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Giovedì, 10 Dicembre 2009 Massimo Lanzini, GdB
«Ecco i danni di Paroli e Rolfi»
Corsini: il sindaco critica a Brescia quel Patto di stabilità che è pronto a votare a Roma
Morgano: andava messa a punto una politica più attenta della spesa corrente
«Ma a che gioco stanno giocando? Il sindaco Paroli in Loggia dice che il Patto di stabilità danneggia Brescia, ma poi a Roma si prepara a votare il Patto con la fiducia al Governo. Il vicesindaco Rolfi è esponente di quella Lega che parla in continuazione di federalismo ma che poi a Roma vota e approva il decreto Ronchi, cioè la legge che espropria ai Comuni le aziende di servizio che le comunità locali si sono costruite a fatica sul territorio. Qualunque gioco stiano facendo, è un gioco che a Brescia non può portare che danni». Su bilancio e dividendi di A2A l’on. Paolo Corsini e Luigi Morgano (sindaco e vicesindaco di centrosinistra della scorsa tornata amministrativa) si sentono «tirati in ballo spesso e a sproposito» dagli esponenti del centrodestra bresciano: «E allora - raccontano - ci è tornata voglia di ballare, di entrare nel merito dei problemi».
«I soldi di A2A? Li ha Tremonti»
A cominciare dal nodo della multa ad A2A. «Va chiarito innanzitutto - sottolinea Corsini - che al momento della fusione tra Asm e Aem nel 2007 non esistevano pendenze comunitarie, ed è la stessa Consob a certificarlo. È invece un provvedimento del 2008 voluto dal Governo Berlusconi a riaprire il tema del recupero dalle ex municipalizzate di presunti aiuti dello Stato. Ed è lo stesso Governo, con lo stesso ministro Tremonti, che oggi usa quei soldi bresciani e milanesi per finanziare il censimento dell’agricoltura. Queste cose non le dico oggi per la prima volta, e sapete perché non sono mai stato smentito? Perché sono cose non smentibili».
Al primo tema si lega il secondo, quello dello sforamento del Patto di stabilità da parte di Palazzo Loggia. «La delibera con la quale il Consiglio comunale approva l’ultimo assestamento al Bilancio - ricorda l’ex sindaco - afferma che il Comune "prende atto di fattori esterni alla volontà degli organi comunali". Ma tra gli organi comunali c’è ovviamente anche il sindaco, quello stesso sindaco che a Roma vota a favore di una legge che mette in difficoltà la sua città. Paroli gioca su due tavoli». Paolo Corsini sottolinea poi con forza che «il Bilancio di previsione 2009 che è stato votato dal Consiglio comunale non raccoglie il parere favorevole né dei revisori dei conti, né del dirigente della Ragioneria né del segretario generale, che sono poi gli organi tecnici di garanzia. E il loro parere favorevole manca per il semplice fatto che si tratta di un bilancio che non rispetta la legge. L’ho già annunciato e oggi lo confermo: su questo provvedimento di Palazzo Loggia presenterò un esposto alla Corte dei Conti».
Sui conti pubblici di Palazzo Loggia ha voglia di mettere alcuni puntini sulle «i» anche Luigi Morgano, che nella scorsa tornata amministrativa è stato vicesindaco con la delega al Bilancio e alle controllate. «Gli amministratori attuali continuano a guardare le cifre del bilancio e continuano a chiedersi cos’altro avrebbero potuto fare. Avrebbero potuto ad esempio prevedere per i dividendi A2A una cifra prudenziale, cioè come abbiamo fatto noi per anni e come ha fatto anche l’Amministrazione di centrodestra a Milano. E poi avrebbero potuto mettere a punto una politica più attenta della spesa corrente. Che senso ha, ad esempio, appostare un milione e mezzo di trasferimenti per voci che per definizione non sono né obbligatorie né indispensabili? Che senso ha ricapitalizzare Brixia Sviluppo per tre milioni e mezzo senza piano industriale?».
Morgano torna anche sul tema della virtuosità dei bilanci. «Lo stesso assessore Di Mezza ha dovuto dare atto di aver ereditato una situazione florida e solida. Alla minor previsione di dividendi A2A, ad esempio, potrà far conto solo perché dal 2008 gli avevamo lasciato in dote una quarantina di milioni incassati dall’azienda ma non spesi. Questa è la sfida vera: mi piacerebbe che anche l’attuale Giunta fosse capace di lasciare una situazione simile alla Giunta che le succederà. Di Mezza contesta poi il Patto e invoca le Golden rules? Ma proprio le Golden rules indicano come dato di virtuosità la riduzione di indebitamento che noi abbiamo perseguito e che lui oggi critica».
Bonafini: la politica è del partito
Alla conferenza stampa di Corsini e Morgano è intervenuta ieri anche Maria Teresa Bonafini, candidata alla segreteria cittadina del Pd per la mozione bersaniana. «Son qui per solidarietà a Corsini e Morgano - ha detto - e per ricordare che d’ora in avanti marcheremo stretto la Giunta Paroli, perché il gruppo consiliare lavora con una propria autonomia ma la politica la fa il partito. Siamo qui per ribadire una volta di più che il doppio ruolo di Paroli sindaco e parlamentare non porta certo benefici alla città, così come non li porta il finto federalismo di una Lega che a Roma appoggia provvedimenti centralisti».
Massimo Lanzini














































