[Icy Phoenix Debug] PHP Notice: in file /includes/db/mysql.php on line 817: fopen(./cache/users/sql_ban_4ec69cea17e67ca163d3842273c348d0.php): failed to open stream: Permission denied
«Multa A2A, nessuna responsabilità» Corsini e Morgano, ...
Home    Forum    Cerca    FAQ    Iscriviti    Login


Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione 
Pagina 1 di 1
 
 
«Multa A2A, nessuna responsabilità» Corsini e Morgano, ...
Autore Messaggio
Rispondi Citando Download Messaggio
Messaggio «Multa A2A, nessuna responsabilità» Corsini e Morgano, ... 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red  
(M) Articoli con più fonti
- HOME PAGE




  Martedì, 24 Novembre 2009   Cecilia Bertolazzi,  GdB


«Multa A2A, nessuna responsabilità»

Corsini e Morgano, ex sindaco e vicesindaco, ricostruiscono le tappe che portarono alla fusione Aem-Asm «A volere il recupero degli aiuti di Stato furono i decreti di Berlusconi». Politica «improvvida e sprovveduta»

«Una politica improvvida e sprovveduta che crea a Brescia problemi che la città non ha mai avuto, mascherando poi l’inettitudine del governo Berlusconi con polemiche inconsistenti».

È un Paolo Corsini «scatenato» quello che si è presentato ieri mattina insieme a Luigi Morgano nella sede Pd di via Risorgimento. Gli ex sindaco e vicesindaco si sentono «tirati per la giacchetta» dall’attuale giunta Paroli su due fronti - la multa di 220 milioni di euro a carico di A2A e il bilancio comunale - sui quali «si addebitano responsabilità a casaccio, dando sfogo a infondatezze e affermazioni menzognere».

«Caso chiuso, resuscitato da Tremonti»
Ed è proprio con l’intento di ristabilire le debite responsabilità che i due ex amministratori, carte alla mano, hanno ripercorso le vicende politico-economiche che due anni fa portarono alla fusione di Aem e dell’allora Asm. Ribadito a più riprese, supportato anche dall’estratto del documento informativo presentato nell’ottobre 2007 alla Consob, è il fatto che «l’intera questione della moratoria fiscale si era chiusa in termini definitivi prima della fusione, che ha avuto effetto, sulla base dell’atto di fusione del 24 dicembre 2007, a partire dal primo gennaio 2008».

A riaprire o, come si è detto a «resuscitare» il tema, due decreti, il primo del novembre 2008 che ha introdotto nuove disposizioni per il recupero dei cosiddetti aiuti di Stato e il secondo del settembre 2009 che ha consentito all’Agenzia delle Entrate di emettere provvedimenti per l’ulteriore recupero di presunti aiuti di Stato. «Sono questi due interventi legislativi voluti dall’attuale governo Berlusconi che hanno provocato il salasso complessivo di 220 milioni di euro a motivo, come è noto, delle sanzioni che deriverebbero dall’applicazione della moratoria e che per Aem si era conclusa con il pagamento di 4,9 milioni di euro, mentre per Asm nulla risultava dovuto - ha precisato Corsini -. Nessuno poteva immaginare nel corso dei lavori preparatori della fusione che a due anni di distanza un provvedimento del governo riaprisse una questione definitivamente chiusa in precedenza. Di che cosa dovremmo dunque sentirci responsabili?».

Fatte queste precisazioni Corsini e Morgano hanno affrontato il secondo nodo, quello relativo al bilancio previsionale 2009 e all’intenzione da parte dell’attuale Giunta di uscire dal Patto di Stabilità.

In tema di bilancio
«Anche noi nel 2002 e nel 2004 uscimmo dal Patto, le sanzioni però si fermavano al blocco delle assunzioni e il non ricorso all’indebitamento. Oggi le ripercussioni sono ben più pesanti» ha spiegato Corsini che prima di entrare tecnicamente nel merito ha voluto anche sottolineare come Paroli, nonostante le promesse, non sia stato in grado di difendere la città dalla scure del Patto, «un salvataggio che invece è stato attuato per Roma, Catania e Palermo. Peccato però che nel caso del nostro Comune si sia in presenza di una situazione virtuosa con un risparmio di 4, 9 milioni di euro annui per dieci anni. Inoltre, dal 1998 al 2008, dopo 10 anni di nostra gestione, Brescia venne confermato dall’Unione Europea come il terzo Comune meno indebitato d’Europa. Se poi si entra nel dettaglio si vede come nel ’98 l’indebitamento di Brescia era di 16,6 milioni di euro, dieci anni dopo ridotto a 2,6. E ancora, il costo del debito per ogni abitante era, dieci anni fa, di 561 euro, oggi è di 90, per un volume di interessi passivi che nel ’98 era di 4,50% e che nel 2008 incideva per lo 0,33%».

Vediamo più da vicino che cosa comporterà l’uscita dal Patto. «Anzitutto il Comune rischia una multa da 1,5 milioni di euro, proprio per la scelta esplicita dell’operazione. Cifra risultato della riduzione del 5% del contributo ordinario dello Stato. Come ha confermato l’Istituto finanziario degli enti locali saranno i singoli consiglieri che firmeranno la delibera a rispondere della sanzione. Se così sarà - ha promesso l’ex primo cittadino - farò un esposto alla Corte dei Conti». A pesare poi sulle casse comunali un’ennesima conseguenza. «Viene stabilito il vincolo del ritorno della spesa storica minima registrata nel triennio». Il che, tradotto, significa che il Comune potrà spendere 25milioni di euro in meno a partire dal 2010. Anche Morgano tiene a entrare nelle pieghe dei conti. «C’erano altri modi per rimanere nel Patto di stabilità, dal momento che si possono fare degli interventi di modifica del bilancio su consuntivi reali e non supposti come sta accadendo. Paroli presume l’arrivo di 60milioni di euro dai dividendi A2A per chiudere il bilancio previsionali a 103milioni. Operazione che risulta tuttaltro che certa. La scelta di ampliare la spesa, però, è solo di natura politica e non è l’unica via percorribile. Se non arriveranno i 60milioni di euro? Si manderà in disavanzo il Comune per la prima volta in cento anni».

Sostegno a Saglia
L’incontro poi è chiuso con il sostegno all’iniziativa del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia. «L’onorevole propone per la prossima Finanziaria l’ipotesi di una deroga per il Patto. È un’operazione che ci impegniamo a sostenere, perché, lo ribadisco, la città si trova penalizzata a fronte di una politica che fu a suo tempo virtuosa tanto da produrre introiti troppo alti perché oculati e non causati da ingordigia» ha concluso Corsini.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Mostra prima i messaggi di:   
 
NascondiQuesto argomento è stato utile?
Condividi Argomento
blinkslist.com blogmarks.net co.mments.com del.icio.us digg.com newsvine.com facebook.com fark.com feedmelinks.com furl.net google.com linkagogo.com ma.gnolia.com meneame.net netscape.com reddit.com shadows.com simpy.com slashdot.org smarking.com spurl.net stumbleupon.com technorati.com favorites.live.com yahoo.com DIGG ITA Fai Informazione KiPapa Ok Notizie Segnalo Bookmark IT
Inserisci un link per questo argomento
URL
BBCode
HTML
 

Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Pagina 1 di 1
 




 
Lista Permessi
Non puoi inserire nuovi Argomenti
Non puoi rispondere ai Messaggi
Non puoi modificare i tuoi Messaggi
Non puoi cancellare i tuoi Messaggi
Non puoi votare nei Sondaggi
Non puoi allegare files
Non puoi scaricare gli allegati
Non puoi inserire eventi calendario



  

 

cron