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Giovedì, 24 Dicembre 2009 Roberto Bernardo, gdb
Brescia&Provincia
«I progetti di sede unica del Comune e Cittadella dello sport dimostrano che questa Giunta ha un progetto per Brescia»
Grandi opere, vivibilità del centro storico, infrastrutture soprattutto viarie, rapporti - non troppo felici - con il vario mondo delle opposizioni consiliari. È un Adriano Paroli a tutto campo quello che incontra i giornalisti per il consueto brindisi di fine anno. Insieme a lui, quasi tutti i membri della Giunta (Bianchini e Taurisano gli assenti). Una Giunta che, come ha maliziosamente sottolineato qualcuno, è stata «salvata dalle acque», ovvero dalla pioggia che ha spazzato la gran parte della neve accumulatasi per le strade cittadine e il cui smaltimento ha fatto storcere il naso (eufemismo) a più di un cittadino. Sindaco e Giunta ieri hanno ribadito, al proposito, che tutto ha funzionato a dovere.
Le promesse del 2008
Ma torniamo al brindisi. Un Paroli frizzante e vivace ha intrattenuto la stampa per un’oretta, affrontando praticamente per intero gli argomenti che hanno caratterizzato a livello amministrativo l’anno che sta per finire. Senza mezzi termini, con una franchezza anche inattesa, in grado addirittura di anticipare, vanificandole, le domande degli astanti. Cerchiamo di riepilogare gli argomenti di discussione, ricollegandoci a quanto riportato all’inizio: grandi opere, centro storico, infrastrutture, opposizioni.
«Alla fine del 2008 - ha detto Paroli - in un’occasione simile ci eravamo impegnati a dar priorità, nel 2009, alle grandi opere. Dodici mesi dopo posso dire che abbiamo mantenuto le promesse. Il progetto di sede unica comunale nell’area ex Magazzini generali è una realtà, in quanto deliberato dal Consiglio Comunale. La Cittadella dello sport è un passo più indietro. C’è un progetto che riteniamo possa rappresentare la risposta giusta per una città che vuol essere grande anche dal punto di vista sportivo e vogliamo portarlo avanti. Non ci fosse la Cittadella, faremo comunque un palazzetto adeguato alle esigenze di Brescia, senza dimenticare che la città avrebbe bisogno anche di uno stadio e di una pista d’atletica nuovi».
«Centro storico più vivibile»
«Ritengo fuori luogo chi, come molti esponenti del Pd, dice che questa Giunta non ha un progetto per la città - ha continuato il sindaco -. Il nostro progetto è evidente: le grandi opere e il nuovo Pgt, che presenteremo entro l’anno, ne sono chiara testimonianza».
Quanto al centro storico, Paroli lo ritiene «molto più bello e vivibile di prima». Dal punto di vista della criminalità «i reati sono stati abbattuti del 16% e di contro è aumentato il numero degli arresti». Bene anche la collaborazione con i privati; il sindaco cita le iniziative dei commercianti in piazzetta Vescovado, in corso Zanardelli e le installazioni in vari punti delle opere di Rabarama». Il collante tra grandi opere e centro storico è la realizzazione del parcheggio sotto il Castello, a giudizio di Paroli «condizione fondamentale per pedonalizzare il centro, perchè il metrò da solo non basterà».
In questo discorso s’inseriscono «il nodo di via San Faustino e la pensilina di Largo Formentone, per riqualificare la quale abbiamo ricevuto ben 104 progetti». A parere del primo cittadino sarebbe fondamentale che il Comune rilevasse dal demanio la caserma Randaccio di via Lupi di Toscana e vi realizzasse un campus universitario. «Il Carmine diverrebbe così - ha sottolineato Paroli - una zona universitaria d’eccellenza, dove si potrebbe rilanciare il commercio e l’artigianato bresciani e non più un quartiere degradato».
«Opposizione preconcetta: è contraria su tutto»
Cultura e mostre, abbattimento delle torri di San Polo, Brixia Sviluppo: il primo cittadino lamenta i no del Pd
Argomento cultura. Impossibile evitare il discorso Grandi mostre. «L’opposizione dice no a tutto - si scalda Paroli -. Manca una proposta culturale, le nostre idee non sono chiare? Ricordo che nel 2007 dapprima avrebbe dovuto esserci una mostra con i capolavori del Louvre, poi è stato sborsato un congruo anticipo per una rassegna sulla Svizzera, infine sono arrivati i disegni di Van Gogh. Questa è programmazione?».
Stessi preconcetti, a dire di Paroli, sulla questione abbattimento torri di San Polo. «Abbattere le torri e ricostruire alloggi più consoni alle esigenze della popolazione, risparmiando peraltro rispetto alla ristrutturazione, è una grande operazione, che prescinde dai preconcetti ideologici che stanno alla base del "no". Io non manderei mai mia mamma ad abitare in una delle torri. Come me, molti bresciani».
Su Brixia sviluppo (al centro, negli ultimi giorni, di qualche turbolenza per via di incomprensioni interne su tempi e regolamenti), il sindaco dice che «è uno strumento in più per ripartire, non potendo il Consiglio comunale arrivare dappertutto e dovendo delegare a enti controllati certe mansioni. Vogliamo risanare il centro, dove il numero di negozi gestiti da stranieri è esuberante: devono tornare le attività commerciali tipiche della storia e della tradizione bresciana».
E a proposito di sviluppo, la città deve focalizzare l’attenzione su tre poli: centro storico (se ne parla sopra), castello e Maddalena. «Per il monte di casa avevamo in mente già l’anno scorso un appuntamento cui avrebbero partecipato migliaia di persone, ma non c’era spazio per il passaggio e la sosta di tante auto e abbiamo rinunciato. Deve riprendere vigore l’idea di recuperare la funivia».
Il Pgt, come si accenna sopra, è il bersaglio grosso del 2010: «L’approvazione del Piano di governo del territorio dovrà avvenire fra circa un anno, a cavallo tra 2010 e 2011». Siluri all’opposizione (meglio, al Pd) anche su Piano casa e Patto di stabilità; secondo Paroli, entrambi sono stati adottati anche da enti governati dalla sinistra, «ma avendolo fatto noi, non va bene».
Opere complementari del metrò: «In seguito alle proteste dei cittadini di via Vivanti cercheremo di trovare una soluzione adeguata. Un fatto è certo: se non vengono realizzati volumi e parcheggi in prossimità delle fermate del metrò, non so dove si possono realizzare. Tantopiù che queste opere sono state finanziate da chi ci ha preceduto e le ha pure valutate male, 20 milioni anziché 50».
ro. be.
«Promesse mantenute ([*] ??!!)
Ora le grandi opere» (??!!)
Ora le grandi opere» (??!!)
«I progetti di sede unica del Comune e Cittadella dello sport dimostrano che questa Giunta ha un progetto per Brescia»
Grandi opere, vivibilità del centro storico, infrastrutture soprattutto viarie, rapporti - non troppo felici - con il vario mondo delle opposizioni consiliari. È un Adriano Paroli a tutto campo quello che incontra i giornalisti per il consueto brindisi di fine anno. Insieme a lui, quasi tutti i membri della Giunta (Bianchini e Taurisano gli assenti). Una Giunta che, come ha maliziosamente sottolineato qualcuno, è stata «salvata dalle acque», ovvero dalla pioggia che ha spazzato la gran parte della neve accumulatasi per le strade cittadine e il cui smaltimento ha fatto storcere il naso (eufemismo) a più di un cittadino. Sindaco e Giunta ieri hanno ribadito, al proposito, che tutto ha funzionato a dovere.
Le promesse del 2008
Ma torniamo al brindisi. Un Paroli frizzante e vivace ha intrattenuto la stampa per un’oretta, affrontando praticamente per intero gli argomenti che hanno caratterizzato a livello amministrativo l’anno che sta per finire. Senza mezzi termini, con una franchezza anche inattesa, in grado addirittura di anticipare, vanificandole, le domande degli astanti. Cerchiamo di riepilogare gli argomenti di discussione, ricollegandoci a quanto riportato all’inizio: grandi opere, centro storico, infrastrutture, opposizioni.
«Alla fine del 2008 - ha detto Paroli - in un’occasione simile ci eravamo impegnati a dar priorità, nel 2009, alle grandi opere. Dodici mesi dopo posso dire che abbiamo mantenuto le promesse. Il progetto di sede unica comunale nell’area ex Magazzini generali è una realtà, in quanto deliberato dal Consiglio Comunale. La Cittadella dello sport è un passo più indietro. C’è un progetto che riteniamo possa rappresentare la risposta giusta per una città che vuol essere grande anche dal punto di vista sportivo e vogliamo portarlo avanti. Non ci fosse la Cittadella, faremo comunque un palazzetto adeguato alle esigenze di Brescia, senza dimenticare che la città avrebbe bisogno anche di uno stadio e di una pista d’atletica nuovi».
«Centro storico più vivibile»
«Ritengo fuori luogo chi, come molti esponenti del Pd, dice che questa Giunta non ha un progetto per la città - ha continuato il sindaco -. Il nostro progetto è evidente: le grandi opere e il nuovo Pgt, che presenteremo entro l’anno, ne sono chiara testimonianza».
Quanto al centro storico, Paroli lo ritiene «molto più bello e vivibile di prima». Dal punto di vista della criminalità «i reati sono stati abbattuti del 16% e di contro è aumentato il numero degli arresti». Bene anche la collaborazione con i privati; il sindaco cita le iniziative dei commercianti in piazzetta Vescovado, in corso Zanardelli e le installazioni in vari punti delle opere di Rabarama». Il collante tra grandi opere e centro storico è la realizzazione del parcheggio sotto il Castello, a giudizio di Paroli «condizione fondamentale per pedonalizzare il centro, perchè il metrò da solo non basterà».
In questo discorso s’inseriscono «il nodo di via San Faustino e la pensilina di Largo Formentone, per riqualificare la quale abbiamo ricevuto ben 104 progetti». A parere del primo cittadino sarebbe fondamentale che il Comune rilevasse dal demanio la caserma Randaccio di via Lupi di Toscana e vi realizzasse un campus universitario. «Il Carmine diverrebbe così - ha sottolineato Paroli - una zona universitaria d’eccellenza, dove si potrebbe rilanciare il commercio e l’artigianato bresciani e non più un quartiere degradato».
«Opposizione preconcetta: è contraria su tutto»
Cultura e mostre, abbattimento delle torri di San Polo, Brixia Sviluppo: il primo cittadino lamenta i no del Pd
Argomento cultura. Impossibile evitare il discorso Grandi mostre. «L’opposizione dice no a tutto - si scalda Paroli -. Manca una proposta culturale, le nostre idee non sono chiare? Ricordo che nel 2007 dapprima avrebbe dovuto esserci una mostra con i capolavori del Louvre, poi è stato sborsato un congruo anticipo per una rassegna sulla Svizzera, infine sono arrivati i disegni di Van Gogh. Questa è programmazione?».
Stessi preconcetti, a dire di Paroli, sulla questione abbattimento torri di San Polo. «Abbattere le torri e ricostruire alloggi più consoni alle esigenze della popolazione, risparmiando peraltro rispetto alla ristrutturazione, è una grande operazione, che prescinde dai preconcetti ideologici che stanno alla base del "no". Io non manderei mai mia mamma ad abitare in una delle torri. Come me, molti bresciani».
Su Brixia sviluppo (al centro, negli ultimi giorni, di qualche turbolenza per via di incomprensioni interne su tempi e regolamenti), il sindaco dice che «è uno strumento in più per ripartire, non potendo il Consiglio comunale arrivare dappertutto e dovendo delegare a enti controllati certe mansioni. Vogliamo risanare il centro, dove il numero di negozi gestiti da stranieri è esuberante: devono tornare le attività commerciali tipiche della storia e della tradizione bresciana».
E a proposito di sviluppo, la città deve focalizzare l’attenzione su tre poli: centro storico (se ne parla sopra), castello e Maddalena. «Per il monte di casa avevamo in mente già l’anno scorso un appuntamento cui avrebbero partecipato migliaia di persone, ma non c’era spazio per il passaggio e la sosta di tante auto e abbiamo rinunciato. Deve riprendere vigore l’idea di recuperare la funivia».
Il Pgt, come si accenna sopra, è il bersaglio grosso del 2010: «L’approvazione del Piano di governo del territorio dovrà avvenire fra circa un anno, a cavallo tra 2010 e 2011». Siluri all’opposizione (meglio, al Pd) anche su Piano casa e Patto di stabilità; secondo Paroli, entrambi sono stati adottati anche da enti governati dalla sinistra, «ma avendolo fatto noi, non va bene».
Opere complementari del metrò: «In seguito alle proteste dei cittadini di via Vivanti cercheremo di trovare una soluzione adeguata. Un fatto è certo: se non vengono realizzati volumi e parcheggi in prossimità delle fermate del metrò, non so dove si possono realizzare. Tantopiù che queste opere sono state finanziate da chi ci ha preceduto e le ha pure valutate male, 20 milioni anziché 50».
ro. be.
Parola del sindaco contese di partiti attese della città
di Adalberto Migliorati
«Non ho voglia di polemica, ma...». L’on. Adriano Paroli è un sindaco di Brescia che, in chiave di rendiconto natalizio di fine anno, la canta e la suona pesante all’opposizione in Loggia e più complessivamente a quanti - tanti? pochi? concorrenti? amici? - avanzano appunti a modalità e scelte che caratterizzano il suo mandato. Affiancato da gran parte degli assessori che siedono nella Giunta comunale e dalla presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali, evidenzia (ne riferiamo in questa pagina) i passaggi nodali dell’azione di governo della città riassunti in 53 cartelle e, recuperando dalla memoria, lancia più di un siluro all’opposizione all’insegna del «ritengo completamente fuori luogo le critiche che descrivono una Giunta priva di un progetto compiuto di città: non è la nostra maggioranza a non avere un’idea chiara della città, piuttosto è quell’opposizione chiusa nel "no a tutto" a non riuscire a proporre un suo disegno di città».
La critica alle critiche
Paroli attacca esplicitamente la precedente Giunta Corsini per quelli che ritiene «errori di prospettiva gravi» come i calcoli sottodimensionati dei costi del Metrobus e di quanto vi fa da corollario, per le nomine sbagliate di A2A («L’errore di Capra forse allora lo avrei fatto anche io, quello di Morgano certamente no. A Morgano dico di dimettersi dalle due importanti società in cui siede se vuole avanzare critiche da semplice cittadino»), per una politica culturale appaltata all’improvvisazione delle grandi mostre, per interventi urbanistici privi di adeguati ritorni per il Comune... «Abbiamo ereditato una città con tanti problemi e, anche, con un bilancio sano, ma tale per tradizione amministrativa della città».
Al Pd rimprovera di essere perennemente in fase di dibattito congressuale e auspica che De Martin resti segretario cittadino. Dalla polemica Pdl e Lega in Broletto si tiene precauzionalmente a distanza, anche se la polemica si fa sempre più politica. Sulla Loggia torna a distinguere l’opposizione dialogante della Lista Castelletti o che guarda - sottolinea - ai singoli provvedimenti in discussione del rappresentante dell’Idv da quella del Pd: «Sembra si faccia a gara a chi attacca più insistentemente sindaco e vicesindaco».
Al dunque emerge che il sindaco ha quantomeno ragione su un dato: il programma della sua Giunta c’è ed è così diverso da quanto perseguito dalle gestioni precedenti che chi si richiama alle priorità di allora può davvero pensare che non esista, sia frutto di improvvisazioni estemporanee. Magari, il piano, stenta a mettersi in moto, ma se e quando accadrà davvero potrebbe travolgere gli itinerari amministrativi consueti.
Forse volutamente, per non porlo all’ordine del giorno dell’agenda del confronto pubblico, il sindaco pare non considerare andare oltre la situazione fisiologica l’opposizione che, indipendentemente dai partiti, attraversa i mondi vitali. Eppure è, pur esplicitata in momenti occasionali, la più radicata e profonda.
L’attesa a termine
Se ritorno con la mente alle interviste sul disagio nel rapportarsi alla politica, pubblicate nelle scorse settimane, pare di poter riassumere che non c’è alcuna prevenzione per chi propone cambiamento e novità, anzi forse i più li auspicano. L’attesa a termine è sui contenuti e le fondamenta del cambiamento e delle novità.
I partiti non hanno ancora assetti compiuti, si guarda agli uomini, e alle donne. Forse non è giusto chiedere che loro, i politici, siano per definizione migliori di noi, ma accade. Così non aiuta il chiacchiericcio sul privato-privato, sull’interesse personale che consegue alla carica pubblica, sul pensiero politico labile e disponibile alla resa. Noi cronisti ascoltiamo le loro versioni, di più la voce dei cittadini. Ma questa, del ruolo conteso dell’informazione, è un’altra storia.
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