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“LIVE! ASCOLTI RECORD AL PRIMO COLPO”
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francesco capozzi
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 “LIVE! ASCOLTI RECORD AL PRIMO COLPO”
Venerdì 27 Marzo : 2009
Kate è una spregiudicata producer tv in caccia di una idea che possa far tornare il suo network al successo: realizza un reality basato sulla roulette russa, con morto. L’attrice di origine cubana e di conturbante bellezza Eva Mendes, grazie al successo conseguito in altre più recenti pellicole,ha potuto rilanciare questo film di qualche anno fa, di cui è anche produttrice. Qui si tenta un’operazione di lettura dei meccanismi televisivi. Lo share a tutti i costi che non arretra di fronte a nessuna obiezione di natura morale: anche a costo, anzi proprio grazie al fatto di dare in pasto al pubblico il morto ammazzato in diretta, soprattutto se di propria mano. Lo spunto non è del tutto originale; ma è qui sviluppato con notevole coerenza narrativa. Kate non è solo energica e molto determinata: ma ha capito con altrettale chiarezza quali sono gli interessi che mettono in moto i meccanismi che fanno funzionare il network. Con assoluto cinismo riesce ad aver ragione di ogni obiezione. Ad esempio circa la liceità morale di far veder un morto in diretta, parla di “libertà di pensiero” da difendere ad ogni costo: e sconfigge ogni titubanza di livello giuridico; sa di vellicare l’istinto profondamente mortuario della società americana “profonda”, inzuccherandolo col più bieco pietismo e ipocrita sentimentalismo familistico. Mette in questa frittata pure una spruzzata di diritti civili con un concorrente gay e messicano, però facendo terminare il suo clip di presentazione con un’improbabile, che diventa grottesca, esibizione del tradizionale mariachi. La montagna di soldi che scaturisce dalla pubblicità e dagli sponsor tacita e accorda tutti, anche i politici contrari. Come il fatto di mandarla in onda in una fascia protetta d’orario non farà che catturare l’attenzione giovanile, ecc. Insomma, la finezza e la profondità delle notazioni specifiche fa capire che il regista, anche sceneggiatore, conosce, e bene, dall’interno la tv. Non si fa illusioni. E la qualità sta proprio che tutto il gioco è retto dalla pirotecnica forza della presenza della protagonista: lei avviluppa tutti tra le spire della sua intelligenza, anche se sembra che stiamo guardando una bambola super sexy. Ma il suo essere bellona diventa un fatto marginale, è solo un accessorio in più al suo magnetismo leaderistico. Il film si presenta come un mockumentary, cioè un finto documentario con le riprese sempre in soggettiva di una videocamera che riprende lo show e il backstage: da “Blair witch project” (99) in poi è diventato quasi un vezzo; ma qui ha un sua funzione di stile: aiuta meglio a precisare i ruoli e gli ambienti. Il film si regge sul non moralismo dell’insieme.
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#1 Ven 27 Mar, 2009 00:33 |
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