Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Mercoledì, 23 Dicembre 2009 di Adalberto Migliorati, gdb
> Molgora chiede pace, ma col Pdl resta il gelo
Le fibrillazioni del Broletto,
la neve della Loggia
la neve della Loggia
Molgora cerca di sopire lo scontro tra Lega e Pdl in Broletto, Paroli prova a rintuzzare le polemiche diffuse sulla città ritenuta non adeguatamente sgomberata dalla neve chiedendo di guardare a quanto di peggio è accaduto altrove.
Il presidente della Provincia, nella conferenza stampa di fine anno (ne riferiamo a fianco), tenta di disinnescare il duro scontro politico palesatosi nella sua maggioranza sul Polo logistico di Azzano Mella: un’incomprensione su una questione tecnica, scappata di mano anche perché lui era a Roma. Disinnescare e puntualizzare: la Lega non ha fatto altro che dare voce ai territori e chiedere un supplemento di approfondimento; il Pdl - inteso come consiglieri e assessori - si è lasciato andare ad un gesto impulsivo, dettato da nervosismo, nel lasciare l’aula; il vicepresidente Romele non ha letto il documento che avrebbe potuto meglio chiarire i termini della discussione.
I ruoli non solo in Provincia
Se la vicenda è un pretesto per innescare questioni politiche, sottolinea, a lui non ne sono state poste. Accadesse, le affronterà se riguardano l’ambito Provincia, oppure le indirizzerà ai livelli di responsabilità politica. Intanto ieri è saltata la seduta della Giunta provinciale: il Pdl aveva dichiarato che non avrebbe partecipato in continuità con la protesta evidenziata in Consiglio; alcuni assessori della Lega hanno segnalato difficoltà a raggiungere la città causa neve; meglio concedersi la pausa di riflessione natalizia.
Difficile dire se la voce ricorrente che Molgora si accinga a nominare il dodicesimo assessore in quota Lega oppure ad approfittare della candidatura regionale di qualche esponente del Pdl per scendere a dieci, sanzionando la parità in Giunta tra i due partiti, abbia aggiunto benzina al fuoco di chi - gli esponenti del Pdl - era abituato a gestire la Provincia e oggi si sente compresso, forse marginalizzato. Certo, i rapporti tra i due alleati non sono per nulla idilliaci e frizioni si erano palesate in riunioni di Giunta, ma la dirompenza di una seduta consiliare... Gli esponenti del Pdl hanno deciso di non cedere ancora una volta il passo e di ricontrattare spazi e ruoli. A chi il compito di ricucire e non ulteriormente lacerare?
Loggia e umori bresciani
La questione della neve rimasta in città - ne scriviamo in altra pagina - in quantità e per tempi ritenuti eccessivi, innesca un’ulteriore riflessione: la diatriba tra Lega e Pdl, fin quando non provoca sconquassi reali, resta essenzialmente nelle stanze della politica, anche se ripresa dalle cronache; i disagi della gente arrivano direttamente sul collo della politica. Soffiati da elettori di destra, centro o sinistra che siano.
Stando alla dozzina di interviste che abbiamo pubblicato nelle scorse settimane attingendo a uomini e donne che fanno politica, a presidenti di associazioni, a responsabili di processi educativi, si è in non tranquilla attesa dell’evolversi degli scenari nazionali e, soprattutto, del modo di interpretarli in chiave locale. La domanda è ricorrente: Brescia, più che annacquare può smarrire una evocata, e passata, identità culturale, civile e religiosa, prima ancora che politica, che sorreggeva la vocazione del fare? Certo, è più facile dire che bisogna fare piuttosto che compiutamente operare interventi. Detto con tutto il rispetto per chi si fa carico delle fatiche istituzionali e magari fa meglio di altri, esistono situazioni che diventano un simbolo che va oltre le specifiche vicende: danno luce, od ombra, alla scena complessiva.
La Brescia profonda, intesa come città e provincia, anche con quelle nostre interviste chiede di essere assecondata nell’annodare la trama di una responsabilità impegnativa ed attuale. La crisi economica e sociale, per i più, rilancia una gerarchia nella quale i lustrini e il gossip tornano ai piani bassi del gradimento.














































