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Luce e gas, la corsa ai «prezzi bloccati»
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  Sabato, 19 Dicembre 2009    g. gal., GdB


Luce e gas, la corsa ai «prezzi bloccati»  

Da A2A a Enel, le multiutility lanciano campagne che propongono costi fissi in bolletta o tariffe su misura. I gestori spiegano perché

Apri la cassetta della posta e ci trovi una comunicazione del fornitore di energia elettrica o gas che ti propone di aderire ad un’offerta in virtù della quale il prezzo della tua bolletta resta bloccato per uno o più anni. Poi accendi la tv e un noto attore, scampanellando al portone di un qualunque condominio d’Italia, ti informa che esistono tariffe su misura per le tue esigenze di consumo. E se poi ti addentri tra le mille pieghe di Internet, altre offerte ancora - flat o a consumo, con prezzi più o meno bloccati - si palesano ai tuoi occhi. Un pizzico di disorientamento ti coglie: perché tutte queste proposte? Che succede se non rispondo e non invio l’eventuale modulo di adesione recapitatomi a casa? Diversi lettori hanno manifestato simili dubbi. Ma i gestori che contano più utenti nel Bresciano sono unanimi nel confermare che la mancata risposta, nulla cambia rispetto alle tariffe e alle condizioni contrattuali precedentemente concordate.

Il caso di A2A e «Stai con noi»
A cominciare da A2A - 1,5 milioni di utenti tra Brescia, Bergamo e Milano di cui circa 350-400mila nella nostra provincia - che ha proposto dalla scorsa estate con un’apposita comunicazione a migliaia di utenti un pacchetto a prezzo bloccato per due anni, quello previsto dalla campagna «Stai con noi». Se l’intento di fidelizzazione del cliente, nello scenario ormai decennale del mercato libero dell’energia elettrica e di quello di poco più recente del gas, è implicito nel nome della campagna, le ulteriori ragioni di questa scelta sono illustrate da Paolo Bellometti, responsabile marketing di Asmea. «Nei primi sei mesi dell’anno il prezzo del petrolio - una delle fonti necessarie alla produzione di energia elettrica e gas, e dunque uno dei fattori che concorrono alla definizione delle tariffe del mercato tutelato, tenendo conto dell’andamento del prezzo nei 6/9 mesi antecedenti, ndr - è sceso. Ma tenderà ora a rialzarsi. Di qui, nell’ultimo trimestre - cadenza con la quale l’Autorità garante per l’Energia e il Gas aggiorna massimi e minimi tariffari di riferimento - sono già aumentate le tariffe dell’energia elettrica, in quello prossimo risaliranno anche quelle del gas. Di qui la proposta di tariffe bloccate per due anni: all’azienda questo offre garanzie di copertura dei costi delle commesse, e l’azienda ne riversa parte dei benefici anche sugli utenti finali». Già circa 100mila clienti hanno aderito. E chi invece non risponde alla proposta di adesione? «Nulla cambia rispetto alle condizioni contrattuali esistenti».
Enel e la bolletta secondo le taglie

Enel - che nel Bresciano conta circa 560mila clienti - ha lanciato da parte sua la campagna «Tutto compreso» - promossa in primis attraverso spot televisivi - con la quale offre all’utente la possibilità di scegliere una tariffa «all inclusive» su misura. «Si tratta - spiegano all’Enel - di una scelta prettamente commerciale che però garantisce risparmio e, a chi aderisce entro il 31 gennaio, un mese gratis». Ma certo si intuisce anche il tentativo di smuovere un mercato «libero» in realtà piuttosto immobile (si veda più sotto).

In tempo di crisi, da ultimo, non va dimenticata, la convenzione stipulata da tutti le principali aziende del settore operanti nel Bresciano - tra cui Lineagroup, che conta circa 50mila utenti - assieme ad Acb, sindacati, Loggia e Provincia che consente alle famiglie con lavoratori in cassa integrazione, in mobilità o licenziati dopo il 30 settembre 2008 di rateizzare le bollette di luce e gas.

E SE NON RISPONDO?
Cosa succede se non si risponde ad una proposta recapitata per posta da un fornitore di energia elettrica che offre tariffe a prezzo bloccato per un determinato periodo per i consumi di corrente o gas?
La risposta che diversi lettori si sono posti ha trovato unanime risposta da parte dei gestori medesimi: non succede assolutamente nulla. Le condizioni contrattuali preesistenti restano del tutto invariate. Alla base dei pacchetti proposti, ragioni differenti: dalla volontà di fidelizzare il cliente a quella di smuovere il mercato libero del settore, fino a garantire all’utente un vantaggio derivante dal temporaneo ribasso del costo del petrolio

«BONUS GAS» PER LE FAMIGLIE BISOGNOSE
Dal 14 dicembre, alle famiglie bisognose è data possibilità di richiedere un bonus che prevede uno sconto annuo del 15% circa (al netto da imposte) sulla bolletta del gas naturale, con riduzioni che possono arrivare fino a 160 euro per le famiglie fino a 4 componenti, o fino a 230 per le famiglie numerose. Il bonus ha valore retroattivo a tutto il 2009, per le domande presentate entro il 30 aprile 2010, e ha finalità analoghe a quello per la corrente già varato. La richiesta va avanzata al proprio Comune. Dettagli su www.autorita.energia.it (si veda anche QUI)

Mercato libero, effetti contenuti
Dieci anni fa, recependo una direttiva Ue, l’Italia ha liberalizzato il mercato dell’energia elettrica, dal 1962 ad allora gestito in regime di monopolio da Enel, che era azienda di Stato. E un anno più tardi, analogo provvedimento fu adottato anche per quanto attiene il settore del gas. Il tutto nella speranza che i meccanismi concorrenziali del mercato si traducessero in vantaggio economico per gli utenti finali.
Ma cos’è cambiato in questi dieci anni? Un bilancio lo traccia sull’ultimo numero di «Via Sarfatti 25», il mensile dell’Università Bocconi di Milano, Francesco Gullì, professore associato di economia applicata presso l’ateneo milanese.
Un bilancio con più ombre che luci. In sostanza, afferma il docente, i prezzi al consumo dell’energia elettrica per uso domestico sono sì scesi - nell’ordine del 10-20% - ma la diminuzione, per l’esperto, è da ricondurre più alla regolamentazione dei costi di trasporto e distribuzione che la liberalizzazione in sé. Calati invece appaiono i prezzi del gas, ma l’incidenza delle tasse vede l’Italia in forte disparità rispetto ai Paesi Ue.

 





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