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Giovedì, 5 Novembre 2009: Accadde Oggi
> Il Papa a Brescia: annotazioni ed informazioni
«Un Papa e la sua terra»
alla Fondazione Civiltà Bresciana
alla Fondazione Civiltà Bresciana
Curata da Lucio Bregoli, la mostra ripercorre attraverso scritti e immagini la biografia e l’opera di Paolo VI
La mostra su Paolo VI si tiene in
vicolo San Giuseppe in città
A trent’anni dalla morte, Brescia dimostra un affetto crescente per la figura di Papa Montini.
Alla rilettura del suo magistero invita l’iniziativa dell’Istituto per la storia del prete «Giuseppe De Luca» che ieri, per il momento inaugurale, ha dato l’opportunità di passare in rassegna la ricca bibliografia accumulata dagli anni ’80 grazie alle ricerche di monsignor Angelo Bonetti. L’ultimo titolo, in una serie di pubblicazioni divulgative che ha ormai superato i quaranta volumi, è dedicato a «Paolo VI e le donne e altri temi montiniani», a conferma di un’attenzione che non ha trascurato alcun aspetto.
«Non sono uno specialista, ho studiato Paolo VI con il cuore», ha detto ieri l’autore ricordando le prime letture degli scritti montiniani alla fine degli anni ’50, le visite dell’arcivescovo di Milano alla sua città, l’udienza a Roma per i preti novelli poco dopo l’elezione di Giovan Battista Montini al soglio pontificio. Negli anni del suo impegno in Curia all’Ufficio liturgico e poi da parroco a San Giovanni, don Bonetti ha avviato e continuato l’opera di studio e divulgazione del magistero del Papa bresciano proponendo raccolte di preghiere, testi legati alle feste cristiane, riflessioni e insegnamenti su vari temi. «Don Bonetti scrive in modo discreto e nascosto - ha spiegato ieri monsignor Gabriele Filippini -: così che l’autore rimane Montini. Ce lo fa conoscere dandogli la parola, i suoi libri sono sempre scritti in forma antologica. Nella visione a tutto campo del magistero papale, offre la ricchezza del pensiero di Paolo VI alle comunità cristiane di oggi». Dalle parole di Papa Montini «sempre fresche e attuali» emerge la figura di «un fine letterato, apostolo innamorato di Cristo, uomo di Chiesa, uomo autorevole nella comunità umana». Grande esempio di quell’«umanesimo cristiano che potrà salvarci nel futuro». L’omaggio di Benedetto XVI a Paolo VI, ha detto ancora monsignor Filippini, «è per noi bresciani la conferma di una strada percorsa e da percorrere».
Contribuiscono a far amare il Papa bresciano iniziative su livelli distinti: monsignor Serafino Corti, delegato del Vescovo, ha ricordato il carattere scientifico di alto livello culturale dell’Istituto Paolo VI, sottolineando però l’importanza che assumono la devozione e il ricordo, anche ai fini della causa di beatificazione.
La mostra «Un Papa e la sua terra» è stata curata da Lucio Bregoli, con il supporto del Circolo Acli del Villaggio Prealpino. Monsignor Osvaldo Mingotti - nell’incontro che ha visto presenti monsignor Enrico Tosi e monsignor Giuliano Nava del Capitolo della Cattedrale, il parroco del Duomo monsignor Alfredo Scaratti e il presidente della Fondazione Civiltà Bresciana monsignor Antonio Fappani - si è soffermato sull’opera svolta dall’Istituto per la storia del prete, fondato nel 1997 a cent’anni dalla nascita di Paolo VI. Sono una trentina i volumi pubblicati e il centro di documentazione dispone di un ricco patrimonio di testi e scritti «per lo studio dell’apporto che i sacerdoti hanno dato alla cultura e alla spiritualità».














































