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Le vere priorità dell’Ospedale civile
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Le vere priorità dell’Ospedale civile


Dr. FABIO DI ROSA ha scritto: 
Image È doveroso premettere che queste mie personali considerazioni sono viziate dalle mie convinzioni, e si pongono nell’ottica di offrire un punto di vista che mi piacerebbe potesse confrontarsi con punti di vista diversi: non è mia intenzione promuovere una campagna elettorale ma semplici occasioni di riflessione.

- Una notizia dei giorni scorsi relativa alla riduzione dell’attività dell’«Istituto per la terapia del dolore» all’Ospedale San Raffaele di Milano, mi induce a proporre alcune considerazioni sulla realtà della sanità bresciana.

- Le motivazioni della Riduzione della attività dell’Istituto dell’Ospedale milanese, consistono in una «scarsa retribuzione di queste prestazioni da parte della Regione».

 - L’amara conclusione è che le Amministrazioni che guidano le strutture sanitarie, ragionano prima di tutto in termini economici di «convenienza» prima che considerando «la mission» della sanità pubblica.

Image- Per quanto riguarda la nostra città, io lavoro da 25 anni all’Ospedale Civile di Brescia, che è stato nel tempo amministrato da diversi professionisti. Ricordo che già nei primi tempi della mia frequentazione professionale del Reparto di Seconda Ortopedia, allora diretto dal professor Giorgio Brunelli, si lamentava la fatiscenza della struttura.

- Ai tempi mi capitava di frequente di entrare in strutture ospedaliere un po’ in tutto il mondo, per motivi di apprendimento e di aggiornamento, e non provavo un vero disagio nel paragonare la nostra struttura di allora con quelle che visitavo: magari si evidenziavano soluzioni organizzative diverse che rendevano ai miei occhi il nostro ospedale «più o meno efficiente», metodi di lavoro diversi più o meno dispendiosi, sicuramente strutture con minor attenzione all’orpello (ai marmi o alla cera per terra, le strutture architettoniche avveniristiche) e maggior importanza alla salute ed al benessere del paziente; in buona sostanza una maggior attenzione a quello che il gestore di una struttura sanitaria a mio parere deve avere in conto come primo elemento di attenzione.

- Venendo allo specifico, la mia «memoria storica» si riferisce ai reparti di Ortopedia, unici ormai assieme ad alcuni settori delle Medicine, ad essere ancora esclusi da veri lavori di ristrutturazione. I pazienti (personalmente non mi piace per niente che si parli di clienti) vengono ricoverati in stanze multiple, senza alcuna possibilità di privacy, tra un letto e l’altro, con approssimati armadietti quasi sempre insufficienti.

- Inoltre è stato costruito un grosso stabile nelle adiacenze, per accogliere le sale operatorie di tutti i reparti afferenti a quel settore (scale 3 e 4) e l’unica parte non ancora agibile è proprio il Centro Operatorio delle Ortopedie.

- Se è pur vero che i reparti afferenti alle stesse scale hanno subìto recentemente «aggiustamenti» che li hanno resi almeno più ordinati e comodi per chi è costretto alla degenza, nelle Ortopedie questi «riaggiustamenti» sono consistiti nell’attivare almeno un bagno ogni 5 letti e delle pareti separatorie delle stanze rispetto al corridoio. Non si sono effettuati la copertura dei pavimenti, la controsoffittatura dei sottoservizi, ovviamente non c’è traccia di condizionamento dell’aria. Un tempo mi si rispose «che esiste un programma, che esistono delle priorità» risposta più che corretta, ma essendo passati anni da quella risposta (la prima nel 1987, poi nel 1996, nel 2002...) essendo cambiati i politici, i direttori ed i primari senza che «non fosse giunto il tempo...» mi verrebbe quasi da pensar male.

- È di questi giorni la partenza di un nuovo project financing (delibera regionale di luglio) che consentirebbe di proseguire nella ristrutturazione del nostro Ospedale civile affinché divenga rispondente agli obblighi di legge. Ebbene «le priorità dell’Ospedale Civile» pare che non siano «l’accoglienza, la degenza del paziente» ma piuttosto nuove sale operatorie che «producono Drg» cioè consentono di introitare rimborsi.

- D’altronde queste priorità non vengono decise dagli operatori (che mi risultano essere i medici) ma dai ragionieri che amministrano. - In particolare per il settore dove lavoro, l’Ortopedia, viviamo i risvolti pratici della Riforma Sanitaria Lombarda: nel nome della «competitività» ha attivato e sostiene un numero di cliniche convenzionate probabilmente al di sopra delle necessità della nostra città di 200mila abitanti. E non è un mistero che alcune di queste lavorino molto attivamente nel settore ortopedico producendo prestazioni numericamente eccezionali (magari provenienti anche da altre Asl e regioni). Che ci sia un tacito ordine a lasciare indietro proprio i reparti dell’Ospedale Civile per far lavorare di più le cliniche, che sicuramente offrono una sistemazione alberghiera migliore?

- No, non è possibile, sicuramente è un caso.

- Come è un caso che si sia attivato e convenzionato per il servizio pubblico un Pronto soccorso sito a 500 metri dal pronto Soccorso dell’Ospedale Civile (come è un caso peraltro che si siano attivati per esempio ben 6 centri di cardiochirurgia - le strutture in assoluto più costose e redditizie nel panorama sanitario - oltre ai due già presenti all’Ospedale Civile).

- Credo che i cittadini bresciani possano essere sufficientemente soddisfatti della sanità bresciana, consci anche che siamo in condizione di «esportarla» (è intuibile che i cardiopatici a Brescia non siano tanto numerosi da richiedere così tante strutture... che poi devono «produrre» interventi altrimenti sono solo un «costo» per l’Azienda sanitaria) ma qualche dubbio su quanto sperpero potrebbe essere risparmiato o indirizzato più debitamente «ai locali», forse è il caso di sollevarlo. Possiamo davvero permettercelo?

- In ultimo, mi piacerebbe capire perché la nostra professionalità di operatori non debba essere tenuta in considerazione quando si decide sulle «priorità», dal momento che siamo noi continuamente a contatto con i pazienti, non certo «chi deve far quadrare i conti».

- Dr. FABIO DI ROSA -

Dirigente medico - Clinica Ortopedica Universitaria - e 2° reparto di Ortopedia - Ospedale Civile - di Brescia -

 





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- Horacio Verbitsky
 
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