia «anziché cercare di limitare smog e disagi legati all’eccesso di traffico sembra avviata a fare un grave passo indietro» con la proposta in via sperimentale di aprire il quadrante nord-ovest del centro cittadino dalle 18 al mattino, «di fatto abolendo le ZTL in questo ampio arco orario».
Il vicepresidente Michele Santoro la boccia come «scelta miope e scellerata, sollecitata da commercianti inconsapevoli e appoggiata da consiglieri comunali a caccia di voti improbabili, che otterrà come unico risultato quello di umiliare la bellezza e la vitalità di via San Faustino trasformandola in una sorta di bretella urbana».
E propone in alternativa di «rimettere a nuovo il "centro commerciale" di Brescia, migliorandone il decoro e soprattutto chiudendolo completamente al traffico motorizzato». Il commercio, a suo avviso, «non potrà che guadagnarci». E si andrebbe in sintonia con le altre città europee, dove «i quartieri commerciali sono grandi salotti urbani, non solo ZTL e rigide limitazioni di velocità, ma vie pedonalizzate».
Anche il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simone, riconoscendo i «significativi passi avanti di Brescia per tutelare la bellezza del proprio centro», invita la Loggia a «non demordere, perché una volta riaperto il traffico diventerà difficile recuperare una qualità urbana sacrificata agli interessi più miopi e ottusi».
Un ritorno al passato teme pure l’associazione di residenti vivicentro, che parla di «attacchi alla vivibilità e alla tranquillità, nonché alla salute e alla sicurezza dei residenti in centro storico, di tutti i bresciani e quanti a Brescia arrivano».
Vivicentro sottolinea che sarebbe meglio parlare di «riapertura» non di apertura, tanto per far ritornare in mente «situazioni del vissuto fino a circa un anno fa», quando la ZTL era comunque legge ma senza telecamere non veniva granchè rispettata.E quanto alla sperimentazione per raccogliere dati, «se proprio necessitano, basta riprendere la storia di Brescia fino al gennaio di quest’anno senza altri esperimenti».
Legambiente nota che Brescia «anziché cercare di limitare smog e disagi legati all’eccesso di traffico sembra avviata a fare un grave passo indietro» con la proposta in via sperimentale di aprire il quadrante nord-ovest del centro cittadino dalle 18 al mattino, «di fatto abolendo le ZTL in questo ampio arco orario».
Il vicepresidente Michele Santoro la boccia come «scelta miope e scellerata, sollecitata da commercianti inconsapevoli e appoggiata da consiglieri comunali a caccia di voti improbabili, che otterrà come unico risultato quello di umiliare la bellezza e la vitalità di via San Faustino trasformandola in una sorta di bretella urbana».
E propone in alternativa di «rimettere a nuovo il "centro commerciale" di Brescia, migliorandone il decoro e soprattutto chiudendolo completamente al traffico motorizzato». Il commercio, a suo avviso, «non potrà che guadagnarci». E si andrebbe in sintonia con le altre città europee, dove «i quartieri commerciali sono grandi salotti urbani, non solo ZTL e rigide limitazioni di velocità, ma vie pedonalizzate».
Anche il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simone, riconoscendo i «significativi passi avanti di Brescia per tutelare la bellezza del proprio centro», invita la Loggia a «non demordere, perché una volta riaperto il traffico diventerà difficile recuperare una qualità urbana sacrificata agli interessi più miopi e ottusi».
Un ritorno al passato teme pure l’associazione di residenti vivicentro, che parla di «attacchi alla vivibilità e alla tranquillità, nonché alla salute e alla sicurezza dei residenti in centro storico, di tutti i bresciani e quanti a Brescia arrivano».
Vivicentro sottolinea che sarebbe meglio parlare di «riapertura» non di apertura, tanto per far ritornare in mente «situazioni del vissuto fino a circa un anno fa», quando la ZTL era comunque legge ma senza telecamere non veniva granchè rispettata.E quanto alla sperimentazione per raccogliere dati, «se proprio necessitano, basta riprendere la storia di Brescia fino al gennaio di quest’anno senza altri esperimenti».














































