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Le vittime italiane di Kabul del 17 Settembre 2009
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Giovedì, 17 Settembre 2009: Accadde Oggi  


> La Cronaca


Familiari e amici ricordano le vittime
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MUREDDU, RINUNCIATO A MATRIMONIO PER MISSIONE
SOLARUSSA (ORISTANO) - Matteo Mureddu avrebbe dovuto sposarsi lo scorso mese di giugno. L'ha rivelato l'ex parroco di Solarussa, don Franco Murru, uno dei pochi ad aver incontrato la famiglia. "Con la fidanzata avevano deciso - ha spiegato - di sposarsi a giugno ma poi avevano rinviato per la decisione di partire per l'Afghanistan". Don Murru, che aveva parlato con Matteo per telefono una quindicina di giorni fa, lo ricorda come un grande lavoratore. La notizia ai familiari, il padre Augusto, la madre Greca e la sorella Cinzia (l'altro fratello Stefano anche lui militare della Folgore ma a Pisa è in viaggio per l'isola) è stato data poco dopo mezzogiorno dal comandante militare della Sardegna, accompagnato dal sindaco del paese, Angela Sechi. "Non ho chiesto nulla alla mamma, l'ho soltanto abbracciata forte", ha spiegato quando è uscita per tornare in comune dove ha riunito la Giunta per decidere sulla proclamazione del lutto cittadino. Nel primo pomeriggio è arrivato anche l'arcivescovo di Oristano, mons. Ignazio Sanna: "I genitori sono distrutti, avevano sentito il figlio sabato scorso per telefono. La madre voleva che tornasse ma lui era entusiasta del suo lavoro".

MADRE RANDINO, MIO FIGLIO E' UN EROE
NOCERA SUPERIORE (SALERNO) - "Mio figlio è un eroe. E' morto facendo il proprio dovere". Così la madre del caporal maggiore Massimiliano Randino, Anna D'Amato, si è rivolta al colonnello dell'Esercito Carmine Piscitelli, che si é recato in visita nella loro abitazione. Il commento della madre, che appare molto prostrata, è stato riferito ai giornalisti dal militare. "Non c'é rabbia nei genitori - ha detto l'ufficiale ai giornalisti - ma solo tanto dolore". A Nocera Superiore si terrà una cerimonia religiosa, probabilmente martedì prossimo dopo i funerali di Stato. Lo ha annunciato il sindaco Gaetano Montalbano. Intanto le bandiere degli uffici pubblici sono state esposte a mezz'asta in segno di lutto. Si giocherà invece regolarmente sabato l'incontro Vis Nocera-Battipagliese, del campionato di Eccellenza per volontà del padre di Massimiliano Randinp. Il sindaco aveva proposto il rinvio della gara in segno di lutto, ma il padre del caporal maggiore ha chiesto che si giochi regolarmente. La squadra di Nocera Superiore comunque sarà in campo con il lutto al braccio.

LA CUGINA DI FORTUNATO, AMAVA IL SUO LAVORO
TRAMUTOLA (POTENZA) - Il tenente Antonio Fortunato "era un uomo grande, maestoso, che amava profondamente il suo lavoro": così, tra le lacrime, la cugina Antonietta ricorda l'ufficiale morto nell'attentato di Kabul. Nella casa dei genitori di Fortunato, in campagna, stanno arrivando i parenti che risiedono nel paese lucano, mentre i genitori e i fratelli (Alessandro e Teresa) sono in viaggio per la Toscana. "Antonio - ha aggiunto la cugina - non veniva spesso in paese. Quando lo faceva si fermava a casa dei suoi genitori. Per me - ha proseguito Antonietta, che ha un anno meno del tenente - lui era come un fratello. Amava il suo lavoro, per lui ogni missione era un'avventura dalla quale portare a noi della famiglia qualcosa di nuovo. Per noi oggi - ha concluso - é una grandissima sofferenza".
La moglie del tenente Antonio Fortunato ha appreso in caserma della morte del marito. E' quanto ha reso noto il colonnello Benito Milani del 186/o Reggimento della Folgore di stanza a Siena. "Stamattina noi purtroppo abbiamo dovuto dare la notizia alla moglie - ha detto il colonnello Milani - che si era precipitata in caserma quando ha appreso la notizia dell'attentato, non sapendo che era coinvolto. Abbiamo dato il massimo supporto alla moglie, affiancandole anche una psicologa, so che poi successivamente è stato informato anche il bambino". Il colonnello Milani ha anche ricordato "di aver condiviso occasioni di vita in caserma e fuori con il tenente Fortunato e con gli altri caduti, tra cui, due anni fa, anche una missione in Libano".

MOGLIE VALENTE, SONO ORGOGLIOSA DI MIO MARITO

NAPOLI - "Mio marito era un paracadutista, io sono orgogliosa di lui": Stefania Giannattasio, moglie di Roberto Valente, rimasto ucciso in un attentato in Afghanistan, ha reagito così apprendendo la notizia della morte del marito. Il militare lascia anche un bambino di due anni, Simone. La donna non era in casa quando la delegazione dell'Esercito italiano ha raggiunto via Consalvo, dove a Napoli, in un parco, vivono i parenti del militare caduto. Il colonnello Luigi Masiello, assieme al generale Carlo Fortino, capo di Stato maggiore del secondo comando Fod (Forze operative di difesa) hanno raggiunto prima la madre di Valente, una donna anziana, vedova, che vive con la sorella e due figli - il fratello è la sorella di Roberto. E solo successivamente ha potuto parlare con la moglie del militare, rientrata dal posto di lavoro proprio in seguito alla comunicazione della notizia. A casa di Roberto nessuno si aspettava di vedere i militari stamattina, perché nessuno aveva appreso della morte dei soldati italiani.

PISTONAMI SCAMPATO AD ALTRO ATTENTATO A KABUL
LUBRIANO (VITERBO), 17 SET - "Giandomenico era scampato miracolosamente ad un altro attentato, sempre a Kabul, lo scorso agosto. Si era salvato nascondendosi per un giorno intero sotto un camion". Lo ha detto Annamaria, amica del militare Giandomenico Pistonami e della fidanzata. "Erano quattro anni che Giandomenico partecipava alla missione di pace in Afghanistan - aggiunge Annamaria - voleva mettere da parte i soldi per sposarsi. Amava il suo lavoro era consapevole dei rischi che correva ma era convinto che le missioni internazionali avrebbe riportato la pace in Afghanistan. Invece ci ha lasciato la pelle". Il caporalmaggiore Pistonami abitava con i genitori alla periferia di Lubriano (Viterbo), vicino al campo sportivo.
Avrebbe dovuto far ritorno in Italia tra 40 giorni Giandomenico Pistonami, il caporalmaggiore di Lubriano (Viterno) morto oggi nell'attentato a Kabul. Lo ha rivelato un amico di famiglia, in attesa di entrare nella casa dei genitori, stracolma di gente. "Conoscevo bene Giandomenico, anche se da alcuni anni si era arruolato nell'Esercito e veniva saltuariamente a Lubriano - ha detto - io l'ho incontrato l'ultima volta circa un mese fa. Sono qui - ha aggiunto - per fare le condoglianze ai genitori, ma temo di non trovare le parole per esprimere il mio cordoglio". Nell'abitazione dei Pistonami c'é una processione ininterrotta di gente.

DAVIDE RICCHIUTO RISIEDEVA NEL SALENTO

TIGGIANO (LECCE) - Davide Ricchiuto aveva 26 anni ed è il secondo di tre figli: il fratello maggiore si chiama Ippazio, e la sorella minore Anna Lucia. Il padre Angelo, che da giovane era emigrato in Svizzera, è rientrato da tempo nel paese d'origine con tutta la famiglia e attualmente lavora in una ditta di costruzioni. La madre è casalinga. Il giovane, che aveva la funzione di autista di mezzi militari, non era alla prima missione in Afghanistan. Appena possibile tornava sempre in paese a casa dei suoi.

 





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