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Sabato 28 Marzo : 2009 M. L. Giornale di Brescia
«ZTL, pronti alla class action»
Una sollecitazione forte a cambiare rotta politica in tema di traffico in città, recuperando le ZTL e sospendendo il nuovo Piano sosta. Pena la possibilità di rivolgersi all’autorità giudiziaria e di promuovere una «class action». Lo si legge a chiare lettere nella diffida formale che ieri l’associazione Vivicentro ha inviato a Palazzo Loggia con l’«invito all’adozione di provvedimenti per la riduzione dei disagi dei residenti e alla tutela della sua salute».
«1.500 firme finite nel nulla»
La diffida non è il primo segnale forte del disagio che l’associazione raccoglie tra quanti abitano dentro la cerchia delle mura storiche della città: già nei mesi scorsi il sodalizio aveva contribuito - assieme ad altre sigle di gruppi di cittadini riuniti in un «Comitato per la difesa delle ZTL» - a raccogliere in pochi giorni mille e cinquecento firme contro l’attuazione del nuovo Piano sosta voluto dall’amministrazione Paroli. «Firme inascoltate e cadute nel vuoto» ricorda Stanislao Barretta, che oggi assieme a Benvenuto Zanetti è il firmatario della nuova diffida.
Le ragioni che stanno alla base di questo documento partono - spiegano i promotori - dalla constatazione che «evidentemente nessun dialogo, ed ancor meno confronto costruttivo, può esser intrapreso con questa amministrazione». La lettera di diffida è stata scelta evitando di «partire subito con un ricorso in Procura e per provare quindi un’ultima volta a portare le richieste di migliaia di famiglie all’Amministrazione comunale. L’obiettivo è ottenere un dibattito che non sia solo elargizione del "diritto al mugugno" o peggio ancora autocelebrazione della propria vittoria elettorale. Come purtroppo fino ad oggi è stato».
Sullo sfondo dell’iniziativa sta, comunque, la possibilità di un’azione giudiziaria «per la tutela di quel bene primario che sono la salute dei cittadini e l’ambiente». L’eventuale azione giudiziaria potrebbe scattare non prima del novantesimo giorno dalla presentazione della diffida, e cioè da ieri. Un tempo nel quale - fanno notare i promotori di Vivicentro - sarà già applicabile la legge che regolamenta la «class action». In quest’ottica l’associazione ha già cominciato a raccogliere le firme di cittadini che intendono avvalersi dell’iniziativa: «Sono già centinaia di sottoscrizioni su elenchi visionabili da chiunque in qualsiasi momento. È quindi facilissimo predire che al momento opportuno saranno ancor di più delle migliaia che normalmente raccogliamo quando ci muoviamo sollecitandone la raccolta». Contattare l’associazione? È possibile sul sito internet www.vivicentro.org.
La lettera di diffida consegnata ieri a Palazzo Loggia apre ricordando le normative internazionali in termini di salubrità dell’aria, le stesse che prevedono che i valori delle polveri sottili non possano superare le soglie fissate per oltre 35 giorni all’anno. Un supero che invece a Brescia - così come in molte altre città del Nord Italia - avviene regolarmente da anni. Il testo ricorda anche i passaggi della Costituzione e del Codice civile che sanciscono «il diritto a non subire atti pericolosi per la pubblica igiene dei cittadini».
Vivicentro sottolinea poi che «dall’insediamento dell’attuale amministrazione comunale si è avuta una crescita costante di inquinamento atmosferico, come certificato pubblicamente dai rilievi effettuati dalle centraline per il controllo della qualità dell’aria». Non solo, viene richiamato una «diffusa indisciplina nella circolazione e nel parcheggio, come ampiamente documentato con centinaia di prove fotografiche a corredo di rilievi effettuati sul territorio e già consegnati al Comune». Ma anche «un uso improprio dei marciapiedi spesso adibiti a parcheggio selvaggio» e soprattutto una «rinunzia diffusa alla repressione della sosta abusiva, sino a decidere di creare un parcheggio autorizzato laddove è frequente».
«Ripristinare le zone a traffico limitato»
Molti i temi sollecitati. Molti i nodi dei quali viene sollecitata la soluzione. Non moltissimi invece i giorni entro i quali dalla diffida si potrebbe passare alla «Class action»: novanta da ieri.
CENTRO, SALUTE IN PERICOLO»
Secondo l’associazione Vivicentro, le scelte attuate dalla maggioranza Paroli hanno peggiorato le condizioni ambientali nei quartieri storici della città esponendoli ad una aumentata pressione del traffico automobilistico. «È a rischio la salute dei residenti». Di qui la scelta di diffidare il Comune dall’applicazione del nuovo Piano sosta e l’annuncio della disponibilità a rivolgersi all’autorità giudiziaria.
Red ha scritto:














































