Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
Mercoledì, 22 Ottobre : 2008
Lettera al Sindaco di Pax Christi sul "bonus bebè"
Gentile direttore, le inviamo questa Lettera aperta al sindaco di Brescia, On. Adriano Paroli.
Egregio signor Sindaco,
anche il gruppo bresciano di Pax Christi intende intervenire nel dibattito generatosi dalla manifestata volontà dell'Amministrazione comunale di introdurre il cosiddetto «bonus bebè» alle sole famiglie bresciane.
Certamente anche Lei conosce e si riconosce nel significato della parola greca «Polis», ma alcune scelte Sue, e della Sua giunta, ci pare contrastino - e non poco! - con tale significato: il fatto che tutti i cittadini liberi partecipino e soggiacciano alle stesse norme di diritto.
Poiché Lei è Sindaco di una città nella sua interezza (composta da chi l’ha scelta come amministratore, da chi ha preferito altri candidati, oltre che da cittadini che non hanno potuto votare), intendiamo sottoporLe alcune nostre considerazioni circa il provvedimento che Ella intende adottare a proposito del «bonus bebè»
Perché escludere gli immigrati, che sono cittadini a tutti gli effetti? Vivono a Brescia, lavorano nelle nostre case e nelle nostre industrie, pagano le tasse, pagano affitti spesso esorbitanti, affrontano problemi più gravi dei nostri non avendo spesso reti parentali estese su cui contare, eppure dimostrano fiducia nella vita e nel futuro più di noi, bresciani, che di figli ne facciamo sempre meno.
Perché escluderli da questo provvedimento? Siamo convinti che 1.000 euro siano poca cosa per le famiglie ricche o benestanti e che invece possano essere un aiuto importante per chi - bresciano e non - fatica ad arrivare alla fine del mese. Ma siamo altrettanto convinti che l'aspetto più grave di questo provvedimento non sia di natura economica quanto la natura stessa della discriminazione. Con questo provvedimento così come con altri, per esempio l’abbattimento dei campi Rom (con tanto di «brindisi celebrativo» a conclusione dell’«evento») sentiamo di essere di fronte ad esclusioni francamente inaccettabili..
Da un buon amministratore non ci aspettiamo che presenti le sue credenziali religiose, ma che sappia amministrare con giustizia la città. Crediamo che la proposta, Sua e della Sua giunta, di elargire 1.000 euro ai soli bambini figli di bresciani sia fortemente discriminatoria e in netto contrasto anche con i valori di solidarietà, rispetto e «prossimità» propri della società civile.
Sosteniamo con forza l’intervento del nostro Vescovo che, con parole chiare ponendosi al fianco dei più deboli, invita ad operare affinché questo gesto politico concreto «non rischi di rendere la società più frammentaria».
Così come ci ritroviamo peraltro nelle parole di Don Tonino Bello, vescovo pugliese Presidente nazionale di Pax Christi, morto nel 1993: «L’Altro è colui senza il quale vivere non è più vivere. Tragedia non è il conflitto, l’alterità, la differenza bensì la confusione e la separazione».
Speriamo che Voglia considerare con attenzione anche questa nostra riflessione.
Pax Christi
Punto Pace di Brescia
Egregio signor Sindaco,
anche il gruppo bresciano di Pax Christi intende intervenire nel dibattito generatosi dalla manifestata volontà dell'Amministrazione comunale di introdurre il cosiddetto «bonus bebè» alle sole famiglie bresciane.
Certamente anche Lei conosce e si riconosce nel significato della parola greca «Polis», ma alcune scelte Sue, e della Sua giunta, ci pare contrastino - e non poco! - con tale significato: il fatto che tutti i cittadini liberi partecipino e soggiacciano alle stesse norme di diritto.
Poiché Lei è Sindaco di una città nella sua interezza (composta da chi l’ha scelta come amministratore, da chi ha preferito altri candidati, oltre che da cittadini che non hanno potuto votare), intendiamo sottoporLe alcune nostre considerazioni circa il provvedimento che Ella intende adottare a proposito del «bonus bebè»
Perché escludere gli immigrati, che sono cittadini a tutti gli effetti? Vivono a Brescia, lavorano nelle nostre case e nelle nostre industrie, pagano le tasse, pagano affitti spesso esorbitanti, affrontano problemi più gravi dei nostri non avendo spesso reti parentali estese su cui contare, eppure dimostrano fiducia nella vita e nel futuro più di noi, bresciani, che di figli ne facciamo sempre meno.
Perché escluderli da questo provvedimento? Siamo convinti che 1.000 euro siano poca cosa per le famiglie ricche o benestanti e che invece possano essere un aiuto importante per chi - bresciano e non - fatica ad arrivare alla fine del mese. Ma siamo altrettanto convinti che l'aspetto più grave di questo provvedimento non sia di natura economica quanto la natura stessa della discriminazione. Con questo provvedimento così come con altri, per esempio l’abbattimento dei campi Rom (con tanto di «brindisi celebrativo» a conclusione dell’«evento») sentiamo di essere di fronte ad esclusioni francamente inaccettabili..
Da un buon amministratore non ci aspettiamo che presenti le sue credenziali religiose, ma che sappia amministrare con giustizia la città. Crediamo che la proposta, Sua e della Sua giunta, di elargire 1.000 euro ai soli bambini figli di bresciani sia fortemente discriminatoria e in netto contrasto anche con i valori di solidarietà, rispetto e «prossimità» propri della società civile.
Sosteniamo con forza l’intervento del nostro Vescovo che, con parole chiare ponendosi al fianco dei più deboli, invita ad operare affinché questo gesto politico concreto «non rischi di rendere la società più frammentaria».
Così come ci ritroviamo peraltro nelle parole di Don Tonino Bello, vescovo pugliese Presidente nazionale di Pax Christi, morto nel 1993: «L’Altro è colui senza il quale vivere non è più vivere. Tragedia non è il conflitto, l’alterità, la differenza bensì la confusione e la separazione».
Speriamo che Voglia considerare con attenzione anche questa nostra riflessione.
Pax Christi
Punto Pace di Brescia














































