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Venerdì, 25 Settembre 2009: Accadde Oggi
Industriali italiani e tedeschi uniti nel chiedere credito più facile, ristretto dopo la sbornia pre-crisi. È comprensibile. Ma occorre ripensare da capo la finanza di impresa, diventata una delle fondamentali armi competitive. E capire che il credito alle imprese non è una variabile indipendente.
L'ennesima riforma riapre il dibattito sui servizi pubblici locali. Si conferma che il loro affidamento deve essere fatto soprattutto attraverso gare. Bene, in linea di principio. La specificità dei vari settori, però, spesso ostacola una corretta applicazione. Potrebbe convenire allargare le possibilità di scelta degli enti locali? A due condizioni: trasparenza delle procedure e responsabilizzazione di chi decide. Ma i rischi ci sono.
Nuovi contributi al confronto sulle responsabilità degli economisti nella crisi e sul loro ruolo. Verranno poi tutti raccolti un dossier. Sono graditi i commenti di lettori ed economisti accademici e di professione.
300 parole
Se spifferi il referee di Luigi Guiso e Fabiano Schivardi
Posti di lavoro perduti: abbiamo toccato il fondo? di Pietro Garibaldi
* UNA EXIT STRATEGY PER IL SISTEMA PRODUTTIVO
di Stefano Firpo e Renato Maino
argomento Finanza
Gli industriali italiani e tedeschi scrivono una lettera congiunta alla Commissione Europea invocando un allentamento dei vincoli di Basilea II per un più facile accesso al credito. Ma la crisi deriva da un lungo periodo in cui il credito è stato fin troppo facile. E' invece arrivato il momento di ripensare i fragili assetti finanziari con cui si è affrontato lo sviluppo passato. E di sfuggire, nell'interesse della stragrande maggioranza delle imprese italiane, al richiamo di sirene che vorrebbero fare del credito una variabile indipendente.
* I SERVIZI PUBBLICI LOCALI E IL VICOLO CIECO DELLA GARA
di Antonio Massarutto
argomento Infrastrutture e Trasporti - Concorrenza e Mercati
La riforma dei servizi pubblici locali crea più problemi di quanti ne risolva. Il legislatore ha stabilito che la gara è lo strumento virtuoso per eccellenza. Ma la pretesa uniformità tra i servizi locali è una ipotesi grossolana. Ora si può uscire dall'impasse solo ampliando la gamma di soluzioni contrattuali ammesse, per adattarsi alle specificità dei vari settori. Oppure si lascia che i comuni scelgano liberamente il vincitore della gara, pagando però le conseguenze delle loro scelte grazie a regole chiare. Meglio se definite e applicate da un soggetto indipendente.
* UNA DISCIPLINA UMILE
di Gilles Saint-Paul
argomento Informazione - Finanza
Si continua a discutere di crisi e di economisti, anche in Francia o in Inghilterra. E qualcuno mette in dubbio l'utilità di una categoria che non ha saputo prevedere gli ultimi eventi. Sotto accusa anche la formazione, troppo concentrata sulla matematica. Ma il mestiere dell'economista non è fare previsioni. Così come sarebbe disastroso abbandonare un percorso di formazione rigoroso per sostituirlo con un disordinato miscuglio multidisciplinare. L'economia è una disciplina intellettuale che deve essere umile, che cerca di essere utile nella comprensione di un mondo reale estremamente complesso.
L'ennesima riforma riapre il dibattito sui servizi pubblici locali. Si conferma che il loro affidamento deve essere fatto soprattutto attraverso gare. Bene, in linea di principio. La specificità dei vari settori, però, spesso ostacola una corretta applicazione. Potrebbe convenire allargare le possibilità di scelta degli enti locali? A due condizioni: trasparenza delle procedure e responsabilizzazione di chi decide. Ma i rischi ci sono.
Nuovi contributi al confronto sulle responsabilità degli economisti nella crisi e sul loro ruolo. Verranno poi tutti raccolti un dossier. Sono graditi i commenti di lettori ed economisti accademici e di professione.
300 parole
Se spifferi il referee di Luigi Guiso e Fabiano Schivardi
Posti di lavoro perduti: abbiamo toccato il fondo? di Pietro Garibaldi
* UNA EXIT STRATEGY PER IL SISTEMA PRODUTTIVO
di Stefano Firpo e Renato Maino
argomento Finanza
Gli industriali italiani e tedeschi scrivono una lettera congiunta alla Commissione Europea invocando un allentamento dei vincoli di Basilea II per un più facile accesso al credito. Ma la crisi deriva da un lungo periodo in cui il credito è stato fin troppo facile. E' invece arrivato il momento di ripensare i fragili assetti finanziari con cui si è affrontato lo sviluppo passato. E di sfuggire, nell'interesse della stragrande maggioranza delle imprese italiane, al richiamo di sirene che vorrebbero fare del credito una variabile indipendente.
* I SERVIZI PUBBLICI LOCALI E IL VICOLO CIECO DELLA GARA
di Antonio Massarutto
argomento Infrastrutture e Trasporti - Concorrenza e Mercati
La riforma dei servizi pubblici locali crea più problemi di quanti ne risolva. Il legislatore ha stabilito che la gara è lo strumento virtuoso per eccellenza. Ma la pretesa uniformità tra i servizi locali è una ipotesi grossolana. Ora si può uscire dall'impasse solo ampliando la gamma di soluzioni contrattuali ammesse, per adattarsi alle specificità dei vari settori. Oppure si lascia che i comuni scelgano liberamente il vincitore della gara, pagando però le conseguenze delle loro scelte grazie a regole chiare. Meglio se definite e applicate da un soggetto indipendente.
* UNA DISCIPLINA UMILE
di Gilles Saint-Paul
argomento Informazione - Finanza
Si continua a discutere di crisi e di economisti, anche in Francia o in Inghilterra. E qualcuno mette in dubbio l'utilità di una categoria che non ha saputo prevedere gli ultimi eventi. Sotto accusa anche la formazione, troppo concentrata sulla matematica. Ma il mestiere dell'economista non è fare previsioni. Così come sarebbe disastroso abbandonare un percorso di formazione rigoroso per sostituirlo con un disordinato miscuglio multidisciplinare. L'economia è una disciplina intellettuale che deve essere umile, che cerca di essere utile nella comprensione di un mondo reale estremamente complesso.














































