-Sicurezza
Caro direttore,
a seguito degli orrendi episodi di disumane esecuzioni che hanno colpito la nostra città quest’estate, e dell’ assemblea plenaria dei consigli di Circoscrizione svoltasi il 14 novembre scorso, è doveroso, anche a nome della Lista Civica, un momento di riflessione che spero venga il più sentitamente condiviso.
E’ molto importante per me poter esprimere queste opinioni anche alla luce della mia esperienza di crescita in un quartiere quale S. Polo, che è stato spesso additato come covo di malavita. Ciò che è emerso in questi attimi di panico che hanno coinvolto la nostra città ha però fatto emergere un problema diverso in realtà non correlato agli omicidi avvenuti, ma che probabilmente aspettava di emergere. E’ il sentire comune che la presenza degli stranieri sia un problema di mancato controllo del territorio.
Viviamo in un mondo che fa della globalizzazione la sua identità principe, la società standardizzata ed impostata uguale è l’obiettivo da perseguire e di conseguenza la diversità è considerata come un disagio, una preoccupazione ed a volte un pericolo. Eppure da una più attenta analisi vediamo che è possibile incontrare costoro nelle nostre fabbriche, nei nostri cantieri (e qui si potrebbe aprire un capitolo molto forte sui tempi della sicurezza sul lavoro, che vede Brescia al vertice delle città col maggior numero di infortuni), nei nostri uffici come operatori d’imprese di pulizia, ecc., il tutto si spera nella più totale regolarità in quanto, se così non fosse, sarebbero i “nostri” imprenditori complici di quest’irregolarità. Li troviamo nelle scuole dove danno ai nostri figli una possibilità in più per sentirsi cittadini del mondo, cosa che tutti noi anni fa non abbiamo potuto vivere ed apprezzare.
Chiediamo ai nostri ragazzi cosa pensano, cosa vogliono, cosa desiderano per i loro amici extra-comunitari. Sono certo che la bocca della verità dei “nostri” più piccoli direbbe di poterli avere come compagni di gioventù, in quanto per loro sono uguali a noi, anzi, pieni di valori che vorrebbero condividere, apprezzare ed anche imparare.
Così pure, cosa pensiamo dello squallido abuso che si svolge quasi ogni sera nelle periferie sulle strade del sesso? Numerose e giovanissime ragazze extra-comunitarie (principalmente africane, moldave, albanesi) vengono usate per i beceri piaceri anche di numerosi concittadini, che le considerano soltanto oggetti da usare per poi scaricarle subito dopo e considerarle un problema cui nessuno trova soluzioni, ed anzi è colpa dei vari sindaci che non si preoccupano.
Vorrei infine dare un ultimo spunto di riflessione affrontando il discorso di tutti quei bresciani che affittano stanze ad extracomunitari a prezzi folli e magari obbligano a stare in numero esagerato all’interno dei loro appartamenti per poterne pagare il costo. Anche qui non importa se siano regolari, che abbiano il lavoro o vivano in maniera decente, l’importante è che paghino tutto e in maniera regolare! Logicamente anche fra questi cittadini, regolari e non, ci sono coloro che non hanno buone intenzioni, ma anche se può sembrare retorico vi ricordo che - come dice un famoso saggio - fa più rumore un solo albero che cade che non una foresta che cresce!
Concludo: le regole, se ci sono (e ci sono!) devono essere rispettate da tutti, italiani e stranieri, senza compromessi! Solo così si può perseguire l’ ideale di una società dove la vera integrazione possa diventare realtà. Solo questo tipo d’integrazione sociale è la vera strada che ci farà crescere sia come individui sia come società! Dobbiamo farci carico di queste responsabilità e cercare di dare spazio a una consapevole fiducia che le soluzioni si possono trovare, contrastando l’ignoranza e i luoghi comuni che troppo spesso riempiono la bocca, ma svuotano lo spirito.
Caro direttore,
a seguito degli orrendi episodi di disumane esecuzioni che hanno colpito la nostra città quest’estate, e dell’ assemblea plenaria dei consigli di Circoscrizione svoltasi il 14 novembre scorso, è doveroso, anche a nome della Lista Civica, un momento di riflessione che spero venga il più sentitamente condiviso.
E’ molto importante per me poter esprimere queste opinioni anche alla luce della mia esperienza di crescita in un quartiere quale S. Polo, che è stato spesso additato come covo di malavita. Ciò che è emerso in questi attimi di panico che hanno coinvolto la nostra città ha però fatto emergere un problema diverso in realtà non correlato agli omicidi avvenuti, ma che probabilmente aspettava di emergere. E’ il sentire comune che la presenza degli stranieri sia un problema di mancato controllo del territorio.
Viviamo in un mondo che fa della globalizzazione la sua identità principe, la società standardizzata ed impostata uguale è l’obiettivo da perseguire e di conseguenza la diversità è considerata come un disagio, una preoccupazione ed a volte un pericolo. Eppure da una più attenta analisi vediamo che è possibile incontrare costoro nelle nostre fabbriche, nei nostri cantieri (e qui si potrebbe aprire un capitolo molto forte sui tempi della sicurezza sul lavoro, che vede Brescia al vertice delle città col maggior numero di infortuni), nei nostri uffici come operatori d’imprese di pulizia, ecc., il tutto si spera nella più totale regolarità in quanto, se così non fosse, sarebbero i “nostri” imprenditori complici di quest’irregolarità. Li troviamo nelle scuole dove danno ai nostri figli una possibilità in più per sentirsi cittadini del mondo, cosa che tutti noi anni fa non abbiamo potuto vivere ed apprezzare.
Chiediamo ai nostri ragazzi cosa pensano, cosa vogliono, cosa desiderano per i loro amici extra-comunitari. Sono certo che la bocca della verità dei “nostri” più piccoli direbbe di poterli avere come compagni di gioventù, in quanto per loro sono uguali a noi, anzi, pieni di valori che vorrebbero condividere, apprezzare ed anche imparare.
Così pure, cosa pensiamo dello squallido abuso che si svolge quasi ogni sera nelle periferie sulle strade del sesso? Numerose e giovanissime ragazze extra-comunitarie (principalmente africane, moldave, albanesi) vengono usate per i beceri piaceri anche di numerosi concittadini, che le considerano soltanto oggetti da usare per poi scaricarle subito dopo e considerarle un problema cui nessuno trova soluzioni, ed anzi è colpa dei vari sindaci che non si preoccupano.
Vorrei infine dare un ultimo spunto di riflessione affrontando il discorso di tutti quei bresciani che affittano stanze ad extracomunitari a prezzi folli e magari obbligano a stare in numero esagerato all’interno dei loro appartamenti per poterne pagare il costo. Anche qui non importa se siano regolari, che abbiano il lavoro o vivano in maniera decente, l’importante è che paghino tutto e in maniera regolare! Logicamente anche fra questi cittadini, regolari e non, ci sono coloro che non hanno buone intenzioni, ma anche se può sembrare retorico vi ricordo che - come dice un famoso saggio - fa più rumore un solo albero che cade che non una foresta che cresce!
Concludo: le regole, se ci sono (e ci sono!) devono essere rispettate da tutti, italiani e stranieri, senza compromessi! Solo così si può perseguire l’ ideale di una società dove la vera integrazione possa diventare realtà. Solo questo tipo d’integrazione sociale è la vera strada che ci farà crescere sia come individui sia come società! Dobbiamo farci carico di queste responsabilità e cercare di dare spazio a una consapevole fiducia che le soluzioni si possono trovare, contrastando l’ignoranza e i luoghi comuni che troppo spesso riempiono la bocca, ma svuotano lo spirito.
Gabriele Avalli
Lista “Civica Corsini Sindaco” vice presidente della Settima Circoscrizione














































